30/07/12

Intervista: Hot Rod


E' tempo di interviste, siore e siori!
E' il turno degli HOT ROD, band siciliana attualmente in giro in tutta Italia (ed Europa) per diffondere il verbo Glam, che verbo effettivamente non é, ma comunque...
Diamo il benvenuto a Mirko, Giacomo, Valeria, Cristina e Christian, ovvero: Gli Hot Rod!


1) Ok ragazzi, prima di tutto, benvenuti a questa meravigliosa (!) intervista. 
Direi di  cominciare con la prima domanda, quella classica (e banalissima) che riguarda i vostri esordi.

Mirko: Gli Hot Rod nascono ufficialmente nel 2006 dalla volontà mia e di Christian di mettere in piedi una band votata alle più classiche sonorità Hard’n’Heavy di stampo ottantiano.
Col passare del tempo il fascino della scena losangelina, fiorita negli eighties lungo il “Sunset Strip”, si è fatto sempre più forte in noi, facendoci così approdare verso lidi smaccatamente Glam, sia per look che per sonorità. Le prime serate, come è normale, sono state nella nostra città; abbiamo proposto, sin da subito, insieme alle cover, anche i nostri inediti.

2) Perché “Hot Rod”? Da dove nasce questo monicker? 

Christian: La traduzione letterale del nome (“mazza calda”) ci è sembrata decisamente rock n’ roll e ce l’ha fatto scegliere. Confessiamo ai lettori che solo dopo abbiamo scoperto che con questo termine si definiscono le tipiche auto d’epoca potenziate e con carrozzerie verniciate in maniera appariscente (con ‘rod’ si intende anche la biella del motore).
Mirko: Beh, volevamo un nome che piacesse alle signore. (hai vinto. ndr)

3) Cosa state facendo attualmente? Passate i giorni a sbronzarvi in spiaggia o siete dediti al lavoro? 
  
Mirko: Siamo al momento impegnati in un’intensa attività live. Oltre ai consueti live e contest in Sicilia, abbiamo anche avuto il piacere, a maggio, di suonare in occasione della 3° edizione del Glam Fest che si è tenuta a Marsiglia, in Francia. Ora siamo da poco tornati da tre date in Toscana ed Umbria, ma già ci aspettano numerosi altri impegni in “patria”. Questo 2012 può considerarsi, senza dubbio, l’anno più frenetico di sempre per la band. Nonostante possa risultare a volte spossante mantenere questi ritmi, ci auguriamo che anche i prossimi anni possano essere sempre così produttivi.


4) Altra domanda di rito: quali sono le vostre influenze?

