28/10/13

Le interviste terribbbili: Vicolo inferno

Bentornati alle interviste terribbbili. Stavolta tocca agli imolesi Vicolo inferno, freschi di pubblicazione del loro album Hourglass. Vediamo come se la cavano...



1) Togliamo subito il dente: sfogatevi e dite tutto quello che volete sulla vostra band, sul vostro album e su tutto quello che volete, potreste non averne piú opportunitá (parlo per questa intervista, sia chiaro) 
IGOR: Quando arrivi sul tetto del mondo ogni tua parola viene analizzata,ponderata fino ad essere strumentalizzata…diventi così a volte un personaggio scomodo, quindi non voglio dare adito a polemiche…ASCOLTATE HOURGLASS…non ho altro da aggiungere…eheheh
MARCO: i Vicolo Inferno conquisteranno il mondo…dopo averlo ubriacato di “Benzinati” !!!
DAZ: Non è mai tempo di aspettare…voglio fare l'album nuovo !!!!!!!!

27/10/13

Recensione: Flying colors - Live in Europe (2013)

Calma Flying colors... perchè sta fretta? Pubblicare un live album dopo un solo disco da studio non è eccessivo? Forse si, lo dirà in qualche modo anche il chiaccherone Mike Portnoy durante la performance, ma aspettate, ci arrivo dopo.

Dopo il magnifico album dell'anno scorso (Clicca qui per la recensione), è una fortuna che il progetto sia continuato anche in sede live, vuol dire che la band è in sintonia e ci potrebbero essere spiragli per nuovi dischi, anche perchè Portnoy, a fine concerto, dirà agli spettatori: "ci rivedremo di nuovo, lo prometto" L'ho già detto che ci spero molto? No, lo dico adesso.

24/10/13

La playlist scomoda: Megadeth

Benvenuti ad una nuova puntata de "la playlist scomoda", rubrica inutilissima a patto che voi non vogliate:

1) Sapere quali siano i miei pezzi preferiti in assoluto di una band in particolare (ne dubito).
b) Conoscere qualcosa in più della band presa in esame.
3) Perdere un po' di tempo su internet perchè non sapete dove sbattere la testa.
d) Varie ed eventuali.
f) Provare a psicanalizzare il sottoscritto, sul perchè crea queste rubriche di merda.

Il termine "scomoda" è perchè non sarà una vera e propria Playlist continuativa, ma perchè dovrete attivare 10 video diversi per ascoltare tutte le canzoni.

Per una godere appieno di una buona qualitá audio/video vi consiglio sempre di cercare le copie originali.

I Megadeth!

10) 1000 times goodbye (da The world needs a hero)
No, pur non essendo male, la canzone non merita di stare in questa playlist, ma neanche per sogno. Peró non volevo privarvi di farvi fare 4 risate con Mustaine che fa il neomelodico e inserisce delle telefonate con la ragazza che lo lascia.
Ho trovato anche il lyric video, cosí i non anglofoni non si perderanno neanche una parola delle telefonate. Cliccate sotto e godetevela!


21/10/13

Recensione: Never trust - Morning light (2013)


Centro! Si, questi ragazzi hanno fatto centro.
I lombardi Never Trust, in attivitá dal 2007 e con significative esperienze live alle spalle, avendo fatto da spalla a band del calibro di Hormonauts ed Extrema, ci propongono il loro primo disco, Morning light, totalmente autoprodotto e registrato negli USA. Scelta azzeccatissima, per quanto si puó ascoltare: il suono dell'album é pressoché perfetto ed incontra i miei gusti al 100%.
Normalmente non amo i cantati femminili, ma la voce di Elisa mi convince a pieno, é melodica ma non fa mai mancare la giusta agressivitá che i pezzi necessitano. Ottimo lavoro anche per il resto della band. Se posso aggiungere un'altra cosa (sí che posso, il blog é mio...), il suono della batteria mi piace un casino.Ecco, l'ho detto.

