29/01/16

28/01/16

Saint Cecilia, Foo Fighters. Ancora i Rockin'1000

Un altro progetto dei Rockin' 1000, sempre riguardante i Foo Fighters, ovviamente.
No, non un'altra cosa faraonica come Learn to fly suonata e registrata in campo aperto da 1000 musicisti, ma la splendida opener del loro nuovo EP Saint Cecilia (canzone che avrebbe dovuto trovare spazio nella top 10 delle più belle canzoni dell'anno, mannaggia a me) suonata da musicisti da ogni parte del mondo,da casa. Il risultato è, come nell'esperimento precedente, perfettamente credibile e riuscito. Date un ascolto al risultato qui sotto. Enjoy!
(Grazie a Lucylla per la segnalazione!)

26/01/16

Recensione: Black Sabbath - The end (2016)


Sentiamo la parola The end accostata ai Black Sabbath da diversi anni ormai, eppure sono sempre qui a fare nuove canzoni e nuovi tour (che dovrebbe essere l'ultimo, stavolta, per davvero). Questo The end non è altro che un Ep acquistabile solo nelle locations dei concerti, ma che ovviamente è già finito in rete. Quindi, parliamone.

The end è costituito da 8 canzoni, le prime 4 sono tracce che non hanno trovato spazio sull'ottimo 13 (clicca qui per la recensione), le ultime 4 sono le versioni live di 3 brani di quell'album, più la vecchia Under the sun.
I 4 inediti, come detto, provengono dalle sessioni di 13, quindi suonano esattamente in quel modo. Ed è chiaro che abbiano un qualcosa in meno di quelle finite effettivamente sul disco, sennò probabilmente avrebbero trovato spazio lì. Dico qualcosa in meno, ma assolutamente non malvagie, hanno tutte il loro perchè. In particolare Take me home, canzone con un riff fantastico, una che senti subito "Ah, ma sono i Black sabbath" e che mi ricorda Snowblind (ma non solo). Quanto hanno vita propria quei riff di Iommi... Citazione dovuta anche per Cry all night, con tanti ottimi spunti, anche se forse un po' prolissa. Insomma, 4 brani che non dispiaceranno di certo ai fan accaniti dei Sabbath (e che non sono dispiaciuti neanche a me che superfan non sono).

Le versioni live? Beh, non avendo partecipato da spettatore al tour dei Black Sabbath, non sono sicuro che le tracce che ho sentito sono quelle finite effettivamente sull'EP. Dico questo perchè la qualità audio è molto bassa e, soprattutto, in una traccia, si sente Ozzy non beccare una nota per tutta la durata della canzone, cantando su una tonalità diversa. Più di un dubbio rimane. Per il resto, le prime quattro tracce fanno assolutamente il loro lavoro. Se doveste partecipare ad uno show dei sabbath, potete tranquillamente acquistarlo.

Voto: S.V (dai, non mi va di dare un voto ad un EP)

Tracklist:
1) Season of the dead
2) Cry all night
3) Take me home
4) Isolated man
5) God is dead
6) Under the sun
7) End of the beginning
8) Age of reason

25/01/16

Iggy Pop & Josh Homme: ascolta Gardenia

Nuovo progetto per Iggy Pop, che si avvale nientepopodimeno che della presenza di Josh Homme e Dean Fertita dei Queens of the Stone Age e del batterista Matt Helders degli Arctic Monkeys. L'album si chiamerà "Post Pop Depression" e uscirà il prossimo 18 marzo. Questo è il brano "Gardenia",  ascoltatevelo. A me è piaciuto, ha qualcosa di iptnotico. Il titolo, poi, mi riporta all'infanzia: Gardenia era il nome della pianta a cui stare attento, ovvero quella da cercare di non abbattere giocando col pallone. Vabbè, ascoltatevi la canzone che è meglio.

23/01/16

Recensione: Megadeth - Dystopia (2016)


Finalmente é uscito!
Se ne parla da mesi e mesi: reunion (mancata), ritorno al thrash, dichiarazioni di Mustaine, l'annuncio in formazione di Chris Adler e di Kiko Loureiro, anteprime varie...Finalmente ci siamo, il nuovo Dystopia é pronto per essere ascoltato da tutti, dopo un breve tour che ha anticipato l'uscita (leggi il live report abbastanza contrariato di Wembley). L'album é il successore di Super collider, album del 2013 che ha fatto un po' schifo a tutti per il suo cambio di direzione verso sonoritá piú morbide. Vediamo come suona questo Dystopia:

01. The Threat Is Real
Uno dei pezzi che giá conoscevamo... e suona decisamente Thrash! E uno dei pezzi su cui grava di piú la condizione vocale di Mr. Mustaine. Registrata con la voce di una decina di anni fa, avrebbe avuto sicuramente un altro impatto. Adesso l'accordatura é un po' troppo bassa per i miei gusti e la voce, pur avendo un grosso spazio, non incide come dovrebbe. Pezzo discreto, nonostante tutto.