Mirko: Il primo vero amore è stato l’Heavy classico, cito solo 3 nomi: Savatage, King Diamond e Iron Maiden. Se oggi sono qui ad imbracciare lo strumento, è principalmente colpa di questi signori.
Poi è arrivato l’Hard Rock e il Glam, con tutto il carico di energia, ammiccamenti e scanzonatezza che contraddistingue il genere. Riguardo le band preferite, essendo le stesse che influenzano il sound della band, rimando alla quelle riportate alla fine della risposta.
Giacomo: Da ragazzino scopro i Metallica, me ne innamoro e, a tutt’oggi, ne sono fan sfegatato. Un altro dei musicisti che mi ha maggiormente influenzato è R. J. Dio. A seguire, Judas Priest, Maiden, Black Sabbath, Guns N' Roses, Blind Guardian, Anthrax, Overkill, Motley Crue, Alice Cooper e tanti altri da cui ho preso le influenze che mi rendono ciò che sono. Ultimi ma non ultimi (hanno influito anche più del Metal nella mia vita) tra i miei preferiti ci sono i Pink Floyd.
Valeria: Il percorso musicale che ho svolto è per me abbastanza semplice, basilare e formativo, sostanzialmente è ciò da cui traggo spunto. Comincio ad ascoltare grunge (Pearl Jam, Stone Temple Pilots, Alice in Chains) per poi passare ai classici Iron Maiden. Si susseguono i Metallica che mi portano al thrash, (Slayer, Kreator, Annihilator). Subentrano gli At The Gates, approdo al death melodico (In Flames, Soilwork, Disillusion, The Crown), giungo al gothic (Katatonia). Ritenendo poco stimolanti le proposte contemporanee, retrocedo cronologicamente e approfondisco il filone hard rock/glam anni '80, (Motley Crue, L.A. Guns, Guns n' Roses, Poison, Twisted Sister).
Cristina: Ho iniziato ascoltando il rock classico di Queen e Doors, per poi passare all'hard rock dei Deep Purple e Led Zeppelin. Da lì, via via, è stato un crescendo verso l'heavy metal (Iron Maiden, Judas Priest), il thrash (Megadeth, Metallica) e il death in maniera più ampia, senza tralasciare influenze power e nu metal. Ultimamente ho approfondito il filone hard rock/hair metal, che mi/ci riguarda proprio in prima persona, con l'ascolto dei W.a.s.p., Aerosmith, Cinderella, Motley Crue, Twisted Sister, Kiss...
Christian: All'interno del metal sono un ascoltatore con tendenze piuttosto classiche/tradizionaliste, ma abbastanza ampie: dopo i primi, ovvi, Ac/Dc, Iron Maiden, Guns n' Roses e Metallica mi sono sempre più avventurato tra le varie sfaccettature che il genere offre, e ciascun ascolto ha lasciato su di me un piccolo segno, rendendomi musicalmente ciò che sono al momento.
Mirko: Il sound della band si ispira prettamente a gruppi come Motley Crue, Skid Row, Poison, Faster Pussycat, Cinderella, Scorpions.

5) Al di lá delle vostre influenze, quali sono i vostri album preferiti? Non siate timidi, sbizzarritevi.

Giacomo: Album ne potrei dire un sacco: l'intera discografia dei Metallica fino a “S & M” (i miei preferiti “…And Justice for All “ e “Ride the Lightning”); “Appetite for Destruction” e “Use your Illusion” (I e II) dei Guns; tutta la discografia dei Priest, sopratutto “Painkiller”; “Holy Diver” di Dio; “Sabbath Bloody Sabbath” dei Black Sabbath. Dei Pink Floyd non posso dire un album preferito perchè sono tutti magnifici. Se dovessi consigliarne alcuni, sarebbero “The Dark Side of the Moon”, “Wish You Were Here” e “The Divison Bell”.
Valeria: Sarebbero troppi da elencare tutti, eccone alcuni: Katatonia - "Tonight Decision", Guns n' Roses - "Appetite for destruction" Pearl Jam - "Vitalogy" (Brava!! ndr), Iron Maiden - "The Number of the beast", Motley Crue - "Dr. Feelgood", At the Gates - "Slaughter of the soul", Slayer - "Raining Blood", Soilwork - "The Chainheart machine”, Poison - "Open up and say... ahh!", Disillusion - "Back to times of splendor" etc. etc.
Cristina: Led Zeppelin - "Led Zeppelin IV"; The Police - "Zenyatta Mondatta"; Iron Maiden - "The number of the beast"; Virgin Steele - "Invictus"; Annihilator - "Never, neverland"; Megadeth - "Rust in peace"; Sepultura - "Chaos A.D."
Christian: Ne dico soltanto qualcuno, perché altrimenti servirebbero pagine e pagine: Iron Maiden "Somewhere in Time", Manowar "The Triumph of Steel", W.A.S.P. "The Headless Children", Savatage "Streets", Poison "Flesh & Blood", Alice Cooper "Hey Stoopid", etc. etc.
Mirko: Ne cito qualcuno in ordine sparso: ”Trash” Alice Cooper; “Nightfall in Middle-Earth” Blind Guardian; “Somewhere in Time” Iron Maiden; “Long Cold Winter” Cinderella; “Lean into it” Mr Big; “Dr. Feelgood” Motley Crue; “Defenders of the Faith” Judas Priest; “Rust in Peace” Megadeth. Riguardo King Diamond e Savatage ho serie difficoltà a fare una scelta. Del Re menziono solo “Abigail”, per il combo dei fratelli Oliva “Gutter Ballet”.



