30/11/13

Recensione: Roger Taylor - Fun on earth (2013)

Ma é proprio quel Roger Taylor, il batterista dei Queen? Sí, ceeeeerto che é lui, guardate la foto qui sopra.
Ritoccatissima, sembra di 20 anni fa (oppure é proprio di 20 anni fa).

Il Roger Taylor solista a me non dispiace affatto, ho apprezzato molto l'album "Happiness?" del 1994, tra gli altri, e lo riascolto ancora oggi molto spesso.
Curioso che questo disco si chiami Fun on earth, dato che il primo disco solista di Roger portava il titolo di Fun in space. "Sono voluto scendere sulla terra", ha dichiarato.

27/11/13

21/11/13

Le 10 migliori cover della storia

Dopo la classifica delle peggiori cover della storia, provo con quelle migliori.
Difficilissima da realizzare, quindi prendete le posizioni con le pinze e, soprattutto, provate a non odiarmi, disprezzarmi, insultarmi, e tutto ció che finisce con "armi".

Partiamo con la decima posizione. Vaaaaiiii Mauuuuriziiiiioooooo (se capite questa citazione, non siete più tanto giovani)

10) Dream theater - Perfect Strangers (Deep purple)
La versione originale dei Deep purple non l'ho mai potuta soffrire a causa di una prestazione vocale di Gillan, secondo me quasi da galera. Per essere chiari, Gillan mi piace ma in questa canzone, no. James La Brie, in questa versione, "sistema" la questione. Anche i passaggi strumentali mi piacciono di più, forse suonano più freddi, ma sono più convincenti, nel complesso. Non so se ho urtato la vostra sensibilitá, spero di no.
Un cenno alle meravigliose le parole del ritornello di questa canzone, ve le traduco: "se mi senti parlare nel vento, devi capire che dobbiamo restare dei perfetti sconosciuti." Boh.


19/11/13

17/11/13

Recensione: Esperia - Mosé (EP,2013)


Gli Esperia, rock band nostrana proveniente da Urbino, sono al loro terzo lavoro dopo Buster (2004) e L'Odore di vita (2010). Adesso ci presentano il loro nuovo lavoro Mosé.
Enigmatica la copertina, dove un tizio con uno strumento si appresta ad entrare in una casa rustica. Sará una rapina? Un liutaio di periferia? Ha trovato un cadavere? La casa é disabitata? Sta chiedendo alla mamma quanto tempo ci vuole per andare a tavola?
Probabilmente non lo sapremo mai, quindi limitiamoci ad analizzare la musica.

13/11/13

Live report - The Darkness, Electric Ballroom - London 12/11/13

Stasera Justin era forse l'uomo più brutto del mondo. Guardatelo.


Vidi i Darkness già un paio d'anni fa nel famoso e decisamente più importante teatro di Hammersmith. Stavolta la location è l'Electric Ballroom, dove ero già stato la settimana scorsa a sentire Ugly kid joe e Skid row. Evidentemente gli incassi del non esaltante Hot cakes non sono stati troppo soddisfacenti.

Mi piazzo esattamente dove mi ero piazzato la settimana scorsa, nel balconcino di fronte al palco (ah, la vecchiaia...).
Dopo un gruppo spalla decisamente discutibile sul quale non ho voglia di spendere parole (l'avranno scelto i Darkness da sbronzi?), entrano loro. La mia attenzione è tutta per Justin e per il bassista Frankie Poullain, il mio preferito della band. Chi mi conosce lo sa (cit. Alberto Tomba).


Dicevo, Justin è probabilmente l'uomo più brutto del mondo: scheletrico, con tutine imbarazzanti, dei baffoni micidiali e un nuovo taglio di capelli agghiacciante. Praticamente un mito.

Lo show comincia ed il bislacco singer ci avverte che la serata sarà suddivisa in due set. Una parte sarà definita "obscurity set", e l'altra, mannaggia a me, non ricordo più come.
Per farvela breve: era il decimo anniversario di Permission to land, quindi le prime canzoni verranno prese qui e li dalla discografia (con un bell'inedito nel mezzo) e la seconda parte sarà l'esecuzione, per intero, del loro primo disco.