19/10/13

Recensione: Motorhead - Aftershock (2013)


Ancora un altro disco dei Motorhead?? Ma Lemmy non era malato?
Niente, questo non lo ferma nessuno, dopo aver cancellato praticamente un tour mondiale per le sue condizioni di salute (e se sta male lui, vuol dire che sta veramente male), rieccolo. Devono abbatterlo con i carri armati se vogliono fermarlo, sempre lo stesso, sempre avanti per la sua strada e sempre avanti con la sua musica, che come da scontatissima previsione, é sempre uguale. Non é proprio per questo che Lemmy piace e viene considerato un semi-dio? Chi potrebbe fare 21 album tutti uguali ed essere sempre li, con il suo basso, i suoi nei e il suo microfono, messo in una posizione scomodissima per qualsiasi altro essere umano?

18/10/13

Le interviste terribbbili: Superhorrorfuck

Basta con le intervista tradizionali, é ora di voltare pagina! 
Cominciamo le interviste terribbbili con i Superhorrorfuck, band di schiz, ehm, di bravissimi ragazzi (morti).
Questi qui sotto, insomma.


1) Togliamoci subito il dente: sfogatevi e dite tutto quello che volete sulla vostra band, sul vostro album e su tutto quello che volete, potreste non averne piú opportunitá (parlo per questa intervista, sia chiaro)
Avete presente cosa potrebbe uscire da un devastante incidente stradale tra il tourbus dei KISS e quello dei Twisted sister? Intendiamo, se prendessimo i brandelli dell'una e dell'altra band e li cucissimo insieme per poi rianimarne il risultato?
Ecco, questo andrebbe molto vicino ai SUPERHORRORFUCK, e non solo per il look, anche per il suono diabolicamente e selvaggiamente Rock'n'Roll che ne scaturirebbe... Il nostro nuovo album è un buon prodotto per capirci meglio, un album
molto personale, quasi la perversa Bibbia dei SUPERHORRORFUCK... Ascoltatelo, memorizzatelo, e poi venite a celebrare con noi il giorno del Signore dell'Horrorchia ai nostri live shows...

17/10/13

Recensione: Running wild - Resilient (2103)


Sciolti, riuniti, brutti ritorni, trallallero trallallá, rieccoli!
Ritornati con questo Resilient e con una formazione ridotta ai soli Rolf "Rock n' Rolf" Kasparek e Peter Jordan (con una drum machine al posto di un batterista ufficiale? Il suono spesso dice di si), i Running wild ci riprovano. Risultato? Mmmmmm. Suoni e canzoni rassicuranti, buoni riff, un suono generale niente male, molto mestiere ed ispirazione che viene e che va.
Se ci si puó emozionare e si puó agitare la testa ascoltando l'opener Soldiers of fortune, Desert rose e soprattutto la conclusiva Bloody island (dove si respira la, a loro molto cara, atmosfera piratesca) ci si puó anche stancare di ascoltare delle composizioni che sembrano, a volte, scritte con il pilota automatico. Nessuna traccia é malvagia, ma molte non gridano "dai, riascoltami!", che é il vero problema del disco.

Recensione: Funk Jam Project - Motherfunkers (2013)


Arriva una email da parte di uno dei ragazzi dei Motherfunkers con il "classico" testo: "ci piacerebbe avere una recensione su Given to rock, bla bla bla, siamo un gruppo Jazz/funky..."
Preparo la risposta, qualcosa del tipo "grazie mille per averci contattati, peró non so un cacchio sul jazz/funky ed é un po' fuori genere rispetto al blog, quindi mi dispiace, ma non posso farvi la recensione" (scritto in maniera un po' piú professionale, ovviamente).
Mentre scrivevo la mail di risposta mi sono detto "ma vabbé, ascoltiamolo lo stesso, nel frattempo"... La mia testa ha cominciato a muoversi compulsivamente e il piede ha cominciato a battere sotto la scrivania.

16/10/13

Intervista: Seta

E' la volta dei Seta, giovane rock band italiana, fresca di debutto con il loro album "Interferenze".
Scambiamo quattro chiacchere!

