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Visualizzazione dei post da Marzo, 2013

Recensione: Stereophonics - Graffiti on the train (2013)

Chi calcola ancora gli Stereophonics? Non lo so, ma mi va di scrivere lo stesso una breve recensione. Ho conosciuto la band ad un festival, qualche anno fa. La band in sede live mi è piaciuta parecchia, esibizione onesta, sincera, senza troppi fronzoli. Molto più rock rispetto a quello che traspare su disco. Ho acquistato il precedente Keep calm and carry on al supermercato per una sterlina ed essendomi piaciuto abbastanza, è risultato uno dei miei album preferiti per qualità/prezzo (sfido io, a quel prezzo), quindi mi sono avvicinato a questo nuovo album: Graffiti on the train. 

Recensione Mark Lanegan - Blues Funeral (2012)

Recensione a cura di Eli Brant

Un solo termine per definire Blues Funeral? Intenso.

E’ il 2012 e Mark Lanegan nella sua carriera ha praticamente detto e fatto tutto.
Forse possiamo definirlo come il Dave Grohl dell’underground per la poliedricità e prolificità degli ultimi anni. Nonostante il suo incedere sornione, infatti, Lanegan è al centro dei progetti più sperimentali e curiosi del rock dell’ultimo decennio. Dopo le collaborazioni con Josh Homme nei QOTSA, Greg Dulli (The Glimmer Twins), Isobel Campbell, si è da ultimo persino cimentato con alcuni nuovi brani per il box-set dei Mad Season (di prossima uscita e che meriterà sicuramente un racconto a sé).
Tuttavia, un conto sono le collaborazioni ed un altro è un disco solista.

Recensione: Avantasia - The mystery of time (2013)

Diciamolo, Tobias Sammet é una garanzia.
Non che tutti i suoi "prodotti" siano eccelsi, affatto, peró diciamo che difficilmente si rimane completamente delusi dai suoi dischi, essendo in grado di affermare: "questo disco fa cagare". Questo Themystery of time, infatti, non solo non fa cagare, é pure un gran bel disco, probabilmente il miglior Avantasia dopo i primi due, inarrivabili, capitoli.A proposito, se volete la mia breve opinione su tutti gli album Avantasia cliccate qui senza timore. Se avete timore non fa nulla.

Recensione Iron Maiden - Maiden england '88 (2013)

Ed eccolo, signore e signori! UN ALTRO LIVE DEGLI IRON MAIDEN!!!! Lo stavate aspettando eh! Ammettetelo!
Eccola, l'ultima frontiera della band: pubblicare concerti nuovi non era abbastanza, la band (e soprattutto il management) si mette pure a "resuscitare" vecchi concerti. Sí, perché questo Maiden England in realtá uscì una ventina di anni fa in versione combo VHS/CD.
Eccolo pure nel 2013, siete contenti? E sapete che ha fatto il sottoscritto? Cretino com'é, lo ha pure comprato, in versione DVD per giunta, con documentari annessi (e connessi). Non infierite per favore. Oppure scrivetemi "sei un cretino" nei commenti, accetteró.

Recensione: 373° K – Spiriti bollenti

Recensione a cura di Antonio Spina
"Spiriti bollenti” è piu’ che un disco,è un messaggio che la band bolognese 373°Kelvin vuole lanciare ai suoi ascoltatori. Formatasi tra i corridoi del DAMS di Bologna, nota accademia di musica-cinema-teatro, la band propone un rock’n’roll senza mezzi termini intriso di blues, hard rock ed heavy metal, ma che è intriso di contenuti filosofici volti a spiegare il disagio che la societa’ moderna e la quotidianita’ provocano nell’essere umano che a sua volta ne risulta standardizzato e portato ad “ebollizione”. Ed è proprio la metafora della temperatura a dare il nome alla band che riesce a riversare tutto il loro stato d’animo, la loro rabbia e voglia di resistere nel primo pezzo omonimo, 373°K,una botta energica e potente che sa di palla infuocata!

Recensione: Needlework - Needlewok (2012)

Ed eccoci ai Needlework con il loro Needlewok, nome che, per detta della band, vuole essere un simpatico omaggio alle numerose occasioni in cui il nome della band è stato, per errore, storpiato in locandine live assortite (da “Need A Work” a “NerdWork”).
La band bresciana, formata da Chicco, Venni, Frenz e Stofen é in giro dal 2001 ed ha parecchie registrazioni e partecipazioni a concorsi (e vittorie) al suo attivo.

Recensione: Black rebel motorcycle club - Specter at the feast (2013)

Recensione a cura di Fabio S.
Ogni volta che esce un nuovo album dei BRMC vado un po’ in ansia, perché sin dal 2001, quando rimasi folgorato da “Whatever Happened to my Rock ‘n’ Roll”, ho iniziato a seguirli senza mai abbandonarli, sviluppando una particolare affezione per questa band. (Gli ho persino perdonato il terribile esperimento strumentale di The Effects of 666, ma vabè, una litigata in 12 anni ci sta tutta). Ansia perché nonostante abbiano sviluppato un loro preciso suono, le loro influenze sono così tante che ogni volta mi chiedo in che direzione vada il loro nuovo lavoro. In sostanza è ansia di rimanere delusi, di essere traditi. Ma basta un solo ascolto per liberarsi di ogni strano pensiero e di rilassarsi, perché “Specter at the Feast” è assolutamente meraviglioso.
Le premesse c’erano tutte, perché a detta di Peter Hayes, quest’album nasce dalla loro anima più profonda, citando come principale ispirazione Spiritualized e Pink Floyd. Se si considera che la band è stata segn…

Recensione: X-ray Life - X-ray life (2012)

Recensione a cura di Antonio Spina
Come suona questo disco?Beh,direi Grunge! Anzi no...Hard rock! Mmmm...ok. SUONA, e anche bene! Dopo vari ascolti non sono infatti ancora riuscito a decifrare bene il genere che propongono questi cinque ragazzi veneti.  Probabilmente proprio perchè il grunge(e loro si definiscono anche un gruppo grunge) ingloba per definizione anche altri generi quali l'heavy metal,il punk rock e l'alternative rock. State tranquilli...in questo disco c'è proprio di tutto! 