6) Di cosa parlano i vostri testi? C’è qualche messaggio in particolare che vorreste lanciare? 

Christian: Vestire i panni delle guide spirituali non fa per noi. Non abbiamo alcuna pretesa di illuminare le coscienze altrui e quindi ci limitiamo a trattare argomenti a noi più consoni; i nostri testi parlano di temi cari ai gruppi degli '80s: storie di sesso e d'amore, feste selvagge, voglia di libertà e di evadere dalla routine, etc. A volte prendiamo spunto dai fatti che ci succedono nella vita di tutti i giorni e li rielaboriamo un po' per farli diventare testi delle nostre canzoni.

7) Qual è il vostro processo creativo? Come nascono le vostre canzoni?

Mirko: I brani, dal punto di vista strumentale, sono composti da me o da Christian. Personalmente, spesso capita che i pezzi siano influenzati da una band X che ascolto molto in un dato periodo: dopo un po’, mi viene naturale ispirarmi a quello stile. Oppure nascono dal desiderio di descrivere con la musica delle determinate sensazioni o situazioni. Testi e linee vocali li scrive quasi esclusivamente Christian. Una volta completato il brano, si scrive la partitura usando il Guitar Pro, un software praticissimo che credo molti conosceranno, e lo si sottopone agli altri membri della band i quali operano ognuno un ulteriore processo di arrangiamento riguardo il proprio strumento, propongono rifiniture, modifiche etc.
Christian: Come dice il collega qui sopra, i pezzi li scriviamo per lo più io e lui, usando (e abusando) del buon vecchio Guitar Pro, programma a cui devo moltissimo, anche se poi ognuno di noi è libero di mettere del suo (ad esempio il testo di “Rock the House” l’ha scritto Marco, il nostro vecchio bassista, e quello di “Wild Wheels” è stato scritto da Giacomo). Il processo che mi porta a scrivere una canzone o un testo non è mai lo stesso: mi può capitare di ascoltare un cd ed individuare un riff che mi ispira, oppure di strimpellare a casaccio la chitarra e trovare quasi per magia delle progressioni di note o di accordi che vanno pian piano a dare forma ad un nuovo pezzo, etc. Spesso invento il titolo prima ancora della musica o del testo stesso, e mi ispiro ad esso pensando cose come “se in un disco trovassi una traccia con questo titolo, come suonerebbe?”. Per quanto riguarda i testi, come ho detto anche più su, mi ispiro sia a quello che leggo o che vedo in tv, sia a fatti che mi succedono in prima persona, o che sono accaduti agli altri ragazzi del gruppo. La cosa che più mi affascina dello scrivere canzoni o testi è che a volte ho l’impressione che sia qualcuno “più in alto” a prendere il controllo della mia testa e a fare il lavoro per me…

8) E adesso? Cosa bolle in pentola nel futuro degli Hot rod?

Mirko: Ciò che ci preme maggiormente è incidere, finalmente, il nostro primo full-lenght. Abbiamo già molti brani pronti che non aspettano altro che essere registrati. Parallelamente ci si auspica, ovviamente, di suscitare l’interesse di qualche etichetta. Continueremo inoltre a spingere sull’attività live, sia in Italia che all’estero. C’è un sottobosco considerevole di validi gruppi Hard Rock/Glam in Europa con i quali ci farebbe molto piacere condividere il palco.

9) Questa era l’ultima domanda. Chiudete l’intervista come preferite. 

Mirko: Grazie a Given To Rock (e a te, Giovanni) per lo spazio offertoci.
Ne approfitto per invitare coloro fra i lettori che non conoscono ancora gli Hot Rod a dare un occhio alle nostre pagine web (nella quali è possibile ascoltare qualche nostro brano). Un saluto a tutti e… rock on!