1) Salve ragazzi. Innanzitutto vi faccio i complimenti per il vostro album, che ho apprezzato parecchio. Direi di  cominciare spiegandoci brevemente le vostre radici e come vi siete conosciuti.
Grazie, ci fa piacere che il nostro disco ti abbia colpito. Noi siamo una band veronese nata non tanto tempo fa a dire il vero, nel 2009, quando io (Luca), Rudy (basso) e Alberto (tastiere/synth) abbiamo deciso di iniziare a fare brani originali. Per un periodo di tempo abbiamo collaborato con alcuni turnisti che ci hanno aiutato a sviluppare alcune canzoni, fino all’arrivo di Lorenzo (chitarra) e Matteo (batteria) che si sono subito dimostrati interessati al progetto e hanno dato il loro significativo contributo al disco. Io, Rudy e Alberto ci conosciamo e suoniamo insieme oramai da oltre un decennio, mentre Lorenzo l’ho conosciuto qualche mese prima di entrare in studio per le registrazioni del disco. Un amico in comune ci ha chiesto di partecipare ad una sua esibizione come strumentisti e c’è stato subito il giusto feeling. Matteo invece ha suonato per un breve periodo con Rudy e ogni volta che ci incontravamo ne parlava così bene che non potevamo non chiedere a lui di prendere parte al progetto SETA.

14/10/13

Recensione: Pearl Jam - Lightning bolt (2013)


Sin dal titolo di questo blog, potete capire tutto il mio attaccamento per la band di Seattle e potete intuire quanto sia impegnativo scrivere una recensione, non di parte, su di loro. Ci provo? Si, dai:

Prima, peró, uno sguardo al packaging: I Pearl jam ci hanno sempre abituato a confezioni gustose e ricercate, in digipack e con forme particolari, lontane anni luce da quelle canoniche in plastica, che occupano il 95% (cifra assolutamente casuale) degli scaffali. Anche stavolta é cosí: un bellissimo digipack con una splendida sensazione al tatto e un folto booklet, compreso di testi e disegni. Spicca la dedica: "Dedicated to Uncle Neil", banale pensare si tratti di Neil Young.

11/10/13

Star che vanno fuori di melone

Durante i tour, ogni tanto qualcosa va storto e alcuni artisti non hanno proprio la calma tra le loro virtú.
Questo é un piccolo elenco di alcuni momenti che vedono alcune star del panorama rock/metal che vanno fuori di melone e se la prendono con qualche malcapitato di turno (a torto o a ragione, non lo sapremo mai).

08/10/13

Il demolitore: Led Zeppelin IV

Il demolitore é colui che non é mai contento, vede sempre il lato negativo delle cose ed é colui che risponderebbe alla classica domanda: "un bicchiere é mezzo pieno o mezzo vuoto?" con "non é né mezzo pieno né mezzo vuoto, é solo un bicchiere di merda". Incontentabile, demolisce  tutto quello che gli sta attorno, che si tratti di opere d'arte o di monnezza urbana, per lui é quasi tutto sullo stesso piano. Ha una brutta opinione pure di se stesso.
Vediamo di quale disco si lamenterá oggi:


Led Zeppelin IV: un capolavoro a detta di tutti, un disco passabile, a mio avviso.
Partiamo dalla copertina, che fa volutamente schifo per la scelta anti-commerciale della band di eliminare il nome dalla cover, piazzando un disegno insignificante al centro.
L'artwork ha peró un senso, nel vinile, aprendosi nella sua interezza. Alla fine, ma ce l'ha.

03/10/13

Recensione - Nirvana: In utero - 20th anniversary edition (2013)


Saró sincero, non me ne frega nulla dell'edizione del 20esimo anniversario, dalla quale, anzi, sono rimasto un po' deluso per via di alcune scelte. Queste le opzioni:

- Versione normale: suono rimasterizzato, con artwork leggermente differente ma che aggiunge poco alla edizione standard. In pratica se uno lo ha giá acquistato, non vale la pena acquistarlo nuovamente, a mio avviso.
- Versione 2 cd: digipack, ma con l'album ripetuto due volte (con mix differenti, quello nuovo leggermente piú brillante) e con diverse bonus tracks messe un po' alla rinfusa.
- Versione superdeluxe: quella si che é ottima, ha anche un live e il libro, peccato costi un occhio.

