26/06/13

Recensione: Oliva - Raise the curtain (2013)

Un disco solista di Jon Oliva? Si, esattamente.
In questo disco, il buon Jon ci mostra tutto il suo bagaglio, ripescando composizioni varie (ed eventuali) mai pubblicate fino ad ora, comprese tracce scritte addirittura prima della formazione dei Savatage. Quindi, che genere è questo disco? Tutti!
Ci troverete pianoforti, fiati, chitarre blues-prog-metal-funky, atmosfere teatrali, orchestre. Probabilmente manca solo un pezzo flamenco, ma magari sarò smentito da qualche edizione nordcoreana.

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24/06/13

Recensione: Queensryche - Queensryche (2013)

Avete seguito la telenovela brasiliana dei Queensryche? No? Vi faccio un brevissimo riassunto. Geoff Tate e tutti gli altri componenti della band si scannano. "Ok, separiamoci". "Il nome é mio" "no, il nome é nostro". Per farla breve, sí, ci sono due Queensryche: il disco del simpatico Tate é giá uscito da un pezzo (clicca qui per la recensione), adesso prendiamo in esame quello degli "altri", con Todd La Torre alla voce.

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22/06/13

Il demolitore: Jeff Buckley - Grace

Il demolitore é colui che non é mai contento, vede sempre il lato negativo delle cose ed é colui che risponderebbe alla classica domanda: "un bicchiere é mezzo pieno o mezzo vuoto?" con "non é né mezzo pieno né mezzo vuoto, é solo un bicchiere di merda". Incontentabile, demolisce  tutto quello che gli sta attorno, che si tratti di opere d'arte o di monnezza urbana, per lui é quasi tutto sullo stesso piano. Ha una brutta opinione pure di se stesso.
Vediamo di quale disco si lamenterá oggi:


Per me questo Grace é un disco cosí acclamato solo perché Jeff Buckley é morto. Ecco, l'ho detto subito.
Il disco non é cosí male, per caritá, ma sarebbe probabilmente finito nel dimenticatoio se Jeff fosse ancora vivo. Ho detto pure questo. La rivista Rolling stone lo ha inserito al 303esimo posto nella classifica sui migliori dischi di sempre. Probabilmente avranno sbagliato, volevano scrivere "dei dischi del 1994" (non ne saranno usciti cosí tanti, no?).

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18/06/13

Recensione: Alice in chains - The devil put dinosaurs here (2013)



The devil put dinosaurs here
Alice in chains
A cura di Eli brant.

Ascoltando The devil put dinosaurs here, si realizza una volta per tutte che l’assenza di Layne Staley ha privato la band della sua anima malata e straziante.
Quella per cui molti li avevano ricondotti al grunge, ma anche quella che ha accompagnato un’intera generazione nei momenti di malessere che ognuno si trova ad affrontare.
Resta però in piedi e del tutto integra l’altra identità degli A.I.C..
Quella che gl’ha permesso di distinguersi da tutti gli altri e li ha resi unici.
Quella oscura e possente che, dopo lo struggimento iniziale, scuote e sconvolge, facendo fuoriuscire ed urlare la propria condizione.

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Recensione: Headless - Growing apart (2013)

Gli Headless sono una band heavy metal formatasi nei primi anni '90 con una storia molto travagliata alle spalle: la band produce in età molto giovane un EP ed un album, per poi sciogliersi nel 2000, ma nel 2011 la band si rimette insieme e nel 2013 rilascia il nuovo album Growing apart con la seguente line-up: assieme agli "storici" Walter Cianciusi (Guitars) e Dario Parente (Guitars), infatti, si aggiungo Göran Edman (Yngwie Malmsteen, John Norum) alla voce e Scott Rockenfield (Queensrÿche) alla batteria. Niente male come acquisti, mi sembra.

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14/06/13

13/06/13

La playlist scomoda - Pearl jam

Benvenuti ad una nuova puntata de "la playlist scomoda", rubrica inutilissima a patto che voi non vogliate:

1) Sapere quali siano i miei pezzi preferiti in assoluto di una band in particolare (ne dubito).
b) Conoscere qualcosa in più della band presa in esame.
3) Perdere un po' di tempo su internet perchè non sapete dove sbattere la testa.
d) Varie ed eventuali.
f) Provare a psicanalizzare il sottoscritto, sul perchè crea queste rubriche di merda.

