23/06/12

Live report: Pearl jam - MEN Arena, Manchester 21/06/2012


Mi apprestavo a vedere per la quinta volta i Pearl jam dal vivo e la mie domande erano le seguenti:
mi emozioneranno come un tempo? Li avró visti troppe volte? E' il momento di smetterla?
Non so, probabilmente avranno fatto sentire questi miei dubbi alla band, che apre il concerto e mi da un cazzottone in faccia con Go (la aspettavo da 4 concerti!!), seguita da Animal e Hail Hail.

La meravigliosa MEN Arena di Manchester é gremita, il pubblico é molto caldo e molto partecipe, (avevo sentito che i concerti fuori dall'italia erano spesso freddi, beh, stronzate, l'atmosfera era fantastica) e il gruppo prosegue alla grande con I Am mine e Wishlist (pure questa agognata da 4 concerti!). Insomma, se il mio dubbio era quello di non emozionarmi, devo dire che ho avuto l'effetto opposto, non riuscivo a smettere di cantare, perché i Pearl jam stasera hanno sfoderato una scaletta piena zeppa di pezzi che non suonano quasi mai (o perlomeno, poco di frequente) e ai fan accaniti (me medesimo) questa cosa piace, e pure parecchio.

Per chi non lo sapesse, i Pearl jam stravolgono la scaletta da sera a sera, portando in giro gran parte del loro repertorio, e non le solite 20 canzoni suonate in tutte le date, come fanno il 99% dei gruppi.
Hanno suonato due sere consecutive a Manchester e credo che le due scalette abbiano avuto in comune solo 2-3 pezzi.

Eddie Vedder era ubriaco quanto basta per essere superdivertente (e per sbagliare diverse strofe, come gli succede spesso), Mike Mcready superenergico, simpatico e svagato come al solito, Stone Gossard e Jeff Ament il solito motore della band e Matt Cameron (presentato da Eddie come il business-man, perché al momento é in tour sia con i Soundgarden che con i Pearl jam) si conferma un batterista eccezionale.


Se avete avuto delle band, quante volte vi sará capitato di maledire il batterista perché non riesce a dosare a dovere i suoi colpi? Bene, a me tante. Suonare in una band con Matt Cameron deve essere meraviglioso, la sua "pacca" cambia diverse volte anche durante la stessa canzone. Sembra una cosa banale, ma non lo é, e non tutti i batteristi professionisti lo fanno.


Dopo la consueta, immancabile Even flow (l'unica canzone che fanno SEMPRE, non so perché), ecco che la band tira fuori dal cilindro altre chicche: Lukin, Down, Deep (che non suonavano in Europa dal 93!), Present tense e una Save you che mi ha fatto andare assolutamente fuori di testa.
Dopo una cantatissima Better man, la band si ritira e comincia con i Bis. Ero giá soddisfatto cosí, ma la band (dopo aver ringraziato i validissimi supporter X) non cambia registro e continua a regalarci delle perle: Inside Job (con Mike con la doppio manico!), la dolcissima Off He goes (anche questa agognata da sempre)  e soprattutto HitchHiker, che debutta live dopo piú di 10 anni!
In realtá l'esecuzione di quest'ultima ha lasciato abbastanza a desiderare, Mike si girava verso gli altri cercando di vedere gli accordi, gli altri ridevano.. é stato un po' un patatrac, ma é stato bello cosí.

Verso la fine del concerto, pezzi un po piú "per tutti" come Just breathe, Rvm (ma che hanno combinato durante la parte centrale?), la cantatissima Alive e la conclusiva Yellow ledbetter con le solite luci accese, che manda tutti a casa contenti.
A me manda a casa con il ricordo vivo di uno dei piú bei concerti della mia vita.