02. Dystopia
Dite quello che volete, ho letto peste e corna di questa canzone, per me é eccezionale. Non pensavo una canzone dei Megadeth potesse piacermi cosí nel 2016. Le vocals stavolta incidono perfettamente (nonostante i limiti giá citati) e tutte le parti solistiche sembrano prese da Rust in piece (forse pure troppo). Ecco, in questo esatto momento la sto ascoltando e la mia collega (seduta di fronte a me) sta ridendo perché sto muovendo compulsivamente le gambe. Avete capito che il pezzo mi piace, ecco.

03. Fatal Illusion
Il primo singolo dell'album, uscito mesi orsono. Vale grosso modo lo stesso discorso dell'opener. E' una canzone piú che  decente, ma vorrei riascoltarla con il vecchio Mustaine (e con un'altra accordatura), cosí non incide molto, secondo me, nonostante delle chitarre di primissimo livello. A proposito, Dave Mustaine e Kiko Loureiro si integrano perfettamente. Grande rispetto per Kiko che da nuovo arrivato fa un lavoro straordinario.

04. Death From Within
Qui la voce di Mustaine e l'accordatura non c'entrano molto. Il pezzo non sembra molto ispirato a prescindere. Non é male, ma non mi dice granché. De gustibus...

05. Bullet To The Brain
Una bella chitarra acustica introduce al brano che parte con un Mustaine che pare abbia registrato le strofe dal letto. Per fortuna il ritornello é cazzuto al punto giusto. I Megadeth sono ritornati al Thrash, su questo non si puó avere piú nessun dubbio. Ottima la parte solistica, Kiko e Dave hanno fatto davvero un ottimo lavoro. Buon pezzo

06. Post American World
Pezzo con stampo leggermente piú moderno rispetto ai precedenti, il ritornello (che arriva troppo presto) in veritá mi fa un po' di antipatia. Al minuto 1.56 c'é un Uhhhaaaahhhh di un Mustaine d'annata e poi una parte solistica, come sempre ineccepibile. Quanto cazzo é bravo Kiko Loureiro. Non male, ma non mi fa impazzire, non mi piace molto la linea vocale.

07. Poisonous Shadows
Il brano piú lungo dell'album con i suoi 6 minuti. Ancora una chitarra acustica introduce a questo pezzo che nel ritornello mi ricorda molto le atmosfere ariose di The world needs a hero (album che credo sia piaciuto solo a me). Ci allontaniamo un po' dal Thrash per un po' di melodia in piú, c'é persino un bel piano finale (suonato da Kiko). Beh, se mi piace quel disco, avrete capito che mi piace anche Poisonous shadows. Dopo la title track é la mia preferita dell'album.

08. Conquer Or Die
Ancora una bella acustica (e sono giá tre), per questa breve strumentale ma di tutto rispetto. Non ho ancora citato la sezione ritmica di Adler e Ellefson. Beh, ovviamente é impeccabile, ma le chitarre hanno decisamente un ruolo predominante in questo disco e questa strumentale ne é la prova. Buon pezzo, forse un po' troppo breve.

09. Lying In State
Avvio super Thrash con Adler che fa la voce grossa. La voce di Mustaine é efficace (chissá quanti sortilegi ha usato in studio) e questo pezzo é granito puro. Forse non é da ricordare negli anni peró é efficace eccome, i piedi sotto il tavolo si sono mossi.

10. The Emperor
Poteva mancare una canzone piena di odio e di rancore di Mr. Mustaine (quanto lo adoro quando inveisce contro qualcuno...)? A me 'sti pezzi dove insulta qualcuno senza ritegno mi piacciono un casino, non giudicatemi per questo. Una delle top tracks dell'album, molto piú nuovi Megadeth che Megadeth versione seconda metá anni 80.

11. Foreign Policy (Fear cover)
E' una cover punkeggiante e incazzata dei Fear. A Mustaine piacciono le cover e anche questa (come tutte le altre), ha il suo perché: breve, incazzata, diretta, nervosa. Bella conclusione dell'album.

Album sicuramente riuscito e decisamente di un livello superiore rispetto al precedente.
Suonato bene, le canzoni sono di buon livello, la produzione é pulita, molto pulita, forse troppo (andró controcorrente, ma a me piace) e la struttura é snella come piace a me. Loureiro e Adler si sono perfettamente integrati ma, dato lo spessore dei musicisti, non c'erano molti dubbi al riguardo. Sembra piú un disco post Peace sells, che un post Super collider.
L'unico "MA" é costituito dalla voce, ormai persa, di Mustaine. Con un'accordatura piú alta (suonano fissi in Drop D, adesso) e delle vocals piú intraprendenti, sarebbe stato un disco nettamente migliore. Dystopia é solamente un buon disco, il migliore da The System has failed del 2004, a mio parere.

