30/04/15

28/04/15

The Neal Morse band - The grand experiment (2015)

Faccio la recensione, non faccio la recensione.... devo davvero parlare di un altro disco con Neal Morse e soprattutto con Mike Portnoy? No dai... E si, dai, la faccio. Dopo circa 2 mesi dal primo ascolto, mi decido oggi a fare la recensione di questo The grand experiment, che contrariamente al titolo non sará per nulla un esperimento, ma un album abbastanza canonico nel suo genere (prog, se non lo sapeste). L'album non mi aveva colpito piú di tanto un paio di mesi fa, solo ieri sera é scattata una sorta di scintilla, rimettendolo su quasi per caso. Per ascoltare certi album devi essere predisposto e ci vuole il momento giusto. E questo é evidentemente il momento giusto per me per ascoltarlo e parlarne. Parliamone, allora.

26/04/15

Recensione: Hyena Ridens - Cave Canem


A cura di Stick

Alternative Rock, con campionamenti elettronici, tutto raccolto in un Full lenght "Cave Canem" con testi in italiano promosso dalla Ghostrecord e distribuito dalla Crashsound. La band autrice di questo lavoro è quella degli "Hyena Ridens" originari di Napoli che a quanto scritto hanno creato questo cd nell'arco di quattro anni (dal 2010 al 2014).

23/04/15

La scheda: NO.TA


Breve descrizione/bio della band:
I NO.TA sono uno spettacolo energico, adatto a tutti, cultori e non della musica suonata. Rock orchestrato da talenti, scritto senza egoismo compositivo. Per questo motivo le canzoni restano impresse da subito. Pop se vogliamo, ma in una forma alternativa, più complessa nelle strutture dei brani. Con un inconfondibile profumo di anni 80. Una vera e propria sfida in cui Tano con testi e voce fa da collante a tutte le influenze che in fase creativa vengono a galla. Da 4 anni di duro lavoro, 3 video, 2 formazioni, 1 album, più di 60 live!

21/04/15

La canzone brutta del giorno: Kiske/Sommerville - Open your eyes

Stamattina passeggiavo per andare a prendere la tube e ascoltavo il nuovo disco di Kiske/Sommerville (recensito recentemente, tra l'altro), fino a quando mi imbatto in Open your Eyes, canzone fastidiosa come un'ape in casa che non se ne vuole andare (cosa capitata recentemente, tra l'altro). In quel momento mi é venuta l'idea della rubrica: "La canzone brutta del giorno", ovvero dove ogni tanto posteró qualche canzone fastidiosa o brutta (secondo il sottoscritto, ovviamente).

L'inizio non é male: questa Open your eyes si candida come canzone piú brutta del 2015. Il problema é solo il ritornello, le strofe sono ok... Vi sfido a terminare la canzone, quando parte la frase "Open your eyes" mi viene voglia di strapparmi i padiglioni auricolari. Anche l'inizio é brutto forte, mi ricorda qualche canzone da fiera paesana.

Come sempre i vostri commenti sono ben accetti, magari vi offendete perché é la vostra canzone preferita del disco (ne dubito fortemente)

20/04/15

La scheda: Diamara

Bio:
La band in attivo dal 2009, decide di cambiare nome nel 2012 trasformando il genere hard-core metal che rappresentava un loro lato duro e istintivo legato alla loro giovane età, in singolare alternative-rock determinato, energico, ma anche più riflessivo. Diamara è il nome di una figura femminile, indiscussa protagonista della maggior parte dei loro brani; una donna fredda, gelida e spietata, ma anche romantica e misteriosa che personifica il lato più emotivo e profondo della band. La band ha appena rilasciato il suo primo album ufficiale "Il Tuo Requiem". Successivamente è stato rilasciato il videoclip ufficiale del singolo "Sparami". Nel dicembre 2014 i Diamara rilasciano “Drown” cover dei Bring Me The Horizon. Il nuovo ep “Credi Ai Fantasmi ? “sarà in uscita a settembre 2015 , come singolo in anticipo del nuovo lavoro i Diamara rilasciano “ Pioggia Su Di Me”.