Canzoni preferite della serata: Go - Save you- Off he goes


18/06/12

Recensione: Faith no more - The real thing (1989)


La varietà!
Come ho scritto in questo articolo, mi piacciono gli album vari, con tante idee diverse.
Beh, a memoria non credo ci sia un album più vario di questo, The real thing, infatti, sotto questo punto di vista è un capolavoro assoluto: troviamo canzoni funky/crossover (Epic, probabilmente la più famosa hit della loro discografia), heavy metal (Surprise! You're Dead! che ricorda molto gli Annihilator) da Pianobar (Edge of the world), cover (la mitica War pigs dei Black sabbath) e strumentali (Woodpecker From Mars), il tutto condito con un pizzico di Progressive e Hip hop. Tutto questo é The real Thing, siore e siori.

Ad impreziosire l'album c'è il genio Mike Patton (qui al debutto assoluto, sostituendo Chuck Mosley), che ci regala linee vocali meravigliose e testi assolutamente schizofrenici. Cito Zombie eaters su tutte. A proposito, avete mai sentito una canzone con un titolo del genere che comincia in modo così raffinato?. Patton con la sua voce istrionica e (solo in quest'album) leggermente nasale, fa spesso il verso a Anthony Kiedis dei Red hot chili peppers, che infatti ai tempi non gradì per nulla l'album.
La title track The Real thing è la più lunga del disco con i suoi 8 minuti abbondanti ed è il brano di più difficile assimilazione, ma probabilmente è la mia preferita del lotto, con quel buontempone di Mike Patton che cambia continuamente registro vocale ed il batterista Mike bordin con un gusto ed un tocco sempre micidiale. Ottimo anche l'inizio energico di From out of nowhere, che gli Helloween riprenderanno nel loro album di cover. L'unico pezzo che invece mi lascia abbastanza indifferente é Underwater love, non male ma sicuramente non all'altezza del livello medio dell'album.

Parlando di testi schizofrenici, non posso fare a meno di citare Edge of the world che chiude romanticamente il disco con la frase "I'd kill my mother to be with you". Patton qui un po' estremo, forse.

Cavolo, questo disco ha 21 anni ed è molto più avanti di molte uscite attuali. Se amate la follia e la varietà, questo disco è imprescindibile.

Voto 90/100

Top tracks: Epic, The real thing, Zombie Eaters
Skip song: Underwater love

Tracklist:
01. From Out Of Nowhere
02. Epic
03. Falling To Pieces
04. Surprise! You're Dead!
05. Zombie Eaters
06. The Real Thing
07. Underwater Love
08. The Morning After
09. Woodpecker From Mars
10. War Pigs
11. Edge Of The World

16/06/12

Recensione Halestorm - The strange case of.. (2012)


Ma porco cane, perché??? Perché??? Ho ascoltato gli Halestorm dal vivo e vi assicuro che sono una bomba, veramente una bella sorpresa, ma sto disco... ma... ma perché???? Dannati produttori, dannato marketing, dannato music businness.. dannati ragazzini....

Tornato dal concerto (hanno aperto per Slash) non vedevo l'ora di ascoltare Love bites, che dal vivo mi era piaciuta un casino. Torno a casa e ascolto sta porcheria: tutta la grinta e l'aggressivitá del pezzo, soffocata dalla produzione.

Se non capite di cosa parlo, provate ad ascoltare il ritornello, prima da studio e poi dal vivo. Vi metto i link qui sotto. Fatto? Avete visto? Lzzy Hale dal vivo ha una grinta e una voce che raramente mi é capitato di ascoltare live, ma su disco perde quasi tutta la sua potenza.

Il disco, grazie alla superba produzione, é destinato al ragazzino medio americano, che ascolta Mtv- Avril Lavigne. Cosí, I miss the misery, Mz. Hyde, Freak like me, che sono dei pezzi davvero validi, risultano veramente troppo easy listening, con dei ritornelli ritagliati apposta per i media, con 1000 voci, cori e coretti in sottofondo, quando di voce ne basterebbe solo una.

Oltre a depotenziare tutti i pezzi di buona fattura, qualcuno ha ben pensato di inserire 3-4 canzoni stile Beyonce - Cristina Aguilera (Beautiful with you, In your room, Break in), cosí la frittata é fatta. Bravi.

