29/11/14

28/11/14

26/11/14

24/11/14

20/11/14

Il demolitore: Rolling stones - Exile on Main St.

Il demolitore é colui che non é mai contento, vede sempre il lato negativo delle cose ed é colui che risponderebbe alla classica domanda: "un bicchiere é mezzo pieno o mezzo vuoto?" con "non é né mezzo pieno né mezzo vuoto, é solo un bicchiere di merda". Incontentabile, demolisce  tutto quello che gli sta attorno, che si tratti di opere d'arte o di monnezza urbana, per lui é quasi tutto sullo stesso piano. Ha una brutta opinione pure di se stesso.


Mamma mia che razza di casino che hanno fatto per l'anniversario (e la conseguente edizione speciale rimasterizzata/triccheballacche/cofanettodioroargentoebronzo con i peli delle ascelle di Mick Jagger) di questo successone dei Rolling Stones.

17/11/14

14/11/14

Videorecensione: The Trews - The trews

Avevo filmato questa videorecensione qualche mese fa e me ne ero completamente dimenticato, rimedio adesso. Non che il mondo non potesse andare avanti senza, eh...

Vi state chiedendo chi sono questi? Bella domanda... Peró c'é una delle mie canzoni preferite dell'anno. Sí, a breve ci sará pure una top 10 con le migliori canzoni del 2014.
E' una minaccia.

12/11/14

Il demolitore & l'entuasiasta: Queen - Queen Forever (2014)

Il demolitore & l'entuasiasta riuniti! Ci parlano dello stesso album, Queen Forever, raccolta uscita un paio di giorni fa. Vediamo che ne pensano...


IL DEMOLITORE

Ovvero come sfilare soldi agli appassionati.
La centoventottesima raccolta dei Queen che esce con la scusa di un paio di canzoni ripescate, quanto mi fanno incazzare queste cose... Non ero (quasi) contrario al Live at the Rainbow uscito pochissimo tempo fa. Ma questo Queen Forever? Giá il titolo é di una banalitá devastante.

11/11/14

10/11/14

Recensione: Foo Fighters - Sonic Highways (2014)


I Foo fighters sono invecchiati.
Nessuna accezione negativa, é un dato di fatto. Tutti invecchiamo e cambiamo gradualmente il proprio io (Lemmy ed altri personaggi esclusi), non c'é nulla di male.
Ecco, i Foo fighters si presentano all'appello con un lavoro estremamente ed inaspettatamente maturo, dai suoni meno duri e, a parte qualcosa (The feast and the femine), con decisamente meno carica del passato. Se é un bene o un male sta a voi giudicarlo. Giá, perché questo Sonic Highways é un bel lavoro: solamente 8 tracce (EVVIVA!!) che si intrecciano bene l'una con l'altra e con una produzione chiara, limpida e di qualitá.

Per quanto mi riguarda, il difetto principale di questo disco é rappresentato dal fatto di arrivare dopo un album pazzesco, Wasting light, che adoro alla follia. Le mie aspettative, per questo, erano altissime e avendo ascoltato quest'album per la prima volta non posso nascondere di essere rimasto un pochino deluso. Ma giudicando quest'album a se, non posso e non mi sento assolutamente di parlarne male, perché é un album onesto. Quello che percepisco, infatti, é che i Foo fighters abbiano fatto esattamente quello che avevano in testa, senza condizionamenti esterni. Volevano suonare questo e questo hanno registrato, col cuore.

Forse mi aspettavo tanto anche per l'esperimento che ci stava dietro, cioé quello di registrare ogni canzone in un posto diverso (all'interno degli States) e con un musicista tipico del luogo (ci sono, tra gli altri, Joe Walsh degli Eagles e Zac Brown). Progetto che, peró, alle mie orecchie, non é riuscito. Se non avessi saputo quello che c'é stato dietro, infatti, non avrei percepito nulla. Ma forse é una cosa che non é arrivata a me, non saprei. Sono pronto a fare il mea culpa, nel caso.