17/04/15

Recensione: Kiske/Sommerville - City Of Heroes (2015)


Puntuale come le tasse, ecco l'ennesima fatica di Michael Kiske, che penso sia una delle persone piú presenti di sempre a livello discografico. Il suo nome compare infatti su un numero davvero indefinito di dischi. Ed eccolo, quindi, in un altro capitolo in studio con l'amica americana Amanda Sommerville, dopo il primo, discreto, disco del 2010.

15/04/15

La scheda: Monolith


Breve descrizione/bio della band: 
Nati a Settembre 2013 da un' idea di Andrea Marzoli e Massimiliano Codeluppi. A Marzo 2014 esce il primo EP di tre tracce Louder. In estate vincono il Premio Augusto Daolio 2014. Il 4 Aprile 2015 uscirà il primo Full lenght ufficiale e sarà presentato al Mattatoio Culture Club di Carpi. Prodotto da Hazy Music di Davide Ravera.

13/04/15

Dentro le canzoni: Pearl Jam - Come back (2006)

Come back, una canzone che non mi lascia mai indifferente, neanche dopo un trilione di ascolti. Mi piace la musica, mi piace il significato e la storia che ci sta dietro.
Ve la racconto molto brevemente: Johnny Ramone (leader dei Ramones) ci aveva appena lasciato ed Eddie Vedder, suo grande amico, si sentí in dovere di dedicargli una canzone in uno stile musicale che proprio Johnny gli insegnó ad apprezzare. L'incedere un po' particolare di Come back é proprio dovuto a questo.

Tratta dall'omonimo album del 2006 (meglio conosciuto come "Avocado"), Come back é in assoluto una delle mie ballad preferite dei Pearl Jam, ma direi una delle mie preferite di sempre, in generale. Giá magnifica di per se, per le "solite" suadenti note di Vedder e per il grandissimo solo minimale di McReady, é impreziosita dal significato che si porta dietro e dalle intense parole di Vedder che salutano tristemente l'amico perso ma che in qualche modo sembrano non vogliano salutarlo del tutto: "There must be an open door, for you to come back", recita il testo verso la fine. Un altro verso che mi emoziona è il seguente: "And in the night, I'm waiting for the real possibility I may meet you in my dreams I go to sleep".Il clou della canzone canzone é sicuramente l'ultimissima parte, poco dopo la prima frase citata parte l'assolo e il seguente disperato urlo "Come back... I'll be here" di Vedder, con un finale sempre in crescendo.

Ho trovato la clip tratta dal concerto piú bello della mia vita (fino ad ora), in quel di Pistoia. Il piú bello della mia vita anche grazie a questa canzone che mi diede emozioni fortissime. Nel video non si vede, ma un secondo prima del primo colpo di charleston c'é la dedica "This is for Johnny"...

Toh, vi metto anche la versione con i sottotitoli in portoghese. Nel caso non sapeste l'inglese avete una seconda chance.


10/04/15

08/04/15

Recensione: Scott Weiland And The Wildabouts - Blaster (2015)


Scott Weiland, uno degli uomini universalmente piú odiati dai propri compagni di sventura.
Cacciato a calci dagli Stone temple pilots e dai Velvet Revolver, in quanto definito persona ingestibile, recentemente é stato mandato al diavolo anche da alcuni fan che riferiscono di essere stati trattati malissimo da Scott durante un meet & greet. Weiland si scuserá ufficialmente, ma forse é tardi per recuperare la fiducia perduta. Some words when spoken, can't be taken back, dice una canzone che amo. Ovvio che le droghe e l'alcool giocano e hanno giocato un ruolo pesante in questi comportamenti.

07/04/15

La scheda: Day after rules


Breve descrizione/bio della band:
I Day After Rules hanno iniziato a suonare nel 2001 e hanno sempre suonato materiale originale (niente cover). Giulia (voce e chitarra) e Fabio (basso) hanno portato avanti fin dall'inizio il progetto musicale D.A.R., la band ha cambiato più volte batterista. Con l’attuale batterista, Gio, sono nella migliore formazione fino ad ora sperimentata dal gruppo. Le loro canzoni trattano temi personali, come ansia, difficoltà della vita quotidiana, i fantasmi del passato e il tema ricorrente del tempo che fugge.

