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Visualizzazione dei post da Giugno, 2013

Recensione: Oliva - Raise the curtain (2013)

Un disco solista di Jon Oliva? Si, esattamente.
In questo disco, il buon Jon ci mostra tutto il suo bagaglio, ripescando composizioni varie (ed eventuali) mai pubblicate fino ad ora, comprese tracce scritte addirittura prima della formazione dei Savatage. Quindi, che genere è questo disco? Tutti!
Ci troverete pianoforti, fiati, chitarre blues-prog-metal-funky, atmosfere teatrali, orchestre. Probabilmente manca solo un pezzo flamenco, ma magari sarò smentito da qualche edizione nordcoreana.

Recensione: Queensryche - Queensryche (2013)

Avete seguito la telenovela brasiliana dei Queensryche? No? Vi faccio un brevissimo riassunto. Geoff Tate e tutti gli altri componenti della band si scannano. "Ok, separiamoci". "Il nome é mio" "no, il nome é nostro". Per farla breve, sí, ci sono due Queensryche: il disco del simpatico Tate é giá uscito da un pezzo (clicca qui per la recensione), adesso prendiamo in esame quello degli "altri", con Todd La Torre alla voce.

Il demolitore: Jeff Buckley - Grace

Il demolitore é colui che non é mai contento, vede sempre il lato negativo delle cose ed é colui che risponderebbe alla classica domanda: "un bicchiere é mezzo pieno o mezzo vuoto?" con "non é né mezzo pieno né mezzo vuoto, é solo un bicchiere di merda". Incontentabile, demolisce  tutto quello che gli sta attorno, che si tratti di opere d'arte o di monnezza urbana, per lui é quasi tutto sullo stesso piano. Ha una brutta opinione pure di se stesso.
Vediamo di quale disco si lamenterá oggi:


Per me questo Grace é un disco cosí acclamato solo perché Jeff Buckley é morto. Ecco, l'ho detto subito.
Il disco non é cosí male, per caritá, ma sarebbe probabilmente finito nel dimenticatoio se Jeff fosse ancora vivo. Ho detto pure questo. La rivista Rolling stone lo ha inserito al 303esimo posto nella classifica sui migliori dischi di sempre. Probabilmente avranno sbagliato, volevano scrivere "dei dischi del 1994" (non ne saranno usciti cosí tanti, no?…

Recensione: Alice in chains - The devil put dinosaurs here (2013)

The devil put dinosaurs here Alice in chains A cura di Eli brant.
Ascoltando The devil put dinosaurs here, si realizza una volta per tutte che l’assenza di Layne Staley ha privato la band della sua anima malata e straziante. Quella per cui molti li avevano ricondotti al grunge, ma anche quella che ha accompagnato un’intera generazione nei momenti di malessere che ognuno si trova ad affrontare. Resta però in piedi e del tutto integra l’altra identità degli A.I.C.. Quella che gl’ha permesso di distinguersi da tutti gli altri e li ha resi unici. Quella oscura e possente che, dopo lo struggimento iniziale, scuote e sconvolge, facendo fuoriuscire ed urlare la propria condizione.

Recensione: Headless - Growing apart (2013)

Gli Headlesssono unaband heavy metalformatasinei primi anni'90 con una storia molto travagliata alle spalle: la band produce inetà molto giovane unEP ed un album, per poi sciogliersi nel 2000, ma nel 2011 la band si rimette insieme e nel 2013rilascia ilnuovo album Growing apart con la seguente line-up: assieme agli "storici" Walter Cianciusi (Guitars) e Dario Parente (Guitars), infatti, si aggiungoGöranEdman(Yngwie Malmsteen, JohnNorum) alla voce eScottRockenfield(Queensrÿche) alla batteria. Niente male come acquisti, mi sembra.

Recensione demo: Bolgia di malacoda - A un metro da decebalo (2013)

Ammetto, dal basso della mia ignoranza, che ho dovuto cercare il nome su Internet per capire a cosa fosse riferito il nome della band.

Voi sapete a cosa si riferisce vero? Nel caso foste ignoranti (nel senso che ignorate) come me, ecco il link http://it.wikipedia.org/wiki/Malacoda

La playlist scomoda: Pearl jam

Benvenuti ad una nuova puntata de "la playlist scomoda", rubrica inutilissima a patto che voi non vogliate:

1) Sapere quali siano i miei pezzi preferiti in assoluto di una band in particolare (ne dubito).
b) Conoscere qualcosa in più della band presa in esame.
3) Perdere un po' di tempo su internet perchè non sapete dove sbattere la testa.
d) Varie ed eventuali.
f) Provare a psicanalizzare il sottoscritto, sul perchè crea queste rubriche di merda.

Il termine "scomoda" è perchè non sarà una vera e propria Playlist continuativa, ma perchè dovrete attivare 10 video diversi per ascoltare tutte le canzoni.