Ringrazio i ragazzi degli Hot rod per la loro disponibilitá e per la loro simpatia, facendogli un sincero in bocca al lupo per il loro futuro. Ecco dove potete ascoltare, leggere e contattare la band:

www.facebook.com/hotrodband
www.facebook.com/hotrodglam
www.reverbnation.com/hotrodglam
www.twitter.com/__Hot_Rod__
Email: hot.rod@live.it

Fotografie di
Gabriele Gonzo (gabrielegonzo@hotmail.com)
Andrea Floresta (andy.floresta@gmail.com),
Federica Strazzeri (federicastrazzeri@gmail.com)

28/07/12

Top 10: Batteristi

I miei dieci batteristi preferiti, con un minimo di spiegazione per ognuno.

Cominciamo senza troppe esitazioni

10) Lars Ulrich (Metallica)
Se, a leggere questa classifica é un batterista (o presunto tale), probabilmente avrá giá chiuso la pagina e probabilmente spento il pc e staccato direttamente la corrente elettrica (o tolto la batteria del dispositivo portatile) per l'indignazione.
Vengo e mi spiego: tecnicamente Lars Ulrich non é tutto questo granché, ci saranno almeno 3 milioni di batteristi piú bravi di lui, ma a me il suo stile sui Tom e quei piatti in controtempo mi fanno impazzire, che ci posso fare.
Canzoni top: Creepin' death, For whom the bell tolls

27/07/12

Top 10: chitarristi

Ecco quelli che (grosso modo) sono i miei 10 chitarristi preferiti.
Sia chiaro che non sono quelli che reputi migliori a livello tecnico, bensí quelli che mi hanno emozionato di piú per quanto fatto in carriera. I motivi ve li spiego sotto ad ogni posizione. Spero di riuscirci:

Cominciamo:

24/07/12

Top 10: Cantanti

C'é chi é nato per zappare e chi é nato per studiare, diceva il professore di francese nel film La scuola.
C'é anche chi é nato per cantare, come questi signori qui sotto.

Ecco la top 10 dei miei cantanti preferiti.

10) Mike Patton (se scrivo i nomi di tutti i suoi gruppi supero il limite consentito dei caratteri)
Uno dei cantanti piú folli di sempre.
Ha spaziato praticamente tra tutti i generi musicali: rock, metal, crossover, jazz, hardcore, punk, country fino ad arrivare ai classici italiani anni 60, canzoni napoletane incluse. Si anche roba tipo Il cielo in una stanza e Scalinatella. Ovviamente il periodo migliore, per quanto mi riguarda, é quello con i Faith no more, nessun dubbio su questo.
Top songs: boh, tutte troppo diverse.



22/07/12

Top 10: album

Top 10 che passione!

Beccatevi quelli che sono i miei 10 album preferiti, con la solita regola di un solo disco per band.
Ci riusciró? Non credo, ma ci provo lo stesso... Sono esclusi i Greatest hits, ovviamente, sennó sarebbe troppo facile. O forse no.

Vabbé, cominciamo...

19/07/12

I miei riff preferiti

Ormai mi sono lanciato con le top 10, siete fregati! Ecco quella dei migliori riff.
(Anche per questa classifica, non insultatemi se non siete d'accordo e prendete le posizioni non troppo sul serio, è già difficile scegliere 10 riff tra 50 anni di musica, figuriamoci metterli in ordine).

Chiedo scusa alle varie Sweet home alabama, Cemetary gates, Long live rock n' roll, Whole lotta love, Ain't talkin about love, Smells like teen spirit, la Grange, Satisfaction e decine di altre ancora.

15/07/12

Live report: Bruce Springsteen (e John Fogerty) Hyde park - London 14/07/2012

JOHN FOGERTY

Diciamo che due paroline John Fogerty le merita. Di essere vecchio, é vecchio, ma la voce é sempre quella. Chiudendo gli occhi, sembrerá di ascoltare il disco di 40 anni fa. Tanto di cappello. I classici dei Creedence clearwater revival sono sempre un piacere da ascoltare e da cantare. Il tempo é buono, l’atmosfera pure, il pubblico é partecipe e la band sa il fatto suo. Volete qualcosa di piú? I classici come Have you ever seen the rain, Fortunate son, Who’ll stop the rain, Proud Mary e la cantatissima cover Pretty woman. Verso la fine dell’esibizione il nostro caro vecchietto perde man mano la voce, ma direi che glielo possiamo perdonare. Bruce Springsteen sale a dargli una mano per la cover degli Status quo, la famosissima Rockin' all over the world.

