30/08/12

I 30 batteristi più ricchi del mondo

Ecco un'altra classifica. No, non è un'altra delle mie terribili top 10, ma è una lista stilata da Celebrity Net Worth dove vengono indicati i batteristi più ricchi del pianeta includendo salari, diritti d’autore, endorsement, affari personali, dichiarazioni, holding  al netto di spese per manager, agenti, tasse e stile di vita:

Dai, eccola (le cifre sono espresse in dollari):

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28/08/12

Recensione: Iron maiden - The final frontier (2010)


Carissimi Iron maiden, ma perché? Perché avete pubblicato quest'album? Perché? Non potevate fare uscire un altro live album (cosa successa subito dopo, comunque) piuttosto?
Ho difeso a spada tratta le ultime uscite della band, ma questa no, non posso, non ce la faccio.

Vado subito al sodo: The final frontier é, secondo il mio modesto parere, l'album peggiore della band: noioso, borioso, pretenzioso, prolisso e chi piú ne ha piú ne metta. Si, anche peggio di Virtual XI. Mi odiate, eh?
L'andamento del disco si intuisce dall'intro Satellite 15 : ma che é sta porcheria? Ma perché dura cosí tanto? Perché non la smettono? Queste le prime domande che l'ascoltatore medio (spero) si pone all'ascolto.
La situazione si normalizza con le successive The final frontier ed El dorado, che non sono altro che le classiche canzoni fatte "con lo stampino"  dagli Iron maiden ad hoc come singoli. Non troppo male, ma niente che ti venga voglia di riascoltare.  
Mother of Mercy ha una strofa e un andamento interessante, é il ritornello che é di una lagnositá micidiale: un Bruce sfiatato e mal prodotto canta ripetutamente Motheeeer of meeeercy... Motheeeer of meeeercy... Motheeeer of meeeercy... Motheeeer of meeeercy (scusate le ripetizioni, era per rendere l'idea) e invece siamo noi a chiedergli pietá. Anche un vergognoso copia-incolla della produzione (se avete presente l'ironica I'm in a band with an Italian drummer, sappiate che non siamo molto lontani) non lo aiuta per niente e, ascoltare l'ultimo ritornello (raddoppiato), é una pugnalata ai padiglioni auricolari. E stiamo parlando di uno dei miei cantanti preferiti.

Finalmente arriva Coming home, canzone meravigliosa, soprattutto se paragonata a tutte le altre del disco. Canzone assolutamente diversa, non di matrice Maiden, ma che sembra provenire da un album solista di Bruce Dickinson, infatti l'interpretazione del cantante é magistrale e la canzone risulterá nettamente la migliore del disco.
The Alchemist é una di quelle canzoni che tutto sommato ascolti con piacere, ma che sembra scritta in 6-7 minuti col pilota automatico come riempitivo, come se il disco non fosse giá abbastanza lungo (dura quasi 80 minuti!)
La prima parte del disco é questa: canzoni abbastanza brevi, lagnose e/o poco ispirate, a parte una.

La seconda parte del disco é caratterizzata da canzoni molto lunghe e piene di idee, molte delle quali, anche se trite e ritrite, valide. Il problema della seconda parte é la noia: le canzoni non sarebbero affatto male, se durassero 3-4 minuti di meno (esatto, ho detto 3-4 minuti!): strofe ripetute per sempre ed introduzioni che se ti vai a fare la doccia, quando torni sono ancora li.
Ho ascoltato l'album molte volte, ma arrivati a The talisman, in genere, getto la spugna.
Ma le ultime due canzoni non sono da meno. A volte arrivo, faticando, a The Man Who Would Be King, ma appena comincia la solita introduzione degna del miglior Marzullo, premo di scatto il tastino Off. No, non stop e poi Off, direttamente Off, cosa che faccio davvero di rado.
 Per dovere di recensione dico che il finale di questa canzone é terribile (un po' meno quello che ci sta in mezzo) e che, anche la successiva e ultima When The Wild Wind Blows ha un'introduzione di 2.15.
Se volete finire l'album vi mancano nove minuti, coraggio. Io ho spento.

Voto 50/100  (1 voto in piú solo per Coming home)

Best song: indovinate? Ok, Coming home.
Skip songs: la seconda parte del disco é micidiale.