Inoltre, per una godere appieno di una buona qualitá audio/video vi consiglio sempre di cercare le copie originali.
Bando alle ciance, é la volta dei Peggem!
Sará un pomeriggio durissimo, scegliere solo 10 canzoni sará impresa titanica, ne ho almeno una trentina in mente...vediamo che combino.

10) Crazy mary (cover)
Lo so, non è il massimo partire con una cover, ch…

Recensione: Black Sabbath - 13 (2013)

I dinosauri sono tornati! Beh, passatemi il termine, dato che l'ultimo album dei Black sabbath (con Ozzy) è datato 1978... Non ero ancora nato! Rieccoli nel 2013 e... l'album c'é, eccome se c'é!

Ma prima:
Nelle puntate precedenti (da leggere col tono del doppiatore italiano delle serie americane): Tony Iommi ha avuto seri problemi di salute, con i quali combatte ancora, Ozzy ha avuto tutte le vicissitudini di questo mondo e Bill Ward è stato allontanato dalla band, ufficialmente per questioni contrattuali. Successivamente si conoscerà l'amara verità: non suona da troppo tempo e non è in grado di sostenere un tour. (voce da doppiatore mode off)

Live report: Megadeth - Brixton academy - London 06/06/2013

Un altro dei miei miti giovanili è depennato dalla lista di persone da vedere prima di morire. Certo, la persona in questione, Dave Mustaine, non è proprio il massimo della vita, ma rispetto estremo come musicista, nonostante l'ultimo album non sia proprio eccelso (Clicca qui per la recensione). Ma andiamo per gradi.

Mi avvicino in zona Brixton e vedo un posto lercio per mangiare... perfetto, proprio quello che stavo cercando. Ordino 3 volte una 7up e, alla quarta ordinazione, spazientito, finalmente arriva.. Finisco di sbranare il mio mezzo pollo arrostito e mi avvicino all'academy tra vichinghi con magliette dei Megadeth. Voi direte: ma a noi, cosa ce ne puo' fregare della 7up e di sapere cosa hai mangiato? Vi spiego subito: sono accomodato nell'arena dell'academy e siccome sto odiando il gruppo di supporto (che si dovrebbe chiamare Bleed from within), mi sto tenendo impegnato col cellulare scrivendo qualcosa, cercando di ingannare questa mezz'oretta che manc…

Recensione: Megadeth - Super collider (2013)

Dove ci eravamo lasciati, caro Dave Mustaine?
Sì, a dichiarazioni deliranti, ad un nuovo corso spirituale, ad un ultimo album (Thirteen) pieno di pezzi editi una quindici di anni or sono e a delle performance vocali estremamente discutibili, on stage, anche per colpa dei problemi di salute che lo hanno accompagnato negli ultimi anni. Ci ritroviamo adesso con questo Super collider, come sarà? Aspettate che ci arrivo, con calma.

Recensione: Queens of the Stone Age - ...Like clockwork (2013)

“..Like Clockwork” Queens of the stone age
“Mio nonno diceva che capita a tutti noi di esser buttati al tappeto. Ma ciò che conta è lo “stile” con cui ci si rialza” - Homme
Recensione a cura di Eli Brant.
 Finalmente.

Sono passati sei anni da “Era Vulgaris” e Josh Homme (voce/chitarra, mente e cuore dei Q.O.T.S.A.) ci aveva lasciati a secco per molto tempo. Decisamente troppo tempo.
Seppur inframmezzata da numerosi lives (peraltro non in Italia!) e dall’eccezionale debutto dei Them Croocked Vultures (con Dave Grohl, John Paul Jones e Alain Johannes) l’attesa è stata davvero estenuante.
E’ ne è valsa la pena? Sì. Assolutamente sì, ne è fottutamente valsa la pena!

Live report: Green day - Emirates stadium - London 01/06/13

Dopo il concerto dei muse della settimana scorsa rieccomi all'Emirates stadium, per la serie: quando in un posto non ci vai mai, quando ci vai 2 volte nell'arco di una settimana.

Il tempo é ancora una volta superclemente, la security é gentile con me e io mi piazzo a sinistra rispetto al palco.
Cominciano i Kaiser chiefs, che onestamente conosco poco o nulla: venendo dal concerto dei Muse, dove mancava poco che atterrassero gli alieni, l'impatto é stato impetuoso: la band si presenta on stage con uno sfondo tipo lenzuola delle nonna al quale mancava solo la firma "scuola elementare Aldo Moro, 5a B". La band non mi dispiace affatto, suona abbastanza grintosa e si fa valere con il pubblico, che ricambia.
La cosa che salta piú all'occhio é la mania di protagonismo del cantante, un incrocio tra Jovanotti, Jim Morrison e un altro a caso (sceglietelo voi) che fa casino sul palco: manomette e imbraccia la telecamera del povero cameramen, canta sdraiato, scende tra …
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