BRUCE SPRINGSTEEN

Premessa: non sono un grande fan di Bruce Springsteen, conosco molti album e qualche greatest hits, ma non posso definirmi un grande fan. Detto ció, comincio:

Il sesso é un attitudine, come l’arte in genere, cantava Tiziano Ferro. Anche il dono della sintesi lo é, ma Bruce springsteen non ce l’ha. Spiegheró meglio dopo. E non chiedetemi il perché della citazione, assolutamente gratuita.

Non ho mai visto un' entrata sul palco cosí di basso profilo come questa. Il boss entra da solo, piano piano e si avvicina al microfono per una versione piano e voce di Thunder road, con il pubblico che canta ogni singola parola. Davvero un grandissimo inizio. Poi una ottima Badlands, e da qui in poi Bruce ci presenta la sua band infinita, trombone, sassofoni, coriste, percussionisti, mancavano solo il mago pancione e I tre moschettieri per completare l’opera. Quello che mi balza subito all’occhio é che Bruce tiene il palco come pochi, é veramente bravissimo, é un one man show, parla, coinvolge, grida, corre, salta, scende spessissimo a stringere le mani al pubblico. A mio parere i 234 musicisti (tutti bravissimi, per caritá) che si porta dietro non sono necessari. Sarebbe bravo comunque (forse di piú) anche con una band di 4 elementi. In piú Little steven é davvero comico, dovrebbe avere piú spazio.


Passiamo al dono della sintesi: ogni singola canzone dalla band si protrae troppo a lungo, perché c'é una parte parlata in mezzo e perché ogni musicista deve metterci il suo solo (di fiati, che odio, per giunta) e quasi tutti i finali sono spesso interminabili, ripetendo i giri all’infinito.
La prima ora di spettacolo per me é stata davvero piacevole (sono saliti sul palco anche John Fogerty e Tom morello per un paio di canzoni), ma alla lunga questa scelta di “allungare il brodo” per ogni singola canzone mi ha dato molto fastidio.

Aggiungiamo che Bruce ci ha propinato molti pezzi dal nuovo Wreckin’ ball (non ricordo molti album noioso come questo) e la frittata é fatta. 
A metá show sono andato a comprarmi le patatine, e terminate quelle ero tentato di andare via. Bruce, perché se una canzone dura 3 minuti la devi fare durare 6, porca pupazza??? E soprattutto, perché devi cantare Shackled & draw, land of hope and dreams e we are alive che sono di una noia mortale? Perchéééééé? Ok, la smetto.

Non mancano comunque momenti di spicco, la presenza di Tom morello in un paio di canzoni é vitale.  Il chitarrista fa davvero una bella figura e impreziosisce Jack of all trades e The ghost of Tom Joad. Poi Bruce accoglie simpaticamente la richiesta di un fan spagnolo (tramite striscione) che l’ha seguito durante tutto il tour per poter sentire Johnny 99. E’ stato finalmente accontentato. Simpatica anche la scena di un bambino che sale a cantare con il boss.
Nota di merito per la band: musicalmente assolutamente perfetta, non solo individualmente, non ho mai sentito delle chiusure piú precise, nonostante alcune parti sembravano realmente improvvisate.