Se volete ascoltare gli Halestorm andate a sentirli live a qualsiasi costo, ma buttate sto disco, per caritá.

Voto 40/100 (alla produzione)

Da ascoltare a tutti i costi (live): Love bites, freak like me
Skip songs: Beautiful with you, In your room, Break in

TRACKLIST:
01. Love Bites (So Do I)
02. Mz. Hyde
03. I Miss the Misery
04. Freak Like Me
05. Beautiful with You
06. In Your Room
07. Break In
08. Rock Show
09. Daughters of Darkness
10. You Call Me a Bitch Like It's a Bad Thing
11. American Boys
12. Here's to Us 
 

Recensione Flying colors - Flying colors (2012)


Lo confesso: mi sono avvicinato al disco per ascoltare il 1358734705823404 progetto di Mike Portnoy. Ennesimo supergruppo: il giá citato batterista, Steve Morse, Neal Morse, Dave La Rue e Casey McPherson (ma chi é questo?). Sará il solito progetto per far soldi? Beh probabilmente lo é, ma il risultato é dannatamente buono. Il tutto suona un po' come gli Spock's beard ma impreziositi da una chitarra superiore, che é quella di Steve Morse, che di gusto, suono e tecnica ne ha da vendere, e in questo disco lo dimostra.

Le canzoni suonano sí piene di tecnicismi (sempre di un album prog parliamo), ma anche molto orecchiabili, per dei suoni abbastanza morbidi e soprattutto per il cantato rilassato e sempre in primo piano di Casey Mc Pherson (quello di prima), che alla fine forse risulterá un po' troppo "piatto" e con molte meno frecce al proprio arco di quante non ne abbiano i suoi colleghi, ma che da al progetto quel tocco particolare che magari non avremmo trovato con un cantante "in linea" con gli altri.

Oltre a tanti pezzi ispirati (l'opener Blue ocean su tutti), non mancano canzoni che spingono il piede sull'acceleratore (All falls dows), alcune piú "solide" (Shoulda Coulda Woulda, con uno splendido drumming iniziale), quelle radiofoniche (Love is What I’m Waiting For)  e l'immancabile canzone cantata da Portnoy (la ballad Fool in my heart), che comunque é presente in modo massiccio anche nei cori.

Il disco scorre via che é una bellezza, sempre molto ispirato (a parte forse Better than walking away, leggermente piatta), ben realizzato, con un suono magnifico e meno prolisso di quello che ci si possa aspettare (a parte la conclusiva Infinite fire di ben 12 minuti), con i musicisti che danno quanto ci si aspetta da loro, senza essere mai invadenti e predominare sugli altri (vero Portnoy?).

Se vi piace il prog rock ascoltatelo, vi piacerá di certo. Gemma inaspettata.

VOTO 85/100

Best songs: Blue Ocean, All falls down, Infinite fire

Tracklist:
01 : Blue Ocean (7:05)
02 : Shoulda Coulda Woulda (4:32)
03 : Kayla (5:20)
04 : The Storm (4:53)
05 : Forever in a Daze (3:56)
06 : Love is What I’m Waiting For (3:36)
07 : Everything Changes (6:55)
08 : Better Than Walking Away (4:57)
09 : All Falls Down (3:22)
10 : Fool in My Heart (3:48)
11 : Infinite Fire (12:02)

Band:
Steve Morse: Lead and Rhythm Guitar
Casey McPherson: Vocals, Keyboards, Rhythm Guitar
Neal Morse: Keyboard, Vocals
Dave LaRue: Bass Guitar
Mike Portnoy: Drums, Percussion, Vocals

15/06/12

Recensione Europe - Bag of bones (2012)


Ma che, sono gli Europe di The final countdown?!? Non erano tutti morti? Suonano ancora? Ho parlato diverse persone degli Europe e le risposte che mi hanno dato, sono più o meno quelle qui sopra. Quindi la risposta ufficiale è: si, gli Europe suonano ancora e non sono affatto male!