Si, ma le canzoni? Ne direi due su tutte: una che rappresenta i "vecchi" FF, la rabbiosa The Feast and the Famine e la migliore canzone, a mani basse, di quest'album, la conclusiva I am a river, con un bellissimo finale di archi in crescendo (beh, mi sa che sto invecchiando pure io). Il resto? Canzoni sincere e gradevoli, ma che non so se riusciranno a fare breccia nei cuori delle persone (e nel mio).

Ai posteri (e ai poster) l'ardua sentenza.

Voto 69/100

Top tracks: The Feast and the Famine, Subterranean, I am a river.

 Tracklist:
1) Something from Nothing – 4:49
2) The Feast and the Famine – 3:50
3) Congregation – 5:12
4) What Did I Do?/God as My Witness – 5:44
5) Outside – 5:15
6) In the Clear – 4:04
7) Subterranean – 6:08
8) I Am a River – 7:09


07/11/14

Dentro le canzoni: Huey Lewis and The news - The power of love

Una canzone che mi ricorda e rappresenta la mia infanzia, una canzone che mi da la carica, una canzone che mi da le stesse sensazioni da 30 anni. Sí, perché circa 30 anni fa, puntualmente, ogni domenica mattina mi alzavo dal letto prima degli altri a casa, mettevo su la VHS di Ritorno al futuro (con una discutibile qualitá audio-video, essendo registrata dalla TV) e mi godevo il film, che dopo un po', ho cominciato inevitabilmente a conoscere parola per parola. Il film in se é stupendo e ha fatto storia, ma grandissimo merito sulla riuscita del film (perlomeno, dal mio punto di vista), ce l'ha la musica.

05/11/14

Band brutte

Nel music business un fattore sicuramente molto importante é l'aspetto esteriore. Ma non é fondamentale. Sí, perché queste band sono lí anche se sono brutte, ma brutte brutte.
Sono escluse dalla lista, per ovvi motivi, le band black metal.

I (nuovi) Guns n' roses
Se dovessero chiedermi quale band non vorrei mai incontrare in un vicolo buio di notte, sicuramente direi loro.
Sono 74,  loschi, sporchi, truccati fino alla morte e fondamentalmente brutti. Axl Rose era un sex symbol 20 anni fa, adesso potrebbe tranquillamente fare la parte di un narcotrafficante in un film americano di basso livello. L'impatto avuto quando li vidi dal vivo fu devastante. Ho trovato pure una registrazione del concerto in questione, guardatela qui sotto, se ne avete il coraggio.



04/11/14

02/11/14

Le pillole di Brant: Royal Blood, Mark Lanegan, Bob Mould

A cura di Eli Brant.

ROYAL BLOOD - Royal Blood

CAZZUTI.
Probabilmente il miglior esordio dell'ultimo quinquennio (ed anche oltre dai..).
Una semplice idea di partenza: basso distorto al massimo, batteria dirompente e tanta, tanta voglia di rock/stoner.
Un mix sapiente di QOTSA e Muse, di mood ledzeppeliniano con un pizzico di punk/rock. Il tutto poi shakerato con tanto Jack White.Un'alchimia nuova e perfetta. Riff semplici, ma coinvolgenti e poi due brani da urlo: "Little Monster" e "Figure it out". Nel complesso, però, è tutto l'album a reggere, in soli 32.38 min, il peso di un'intera nuova generazione di rocker. Inglesi. E te pareva. Insomma, miglia avanti le ultime produzioni (es i Black keys..dai senza offesa...li adoro lo sapete). Non hanno (consapevolmente) inventato nulla, ma riescono ad essere lo stesso tremendamente ammalianti e per questo, GENIALI. Speriamo, insomma, che il Sangue Reale non si esaurisca così rapidamente come è sgorgato.
Ah dimenticavo, Mike Kerr (Basso e voce) ha 23 anni, mentre Ben Thatcher (batteria) ne ha appena compiuti 26.