27/02/13

Recensione EP: D8 Dimension- Octocrura (2013)

I D8 dimension, una industrial/alternative metal band proveniente da Livorno, ci presenta Octocrura, il loro nuovo EP registrato al Big Wave Studio di Livorno, interamente post-prodotto, mixato e masterizzato con l’aiuto dell'amico RYO, (designer e producer, attualmente militante come chitarrista nei Vanity.) alla fine del del 2012.

22/02/13

Recensione: Stratovarius - Nemesis (2013)

Diciamoci tutta la veritá, nient'altro che la veritá (dite "lo giuro"): gli Stratovarius sono diventati famosi per la chitarra neoclassica di Timo Tolkki e per le note pazzesche raggiunte da Timo Kotipelto.
Adesso Timo Tolkki non c'é piú (non fa piú parte della band, non é morto, sia chiaro) e Timo Kotipelto ha una certa etá e fa fatica su alcune note, quindi si assesta su tonalitá piú "normali". Quindi? Che si fa? Cosa rimane? Rimane una band onesta con sempre ottime qualitá individuali, ma non piú la band che (quasi) tutti hanno apprezzato con lavori come Visions o Episode.

16/02/13

La discografia (semiseria): Megadeth

Oggi ci occuperemo di quel mattacchione di Dave Mustaine (e dei suoi scagnozzi) e della (quasi) fedele mascotte VIC. Vediamo che hanno combinato in questi 30 anni:

Killing is my businness..(1985)
Certo che una mascotte piú originale e affabile l'avrebbero potuta scegliere....Dave Mustaine fa a pugni con i Metallica che lo sbattono fuori dalla band a pedate nel deretano e lui se ne costruisce un'altra. Peró, per buona parte della sua carriera, rimarrá nell'ombra degli altri 3 sui ex amici (se lo legge, mi ammazza). Questo disco, per esempio, é facilmente accostabile a Kill'em all come stile e registrazione, anche se leggermente inferiore a livello generale. In compenso Mechanix (che sarebbe The four horsemen con un testo diverso), si lascia apprezzare piú dell'originale, perlomeno da me. Voto 67/100
Top tracks: Mechanix, Rattlehead, Killing is my businness...

15/02/13

Top 10: Bass players

Benvenuti ad un'altra terribile TOP 10!

Questa volta mi occuperó dei Bassisti, l'ultima categoria rimasta (per vostra fortuna)
Badate bene che considero solo bassisti diventati famosi all'interno di gruppi, non solisti/turnisti e tutto quello che finisce in isti.  Bando alle ciance, vai, partiamo:


10) Michael Anthony (Van Halen)
Solo per questo "bass solo" che vi posto qui sotto, meriterebbe di stare al primo posto. Classico esempio di bassista rock completamente pazzo, che peró musicalmente tiene bene il passo degli incredibili fratelli Van Halen. Inoltre é una seconda voce immensa.  Tutto questo in allegria, in mezzo a bottiglie di Jack Daniels. Il suo atteggiamento é tipicamente Rock! Ci piace!



14/02/13

Recensione: Foo fighters - Wasting light (2011)


Ma quanto é bello questo disco! Ecco, l'ho sparata subito.
Dopo un po' di perplessitá iniziale, posso affermare senza peli sulle dita (!) che Wasting light é un signor disco: salve, sono il Signor Wasting light, piacere di conoscervi. Non ci troverete dentro nessun capolavoro sia chiaro, ma neanche nessun pezzo "cosí cosí": le 11 tracce di questo CD sono tutte dannatamente buone, nessun punto debole e nessun compromesso, i quasi 50 minuti di musica scorrono via che é una bellezza tra pezzi energici e muscolari (Bridge burning, White limo), singoli molto orecchiabili (Walk, These days) e pezzi di facile ascolto (Back & forth, Rope, Arlandria).
Personalmente, preferisco un album composto tutto da ottimi pezzi anche senza alcun capolavoro, che un album composto da 3-4 capolavori e tutto il resto dell'album che anche se non lo si ascolta non é successo niente.