Voto 73/100

Top tracks: Dystopia, Poisonous Shadows, The Emperor

22/01/16

Rage - My Way (video) e altre news

Oh, i Rage di Peavey Wagner sono tornati: una nuova formazione (senza Victor Smolski, ahimé), un nuovo brano, un nuovo EP e un nuovo tour che passerá da Londra il 3 febbraio (saranno di spalla agli Helloween) e che io non mi perderò assolutamente. A proposito, state sintonizzati per il live report.
Dicevo dell'EP: esce oggi ed é abbastanza inutile, se posso dire la mia. Se volete sapere perché, basta guardare la tracklist sotto.

01. My Way
02. Black In Mind (re-recorded)
03. Sent By The Devil (re-recorded)
04. Apuesto A Ganar (Spanish version of "My Way")

Ok, forse avete capito. Peró la canzone inedita é molto bella, gustatevela sotto. Sempre in forma ed ispirato Peavey. Olé.

21/01/16

Recensione: Skunk Anansie - Anarchytecture (2016)

Successore di Black traffic (cacchio, sono giá passati quasi 4 anni???) che, dopo quella ciofeca di Wonderlustre, aveva riportato fortunatamente gli Skunk Anansie su binari rock, mi accingo a recensire questo Anarchytecture. Beh, peggiore inizio non ci poteva essere: l'opener Love someone else é un'insopportabile canzone dai ritmi dance, che non riesco a terminare facilmente.
Si prosegue maluccio, stessi suoni pseudo dance con Victim, ma il pezzo ha uno spessore diverso (ed una chitarra distorta che lo risolleva). Il ritornello é incisivo, ma alla lunga abbastanza ripetitivo. Un po' di rock (leggero) con Beauty is your curse, che si lascia ascoltare piacevolmente, non ho troppe obiezioni al riguardo. La ballad Death to the lovers ha un passaggio nella strofa che mi fa impazzire, ma ogni volta che l'ascolto arrivo alla fine del brano abbastanza distratto. Il pezzo ha un potenziale altissimo ma secondo me manca qualcosa, soprattutto nella seconda parte, e alla lunga stanca. Altro pezzo veramente brutto é In the back room, traccia numero 5 (vedi traccia numero 1). Fino ad ora non un granché quest'album.

Dalla sesta traccia in poi, fortunamente il disco si risolleva.

Beh, Bullets non é proprio un capolavoro ma quantomeno ha il piglio giusto (e dei suoni piú rock). The sinking feelings é nettamente il mio pezzo preferito dell'album, Skin va in alto con la voce e gli Skunk anansie si ricordano che sono una band rock. In piú ha dei richiami col passato con quei "nananananana" adolescenziali piazzati dopo il ritornello. Unico pezzo promosso senza se e senza ma, fino ad ora. Without you lo segue a ruota: é una ballatona classica della band e finalmente un altro brano pienamente convincente. Saró pazzo ma il break centrale mi ricorda qualcosa dei Queen.
Suckers é un riffone metal che fa da introduzione a We are the flames, pezzo che ha tanti pregi ma anche tanti difetti: una bellissima strofa ma un ritornello che ha qualcosa che non mi convince del tutto (le note estremamente lunghe, per esempio), peró il pezzo é gradevole. I'll let you down é la ballad conclusiva con degli strumenti soffusi che accompagnano timidamente la splendida voce di Skin. Breve ma efficace.

Disco di difficile assimilazione, tanti suoni e idee differenti, abbastanza sperimentale e con una Skin sempre eccezionale.
Peró, se devo tirare le somme, gli unici pezzi che mi smuovono veramente sono solo due, accompagnati da altri due o tre che mi piacciono ma non mi fanno saltare dalla sedia. Riguardo tutto il resto, sono pezzi che potrebbero essere migliori o pezzi di cui avrei fatto volentieri a meno. In generale, la seconda parte del disco é sicuramente discreta, la prima no. Non so che voto mettere, mi butto.

Voto 59/100

Top tracks: That sinking feelings, Without You, I’ll Let You Down
Skip tracks: Love Someone Else, In the Back Room

Tracklist:
Love Someone Else 3:31
Victim 4:16
Beauty Is Your Curse  3:41
Death to the Lovers 4:08
In the Back Room 3:38
Bullets 3:52
That Sinking Feeling 2:46
Without You 3:35
Suckers! 1:21
We Are the Flames 3:25
I’ll Let You Down 3:29

19/01/16

Nuova canzone per Chris Cornell

Oh, c'é in giro una nuova canzone di Chris Cornell, si chiama 'Til The Sun Comes Back Around e sará parte della colonna sonora del nuovo film di Michael Bay "13 Hours: The Secret Soldiers Of Benghazi". Chissá quante auto e quanti ponti esploderanno in questo film... La canzone é verosimilmente presa dalle sessioni dell'ultimo album di Cornell, Higher truth, dato che potrebbe benissimo stare in quel disco.
Onestamente non la vedo molto in un film di Michael Bay, forse nei titoli di coda o nei momenti di pace tra un'esplosione e un'altra. Enjoy.