Dicevo, sono qui per parlarvi di questo splendido disco, data l'occasione.
Dopo Nevermind (leggi la recensione del "Demolitore") , Kurt voleva qualcosa di piú diretto, a livello sonoro, e contatta Steve Albini, giá produttore di alcuni dei suoni album preferiti. Risultato? Beh, In utero, a mio parere, rappresenta perfettamente i Nirvana, contrariamente al precedente. Entrambi i dischi hanno canzoni magnifiche (Nevermind ancora di piú, se possibile), ma in questo disco ascoltiamo i veri Nirvana. Non so in quanti saranno d'accordo con me.

I tormenti e le urla di Kurt Cobain fanno capire il suo disagio e ci regalano una prestazione sofferta e intensa, Chris Novoselic al basso non é assolutamente una cima, ma preferisco sempre il buon gusto ad una tecnica sopraffina fine a se stessa, e Dave Grohl, a mio parere, é il vero protagonista dell'album. Se volete sapere come si suona la batteria in un album rock, ascoltate questo disco: il suono, la potenza e le scelte stilistiche sono da 10 e lode. Onestamente, non so come suonerebbe questo disco senza Dave.

Dicevo, la sofferenza e la rabbia di Kurt sono chiare in alcune righe (oltre al fatto che il titolo provvisorio del disco era I hate myself and I want to die): In Radio friendly unit shifter canta "I did not want what I have got" - "What is wrong with me", in All apologies "What else could I write, I don't have the right", in Serve the servant "teenage agnst has paid off well, now I'm bored and old" cosí come in tanti altri episodi, che ci preannunciano, sfortunatamente, le sue intenzioni future.
Frances Farmer will have her revenge on Seattle é un titolo abbastanza esplicito (Frances Farmer é la figlia) cosí come lo é Rape me, dedicata ufficialmente alle donne stuprate (in Kosovo, se ricordo bene) ma che potrebbe avere anche un significato molto personale.

Testi e disagi a parte, le canzoni sono delle bombe: l'intro di batteria di Scentless apprendice, Heart shaped box (la mia canzone preferita dei Nirvana), Rape me, la rabbia di Milk it e Tourette's, la dolcezze e la malinconia di Pennyroyal tea e All Apologies. Tutto al posto giusto, disco praticamente perfetto.

Voto 90/100

Qui sotto il dettaglio dei vari dischi/dvd:

Disc 1 (remastered album, B-sides, bonus tracks):
01 Serve the Servants (Albini mix/original release)
02 Scentless Apprentice (Albini mix/original release)
03 Heart-Shaped Box (Litt mix/original release)
04 Rape Me (Albini mix/original release)
05 Frances Farmer Will Have Her Revenge On Seattle (Albini mix/original release)
06 Dumb (Albini mix/original release)
07 Very Ape (Albini mix/original release)
08 Milk It (Albini mix/original release)
09 Pennyroyal Tea (Albini mix/original release)
10 Radio Friendly Unit Shifter (Albini mix/original release)
11 tourette's (Albini mix/original release)
12 All Apologies (Litt mix/original release)
13 Gallons Of Rubbing Alcohol Flow Through The Strip (ex-U.S. bonus track)
14 Marigold (B-side; "Heart Shaped Box)
15 Moist Vagina" (B-side; "All Apologies")
16 Sappy (from No Alternative comp)
17 I Hate Myself And Want To Die (from The Beavis and Butt-head Experience)
18 Pennyroyal Tea (Litt mix)
19 Heart-Shaped Box (Albini mix/unreleased)
20 All Apologies (Albini mix/unreleased)

Disc 2 (2013 album mix, demos):
01 Serve the Servants (2013 mix)
02 Scentless Apprentice (2013 mix)
03 Heart-Shaped Box (2013 mix)
04 Rape Me (2013 mix)
05 Frances Farmer Will Have Her Revenge On Seattle (2013 mix)
06 Dumb (2013 mix)
07 Very Ape (2013 mix)
08 Milk It (2013 mix)
09 Pennyroyal Tea (2013 mix)
10 Radio Friendly Unit Shifter (2013 mix)
11 tourette's (2013 mix)
12 All Apologies (2013 mix)
13 Scentless Apprentice (Rio demo)
14 Frances Farmer Will Have Her Revenge On Seattle (Laundry Room demo)
15 Dumb (Word Of Mouth demo)
16 Very Ape (Rio demo)
17 Pennyroyal Tea (Word Of Mouth demo)
18 Radio Friendly Unit Shifter (Word Of Mouth demo)
19 tourette's (Word Of Mouth demo)
20 Marigold (Upland Studios demo)
21 All Apologies (Music Source demo)
22 Forgotten Tune (Rehearsal)
23 Jam (Word Of Mouth demo)