Il termine "scomoda" è perchè non sarà una vera e propria Playlist continuativa, ma perchè dovrete attivare 10 video diversi per ascoltare tutte le canzoni.

Inoltre, per una godere appieno di una buona qualitá audio/video vi consiglio sempre di cercare le copie originali.
Bando alle ciance, é la volta dei Peggem!
Sará un pomeriggio durissimo, scegliere solo 10 canzoni sará impresa titanica, ne ho almeno una trentina in mente...vediamo che combino.

10) Crazy mary (cover)
Lo so, non è il massimo partire con una cover, che tra l'altro non è neanche tra le mie preferite in assoluto, ma è legata al ricordo del mio primo concerto dei PJ, in quel di Pistoia nel 2006. Ero davanti ad un megaspeaker e, sentire a volumi megagalattici il primo accordo di Stone Gossard accompagnato dalla suadente voce di Eddie, mi ha letteralmente tolto il fiato per qualche secondo. Non sto scherzando. Uno dei migliori "suoni" che abbia sentito in vita mia e uno dei migliori ricordi di tutti i concerti che ho visto, nel corso degli anni. Ho trovato proprio quel video, non sarà la stessa cosa, ma godetevelo lo stesso.


9) Do the evolution (da Yield)
Canzone con un grandissimo testo e con uno dei videoclip piú belli di sempre, sull'evoluzione, l'aviditá dei potenti e sulla la cattiveria umana. La versione live (cantata in una tonalitá differente e molto piú veloce) a mio parere vale molto di piú di quella da studio, ma non voglio privarvi di un'occasione per (ri)vedere questo magnifico video.
Curiositá: il basso della canzone é stato registrato da Gossard (autore della musica), non da Ament. Non ve ne frega nulla, vero? Ok guardatevi il video.


8) Grievance (da Binaural)
Altro testo politicamente impegnato ed estremamente interessante, contro la tecnologia a tutti i costi e sulla la perdita della privacy nella societá odierna, purtroppo sempre piú attuale.
Matt Cameron nei primi periodi dei PJ era un animale, guardate la sua performance (ma anche quella degli altri) dal David Letterman Show. Big eyeeee big eyeee watching meeeeeeee


7) Come back (da Pearl jam)
Un tributo a Johnny Ramone appena scomparso. Proprio lui ha insegnato ad Eddie l'amore per un certo tipo di ballate, lui lo ripaga con questa canzone-tributo in quello stile. Testo magnifico, con Eddie che canta "come back" all'amico scomparso. Brividi assicurati, durante questi 6 minuti. La ciligiena sulla torta é il meraviglioso assolo di Mike McReady sul finale.


6) Go (da Vs)
Comincio col dire che la versione da studio, a mio parere, é bruttarella. Non odiatemi per questo.
La versione live (soprattutto post 1998), invece, spacca: Cameron cambia la batteria e i fastidiosi cori nel ritornello non ci sono piú.. Et voilá, canzone sistemata.
Eddie dice a qualcuno di andare, anzi di non andare, no, forse si riferisce al suo furgone, boh. Se qualcuno ne sapesse di piú, mi illumini, per favore. Ah, godetevi anche la faccia di Mike Mcready, durante l'esecuzione della canzone. L'avevano svegliato 10 minuti prima?
Legata al mio bellissimo ricordo dello show di Manchester.


5) Black (da Ten)
Probabilmente la ballad piú famosa dei PJ (a pari merito con Betterman) quindi non ha bisogno di troppe presentazioni.
Vi propongo la versione del famoso Unplugged di Mtv. Eddie fa casino col testo nella prima parte della canzone, ma in compenso, improvvisa una seconda strofa da farvi rizzare i peli delle orecchie (nel caso li aveste).
Prestazione vocale assurda (in senso positivo, si intende). Let the music do the talking...