Dicevo, verso la ventesima canzone, dopo due di seguito tratte dall’ultimo album, stavo pensando di andare via (anche perché la pioggia e il fango cominciavano ad essere fastidiosi), quando vengo ringalluzzito dale note di Born in the Usa. Ohhh, finalmente. Da questo momento in poi lo show si trasforma. Chi stava mangiando il panino parlando con gli amici, si avvicina verso il palco a cantare. E il buon Bruce ha ancora la voce dei bei tempi, seppur, ovviamente, leggermente meno potente.Si tornerá alle canzoni di Wreckin' ball? Ma no, il boss ci sbatte in faccia in sequenza le magnifiche Born to run, Glory days e Dancing in the dark (dove come al solito fa salire sul palco una ragazza per ballare). Finito? Neanche per sogno. Sul palco sale un certo Paul McCartney per I saw her standing there e per la cantatissima e simpaticissima Twist and shout. Il pubblico é in visibilio, me compreso. Dopodiché una scena non troppo bella, staccano il volume perché eravamo oltre l’orario consentito. Il boss continua a suonare qualcosa, ma non si sente nulla, poi si arrende...
Roba da giornata della creativitá scolastica, invece sul palco c'erano Bruce Springteen e Paul Mccartney. Bah, meglio non commentare.

In conclusione, show molto particolare per me,  ottima la prima ora e meravigliosi gli ultimi 40 minuti, noiosissimo quello che c'é stato in mezzo. Il boss é veramente ineccepibile, ha cantato senza sbavature per piú di 3 ore di fila, non mancando mai di incitare ed interagire con il pubblico.

Le mie preferite:  Thunder road, Glory days, Twist & shout
Ne avrei fatto volentieri a meno: Shackled & draw, land of hope and dreams e we are alive

Setlist
1. Thunder Road (Bruce & Roy)
2. Badlands
3. We Take Care of Our Own
4. Wrecking Ball
5. Death to My Hometown (w/ Tom Morello)
6. My City of Ruins
7. Spirit In The Night
8. The Promised Land (w/ Tom Forgerty)
9. TAKE ‘EM AS THEY COME (sign request)
10. Jack of All Trades (w/ Tom Morello)
11. Empty Sky (solo acoustic)
12. Because the Night
13. Johnny 99
14. Darlington County
15. Workin’ on the Highway
16. Shackled & Drawn
17. Waitin’ on a Sunny Day
18. Raise Your Hand
19. The River
20. The Ghost of Tom Joad (w/ Tom Morello)
21. The Rising
22. Land of Hope & Dreams
23. We Are Alive
24. Born in the USA
25. Born To Run
26. Glory Days
27. Dancing in the Dark
28. I SAW HER STANDING THERE (w/ Paul McCartney)
29. Twist & Shout (w/ Paul McCartney)

14/07/12

Top 10: assoli di chitarra

Ed eccoci ad una top 10 sui miei soli di chitarra preferiti, grosso modo.
Scrivo sempre "grosso modo" perché non escludo di dimenticare qualcosa e perché le mie scelte possono essere influenzate dal periodo.

Onde evitare di trovare gli stessi artisti ripetuti, mi autoimpongo la regola di un solo solo per artista, cosí risulta piú varia. Se non vedete il video, cliccate sul link e vi apparirá magicamente.

Ovviamente, fatemi sapere le vostre opinioni e quali sono i vostri soli preferiti.

11/07/12

Telenovelas - Perchè sputi?

Perchè sputi? cantava Mariottide..
Come promesso, la seconda puntata della telenovela Queensryche: Geoff Tate contro il resto del mondo. In questa puntata, gli sputi.
da Blabbermouth.com


Scott Rockenfield:

“Dal 2005 Geoff e sua moglie Susan Tate hanno iniziato a controllare la band, spingendo solo ed esclusivamente verso il tipo di musica che interessava a Geoff.
Così tutto il materiale che scrivevamo io, Wilton e Jackson non veniva completato. Geoff Tate invece componeva musica con i suoi amici, alcuni dei quali non erano nemmeno musicisti professionisti”.

“Le continue aggressioni di Geoff Tate sono diventate un grosso problema per i Queensryche. Nel 2000 tenemmo una riunione riguardo al nostro prossimo disco: durante la riunione lui non apprezzò alcuni argomenti e se ne andò lanciando una sedia in mezzo alla stanza”

“Nel 2007 Geoff Tate si arrabbiò per qualcosa e scaraventò il mio portatilie sul tavolo. poi mi colpì in faccia, sputandomi addosso e spintonandomi per quindici minuti”.