18/01/16

Recensione: Avantasia - Ghostlights (2016)


Puntuale come le tasse, ecco arrivare l'ennesima fatica targata Tobias Sammet, stavolta con i suoi Avantasia (e la sua vagonata di ospiti prestigiosi che vedremo canzone per canzone). Successore dell'ottimo The mystery of time prendiamo quindi in esame questo nuovo Ghostlights, erroneamente messo online da Spotify (ma tolto qualche ora dopo) a fine dicembre. Lo sapevate? Ecco, adesso lo sapete. Cominciamo. Ah l'artwork é bellissimo.

01. Mystery Of A Blood Red Rose (03:51)
vocals: Tobias Sammet
guitars: Sascha Paeth

Canzone scritta e pensata per l'ugola di Meat Loaf (che, per dispiacere di Tobias non ha potuto prendere parte al disco) e che infatti suona esattamente come una canzone di Meat Loaf, con Tobias che imposta la voce quasi lo stesse imitando. Forse (anzi, di sicuro) con lui avrebbe avuto piú impatto, ma l'opener del disco é convincente lo stesso, forse poco cazzuta, ma una buona canzone.

02. Let The Storm Descend Upon You (12:09)
vocals: Tobias Sammet, Jorn Lande, Ronnie Atkins, Robert Mason
guitars: Oliver Hartmann

Mi ci sono voluti 1000 ascolti per capirci qualcosa... canzone qualitativamente ineccepibile ( tra gli altri c'é Jorn Lande in forma strepitosa, che ve lo dico a fare...) ma forse un "tantinello" dispersiva e prolissa con i suoi 12 minuti, soprattutto per essere posta alla seconda posizione del disco. C'é un bel chorus ma ci sono anche un po' troppe tastiere per i miei gusti. Boh fatevi la vostra idea, sono confuso. In breve penso sia un'ottima canzone ma allungata un po' troppo (io l'avrei fatta finire al break a circa 6.30).

03. The Haunting (04:42)
vocals: Dee Snider, Tobias
guitars: Sascha Paeth

Sulla falsa riga di Death is just a feeling (quella riuscitissima song con Jon Oliva su Angel of Babylon, ve la ricordate?), solo che stavolta c'é Dee Snider dei Twisted sister a fare la parte dello psicopatico. The haunting non raggiunge quei livelli ma rimane una buona canzone. Un appunto: le doppie voci che non finiscono simultaneamente nell'ultima riga del ritornello danno fastidio solo a me? Ottimo il solo di Sascha Paeth.

04. Seduction Of Decay (07:18)
vocals: Geoff Tate, Tobias Sammet
guitars: Sascha Paeth

Un bel riffone cattivo e dai ritmi cadenzati introduce al canto di Geoff Tate, forse l'ospite piú atteso e particolare di questo disco. La sua performance é strana, canta sicuramente su delle note a lui congeniali ma si muove su altri pianeti (quelli di Tobias). La sua prestazione é comunque molto buona, Tobias gli disegna una canzone per tutti i suoi "colori" della voce. Molto sfaccettata, ha bisogno di diversi ascolti per entrare pienamente in circolo.

05. Ghostlights (05:43)
voce: Michael Kiske, Tobias Sammet, Jorn Lande
guitars: Sascha Paeth, Oliver Hartmann

Ora, io adoro Michael Kiske, ma perché farlo cantare sempre su queste note altissime? Leggevo da qualche parte che anche lui si "lamenta" del fatto che Tobias lo tortura facendolo cantare sempre sugli stessi registri e devo dire che sono d'accordo con lui. E' vero che é per distacco il migliore del mondo su queste note, ma a volte sembra che Tobias lo faccia cantare cosí solo per il gusto di farlo. Insomma, la title track é una canzone super power metal con Micheal Kiske che canta su note altissime (lo avevate capito, penso), forse un pochino meno incisiva di tanti altri episodi del passato. Jorn Lande ha una parte inesistente sul finale, potevano anche evitargliela.

06. Draconian Love (04:58)
vocals: Herbie Langhans, Tobias Sammet
guitars: Sascha Paeth

Da un estremo all'altro. Si passa dai toni á lá Maria Callas di Kiske ai toni gutturali á lá Ville Valo-Pete Steele di Herbie Langhans (che in genere canta su registri decisamante diversi). Sapete che vi dico? Draconian Love é tra le mie canzoni preferite in assoluto di questo disco perché é una canzone che non ti aspetti. Anzi é proprio la mia preferita in assoluto, ho deciso in questo momento. Bravo Tobias a cambiare pelle e bravo Herbie in una interpretazione da favola. Chorus che ti si stampa in testa dal primissimo ascolto.