05/04/15

Recensione: The Gentle Storm - The Diary (2015)


Non ho mai amato troppo l'olandese Arjen Lucassen, ne riconosco il genio compositivo, ma lo trovo spesso troppo cervellotico per i miei gusti. E me ne dispiaccio perchè la roba che compone è davvero valida. 
Leggo quindi di un nuovo progetto, ma stavolta rimango subito folgorato dall'idea: un doppio cd con le stesse canzoni in ciascuno, solo in due versioni diverse: una "gentle" (ovvero acustica) e l'altra "storm", elettrica. Grandissima idea e grandissima realizzazione perchè Lucassen ha praticamente registrato un milione di strumenti (anche quelli più bizzarri, acustici) da solo. Voce a parte, dove troviamo la bravissima connazionale Anneke van Giersbergen.
Il tutto è estremamente credibile e pieno di atmosfere sognanti con un bel concept sullo sfondo: una storia d'amore (attraverso uno scambio epistolare) ambientata tra i mari e le atmosfere del XVI secolo. Troppo complicato spiegarvi il concept a fondo, quindi mi soffermo sulla musica. Anneke fa la sua parte in maniera egregia: tutte le vocals sono praticamente perfette, ben eseguite, studiate, tecniche, credibili. Quello che ci sta dietro lo è altrettanto e non si può fare a meno di notare tutta l'attenzione al dettaglio di Arjen. Davvero tanta roba. Flauti, percussioni, violini (nella prima parte), davvero tanta roba di ottima qualità.

Se dovessi scegliere tra la parte gentle e quella storm, sceglierei quella acustica, probabilmente perchè l'ho ascoltata di più trovandola più particolare (o più probabilmente perchè mi faccio vecchio e mi sto rammollendo). Il disco però richiede un sacco di ascolti e attualmente non gliene ho dati a sufficienza. Magari ne parlerò più approfonditamente a fine anno, nella classifica dei migliori album del 2015 perchè dopo poco più 3 mesi di questo 2015 è sicuramente uno dei dischi più interessanti, forse il più interessante in assoluto.

L'unico difetto che posso attribuire all'album è l'essere un po' prolisso. Le atmosfere e le idee si ripetono in qualche modo durante l'ascolto degli 11 brani. Magari tagliarne 2-3 sarebbe stato l'ideale, ma non faccio testo perchè dico sempre la stessa cosa (trovate questa frase in 9 recensioni su 10, se seguite il blog).

Non sono solito scrivere tanto e stavolta descrivere il disco in maniera approfondita è davvero arduo quindi la taglio qui e vi consiglio caldamente di dargli un ascolto attraverso il link qui sotto... Porca vacca se lo merita.
Davvero ottima musica, che sia o no il vostro genere.

Voto 78/100

Top tracks: Endless Sea, Shores of India, The storm

03/04/15

Recensione: Van Halen - Tokyo Dome Live in Concert (2015)


Certo, sarebbe da chiedersi perchè pubblicare il primo live album ufficiale (con David Lee Roth) dopo una trentina d'anni. Le cose sono abbastanza diverse da allora. Il tempo passa e i Van Halen invecchiano e cambiano. Pensate un po' che al basso troviamo il figlio di Eddie Van Halen, Wolfgang, al posto del (mitico) Michael Anthony. Visivamente non proprio una grande scelta, dal punto di vista proprio dell'immagine e del carisma sul palco, Michael era proprio un'altra cosa. Ma siamo qui per giudicare solo l'audio, perchè la recensione non è di un dvd, quindi va tutto bene. Wolfgang suona bene e i cori funzionano altrettanto bene (anzi benissimo) anche con lui. Visivamente la band oggi è (come nell'ordine naturale delle cose) palesemente invecchiata: Eddie ha i capelli bianchi e David Lee Roth non ha più la chioma da Sex symbol (ma quantomeno ha smesso di presentarsi col "riporto"), del bassista abbiamo già detto e Alex non è mai stato "giovane", quindi non troppo differente.

01/04/15