“Nel 2012 a San Paolo, Geoff Tate ha assalito violentemente Michael Wilton, Eddie Jackson e me, subito prima dello show. Lui dice che io gli ho detto ‘abbiamo semplicemente licenziato tutta la tua famiglia e ora licenzierò te’ ma è assolutamente falso e molti testimoni possono confermarlo”.

“Prima dello show di San Paolo con più di 2000 persone mi trovavo sulla pedana della batteria quando Geoff Tate si è avvicinato e mi ha sputato in faccia insultandomi. Poi ha spinto a terra alcuni pezzi della mia batteria, causando il ritardo del concerto. Poi è andato da Michael Wilton, lo ha insultato e lo ha colpito con un pugno sulla parte destra del viso. Sono sceso dalla pedana della batteria per aiutare Michael e per dire a Geoff Tate di stare lontano. Lui ha continuato a insultarci e sputarci addosso, poi mi ha colpito due volte in faccia. Mi sono allontanato e ho chiesto alla security di intervenire. Geoff Tate ha continuato a rincorrere, insultare e sputare ai membri della band per venticinque minuti (!!!!)”.

“Durante lo show Geoff Tate ha continuato a sputare sui membri della band e sulle loro attrezzature, cosa che è stata chiaramente vista dai fan”.

“Dopo lo show ci hanno detto di scendere dal palco e uscire direttamente per andare in hotel ed evitare altre possibili aggressioni da parte di Geoff Tate. Arrivati in hotel ci hanno consigliato di stare chiusi nelle stanze. Le autorità locali e il nostro stage manager hanno poi deciso di prenotare un volo diverso dal nostro per Geoff Tate”.

“Geoff Tate non ha più potuto viaggiare con la band, stare negli stessi hotel, partecipare con la band alle interviste e ha dovuto raggiungere le location degli show scortato dalla security. Questo è stato un grande danno per noi e non ci ha lasciato altra scelta che separarci da lui”.

Nel video di sotto (non quello di perché sputi), a 3.58, potete ammirare la sputacchiera in azione. :)


 

Live report: Faith no more - London, Brixton academy 10/07/2012


Dovevo andare a tutti i costi a questo concerto: il live at the Brixton academy dei Faith no more è stato uno dei miei primi CD: nel 2012 la band ritorna sul luogo del misfatto. Potevo mancare? No.

02/07/12

Eddie Van Halen ha recitato in Ritorno al futuro

Un piccolo grande scoop per tutti gli amanti (come il sottoscritto) di Ritorno al futuro: l'attore dentro la tuta gialla che svegliava il giovane George Mc Fly con una cassetta con l'etichetta "Edward Van Halen", era proprio il chitarrista Eddie Van Halen, che ha confermato quella che fino ad allora era solo leggenda metropolitana aggiungendo: "quella che avete sentito non è una canzone, solo un mucchio di suoni".

Potete rigustarvi la scena originale qui sotto. Enjoy!


01/07/12

Recensione: Offspring - Days go by (2012)


Riecco gli Offspring con un nuovo album, nuove canzoni e con una copertina non proprio rock, ma quantomeno ricca di significato (si?).

La band invecchia, ma non invecchia la loro carica ed il loro spirito giovanile. Premendo il tastino "Play" si hanno subito buone sensazioni (anzi, ottime) con l'ispirata opener The future is now , proseguendo in scioltezza con le energiche ed orecchiabili Secret from the undergroud e Days go by (il riff portante peró ricorda troppo quello di Times like these dei Foo fighters). Dirty magic, Hurting as One e Dividing by zero sono anch'esse meritevoli di una citazione perché hanno un'energia che ci riporta indietro nel tempo, dal loro album piú famoso e piú acclamato, Smash del 1994. Grande carica. Tutto perfetto allora? Naaaaaa