27/05/12

Recensione: Skid row- Subhuman race (1995)



Dopo due semi-capolavori hard rock come l'omonimo debut e "Slave to the grind", gli Skid row assoldano Bob Rock e si trasformano.

"My enemy" apre il disco dandoci una mazzata nei denti e ci si domanda: "aspetta, ma che disco ho messo?" Una volta riusciti ad entrare nell'ottica del nuovo sound, il disco si fa apprezzare eccome: "Firesign", la title track, "Medicine jar", "Iron will", "Frozen" che sorprendono per la durezza, "Bonehead" è quasi un pezzo punk, mentre le ballate (da sempre l'asso nella manica degli Skid row) "Eileen", "Into another" e soprattutto il singolo "Breakin down", sono pezzi su cui i nostri si muovono in binari conosciuti e rodati.

Sebastian Bach è stato messo a freno da Bob Rock (lui stesso ha dichiarato che le litigate si sono sprecate in sede di registrazione), e i tempi veloci e duri lasciano poco spazio ai consueti vocalizzi a cui ci ha abituato, ma la sua prova rimane assolutamente sopra la media, così come quella del gruppo, nonostante si sia cimentato in un terreno in cui non si muove naturalmente.
La tracklist è assemblata con maestria e fa si che il disco scorra piacevolmente, alternando sfuriate simil punk-hardcore ad altri altrettanto pesanti ma cadenzati, senza tralasciare, ovviamente, le ballads. E' un peccato che questo sia l'ultimo capitolo degli Skid con Sebastian, visto che le carriere di entrambi sono andate male, o quantomeno molto al di sotto dei loro standard abituali.

Questo è un disco che ha più detrattori che ammiratori, e che ha fatto storcere il naso a chi ha sempre amato gli Skid row in versione hard rock ma a me è sempre piaciuto. Se cercate solamente un album in linea con i primi due dischi, potete anche fare a meno anche di ascoltarlo, se siete disposti a rischiare, fatelo.

Voto 77/100

Top tracks: "Breakin down", "My enemy", "Iron will"
Skip track "Remains to be seen"

1. My Enemy
2. Firesign
3. Bonehead
4. Beat Yourself Blind
5. Eileen
6. Remains To Be Seen
7. Subhuman Race
8. Frozen
9. Into Another
10. Face Against My Soul
11. Medicine Jar
12. Breakin' Down
13. Ironwill


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26/05/12

Recensione Van Halen- A different kind of truth (2012)

Ok, mi prendete per pazzo se dicessi che questo è uno degli album più belli in assoluto dei Van halen?
Beh, non mi interessa, lo dico lo stesso.

La formazione di questo disco: fuori Sammy Hagar e Michael Anthony, dentro Wolfgang Van Halen (figlio paffuto del chitarrista), e David lee roth (finalmente!!) che ricorda a tutti che il cantante dei Van Halen é lui, anche con il riporto. Sammy Hagar é un cantante sicuramente piú preparato a livello tecnico, ma non sempre il piú bravo é il piú adatto, no?

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Recensione: Pearl jam - Yield (1998)


Nelle pubblicità notturne mi è spesso capitato  di vedere televendite dove si vendevano cd con le migliori "canzoni da strada" del secolo. Mi sono sempre chiesto cosa fosse una canzone da strada. Beh, non l'ho ancora scoperto, ma ho capito che "Yield" dei Pearl Jam è il miglior disco da strada mai pubblicato al mondo. Nessun disco in macchina riesce a darmi emozioni come questo.

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25/05/12

23/05/12

Recensione Slash- Apocalyptic love (2012)



Dopo l'esperimento di Rnf'r con tanti ospiti (e che ospiti!) a fare compagnia al riccioluto chitarrista, Slash ritorna con Apocalyptic love, dove dietro al microfono troveremo solamente (!) Myles Kennedy, preso ancora una volta in prestito dagli Alter bridge. Il resto della band è composto da Brent Fitz (batteria) e Todd Kerns (basso) che abbiamo visto già in tour e nel dvd Made in Stoke.

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20/05/12

Gli album: quantitá o qualitá?

Un album é un album: un viaggio, un'esperienza, non un insieme di piú o meno belle canzoni messe lí per far numero.
Quando ascolto un album mi piace valutarlo nella sua interezza, cioé cosa si prova ad ascoltarlo tutto di un fiato, provando, se possibile, a non saltare nessuna traccia.
10 buone tracce non sempre fanno un buon album, 14 difficilmente lo fanno, 17 non lo fanno quasi mai.

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