Prodotto da Kevin Shirley (Ancora lui?!?!?! mmo basta veramente però),
questo Bag of bones è probabilmente il loro disco migliore della loro "seconda vita",
se escludiamo lo splendido live Almost unplugged di qualche anno fa.
Inutile dire che se vi aspettate tastieroni ammiccanti come quelle della famosa hit, pezzi da classifica come "Carrie" o Joey Tempest con i parrucconi, potete anche lasciar perdere questo disco.

Le influenze presenti in Bag of bones sono decisamente blues rock e il richiamo ai Led Zeppelin è evidente e forte in diverse canzoni (My woman my friend e Drink and a smile potrebbero benissimo essere stati scritte da Page/Plant), a sottolineare questo aspetto ci pensa Joe Bonamassa, ospite nella title track.

L'album, in verità, si apre alla solità maniera dei "nuovi" Europe, Riches to Rags (quanto è brutto il riverbero nella voce di Tempest?), il singolo Not supposed to sing the blues e Firebox hanno le stesse caratteristiche che avevano i pezzi degli album precedenti: canzoni senza pecca, ma abbastanza senz'anima, di facile e piacevole ascolto, ma alle quali manca quel qualcosa in più che ti spinga a cercarle.

Discorso diverso quando si cambia registro, alzando o abbassando il ritmo (togliendo il pilota automatico, insomma): la variegata Bag of bones, Demon head e Mercy you mercy me (dove i riff pesanti di John Norum ricordano il lato street di Slash con il suono di Zakk Wylde) e soprattutto la bellissima ballad conclusiva Bring it all home (che bellezza i soli e le parti di chitarra).

Un disco variegato, ben suonato ben cantato e ben interpretato (e ben...), nonostante qualche passaggio con il "pilota automatico". Consigliato.

Voto 68/100

Top tracks, Mercy You Mercy Me, Bring It All Home
Skip Song: Demon head (solo perchè è uguale a 1000 altre canzoni di Norum & C.)

Tracklist:

01. Riches To Rags
02. Not Supposed To Sing The Blues
03. Firebox
04. Bag Of Bones
05. Requiem
06. My Woman My Friend
07. Demon Head
08. Drink And A Smile
09. Doghouse
10. Mercy You Mercy Me
11. Bring It All Home

13/06/12

Recensione Pantera - Vulgar Display of Power [20th Anniversary Edition] (2012)


Conosciamo tutti quest’album, no? No??? Nooo?

Bene, nel caso non lo conosciate (o lo conosciate), sappiate che é da poco uscita l’edizione “20esimo anniversario”, praticamente una scusa per rivendercelo (e per riacquistarlo) a prezzo pieno, anche se possiamo giustificare la spesa con  Il DVD allegato del “live in Italia ” e il nuovo brano Piss, ovvero un escluso (eccellente?) della prima stesura.

11/06/12

Opinione: il rock sta morendo?


Il rock sta morendo? Guardate questi quassú.

La riflessione nasce spontanea,guardando qualsiasi bill di qualsiasi festival: prendiamo il gods of metal di quest'anno, gli headliner saranno:
-Manowar (30 anni di attivitá)
-Guns n' roses (che preferisco chiamare Axl rose, comunque 25 anni di attivitá),
-Motley crue (30 anni di attivitá)
-Ozzy Osbourne (devo davvero contare?)

09/06/12

Recensione: Zakk Wylde - Book of shadows (1996)


Volete un disco da portare con voi per sempre?
Eccolo qui , Book of shadows, di quell'uomo misurato e contenuto che risponde al nome di Zakk Wylde!

Il biondo polistrumentista ci mostra in questa occasione il suo lato docile e melodico regalandoci questa piccolo capolavoro.

Book of shadows é un disco introspettivo, rilassato, per tutte le occasioni, suonato e prodotto con una classe immensa. Il disco si apre con uno splendido scorcio country (Between heaven and Hell) seguito da meravigliose ballad (Road back home, Way beyond Empty) e stupendi pezzi introspettivi e cupi quali Dead as yesterday, Too numb to cry e I Thank you my child. Su internet troverete una tenerissima versione di quest'ultima, cantata con la destinataria di questa canzone, ovvero la figlia, anzi, guardate che faccio, vi posto io il link. Poi non dite che non vi voglio bene.