07. Master Of The Pendulum (05:01)
vocals: Marco Hietala, Tobias Sammet
guitars: Sascha Paeth

Altro "strano" ospite di questo Ghostlights é Marco Hietala dei Nightwish. Questa canzone, difatti, risulta un perfetto incrocio tra gli Avantasia e, appunto, i Nightwish. Tobias é un compositore davvero eccezionale, riesce ad adattarsi ai diversi ospiti senza mai perdere le proprie caratteristiche. Il riff ricorda qualcosa di Hellfire club degli Edguy. Mi piace moltissimo.

08. Isle Of Evermore (04:28)
vocals: Sharon Den Adel, Tobias Sammet

E' la volta di Sharon Den Adel dei Within temptation (non alla prima esperienza con gli Avantasia) con la "rilassante" Isle of Evermore. Solitamente mi piacciono i cambi di ritmi ma giudico questa canzone abbastanza moscia, "Sanremese" e senza il mordente necessario per stare in quest'album. Skip track?

09. Babylon Vampyres (07:09)
vocals: Tobias Sammet, Robert Mason
guitars: Bruce Kulick, Oliver Hartmann, Sascha Paeth

Brano abbastanza tipico della seconda parte di carriera "Avantasia" con Robert Mason dei Warrant ospite al microfono. Ritmi alti, ritornello catchy e chitarre in bella mostra con Bruce Kulick, Oliver Hartmann e Sascha Paeth che danno il meglio di loro con ottimi riff durante il brano e soprattutto nella lunga sezione solistica finale. Forse non originalissimo ma sicuramente un pezzo riuscito e con un buon mordente.

10. Lucifer (03:48)
vocals: Jorn Lande, Tobias Sammet
guitars: Bruce Kulick

Un piano rilassato accompagna Jorn Lande (strepitoso come sempre) e Tobias in questa Lucifer che comincia come una ballad á lá Inside (quella del primo The Metal Opera) ma si scatena poco dopo con un solo funambolico di Bruce Kulick accompagnato da un drumming pazzesco del fidatissimo Felix Bohnke (che suona ovviamente in tutto il disco). Brano abbastanza breve che si chiude (secondo me) troppo in fretta, sembra proprio troncato di netto. Peccato perché con uno svolgimento piú completo sarebbe stato sicuramente tra le mie top tracks.

11. Unchain The Light (05:03)
vocals: Tobias Sammet, Ronnie Atkins, Michael Kiske
chitarra: Sascha Paeth, Oliver Hartmann

Brano che riporta molto all'album precedente e con il solito Michal Kiske che non appena entra fa la differenza con una linea vocale bellissima nel chorus. Anche qui, forse non originalissimo ma sicuramente vincente. Ottimi Ronnie Atkins (Pretty Maids), il solito Tobias (l'ho detto che suona il basso in tutto il disco?) e anche i due soli.

12. A Restless Heart And Obsidian Skies (05:53)
vocals: Bob Catley, Tobias Sammet
guitars: Bruce Kulick

Tobias affida oramai qualsiasi chiusura a Bob Catley, se potesse gli farebbe chiudere pure casa sua quando va in vacanza o in tour. Chiusura abbastanza prevedibile in realtá, ricorda molto altre cose (tipo The story ain't over nel ritornello), ma se vi piacciono i pezzi degli Avantasia con Bob Catley, vi piacerá pure questo. Personalmente non sono un grande fan di queste canzoni, ma concordo sul fatto che siano delle buone conclusioni.

Ghostlights é un album con tutti gli elementi Avantasia e con tutte le sfaccettature che il nome porta con se: brani power, brani sinfonici, ballate mielose (ahimé), pezzi strambi e stavolta pure un pezzo mezzo gothic. Nell'edizione speciale anche la bonus track Wake up to the moon, canzone con Kiske su tonalitá piú umane (quanto canta bene quest'uomo...), Lande e altri ospiti giá presenti nelle canzoni del disco. Ce n'é davvero per tutti i gusti.
Pensavo che dopo l'ottimo The Mistery of Time si potesse solo andare giú ma Tobias Sammet é riuscito ancora una volta a confermarsi uno dei migliori artisti del nostro tempo sfornando un album che accontenterá (quasi) tutti. Chapeau. Non vedo l'ora che arrivi marzo per sentirmeli dal vivo.

Voto 75/100

Top tracks: Draconian love, Master of the pendulum
Skip track: Isle of Evermore

15/01/16

Tommy Lee rimane a testa in giú

I Motley crue hanno suonato il loro ultimo (sembra) show a Los Angeles e il batterista Tommy Lee é rimasto incastrato  per qualche minuto a testa in giú nel suo personalissimo roller coaster.
Ora, I Motley Crue non mi sono mai piaciuti (il cantante non lo posso proprio ascoltare), ma non é un po' eccessivo tutto ció? Recentemente Vince Neil (il cantante) ha dichiarato che dopo di loro ci saranno davvero pochi "show" nel vero senso della parola. Magari sará vero, ma francamente dormiró ugualmente la notte. Intendiamoci, le coreografie e tutto il resto non mi dispiacciono ma per me la musica viene prima di tutto e sta roba del roaller coaster la trovo veramente eccessiva. Sono dell'idea che quando devi inventarti ste robe allucinanti vuol dire che manca qualcosa nella musica.