Nel primo set spiccano la cover dei Radiohead Street spirit, il bel singolo Every inch of you e soprattutto One way ticket: prima della canzone si ferma tutto e un campanaccio fa la sua lenta discesa dall'alto. Chi segue la band sa bene che fine farà: andrà in mano al mitico bassista che lo suonerà incessantemente e con espressione intelligente per tutta la prima strofa. Vedere foto sotto (scusate il cavo in mezzo alle palle):



Nel bel mezzo della canzone, viene annunciato un drum solo. Un tecnico porta dei piccoli Tom al batterista, ci sta un paio di minuti per montarli, tutto si ferma. Comincia il drum solo che dura la bellezza di 5-6 secondi e poi si riprende con la canzone. Il tecnico porterà via i Tom subito dopo... Geniali.

Nel frattempo Justin ha dei simpatici siparietti con uno spettatore della prima fila, che gli richiede Friday night. Lui gli spiega (con arroganza tipica degli one man show) che non ha ancora capito che questa sera suoneranno per intero Permission to land e che non hanno ancora cominciato con il set del disco, quindi di chiudere il becco. Nel frattempo ci chiede pure se, per favore, possiamo aggiungerlo tutti su twitter. Se non lo facciamo, possiamo anche andarcene.

Comincia il set di Permission to land: anticipato da una professionalissima voce fuori campo che spiega quanto ha venduto e che ci da tante altre informazioni prese da wikipedia.
Justin spunta con una tutina rosa e Frankie con un vestito da vampiro/samurai/boh.
Si parte alla grande con Black shuck e get your hands off my woman, tra le migliori canzoni della serata. Justin decide di smontare tutto e di salire sopra le sue spie. Vedere foto sotto


Dopo i successi I believe in a thing called love e love is only a feeling, si arriva a Givin' up e Justin chiede ad uno spettatore se sapesse il titolo della canzone, lui risponde: "track 6" (è la sesta traccia dell'album). Da quel momento in poi, le parole Givin' up, nel testo, saranno spesso sostituite dalle parole track six.
Friday night! Lo spettatore che ho citato prima è finalmente accontentato e Justin gli da la parola passandogli il microfono. Poi cominciano a canticchiarla entrambi senza musica. Siparietto davvero divertente. Durante la canzone parte anche un improbabile pogo.

Love on the rocks with no ice! Titolo geniale. Scordatevi la versione dell'album, quella di ieri sera è durata una ventina di minuti. È successo di tutto, Justin si è pure fatto portare a spalla in mezzo al pubblico per un lunghissimo assolo.


Justin ammette che è scocciato dal fatto che l'album finisca con una ballad, ma ormai hanno detto che l'avrebbero eseguito per intero, quindi partono con Holding my own.
La band si ritira.
Con quale canzone può mai terminare la setlist, per il bis?
 Con Christmas time, mi pare ovvio, oltretutto siamo pure vicini a natale. Il pubblico canta e il babbo natale in mezzo al pubblico è in visibilio (vedi foto sotto).


Il concerto che vidi un paio d'anni fa fu superiore per impatto scenico (fuochi d'artificio e bombe varie) e per la presenza di un certo Brian May nei bis, ma vedere i Darkness, anche con un Justin leggermente affaticato vocalmente, è sempre una bella esperienza. Andate a guardarli, vi divertirete.

Best song: One way ticket, black shuck, get your hands off my woman

The Darkness Setlist Electric Ballroom, London, England 2013, Permission to Land 10th Anniversary

12/11/13

10/11/13

Recensione: Dream theater - Live at luna park - DVD (2013)


Certo, non suona molto autorevole.
Sembra che i Dream theater abbiano suonato al luna park, vicino al banchetto delle caldarroste e dello zucchero filato. Fortunatamente (per loro) non sono così in bassa fortuna e il Luna park di questo live è in realtà una magnifica arena in quel di Buenos aires.

Bando alle fregnacce. Non condivido l'uscita di questo live. Due i principali motivi:

1) A causa di alcuni slittamenti, Live at Luna park è uscito dopo la pubblicazione dell'ottimo Dream theater. Questo ai miei occhi (non so ai vostri) abbassa notevolmente la curiosità e la voglia di ascoltare questo live, che, appena uscito, risulta già vecchio, in quanto dello scorso tour, quello di A dramatic turn of events.