Tornando a noi...Le canzoni citate valgono da sole l'acquisto del disco, ma in generale tutte le canzoni sono all'altezza, eccetto 1,000,000 Miles Away, che proprio brutta non é ma che ho sempre pensato non ci azzecchi proprio nulla con il resto, essendo irragionevolmente piú aggressiva della media.

La voce di Zakk é al top (per il sottoscritto) qui ancora lontana dalla non necessaria pesantezza che la contraddistinguerá nella successiva carriera con i BLS. Le chitarre e il pianoforte in Book of shadows sono sempre all'altezza della situazione, accompagnano quando devono accompagnare e incidono quando devono incidere, cosí come gli assoli, mai fuori posto e sempre di altissima fattura. Insomma, per quanto mi riguarda, lo Zakk definitivo che mette in evidenza il suo lato folk e country senza dimenticare le sue radici southern. Il biondo chitarrista qui é alle prese con praticamente tutti gli strumenti, a parte la batteria suonata da Joe Vitale e il basso suonato da James Lo Menzo: lo vedremo quindi all'armonica, al piano, alle tastiere, ai cori e al basso nella giá citata 1,000,000 Miles Away.

In futuro Mr. Wylde riproverá a ricreare la grandezza di questo disco con Hangover Vol VI e soprattutto con il secondo capitolo (clicca per la videorecensione), ma i tempi (e la voce) purtroppo sono cambiati e il risultato non sará lo stesso.

Book of shadows é un disco per tutte le occasioni, che non stanca mai.

VOTO 88/100

Top tracks: Road back home, Way beyond empty, I thank you child
Skip song: "1,000,000 Miles Away"

Tracklist:
"Between Heaven and Hell" – 3:26
"Sold My Soul" – 4:52
"Road Back Home" – 5:48
"Way beyond empty" – 5:25
"Throwin' It All Away" – 5:47
"What You're Look'n for" – 5:31
"Dead as Yesterday" – 2:51
"Too Numb to Cry" – 2:23
"The Things You Do" – 4:11
"1,000,000 Miles Away" – 6:29
"I Thank You Child" – 4:41

07/06/12

Live report: Slash at @Hammersmith - London 06/06/2012 (special guest Halestorm + innominati)

Innominabili e Halestorm (opener)


Ignorando completamente il primo gruppo che era così fetido da non meritare neanche di essere menzionato,passo al gruppo spalla ufficiale: gli Halestorm.
Ma chi sono sto ragazzini, e soprattutto chi è sta ragazzetta? La mia domanda dura circa dieci secondi. Sta ragazza spacca i culi! Tiene il palco come il più navigato dei cantanti e ha una voce P-A-Z-Z-E-S-C-A! Corro a procurarmi qualcosa, perché mi hanno fatto divertire un sacco...

SLASH:
Probabilmente invidioso della linea da Oronzo Canà di Axl, anche il buon Slash si presenta bello paffuto, con un notevole doppio mento e con la panza che sporge dalla sua consueta Les Paul.
Il concerto parte a mille con la nuova e ottima One Last thrill seguita da Ain't been there lately. Subito notiamo che Myles kennedy non tocca la chitarra,provando a fare esclusivamente il frontman. Lui un gran frontman non è, (frontman ci si nasce,non ci si diventa) ma lui ce la mette tutta, raggiungendo anche un discreto risultato finale. Il concerto passa per classici dei Guns n' roses, tutti presi in prestito da Appetite for Destruction, e canzoni da tutto il repertorio di Slash, dagli Snakepit ai Velvet revolver (solo una, in verità). Spiccano tra queste Rocket queen (la mia preferita, stasera con un lungo solo nella parte centrale del pezzo) e la preferite dal pubblico Sweet child o mine, che Myles canta in maniera impeccabile. Superbo soprattutto il finale. Perfetto.