Il capo mastro Dave Grohl richiama Pat Smear per una formazione a 3 chitarre e decide assoldare il fidato produttore Butch Vig (che ha precedentemente lavorato a Nevermind dei Nirvana) e di registrare il disco in analogico nel suo garage.Il risultato di tutta quest'operazione é: un suono rude, sporco, personale e magnificamente naturale, al contrario proprio di Nevermind che, se devo essere onesto, é uno dei dischi peggio prodotti della storia della musica, a mio parere.

Prova della band maiuscola, le 3 chitarre non fanno niente di speciale singolarmente, ma si amalgamano in maniera assolutamente perfetta, il basso é presente come sempre, Dave Grohl canta bene e, alla batteria, Taylor Hawkins é semplicemente perfetto, anche se sappiamo tutti che le bellissime linee di drumming le "dirige" Dave Grohl, ve ne accorgerete guardando il bellissimo documentario Back & forth, dove l'ultima parte é dedicata alle riprese in studio di questo disco.

Guardando il documentario assisterete anche alla registrazione delle controvoci di Bob Mould (cantante degli Huster Du) in Dear Rosemary e soprattutto del vecchio amico Chris Novoselic che collabora attivamente a I should have known suonando la fisarmonica e soprattutto il basso; tecnicamente non sará una cima, ma il suo tocco sporco e ruvido é assolutamente riconoscibile ed é sempre bello da riascoltare, a distanza di moltissimi anni dall'ultima performance in studio. A proposito di questa canzone: quant'é bella e spontanea l'interpretazione tutta d'un fiato di Dave che canta l'ultima parte della canzone in un solo take e finisce quasi senza voce per l'ultimo ".. I should have known..." Grande momento.
Altro grande momento é These days, canzone piú discussa dell'album: c'é chi la ama, c'é chi la odia. Io sto nella prima categoria. In realtá anche Dave l'ha presentata in sede live come una delle piú belle canzoni mai scritte (da lui, ovviamente).

Questo Wasting light nella mia personalissima classifica viene immediatamente dopo The colour and the shape, il mio preferito della band.

Ragazzi, trovare un disco di questa fattura, al giorno d'oggi, é cosa rara. Grande Dave Grohl e grandi Foo Fighters

Voto 80/100

Top tracks: These days, I've should have known, Walk.

Tracklist:
  1. Bridge Burning
  2. Rope 
  3. Dear Rosemary
  4. White Limo
  5. Arlandria
  6. These Days
  7. Back & Forth
  8. A Matter of Time
  9. Miss the Misery
  10. I Should Have Known
  11. Walk 

11/02/13

La discografia (semiseria) - Queen

Queen (1973)
Partiti! Sti ragazzuoli fanno un rock energico, particolare e personale. I signori Mercurio e Maggio gettano qualche base per i futuri successi. Mr. Mercurio ha una dentatura che se lo incontri di notte ti spaventi, ma ha un grande talento, cosí come tutti gli altri componenti della band. Debut buono, sound aggressivo e personale. Se conoscete solo i classici, stenterete a riconoscerli in questo disco.  

Voto 68/100
Top tracks: Keep yourself alive, Doin' alright, Liar

Queen II (1974)
Il disco prosegue sulla falsa riga del primo, peró é meno ispirato. Meno male che i  componenti non sono di colore, sennó non si sarebbe visto nulla in copertina. Roger Taylor sembra una donna e Freddie non si é fatto sistemare i denti. Ho sentito dire che qualche dentista gli ha sconsigliato di procedere alla sistemazione dei denti perché quest'operazione avrebbe potuto modificargli la voce. Me lo disse un ragazzino conosciuto a mare nel 92, sará vero? Disco cosí cosí.   

Voto 59/100
Top tracks: White queen, Ogre battle


Sheer Heart Attack (1974)
Una volta fare il musicista era un lavoro serio e duro, questo é il secondo album dei Queen nel 1974, non come tutti i gruppi-pappamolla di oggi che per fare uscire un disco (di merda) ci mettono 3-4 anni. Sheer heart attack é la base per i Queen del futuro, una via di mezzo tra i primi due dischi e quelli che verranno. Personalmente (parlando con voi) é uno dei miei preferiti.