Tracklist:
01. Satellite 15... The Final Frontier
02. El Dorado
03. Mother Of Mercy
04. Coming Home
05. The Alchemist
06. Isle Of Avalon
07. Starblind
08. The Talisman
09. The Man Who Would Be King
10. When The Wild Wind Blows


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27/08/12

Recensione: Tremonti- All I was (2012)


Prima di tutto fughiamo ogni dubbio: non é il ministro dell'economia ad aver pubblicato il disco, ma il chitarrista-compositore di Alter bridge e Creed.
Detto questo, ok, possiamo cominciare.

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25/08/12

Recensione: Tenacious D- Rize of the fenix (2012)



Mmm, e come si recensisce un album dei Tenacious D? Lo devo considerare un album ironico? un album serio? Un album e basta? Il bicchiere é mezzo vuoto o mezzo pieno? Oh, basta, io me la squaglio (cit. Homer Simpson)

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24/08/12

Recensione: Ozzy Osbourne - Ozzmosis (1995)


A parere di chi scrive uno degli album piú sottovalutati di sempre.

Ozzy cambia registro e tira un po' il piede dall'acceleratore, il risultato finale sará a mio parere  il miglior disco della sua "seconda" carriera, ovviamente dopo i primi due impareggiabili capolavori Blizzard of Ozz e Diary of a madman.

Veniamo un po' alla storia dell'album: Ozzy ingaggia il fido Geezer Butler (Black sabbath) al basso, Dean Castronovo alla batteria e Rick Wakeman alle tastiere. Alla chitarra c'é ovviamente il pupillo Zakk Wylde (che se ne andrá subito dopo le registrazioni, prenderá il suo posto Joe Holmes. No, non é il pornoattore.)

Ozzy Osbourne in questo disco canta bene, anzi benissimo (per quanto possa cantare bene Ozzy, eh), ricordo che Ozzy stesso dichiaró di essere stato stremato dai produttori del disco che gli hanno fatto ricantare le stesse parti innumerevoli volte per ottenere un buon risultato. Hanno avuto ragione loro.
A proposito di produzione, il risultato é magnifico, ogni strumento ha sempre il suono giusto ed il sound generale,  le voci e i cori sono perfetti.

Il primo singolo é Perry mason (che spasso il video), suoni granitici, Geezer Butler sugli scudi, una canzone dura ma estremamente orecchiabile (e con un solo magnifico). A proposito del video, fa uno strano effetto vedere suonare Holmes con una Stratocaster un solo dal tipico suono Gibson Les Paul Zakk Wylde. Vabbé..
I just want you ha un incedere Pop metal con un testo formidabile. Tra le meravigliose frasi spicca: "I'm sick and tired of being sick and tired  I used to go to bed so high and wired, I think I'll buy myself some plastic water ,I guess I should have married Lennon's daughter". Uno dei pezzi migliori dell'album.

Il disco prosegue con la discreta semi-ballad Ghost Behind My eyes e con una non troppo ispirata Thunder underground (ma quant'é brutta la linea vocale di inizio strofa?). See you on the other side invece é pura classe. Il tun tun tun iniziale di Geezer Butler é mastodontico quanto semplice e la canzone é un altro ottimo esperimento di pop metal (lo so che fa schifo la definizione, scusatemi).
La successiva Tomorrow é la mia preferita del disco, con uno Zakk Wylde travolgente e un Ozzy che dá il 101% di se. Ricordo di aver letto qualche recensione di questo disco e qualcuno la etichettatava la piú brutta del disco. Ma va va....
Proseguiamo, Denial sa un po' di riempitivo e la dolce My little man é una canzone dedicato al figlio Jack, dove un certo Steve Vai fa la sua (pesante) apparizione alle chitarre.
My Jekyll doesn't hide non é una canzone spettacolare, ma ha di superspettacolare il riff di chitarra. Grazie ancora Zakk. Old L.A. tonight ci accompagna verso la fine del disco con delle note dolci da un Ozzy che non ti aspetti. Ti aspetti invece Zakk, che alla fine del pezzo ci regala un solo memorabile. Grandissimo pezzo.

Il disco ha fatto storcere il naso a molti per la sua orecchiabilitá e per essere sicuramente il piú morbido della carriera di Ozzy. Io invece dico che é il disco piú personale e piú originale. Da che parte state?