05/06/12

Recensione: Adrenaline mob - Omertá (2012)

Siore e siori, ecco a voi il progetto N.12353 di Mike Portnoy!!!trrrrrrrrdshh (rullata con piatto finale).
Solitamente apprezzo quando un musicista ha un progetto parallelo o un'altra band alla quale presta servizio, ma mi sembre che qui si stia esagerando.
In quanti gruppi ha suonato Mike Portnoy? Chi se li ricorda tutti alzi la mano.

01/06/12

Live Report: Guns n' Roses - 02 Arena, London 31/05/12

PROLOGO + THIN LIZZY (gruppo di supporto)

Arrivato con largo anticipo al magnifico capannone dell'02 Arena, vago guardando questo e quello, quando la polizia mi avvista e decide che sono un borseggiatore.
Ho l'aspetto così losco? Eppure mi ero appena fatto la barba.
Dopo avermi controllato da cima a fondo, si accorgono che non lo sono e mi lasciano entrare nell'area concerti, dove la guardia mi dice che la mia videocamera portatile non è ammessa. Adesso, posso capire la decisione, ma che senso ha requisire la mia vecchia videocamera e fare entrare milioni di macchine fotografiche/Ipad/Iphone che probabilmente fanno video migliori della mia vecchia videocamera? Mi è capitato anche in altri concerti, quelli con le macchine fotografiche riprendono tranquillamente il tutto (magari in Hd), ma appena tiro fuori la mia videocamera, mi stoppano immediatamente. Boh.

I Thin lizzy ultimamente mi perseguitano. E' la terza volta in un anno che li vedo, qualunque cosa/gruppo vada a vedere, ci sono loro. Non mi dispiace poi troppo, perchè sono sempre gradevoli da vedere, capitanati da un magnifico Ricky Warwick (forse un po' troppo aggressivo stasera), che seguo dai suoi inizi carriera quando capitanava gli Almighty. L'esibizione della band è buona e i classici Dancing in the moonlight, Whiskey in the jar e the boys are back in town, fanno sempre presa sul pubblico.
Adesso basta, voglio parlare di quel bafonchione di Axl.


GUNS N' ROSES (o quel che ne rimane)

Ovviamente il buon Axl decide di prendersela comoda, molto comoda. Stasera non si arriverà a prendere la metro, il servizio assistenza ce lo annuncia. Bene!
Dalla mia posizione potevo facilmente scorgere il retro del palco per poter vedere qualche faccia nota, poi mi sono reso conto che non conoscevo nessun viso della nuova formazione, quindi mi rilasso.
Alla buon'ora (22.40) i nostri decidono di entrare sul palco (con la canzone Chinese democracy) e l'impatto è stato terribile. Ma chi sono questi qui?!? Hanno aperto le gabbie?!?! Chitarristi (3) con chitarre a doppio manico senza un motivo plausibile, gente che salta, tutti truccati, con capelli e cappelli assurdi. Ma è un circo o sono musicisti? Manca solo quel chitarrista con il secchiello del KFC in testa. Uno somiglia a Sahid di Lost, un altro sembra uscito da twilight, un altro da un raduno glam, il bassista da un raduno punk, il batterista da una jam session di blues dei locali notturni, il tastierista da un concorso di sosia di Tobias Sammett degli Edguy.
Uno di loro saltava su un cubo di 30 cmq e suonava alternando un piede all'altro per stare in equilibrio. Bravo, anzi bravissimo, ma perchè?!? E poi perchè 3 chitarre (saranno poi 4 in molte canzoni)? La vecchia formazione suonava con 1 (e mezza, dato il volume della seconda).
2 Tastieristi? A che servono?