Vidi il concerto dei Muse qualche anno fa e nei loro pezzi forti (time is running out etc) la scenografia era ridotta all'osso. Non appena partiva un pezzo debole dall'ultimo album, partivano mille filmati e luci. Avró ragione? Dite la vostra.


14/01/16

Monster Truck - Don't Tell Me How To Live (Official Video)

Ci siamo quasi, il 19 febbraio uscirà Sittin' Heavy, il nuovo disco dei canadesi Monster truck (mamma mia quante uscite pazzesche in questo inizio 2016). Nell'attesa, ecco il video del singolo Don't Tell Me How To Live. Che gruppo pazzesco che sono i Monster truck, dopo il primo, ottimo, album, sono andato a vederli live all'underworld di Londra, oramai quasi due anni orsono. Beh, non sono di certo rimasto deluso e confermo che i MT sono una delle più belle sorprese degli ultimi anni. Sono sicuro che anche il nuovo album sarà all'altezza della situazione. La recensione, ovviamente, su queste pagine. Enjoy!


12/01/16

D.Bowie - F.Mercury - Under Pressure, Vocals only

Conoscete Under pressure, no? Ecco, su YouTube gira una versione con le voci "isolate" dal resto della musica, dove si possono ammirare i particolari delle voci di David Bowie e di Freddie Mercury (cominciano a diventare troppi gli idoli che ci hanno lasciato), ma anche tutti i "segreti" della produzione. Si notano, infatti, tantissimi particolari del lavoro svolto in studio come voci doppiate, riverberi e altre cose. Anyway, é il momento di godersi la canzone e le note di questi due miti.


11/01/16

...Anche David Bowie...

Periodo nerissimo per la musica. Nel giro di pochissimo tempo, dopo Scott Weiland e Lemmy, un'altra icona ci lascia, David Bowie.  Sono sempre stato restìo a pubblicare le news sulle "scomparse" (cosa che mi mette abbastanza in soggezione), ma stavolta volevo condividere con voi il mio particolare ricordo di Bowie. No, non si tratta di Space oddity, Ziggy Stardust, Heroes o una delle tante bellissime canzoni che il duca bianco ci ha lasciato, ma una scena del film Labyrinth, film che ha segnato la mia infanzia e che vidi da piccolissimo al cinema. Ero spaventato da una locandina con un mostro e chiesi a mia madre di tornare a casa. Ho il CD della colonna sonora che, tra l'altro, ho riascoltato durante le feste natalizie.


09/01/16

La canzone brutta del giorno: The final countdown (cover)

Ok, la canzone brutta del giorno non é una canzone originale di una band famosa, ma é una cover di The Final Countdown degli Europe fatta da dei ragazzini. Sí, forse sono troppo cattivo e non dovrei farlo, ma non ho saputo resistere. Il video é comunque abbastanza famoso in rete, quindi forse lo conoscete giá.
Cosa c'é che non va in questa cover? Partendo dal numero pubblico accorso alla performance e dalla presenza scenica estremamente carismatica dei ragazzi, si aggiungono dei suoni orripilanti (la tastiera sembra la Bontempi che si comprava ai miei tempi nei negozi di giocattoli mentre la chitarra ha un suono random Thrash) poi il tempo superaccelerato, l'intonazione nulla del cantante, l'accordatura non pervenuta degli strumenti, lo stacco centrale del batterista che fino a quel punto era stato l'unico che sapeva cosa stava facendo e uno dei soli piú famosi della storia preso a pesci in faccia. Sono talmente scarsi che mi piacciono. Enjoy


07/01/16

Megadeth, ascolta la title track Dystopia

Mi piace! La title track del nuovo dei Megadeth mi piace! Dopo aver ascoltato (anche dal vivo, alla Wembley Arena) le prime due anticipazioni che mi avevano abbastanza deluso (piú che altro a livello vocale), finalmente ecco la title track Dystopia che mi convince. Dave stavolta mette tutto quello che ha e il pezzo ha una melodia che mi intriga. L'album uscirá il 22 di questo mese, rimanete sintonizzati per la recensione!