Recensione: Deftones – Koi no yokan (2012)

Recensione a cura di Eli Brant

E’ dura cercare di essere obiettivi quando si è spudoratamente di parte. Allora provo solo a passarvi un concetto. Un’idea che mi è parsa chiara sin dal primo ascolto di “Koi no yokan” e che in fondo è anche il tentativo più sincero di obiettività che posso offrirvi: i Deftones sono diventati leggendari.
Quest’album segna la linea di demarcazione tra una band significativa ed un gruppo immortale.
E non sto esagerando.
Questo era chiaro, ai più, sin dalla strepitosa opera precedente (Diamond eyes) che forse, per molti versi, è anche superiore a quest’ultima fatica. E allora perché arrivare a dire che i Deftones sono tra le migliori formazioni che il panorama rock degli ultimi 20 anni possa offrire? Semplice: solo le grandissime band sono capaci di ripetersi (questo è il loro 7° album!) ad altissimi livelli mantenendo saldo e riconoscibile il proprio sound e contemporaneamente a non scadere nel banale o “già sentito”.
In sostanza, ad evo…

Recensione: Amaze knight- The Key (2012)

Oh, ma sono bravi sul serio sti ragazzi: Fabrizio, Christian, Matteo, Max e Michele, complimenti davvero.
Questi ragazzi torinesi, che formano gli Amaze knight, hanno deliziato i miei padiglioni auricolari con questo The Key, davvero un lavoro sontuoso: curato, vario, tecnico, completo, che vede la collaborazione di Roberto Maccagno come produttore e sound engineer.
Per farvi avere un'idea diciamo che sono un incrocio tra il prog rock/metal di Dream Theater/Porcupine tree piú altre sfaccettature tipiche del progressive rock anni 70. 

Recensione: Sound city: real to reel (2013)

Oh, Dave Grohl non ne sbaglia una, mannaggia all'animale!
Sará che venivo dall'ascolto ripetuto dell'ultimo "lavoro" dei Bon Jovi con dei suoni fintissimi e iperprodotti, ma, non appena ho ascoltato solo metá di questo disco (in realtá sarebbe una colonna sonora dell'omonimo film) su internet, ho pensato, entuasiasta: "Lo compro!"
Detto, fatto: la confezione é davvero magnifica, packaging old stlye che ricorda molto un mini-vinile. I suoni di questo disco sono davvero micidiali:  puri, diretti, sporchi e rock. Produzione P-E-R-F-E-T-T-A, come l'ultimo dei Foo fighters d'altronde.

Recensione: Bon Jovi - What about now (2013)

Come sará il nuovo album dei Bon Jovi? Non scervellatevi troppo, lo sapete esattamente. "Ma come, lo sappiamo?" "Sí, vi ho detto che lo sapete".

Intervista: Hellettrik

Di ritorno (provvisoriamente) nella mia terra natía, non mi sono lasciato scappare l'occasione di incontrare gli Hellettrik, band che ho giá recensito qualche mese addietro (clicca qui): Clay Mignemi (voce e chitarra), Fabrizio Galletta (basso) e Dario Pierini (batteria). Interessante cercare di capire come il sud potesse accogliere la creatività di una band emergente con degli obiettivi così internazionali: si parla di blues americano, rock inglese 60-70, ma anche tante influenze moderne. 

La discografia (semiseria): Pantera

E' la volta dei Pantera, ladies and gentleman: ll talento dei fratelli Abbott, la timidezza di Phil Anselmo e tante copertine brutte.

Metal magics, Project in the jungle, I am the night, Power metal (1983-1988):
Quando chiedi alla band "che mi dite di questi album?" loro rispondono cose del tipo "quali album?" o "Non sono nostri, ti stai sbagliando" o ancora "Se non te ne vai ti ammazzo". Quindi, perchè dovrei prendermi la briga di recensirli o commentarli? Eppure qualche canzone carina c'è, ma di certo non sono la band che conosciamo.

Dimebag rifiuta la proposta di Mustaine di unirsi ai Megadeth (perchè non c'era posto per il fratello) e la band abbandona (finalmente) il glam per proporci un nuovo sound superaggressivo. E spacca. La copertina del disco è di cattivo gusto (come i capelli di Phil Anselmo), ma non sarà l'unica, non abbiate timore. All'interno troviamo delle canzoni pazzesche come la title track e Cemetery gates…

Recensione: Dossi Artificiali - Fresh Air and Cold Cola- EP (2012)

Ma tu guarda i casi della vita.

La band che mi ha recentemente contattato per avere  una recensione del loro ultimo EP sono i Dossi artificiali, una band che mi riporta indietro nel tempo:  ho avuto, infatti, la fortuna/sfortuna di condividere il palco con i Dossi Artificiali parecchi anni orsono, durante un concorso musicale in qualche paese sperduto del profondo sud. La fortuna sta nel fatto che ho assistito davvero ad una bella esibizione condita da ottima musica e che mi sono parecchio divertito ad ascoltarli, la sfortuna é che loro arrivarono secondi e la mia band di allora arrivó terza, quindi ci hanno "fregato" il secondo posto. "Fregato" ovviamente tra virgolette, la band mi era piaciuta tanto e, in ogni caso, il primo posto era giá prenotato da una band (a mio parere) raccomandata. Ma questa é davvero un'altra storia.

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