Disc 3 ("Live & Loud" show at Seattle's Pier 48, 12/13/93)
01 Radio Friendly Unit Shifter
02 Drain You
03 Breed
04 Serve The Servants
05 Rape Me
06 Sliver
07 Pennyroyal Tea
08 Scentless Apprentice
09 All Apologies
10 Heart-Shaped Box
11 Blew
12 The Man Who Sold The World
13 School
14 Come as You Are
15 Lithium
16 About a Girl
17 Endless, Nameless

DVD ("Live & Loud" show at Seattle's Pier 48, 12/13/93):
01 Radio Friendly Unit Shifter
02 Drain You
03 Breed
04 Serve The Servants
05 Rape Me
06 Sliver
07 Pennyroyal Tea
08 Scentless Apprentice
09 All Apologies
10 Heart-Shaped Box
11 Blew
12 The Man Who Sold The World
13 School
14 Come As You Are
15 Lithium
16 About a Girl
17 Endless, Nameless
18 Very Ape (Live & Loud Rehearsal)
19 Radio Friendly Unit Shifter (Live & Loud Rehearsal)
20 Rape Me (Live & Loud Rehearsal)
21 Pennyroyal Tea (Live & Loud Rehearsal)
22 Heart-Shaped Box (Original Music Video + Director’s Cut)
23 Rape Me (Live on "Nulle Part Ailleurs" – Paris, France)
24 Pennyroyal Tea (Live on "Nulle Part Ailleurs" – Paris, France)
25 Drain You (Live on "Nulle Part Ailleurs" – Paris, France)
26 Serve The Servants (Live on “Tunnel” – Rome, Italy)
27 Radio Friendly Unit Shifter (Live in Munich, Germany)
28 My Best Friend's Girl (Live in Munich, Germany) (The Cars cover)
29 Drain You (Live in Munich, Germany)

02/10/13

Recensione: La Fury (EP-2013)


La furia dei La fury! (ecco, comincio la recensione con questa stronzata)
Con un genere che è a metà tra lo stoner, l'hardcore e l'alternative, i ragazzi fanno capire che hanno le idee ben chiare e ci martellano con i loro riff pesanti come macigni e gustosi, una base ritmica piena di forza e di estro e con un cantato, a volte urlato, a volte più melodico e pulito. Non sono un fan delle "urla" e di tutti i prodotti che le contengono, ma non si può rimanere non colpiti da questo prodotto dei ragazzi dei La fury, pieno di personalità. 

01/10/13

Recensione: Alter Bridge - Fortress (2013)


Onestamente, senza un motivo plausibile, non avevo molte aspettative per questo Fortress (anche se l'artwork mi piace moltissimo, la copertina fa adesso parte dello sfondo del blog, tra le altre copertine. Cercala!).
Sará che l'ultimo capitolo ABIII, pur essendo un disco di tutto rispetto, non mi aveva soddisfatto al 100%, sará che non vedevo ancora molte cartucce rimaste dal punto di vista compositivo...non so... Invece, giá con l'ingresso di Cry of Achilles ho strabuzzato gli occhi e le orecchie. Oh cacchio. Costruito su un giro di chitarra classico, il pezzo è maestoso e Tremonti è al suo meglio. Ascoltare per credere. Il singolo Addicted to pain gli fa compagnia, veloce, orecchiabili, cattivo. Davvero una partenza col botto. Con la terza traccia Bleed it dry, capiamo che qualcosa è cambiato negli Alter bridge rispetto al recente passato: intanto sono tornati gli assoli veri e propri (su ABIII di soli lunghi e gustosi neanche l'ombra, primo motivo per il quale non mi ha soddisfatto pienamente), inoltre i riff sono decisamente più cattivi e la band spazia un po' di più, a livello di strutture e arrangiamenti. Un terzetto iniziale da paura, per farla breve.