Voto 79/100
Top tracks: Stone cold crazy e la minitrilogia



A night at the opera (1975)
Dicevamo? Solo un anno dopo Sheer heart attack esce A night a the opera, e solo per registrare Bohemian Rhapsody e the Prophet's song i Queen si portano in studio le tende e i sacchi a pelo e registrano anche la notte o sotto la doccia, per ottimizzare tempo. Dite quello che volete, ma per me Bohemian Rhapsody é la canzone del secolo e questo é un disco importantissimissimo per la carriera della band e per il mondo intero.  

Voto 85/100
Top tracks: Bohemian Rhapsody, Death on two legs, love of my life



A day at the races (1976)
I Queen cercano di mantenere le atmosfere del precedente semi-capolavoro (Brian May voleva farlo uscire assieme a A night at the opera, ma la casa discografica lo ha mandato al diavolo) e la band si autoproduce per la prima volta, ma, a parte qualche ottima canzone (neanche troppe, in veritá), la missione non riesce. Brian May cerca di fare il leccaculo con i giapponesi e canta Teo Torriate. Ne avremmo fatto volentieri a meno.  

Voto 62/100
Top tracks: Tie your mother down, Somebody to love
 

News of the world (1977)
Dopo essere stati tacciati (a ragione?) di essere diventati noiosi, la band cambia marcia e pubblica questo disco, con, ancora una volta, canzoni immortali. Brian May stavolta fa il leccaculo degli americani cantando Sleeping on the sidewalk (il disco infatti sbancherá in USA). Peccato per qualche riempitivo di troppo, ma chi, almeno per una volta nella vita, non ha canticchiato We are the champions e We will rock you?  

Voto 78/100
Top tracks: We will rock you, We are the champions, Spread your wings


Jazz (1978)
Piú o meno sulla stessa falsa riga del precedente (i Queen sfornano spesso album "a coppia", per poi cambiare genere), peró con un po' troppi riempitivi e senza che Brian May faccia il leccaculo di qualcuno. In compenso Freddie ci regala una sua interpretazione del mondo islamico con Mustapha, inventando parole a caso. Dal vivo tutti la richiedono, ma lui la comincia e poi parte con Bohemian rhapsody.  

Voto 69/100
Top tracks: Fat bottomed girls, Bicycle race, Don't stop me now


The game (1980)
I Queen si trasferiscono a Monaco ed eccoli cambiare di nuovo pelle. Una pelle un po' ibrida, un po' pop, un po' rock, un po' disco-funky, un po' rockabilly e soprattutto aperti ai sintetizzatori, contrariamente al passato. Nonostante una certa confusione stilistica, il disco é buono. La durata é breve, ma almeno ci hanno risparmiato i tanti riempitivi dei dischi precedenti, qui tutto fila liscio. La band, in copertina, é orribile.  

Voto 74/100
Top Tracks: Crazy little thing called love, Another one bites the dust, Save me


Hot Space (1982)
Freddie si perde in locali (gay) notturni di Monaco di Baviera e non fa altro per mesi. Ecco perché era combinato in quel modo per la copertina di The game. Di musica non voleva proprio saperne nulla, ma dato che doveva farla per contratto, ha imposto lo stile "disco" alla band, talmente si era rincoglionito appresso ai locali notturni. Il disco é quasi imbarazzante ed é il punto piú basso della band che medita addirittura di sciogliersi. Meno male che c'é Under pressure, sennó questo oggetto quadrato poteva fare il sottobicchiere colorato.

Voto 49/100
Top Track: Under pressure


The works (1984)
Freddie la smette con i locali gay ogni singola sera e (musicalmente) si riprende, facendola finita con i ritmi disco a tutti i costi. The works é un disco con molte influenze, anche qualcuna del disco precedente, ma Brian prova a dirigere il disco con delle tracce e delle chitarre energiche. Il mondo gli é grato. Radio gaga si deve al figlio di Roger Taylor che non la smetteva di ripetere "radio caca". A proposito di Roger, sembra davvero una (bella) donna nel video di I want to break free.   