06/01/16

La scheda: Braski Lacasse


BIO:
I Braski Lacasse si formano nell'ottobre 2011 per arrangiare un cospicuo materiale scritto nel corso di circa un ventennio dai due autori e fondatori della band, Brain (Niccolò Rangoni Machiavelli) e Cassa (Andrea Caselli), entrambi voci soliste e chitarristi. Gli altri tre membri, Vix (Vittorio Bilacchi, chitarra), Amaro (Luciano Sibona, basso e contrabbasso) e Mitch Mitchell (Michele Ronchi, batteria e percussioni) completano la formazione, dopo i consueti cambi di line-up tipici dell’underground. Il nome del complesso, che può somigliare a un binomio franco polacco, in realtà non è che l’acronimo dei nomi d’arte dei cinque componenti originari del gruppo.Ad oggi, i Braski Lacasse hanno all’attivo una ventina di brani di propria produzione, un'altra ventina di brani in corso di perfezionamento e ri-arrangiamento, un EP e un album la cui uscita è prevista a breve. La band, sopravvissuta grazie alla risposta del pubblico che ha amato il suo spettacolo incentrato sulla teatralità e sul racconto da rock-opera, dalla sua nascita ad oggi, si è esibita in vari locali della propria regione e non, partecipato a diversi contest musicali, proponendo sempre performance ironiche, sanguigne, imprevedibili e caratterizzate da una forte componente teatrale e da un approccio con il pubblico viscerale.

GENERE:
I Braski Lacasse propongono un rock indipendente e senza schemi di catalogazione, tale da spaziare attraverso i tracciati formativi dei 5 artisti, racchiusi in un gruppo tanto eterogeneo quanto unito nella ricerca di un incastro logico tra tradizione e modernizzazione. Dopo l’EP omonimo del 2013 largamente apprezzato dal pubblico durante i concerti, i Braski stanno per uscire con l’album dal titolo ‘So afraid to be alone’, refrain-tormentone che saltella qua e là tra i brani che compongono il CD, un coacervo di rock ruvido ma divertente e che fa muovere la testa, i capelli e le natiche. I brani dei Braski Lacasse sono diretti e martellanti, senza fronzoli. L'approccio musicale è fresco, ballerino, scanzonato e decisamente rock. Alcuni pezzi risentono di una vena più intimista e sperimentale ma non perdono mai di vista lo spirito base di matrice rocciosa.

LINE UP ATTUALE:
Brain (Niccolò Rangoni Machiavelli): voce e chitarra
Cassa (Andrea Caselli): voce e chitarra
Vix (Vittorio Bilacchi): chitarra
Amaro (Luciano Sibona): basso e contrabbasso
Mitch Mitchell (Michele Ronchi): batteria e percussioni

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO:
1 EP di 3 brani, omonimo del 2013
1 Album di 7 brani intitolato “So Afraid To Be Alone” in uscita a breve.

INFLUENZE:
Diverse sono le influenze portate da ciascuno dei suoi membri: Cassa è figlio della relativa contemporaneità del grunge e dell’alternative rock, Brain e Vix sono prevalentemente legati alla tradizione e alle radici del rock, mentre Amaro e Mitch Mitchell costituiscono una sezione ritmica ancora più addentrata nel passato con influenze risalenti al rockabilly e alla musica nera.

DI COSA PARLANO I TESTI:
I testi dei Braski Lacasse risentono delle varie epoche in cui i brani videro la luce, spesso negli anni novanta. Vivono di contrasti, perché propongono spesso con ironia temi anche esistenziali, colmi di contenuti validi sia per il giovane idealista che per l'uomo maturo più cinico.Sono, ad esempio, dichiarazioni d’amore a ragazze che sfuggono tra le dita; sogni di diavoli fra attrazione e repulsione; amare riflessioni sulle amicizie che nascono e muoiono; j’accuse a chi preferisce l’opportunismo alla lealtà; oppure sono le metamorfosi di Nietzsche. In ogni caso, i testi dei Braski sono visioni oniriche, esperienze, sentimenti, da ridere, urlare ma mai grossolani.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO:
A febbraio 2015, presso l'Alchemica di Bologna, di spalla al release party dei Saint Trade, i Braski Lacasse accolgono il pubblico con la novità del “Freak Show”, uno spettacolo dal forte impatto visivo, di tipo teatrale, con i membri mascherati. Il carismatico Brain trasporta il pubblico, con le sue narrazioni accompagnate da un sottofondo di carillon dissonanti, in atmosfere infernali ed evocative. Gli altri Braski sostengono la scena con un rock ruvido e movimento costante sul palco. Brain, indossando uno smoking a metà, con cappello a cilindro su cranio rasato e gli occhi coperti da piccoli occhiali tondi, si presenta come una sorta di gioioso nosferatu; gli altri nascondono il volto dietro le maschere e indossano i loro vistosi cappotti vintage pelosi, unghie dipinte, anelli metallari e altri gadget. La band sostiene il palco con la disinvoltura dell'esperienza maturata e della lucida follia di sottofondo dei suoi componenti. La musica vigorosa e l'impatto visivo conquistano l'attenzione dei presenti in sala, li fanno ballare, chi è fuori a fumare e bere viene richiamato nel locale dal ruggire delle chitarre all'interno. Gli avventori hanno gli occhi spiritati. I fumi e le luci sul palco fanno pensare a un mondo fatto di personaggi e non di persone. E' un sogno. Da ripetere.