06/11/13

Live report: Ugly Kid Joe - Skid Row live at Electric ballroom - London 5/11/13


Ed eccomi, per la prima volta, all'Electric ballroom.
Ci sono passato innumerevoli volte davanti, in quanto si trova proprio accanto alla fermata metro della splendida Camden town. Finalmente adesso ci entro. E vai...
Il posto è proprio figo, è una sorta di club con bar, birre a volontà e una tribunetta superiore con tanto di tavoli.

Entrando, una ottima band (i Dead city ruins) ci da il benvenuto e subito si ha modo di apprezzare gli ottimi suoni e l'acustica del locale. Abbiamo provato a stare a lato del palco, proprio sotto le casse, ma gli amici che mi accompagnavano hanno detto che stare li sotto equivaleva alla tipica "pettinata" del barbiere del loro paese, decidiamo quindi di piazzarci di sopra, nella tribunetta. Non so quanti spettatori faccia il club, se avete voglia, contate le teste nella foto sotto. Aggiungete un centinaio di persone nella tribunetta dove ero io.
Cominciano gli Ugly kid Joe, una band che seguivo abbastanza da ragazzino.
La sorpresa è stata ritrovarmeli esattamente come li avevo lasciati. Sembra che il tempo non sia passato, soprattutto per il frontman Whitfield Crane, simpatico e sborone come me lo ricordavo. Mi ha davvero stupito la padronanza con cui tiene il palco, divertente e coinvolgente: ci fa spesso alzare le mani e ci manipola a suo piacimento. Un grande frontman, davvero, non lo ricordavo così. Anche il resto della band è in formissima, dovrebbero avere sui 45 anni e sembrano ancora dei ragazzi. Complimenti a loro.
Le canzoni: è stato un piacere riascoltare, dopo quasi 20 anni (mannaggia come passa il tempo) canzoni come Neighbor, C.U.S.T, Milkman's son (che canto a squarciagola), la famosissima cover Cat's in the cradle e la loro canzone-simbolo Everything about you, canzoni che suonano esattamente come allora, fresche e attuali.
A chiudere l'ottima setlist, una DEVASTANTE cover di Ace of spades, veloce e potentissima, che mi fa andare fuori di testa e mi fa perdere il contatto con la realtà. Grandissima esibizione, mi sono divertito parecchio.

05/11/13

Recensione: Place vendome - Thunder in the distance (2013)



Si puó avere voglia di stoppare un album dopo i primi 30 secondi? Non che avessi grandi aspettative, ma proporre un'opener che é la FOTOCOPIA di una canzone contenuta nell'album precedente, Streets of fire, che a sua volta era la copia di un'altra canzone dell'album precedente (sembra una matrioska), mi pare diabolico.
Si, la canzone é orecchiabile, ma l'abbiamo giá ascoltata con altre parole.

02/11/13

Le 10 peggiori cover della storia

Siete pronti per il countdown delle 10 cover piú brutte mai realizzate? Vai!

10) Nevermore - The sound of silence (Simon & Garfunkel)
Ai Nevermore questa canzone non deve piacere poi cosí tanto, dato che questa The sound of silence suona esattamente come una canzone dei Nevermore, della canzone di Simon & Garfunkel non ha praticamente nulla, a parte i primi secondi. La mia domanda é: perché? Boh, forse gli piacevano solo le parole...


01/11/13

Recensione: Sammy Hagar & friends (2013)


Sammy, mi dispiace, ma non capisco l'utilitá di questa uscita discografica. Ecco, l'ho detto subito.
Gli ospiti (o friends, come li chiama lui) sono belli e abbondanti, tra i nomi piú di spicco troviamo: Nancy Wilson (Heart), Kid Rock, Ronnie Dunn (Brooks & Dunn), Michael Anthony (Van Halen & Chickenfoot), Chad Smith e Joe Satriani (giá assieme nei Chickenfoot), Neal Schon (Journey) e Bill Church e Denny Carmassi (Montrose).