Voto 73/100
Top tracks: Hammer to fall, I want to break free, Is this the world we created?


A kind of magic (1986)
Questo disco é un ibrido fra un disco tradizionale ed una colonna sonora, in quanto quasi tutte le tracce fanno parte del film Higlander. A kind of magic é un grande, grande disco, uno dei loro migliori, anche se vennero tacciati di fare plastic rock. In parte vero pure questo, ma chissenefrega. In Who wants to live forever Brian ci fa arricciare tutti i peli delle braccia con 3 note.  

Voto 83/100
Top tracks: Who wants to live forever, One vision, Princes of the universe


The miracle (1989)
Freddie é malato, ma non si arrende e vuole sfornare ancora dischi. E fa bene. Da ragazzino la copertina mi piaceva parecchio, riguardandola adesso ho decisamente un'altra opinione. A proposito, Derek Riggs, disegnatore degli Iron maiden, ha detto che i Queen hanno copiato l'idea dalla copertina del singolo The Clairvoyant, forse tutti i torti non ha. Anche The Miracle é un bel disco, pieno di idee e pieno di pezzi che verranno ricordati a lungo, assieme ad altri che nessuno si ricorda piú da 20 anni. In rain must fall (a proposito di pezzi che non si ricorda piú nessuno) a 1.45 Freddie Mercury insulta chiaramente qualcuno gridando "frooocio". Non ci credete?
 

Voto 75/100
Top tracks: The miracle, I want it all, Breakthru


Innuendo (1991)
Le voci della malattia di Freddie si fanno piú insistenti, lui é praticamente alla fine, ma vuole regalarci delle gemme pazzesche come la title track e soprattutto The show must go on, forse la canzone piú emozionante dell'intera discografia, che per me si chiude con la traccia 12 di questo disco. Ad un orecchio attento non sfuggirá il fatto che Freddie utilizza tanti "sortilegi" in studio, e la sua voce risulta spesso un po' troppo artificiale. Lo perdoniamo? Direi di si. Grandissimi Queen.  

Voto 77/100
Top tracks: Innuendo, I'm going slightly mad, The show must go on


Se cercate Made in heaven non avete letto bene quello che ho scritto in Innuendo.
Vi lascio con una delle mie canzoni preferite, con un videoclip discutibile.


10/02/13

05/02/13

La discografia (semiseria): Bon Jovi

Bon Jovi (1984)
'Sti ragazzacci dalle pettinature agghiaccianti si affacciano con questo disco che proprio un capolavoro non è, e non è certamente abbastanza per distogliere il grande pubblico dai loro ciuffoni alla "Bee Hive" (quelli di Mirko e Satomi, per intenderci). Cosa raffigurerebbe la copertina? Perchè in Runaway Jon canta il finale in quel modo? Voto 63/100 (di incoraggiamento)

Top tracks: Runaway, Roulette, Shot through the heart.

02/02/13

La discografia (semiseria) - Avantasia

Ed eccoci qui a parlare di quel mattacchione di Tobias Sammet che una ne pensa e 100 ne fa. Non contento di pubblicare 27 album all'anno con gli Edguy, decide di creare questo progettino. Vediamo che ha combinato.


The metal Opera (2001)
Alla faccia del progettino, Tobias prende il telefono e chiama tutti quelli che conosce che sappiano suonare o cantare qualcosa. Rispondono, tra gli altri, Kiske (che in questo disco si fa chiamare con uno pseudonimo vergognoso), Matos, Hansen, Tolkki, DeFeis, Grosskopf, Rob Rock. Gli é andata ampiamente bene, diciamolo (Cit. La Russa). L'album é uno dei migliori lavori power metal mai scritti, anzi, forse il migliore, non é il caso di fare i tirchi e i pidocchiosi. La trama é troppo complicata da spiegare, é tipo la versione complessa del signore degli anelli (inoltre non l'ho mai capita veramente). 
Voto 92/100
Top tracks: Reach out for the light, Breaking away, The glory of Rome