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO:
Brain che, impegnato ad incidere l’ultimo album, era prossimo ad essere operato di sinusite e ha tirato fuori vocalizzi strambi irripetibili

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO:
Queen: "A night at the opera"
Tom Waits: "Rain dogs"
Faces: "A nod is as good as a wink... to a blind horse"
Alice in Chains: "Facelift" e "Dirt"
David Bowie: "The rise and fall of Ziggy Stardust"
Pink Floyd: "The wall" e "Animals"
Lou Reed: "Berlin"
Tears for Fears: "The hurting"
Alan Parsons Project: "Pyramid"
Beatles: "Sgt. Peppers"
Rolling Stones: "Emotional Rescue"
Led Zeppelin: “II”
Iron Maiden: “Piece of mind”
Black Sabbath: “Live Evil”
Kiss: “Dynasty”

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE:
‘Just supposin’…” degli Status Quo

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARE QUATTRO CHIACCHIERE:
Sarebbe bello poter stringere la mano a Freddy Mercury e chiedergli come nascevano e venivano costruite le sue composizioni. Purtroppo è impossibile.Se poi fosse insieme a David Bowie, artista avanti a tutti e in tutto, l'impossibile raggiungerebbe una nuova forma.

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIù IMPORTANTE DEL PIANETA:
Tutti sanno cosa ci vorrebbe nel backstage di una band rock tutta al maschile e, ovviamente, tutti sanno che non può essere detto in un'intervista. Poi se c'è del cibo di qualità, delle saune e dei letti matrimoniali ad acqua, ancora meglio.

04/01/16

10 momenti indimenticabili di Lemmy

Lemmy se ne é andato, dopo una vita di eccessi in pieno spirito rock n' roll. Un grande esempio di coerenza, passione e professionalitá. Come ricordare una leggenda del genere? Loudwire ci ha provato mettendo insieme 10 episodi indimenticabili. Mi rendo conto che é in inglese e non capirete una mazza , ma ci sono episodi che non hanno bisogno di conoscenze linguistiche. Lemmy che suona il violino per una pubblicitá, per esempio. Enjoy.

03/01/16

02/01/16

Recensione: M Rock - Walking Alone


Recensione a cura di "Stick"

Dietro la sigla M rock si cela la voce e l'immagine di Pietro Zanetti. Nato artisticamente nel 1979 con una delle prime Punk rock band italiane(Alternative Religion) e dopo aver transitato in altre formazioni come Templebeat e Metal Music Machine, nel 2014 dà vita al progetto M Rock. Un ritorno alle sonorità Rock/Hard Rock senza spazio per ricami. Lo slogan di M Rock è "SEX FUN ROCK'n'ROLL".

M rock si avvale per le registrazioni e per i live di musicisti di tutto rispetto dando vita ad uno show coinvolgente e molto fisico (M rock Band). Ad ottobre 2015 per la Ghostrecordlabel (UK) uscirà "Walking Alone", il nuovo lavoro discografico, con la partecipazione di Alex Masi, Massimo Mad Zanetti (Mad Agony) e la cantante blues Clé. Potevamo tranquillamente snellire la biografia di Pietro Zanetti riducendola ai minimi termini, ma ci sentiamo in dovere quanto meno per meriti di non tralasciare niente e di far conoscere il più possibile di questo artista che ha fatto dell'audacia e la costanza il proprio marchio di fabbrica tradotto in termini musicali parliamo di Walking Alone un disco pubblicato per l'Inglese Ghostrecord distribuito Crashsound composto da dieci brani. Intro, Coca Leader con lo special guest (Alex Masi), Rebell Dust, sono solo le prime tracce che calcano sonorità Glam Hard Rock graffiate da una chitarra dalle mille sfaccettature. Ma Pietro Zanetti ritaglia lo spazio anche per una ballata Rock Blues Sex Fun & Rock'n'Roll dove la voce di Clè all'altezza del compito potrebbe urlare "Non c'è trippa per gatti" voce che ritroveremo in magistrale interpretazione lirica su Let the Demons In. Walking Alone prende piede e decolla come un jet verso sonorità grezze e atmosfere molto Motley Crue Give Me A Gun , Take My Way. Una nube accattivante e travolgente, avvolge la traccia di chiusura "Shock" di cui abbiamo apprezzato anche il video.
Un debutto da solista con il botto, un ritorno agli anni ottanta con suoni moderni e ben studiati senza lasciare niente al caso. Se avete nostalgia del glam anni ottanta venite ad ascoltare Walking Alone.

Tracklist:
01. Intro
02. Coca Leader
03. Rebel Lust
04. Sixty N9ne
05. Burn
06. Sex Fun & Rock'n'Roll
07. Give me a Gun
08. Take my Way
09. Let the Demons In
10. Shock

(Ghostrecordlabel/Crashsound Distribution)