Dopo una a dire poco tiepida (per me) Chinese Democracy si passa ai vecchi classici (finalmente!) e il pubblico (me compreso) è in visibilio. In Welcome to the jungle Axl rose è lo stesso di sempre, stesse movenze, stessa voce, stesso modo di stare sul palco, però con tipo 15 chili in più, infatti terrà per tutta la durata del concerto un mega-cappello e gli occhiali da sole (!) per nascondere il suo faccione.
Non concentrandosi troppo sull'aspetto fisico, per me è stato un piacere vederlo all'opera, è grazie a lui se mi sono affacciato nel mondo dell'hard rock, da ragazzino.
Per tutto il concerto Axl andrà a corrente alternata. Quando gira a 1000, è persino meglio di 20 anni fa (fisico a parte), anche se in qualche pezzo non da, diciamo, il suo massimo.

Il concerto va avanti molto piacevolmente e sentire live Estranged (uno dei miei pezzi preferiti) è stato magnifico. I chitarristi sono molto bravi e suonano con disinvoltura tutti i soli di Slash (che però sono di Slash).
All'improvviso entra Izzy stradlin e parte subito 14 years con lui al microfono!!
Izzy è esattamente lo stesso (da lontano) di 25 anni fa, ma l'impatto con il palco è stato terribile. Sembrava essere stato svegliato dal divano 30 secondi prima, dopo 10 ore di sonno.  Impacciatissimo, svogliato, dalla seconda strofa in poi ha cominciato ad andare nel pallone, non ricordandosi le parole della canzone (ne doveva cantare 1!). Fortunatamente non sarà l'unica canzone che suonerà e la situazione andrà progressivamente meglio.

Le canzoni proposte dal "nuovo" Chinese democracy non sono male in sede live, giovano di suoni più diretti e meno "elettronici". Meraviglioso il solo che "coso" (il chitarrista "twilight" con il cappello) ci fa ascoltare in Sorry.



Il concerto è pieno di intermezzi. Ogni musicista ha il suo spazio per cantare una canzone e fare un solo. La più interessante performance, a mio parere, è stata quella di Dizzy Reed che ha suonato Baba O Riley col piano al centro del palco.
Impeccabili anche tutti gli altri musicisti che dimostrano di essere grandissimi esecutori/compositori, grandi intrattenitori (forse pure troppo) e anche ottimi cantanti.
Non mi ha convinto del tutto il batterista, meraviglioso nell'intermezzo blues (che sia quello il suo genere?), ma in troppi passaggi, nei classici, ho rimpianto Matt Sorum.
Nonostante tutto, secondo me lo spazio lasciato ad ogni singolo componente è stato troppo. Ma perchè sono troppi loro.

Citazioni di rilievo per November rain (SLASH DOVEEEE SEEEEEEEIIIIIII), dove, come al solito, Axl ferma tutto per un lancio di un oggetto sul palco, e poi Civil War (Axl pasticcia con la seconda strofa), You could be mine e una fantastica Nightrain, dove Axl è carico a 1000, nonostante l'errore del batterista che raddoppia la parte iniziale.
Ottime le cover di Live and let die (piena di fuochi d'artificio), Dead flowers (una delle migliori canzoni del concerto) e di Knockin on heaven's door (con una struttura e uno svolgimento diverso dal solito). Le più amate dal pubblico sono state, manco a dirlo Don't cry e Sweet child o mine (che Axl canta in maniera discutibile come 20 anni fa)
Il concerto, dopo 3 ore (3) si chiude con una strana Paradise city. Ero stanco io, oppure sono stati tagliati soli e parti varie? In ogni caso, al pubblico non interessava.
Il concerto finisce in mezzo ad un miliardo di coriandoli e credo tutti possano ritenersi soddisfatti della performance del gruppo.

I guns n' roses originali erano un'altra cosa, ma lo spettacolo che propone l'attuale formazione è sicuramente da vedere.
Axl, fisico a parte, vocalmente è sempre lo stesso (anzi, forse meglio).
Io spero sempre in una reunion, dopo aver visto sia Axl che Slash in sede live, posso dire che è un peccato che i due non siano insieme, farebbero ancora faville.


Guns N’ Roses Setlist The O2 Arena, London, England 2012, 2012 Europe & Israel Tour

Canzoni preferite: Estranged - Civil war - Nightrain-
Ne avrei fatto volentieri a meno: Better