4) Corduroy (da Vitalogy)
Vi piace la versione studio? Sinceramente... Ok, siamo d'accordo.
Corduroy é una di quelle tantissime canzoni dei PJ che mi é "arrivata" tardi: mi ha colpito solo dopo 5-6 anni di ascolti (distratti). Una cosa che mi succede solo con i Pearl jam.
La canzone ha un bellissimo testo, sul rapporto conflittuale di Eddie Vedder nei confronti della popolaritá: (da Wikipedia) « Si, quella canzone è ispirata alla rivendita di quella vecchia giacca di velluto che indossavo. Penso di averla pagata 12$ e fu venduta a 650$. L'ultima volta che l'ho vista l'aveva un ragazzo in TV, e la portava in una maniera prevedibile, credo, come mi vestivo io in quei giorni in cui avevo i capelli lunghi e la maglia dell'esercito. Vidi questo nuovo personaggio in una soap-opera , così c'era un ragazzo, più affascinante di me, che la indossava durante una puntata di "General Hospital". E la cosa divertente è che quel ragazzo era Ricky Martin.»


3) Nothingman (da Vitalogy)
Capolavoro scritto da Eddie Vedder e Jeff Ament. Anche in questo caso, la canzone rende al massimo solo in sede live, grazie a suoni piú diretti e un'interpretazione vocale superiore. Godetevi la magnifica voce di Eddie, prima in due ottave differenti, poi in un crescendo finale. La mia versione preferita é quella del Live on two legs, che vi propongo qui sotto.
Cosa c'entra l'immagine del video? Non lo so.


2) Immortality (da Vitalogy)
Non appena parte l'arpeggio iniziale, il mio corpo si blocca. E' come quando spostate la testa per non prendere uno schiaffo o quando inciampate e vi riparate con le braccia per non cadere di faccia. Un istinto, non ci potete fare nulla.
Cazzate a parte, la canzone é meravigliosa e si dice parli in qualche modo di Kurt Cobain "as priviledge as a whore, victims in demand for public show..", anche se Vedder non ha mai confermato queste voci. Grande canzone (stavolta anche da studio) che vi entra nelle vene con un arrangiamento superlativo, tutto é al posto giusto. Godetevela, con il testo.


1) Given to fly (da Yield)
Copio-incollo dalla precedente top 20 (generale)
La canzone che mi ha fatto innamorare dei Pearl jam. Il crescendo delle chitarre, dal bridge in poi, mi manda fuori di testa. Dategli una chanche: mettetela a volume dignitoso (altissimo) e lasciatevi trasportare. Vi chiederá sempre piú volume. E' una canzone corta, dalla struttura canonica, senza soli, ma nonostante tutto questo resta la mia preferita in assoluto. Non ascoltatela come sottofondo, morirá, chiede attenzioni.  Ma che cazzo sto scrivendo....
Ho trovato in rete un video con delle immagini che colgono lo spirito della canzone.
Eccola, buon viaggio, ciao:

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11/06/13

Recensione: Black Sabbath - 13 (2013)

I dinosauri sono tornati! Beh, passatemi il termine, dato che l'ultimo album dei Black sabbath (con Ozzy) è datato 1978... Non ero ancora nato! Rieccoli nel 2013 e... l'album c'é, eccome se c'é!

Ma prima:
Nelle puntate precedenti (da leggere col tono del doppiatore italiano delle serie americane): Tony Iommi ha avuto seri problemi di salute, con i quali combatte ancora, Ozzy ha avuto tutte le vicissitudini di questo mondo e Bill Ward è stato allontanato dalla band, ufficialmente per questioni contrattuali. Successivamente si conoscerà l'amara verità: non suona da troppo tempo e non è in grado di sostenere un tour. (voce da doppiatore mode off)

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07/06/13

Live report: Megadeth - Brixton academy - London 06/06/2013

Un altro dei miei miti giovanili è depennato dalla lista di persone da vedere prima di morire. Certo, la persona in questione, Dave Mustaine, non è proprio il massimo della vita, ma rispetto estremo come musicista, nonostante l'ultimo album non sia proprio eccelso (Clicca qui per la recensione). Ma andiamo per gradi.