VOTO 77/100

Best songs: I just want you- Tomorrow- Old L.a. tonight
Skip song: Thunder underground
  1. Perry Mason – 5:53
  2. I Just Want You – 4:56
  3. Ghost Behind My Eyes – 5:11
  4. Thunder Underground – 6:29
  5. See You On The Other Side – 6:10
  6. Tomorrow – 6:36
  7. Denial – 5:12
  8. My Little Man – 4:52
  9. My Jekyll Doesn't Hide – 6:34
  10. Old L.A. Tonight – 4:48
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21/08/12

Recensione: The darkness- Hot cakes (2012)



Ma cosa avranno fatto le donne al nostro caro Justin? 
Mannaggia a lui, aspettavo un bel discone carico, e invece....

Andiamo per gradi (frase presa in prestito dal megadirettore di Fantozzi):
A fine 2011 vidi i Darkness live alla splendida Hammersmith arena di Londra (ho coronato il mio sogno di vedere il mitico bassista Frankie!).
Concerto magnifico, dove i nostri, tra gli altri, ci hanno fatto ascoltare un paio di nuovi pezzi che mi hanno colpito per "tiro", per potenza e ispirazione, ovvero Concrete e la magnifica (snaturata) cover Street spirit (fade out).
Le mie aspettative per il disco erano molto alte, invece tracciando il bilancio di questo Hot cakes, siamo di fronte ad un album molto gradevole  ma che non alza l'asticella e non fá il salto di qualitá.

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20/08/12

I personaggi: Frankie Poullain

Nell'universo rock ci sono personaggi talentuosi, carismatici, divertenti o solamente buffi.

Inauguriamo la rubrica con Frankie Poullain. Quale personaggio migliore esiste per inaugurarla? Come chi é? Uscite subito da questa pagina, blasfemi!
Nessuno lo sa (neanche lui), ma Frankie é l'anima dei The Darkness!
Tutti diranno che sono i fratelli Hakwins, ma la veritá é un'altra.
La storia dirá questo, lo scopriremo piú tardi...

Chi ha detto che per essere un grande rocker devi essere un grande musicista?
Il mitico Frankie é lí per divertirci, se volete andare ad ascoltare bassisti seri, andate ad una clinic di Victor Wooten o mettetevi un disco di Jaco Pastorius.
Guardate che baffoni, chi se ne frega di come suona?

Un po' di storia:
Nato ad Edimburgo nel 1977  ha lavorato come guida turistica nelle montagne del Venezuela (ma ve lo
immaginate?!? Che vacanze spettacolari hanno trascorso i fortunati... )
Poullain ha lasciato i Darkness nel 2005, ufficialmente per "differenze musicali".
Frankie invece non ha raccontato la stessa versione dei fatti, causato da un raffreddamento dei rapporti con gli altri membri del gruppo.  È stato sostituito da Richie Edwards, ex tecnico per le chitarre per la band (ma come si fa???)
Il gruppo é entrato in crisi nera.
Ufficialmente per motivi di droga legati al leader (tse) Justin Hawkins, ma la veritá la sappiamo tutti qual é: la band senza Frankie valeva poco.
Dal 2011, con la reunion ufficiale del gruppo, è tornato ad essere il bassista ufficiale della band (che infatti é rinata, é infatti imminente l'uscita del nuovo Hot cakes. Lo recensiró a breve, tranquilli. Ah, non l'avevate chiesto?)

La sua immagine: baffi stile "castoro", una bandana e uno sguardo storto.

Prendete i (bellissimi) videoclip dei Darkness.
Si, Justin é bravo e carismatico, ma cosa sarebbero quei video senza Frankie? Cosa sarebbe Friday night senza di lui nel pentolone o Love is only a feeling senza il suo baffo ad altitudini incredibili? Non pensate anche voi che i video estratti da "One way ticket.." manchino di qualcosa? Ecco cosa manca, lui!

Ultimamente é stato visto cominciare il pezzo "One way ticket to hell" con un campanaccio.
Anzi, vi posto direttamente il concerto cosí lo potrete ammirare nella sua interezza (il pezzo con il campanaccio é al minuto 7.15). Grazie al mio amico Nino per l'impareggiabile segnalazione.
Vai Frankieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee







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19/08/12

Recensione: Stratovarius- Under Flaming Winter Skies - Live In Tampere (2012)



Ad anni di distanza da Visions of Europe, gli Stratovarius (orfani del simpaticissimo Timo Tolkki), danno alle stampe il live a Tampere per celebrare l'ultima esibizione del batterista Jorg Michael che, dopo anni di lotte contro un tumore (vinte), ha deciso di ritirarsi dalle scene.