Mi avvicino in zona Brixton e vedo un posto lercio per mangiare... perfetto, proprio quello che stavo cercando. Ordino 3 volte una 7up e, alla quarta ordinazione, spazientito, finalmente arriva.. Finisco di sbranare il mio mezzo pollo arrostito e mi avvicino all'academy tra vichinghi con magliette dei Megadeth. Voi direte: ma a noi, cosa ce ne puo' fregare della 7up e di sapere cosa hai mangiato? Vi spiego subito: sono accomodato nell'arena dell'academy e siccome sto odiando il gruppo di supporto (che si dovrebbe chiamare Bleed from within), mi sto tenendo impegnato col cellulare scrivendo qualcosa, cercando di ingannare questa mezz'oretta che manca all inizio della setlist dei Megadeth. Si, sto scrivendo durante il gruppo di supporto.
Per inciso, il gruppo non è per nulla male, anzi, sti ragazzi dal forte accento scozzese (appena il cantante parla, quelli accanto a me ridono) sono davvero bravi, il problema è che non sopporto lo scream del cantante, per questo ho piazzato i miei fidati tappi nelle orecchie. Lo so che non faccio bella figura a dire questo, ma me ne fotto. Il resto lo scriverò da casa. Passo e chiudo.

Rieccomi, per il resoconto (in differita) del concerto dei Megadeth. Mi tolgo subito 2 pesi:

1) Ho constatato di persona che Mustaine ha chiari problemi di voce e non riesce più a cantare le note alte, tutto il resto lo fa come al solito.
2) Drover e Broderick sono due ottimi musicisti, soprattutto il secondo, davvero eccezionale, ma io Menza e Friedman non li sostituisco manco con Gesù cristo e Satana.

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04/06/13

Recensione: Megadeth - Super collider (2013)

Dove ci eravamo lasciati, caro Dave Mustaine?
Sì, a dichiarazioni deliranti, ad un nuovo corso spirituale, ad un ultimo album (Thirteen) pieno di pezzi editi una quindici di anni or sono e a delle performance vocali estremamente discutibili, on stage, anche per colpa dei problemi di salute che lo hanno accompagnato negli ultimi anni. Ci ritroviamo adesso con questo Super collider, come sarà? Aspettate che ci arrivo, con calma.

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03/06/13

Recensione: Queens of the Stone Age - ...Like clockwork (2013)



..Like Clockwork”
Queens of the stone age

“Mio nonno diceva che capita a tutti noi di esser buttati al tappeto.
 Ma ciò che conta è lo “stile” con cui ci si rialza” - Homme

Recensione a cura di Eli Brant.

 Finalmente.

Sono passati sei anni da “Era Vulgaris” e Josh Homme (voce/chitarra, mente e cuore dei Q.O.T.S.A.) ci aveva lasciati a secco per molto tempo. Decisamente troppo tempo.

Seppur inframmezzata da numerosi lives (peraltro non in Italia!) e dall’eccezionale debutto dei Them Croocked Vultures (con Dave Grohl, John Paul Jones e Alain Johannes) l’attesa è stata davvero estenuante.
E’ ne è valsa la pena? Sì. Assolutamente sì, ne è fottutamente valsa la pena!
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02/06/13

Live report: Green day - Emirates stadium - London 01/06/13

Dopo il concerto dei muse della settimana scorsa rieccomi all'Emirates stadium, per la serie: quando in un posto non ci vai mai, quando ci vai 2 volte nell'arco di una settimana.

Il tempo é ancora una volta superclemente, la security é gentile con me e io mi piazzo a sinistra rispetto al palco.
Cominciano i Kaiser chiefs, che onestamente conosco poco o nulla: venendo dal concerto dei Muse, dove mancava poco che atterrassero gli alieni, l'impatto é stato impetuoso: la band si presenta on stage con uno sfondo tipo lenzuola delle nonna al quale mancava solo la firma "scuola elementare Aldo Moro, 5a B". La band non mi dispiace affatto, suona abbastanza grintosa e si fa valere con il pubblico, che ricambia.
La cosa che salta piú all'occhio é la mania di protagonismo del cantante, un incrocio tra Jovanotti, Jim Morrison e un altro a caso (sceglietelo voi) che fa casino sul palco: manomette e imbraccia la telecamera del povero cameramen, canta sdraiato, scende tra il pubblico, nella famosa I predict a Riot si arrampica sull''impalcatura (un tizio ben vestito bene gli urlava qualcosa del tipo "sceeendi di laaa" tipo nonno con nipote) e si improvvisa centometrista correndo da una parte all'altra del palco, pretendendo svariate volte che il pubblico lo accompagni con una "ola" da stadio.
E' il cantante del gruppo di supporto, se dovesse diventare headliner, secondo me si farebbe lanciare con una catapulta.
Comunque, la band mi é piaciuta e ha scaldato la folla a dovere.

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