La setlist di questo live é piú che buona e molto varia, tocca quasi tutti i periodi della discografia dei finlandesi ed é impreziosita da due cover particolari (per i loro canoni) come Burn dei Deep purple (eseguita tra l'altro in maniera discutibile) e Behind Blue eyes degli Who. E' strano sentirle suonate dagli Stratovarius, che non ci azzeccano una cippa con queste canzoni, come stile e background.
A proposito di cose atipiche troveremo anche uno strano, ma interessante e coinvolgente Bass solo ad opera di Lauri Porra (si, si chiama proprio cosí). Non sembra proprio di ascoltare un concerto Power metal.

La prestazione dei singoli é ottima, soprattutto quella del chitarrista Kupiainen (che risulta piú preciso del suo predecessore pazzo, nel precedente live Visions of Europe) e la voce di Kotipelto é sempre gradevolissima, ma un po' piú in difficoltá rispetto al passato sulle note piú alte: appare evidente come alcune canzoni siano state abbassate di tonalitá (Paradise su tutte). Odio queste cose ma alcune canzoni sono davvero, davvero, ma davvero (si, penso abbiate capito) ardue da cantare, quindi rispetto.
In ogni caso, si rifará in alcuni brani dove canta in maniera splendida, come Visions.
Chiudono il concerto classici della band come Black diamond (anticipata simpaticamente dalla chitarra), Father time (faticosa da cantare, vero Timo?) e Hunting high & low, cantatissime dal pubblico che ha apprezzato lo show.

Se siete fan della band, é un acquisto sicuramente consigliato, un live onesto, non privo di sbavature, ma un live senza sbavature é quasi sempre ritoccato (risuonato?) in studio, quindi ben vengano.

Se proprio avete soldi, sappiate che c'é anche la versione dvd.
Ciao Jorg...


CD1
01. Under Flaming Skies
02. I Walk To My Own Song
03. Speed Of Light
04. Kiss Of Judas
05. Deep Unknown
06. Guitar Solo
07. Eagleheart
08. Paradise
09. Visions
10. Bass Solo
11. Coming Home

CD2
01. Legions Of The Twilight
02. Darkest Hours
03. Burn
04. Behind Blue Eyes
05. Winter Skies
06. Keyboard Solo
07. Black Diamond
08. Father Time
09. Hunting High And Low


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17/08/12

Top 10, anzi top 20: songs


Bentornati alle mie terribili classifiche.

10 canzoni erano pochine, quindi ho raddoppiato, anche se ce ne vorrebberero almeno 50 per rendere giustizia a tutti gli artisti... Bando alle ciance, ecco la top 20 delle mie canzoni preferite!
Per renderla un po' piú variegata metteró una sola canzone per gruppo, giusto per non trovare 6-7 canzoni degli Iron maiden, per esempio.

NB: Attenzione, non é una classifica con le canzoni che reputo fondamentali per la storia della musica (non ci troverete Highway star, Master of puppets o Bohemian Rhapsody, per dirne solo 3), sono solo le canzoni che mi procurano (o che mi hanno procurato) piú emozioni, senza pensarci troppo.

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01/08/12

Live report: Eddie Vedder - London 31/07/12


Glen Hansard

Due paroline per Glen Hansard (di cui non avevo mai sentito una nota): una bellissima sorpresa, davvero un grande cantante. L'esibizione non è stata altro che una mezz'oretta alla "open mic", solo chitarra e voce, ma Glen ci ha mostrato perchè sta aprendo il concerto a sua santità Eddie Vedder, grande voce e grande chitarra. Mi procuro subito qualcosa.

EDDIE VEDDER

Eccoci qui. Questo concerto è difficile da raccontare... non so... si, no, vabbè, ci provo.
Mettiamola così, un concerto meraviglioso nel luogo sbagliato. E' come se vi trovaste Eddie Vedder nel salotto di casa a cantare sul vostro divano. Voi rimanete incantati, estasiati... a bocca aperta, ma poi arriva vostro zio che strombazza col clacson per farsi aprire il cancello, la mamma che grida dalla cucina e i vostri amici che si tirano le sedie e bestemmiano mentre giocano a Pro evolution soccer. Il concerto è stato grosso modo questo: uno spettacolo intimo da sogno (come è da sogno la voce del buon Eddie) in un (bellissimo) teatro grande e dispersivo pieno di ubriaconi che si preoccupavano più di portare continuamente birre e darsi il 5, che di seguire lo spettacolo. Perle ai porci.

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