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Visualizzazione dei post da Marzo, 2016

Live Report: Avantasia - Alcatraz, Milano, 22 Marzo 2016

Foto e live report a cura di Sonia

Once upon a time, not so long ago......there was a young and talented musician who, back from a fantastic journey into the land of Avantasia, wrote two wonderful operas, which he named “Metal Opera pt. I & II”.
Those who were lucky enough to listen to his music feltlike they were carried into another dimension; as if they were “Lost in Space”....to roam forever.... Trying to find their way back home, they began an astonishing jouney in a world made of music, feelings and emotions. They met a lonely “Scarecrow” who taught them a “Wicked Symphony”, while the “Angel of Babylon” unveiled to them the “Mystery of Time”. Finally, thanks to “Ghostlights” that lantern the trail, they found their way back home... ….but their journey is not over yet.....it will start again, sooner or later......
In sintesi questo è ciò che si prova assistendo ad un concerto degli Avantasia; un viaggio, un sogno ad occhi aperti nello spazio e nel tempo in cui Tobias Sammet ci guida…

Il disastro di Wes Scantlin dei Puddle of Mudd

Ormai se ne parla dappertututto in rete: Wes Scantlin, leader (e ultimo membro storico rimasto) dei Puddle of Mudd, sembra avere seri problemi di dipendenza e durante il tour corrente ne sta combinando di tutti i colori: ogni singolo concerto va a finire con fischi, lanci di oggetti o situazioni tragicomiche. Una decina di giorni fa, a Milano (vedi primo video), si accascia addirittura per terra e viene rialzato a forza dagli altri membri del gruppo. Membri del gruppo che lo hanno invece lasciato da solo durante la data di Doncaster (vedi quarto video): Wes seduto sul suo sgabello che non sa cosa fare e concerto interrotto a metà setlist.

Nel secondo video Scantlin inveisce contro un fan accusandolo diverse volte di essersi appropriato della sua casa (boh). Concerto interrotto.

Un uomo con evidenti problemi di salute ed un tour che dovrebbe essere interrotto per permettergli un periodo di riposo/riabilitazione. Non meno importante, per non prendere in giro migliaia di persone che maga…

Recensione: M.A.Y.A. - “A”

Recensione a cura di Stick

Il progetto M.A.Y.A. nasce come esperimento per volonta di Mattia Salvadori alla batteria e Federico Spina al basso, da qui l'etichetta iniziale di power duo. Ma la necessità di crescere e inserire idee per rendere il progetto più completo porta la band ad integrarsi con due nuovi innesti, Francesco Salvadori alla chitarra e Serena Marconi alla voce. Con la line-up ampliata nasce il primo lavoro ufficiale l'Ep dal titolo A (Ghost Label Record).

"A" è la prima lettera dell’alfabeto, "A" è il punto di partenza dei M.A.Y.A.. Questa è una delle ragioni per cui la band ha scelto questo titolo. Le quattro tracce registrate denotano una piena maturazione sia nella scelta dei suoni che nella tecnica dei singoli. "Two You" apre le danze con un velo di leggerezza come a voler entrare in punta di piedi. Ascoltando il lavoro dei M.A.Y.A. andiamo incontro a sonorità morbide, graffiate di tanto in tanto da una chitarra sporca e un bas…

Recensione: Almanac - Tsar (2016)

Riecco ufficialmente Victor Smolski dopo la separazione con Peavy ed i Rage. Ho già scritto da altre parti quanta sia grande la mia stima per questo musicista e quanto sia, sempre secondo me, uno dei musicisti più sottovalutati di sempre.

Il progetto che porta avanti dopo lo split con la band madre prende il nome di Almanac e l'album in questione si chiama Tsar, una sorta di concept sulla storia di Ivan il terribile, non il cane de "Il secondo tragico Fantozzi", ma il sovrano russo. Musicalmente si riparte da molti elementi presenti dal riuscitissimo disco uscito sotto il monicker di Lingua Mortis Orchestra, c'è persino la stessa orchestra, la Orquestra Barcelona Filharmonia. Stavolta al microfono non c'è (purtroppo) Peavy Wagner ma al suo posto troviamo ben tre voci: Andy B. Franck, David Readman e Jeannette Marchewka, sicuramente tre ottimi cantanti che fanno sicuramente bene il loro dovere.

Ok, ma la musica? Stavolta non faccio un track by track perchè ripete…

Recensione: Soul Asylum - Change of Fortune (2016)

A 4 anni dal non certo epocale Delayed reaction e a 10 dal terzultimo riuscitissimo The silver lining, riecco Dave Pirner e compagnia bella alle prese con questo nuovo Change of fortune. Uh, che copertina! Bella non direi, facciamo interessante, moderna o curiosa. In realtá sembra una foto presa da Facebook, ma va bene ugualmente. E' la musica quella che conta, no? Analizziamo questo Change of Fortune.
1) Supersonic Tipica canzone che ti aspetti dai Soul Asylum e che riporta direttamente alle atmosfere del mio amato The silver lining. E' stata scelta anche come singolo e possiamo benissimo capire perché: orecchiabile, diretta, melodica ma senza perdere la verve rock. Bello vedere che certe cose non cambiamo, nonostante il tempo. Posto il video a fine pagina. 2) Can't Help It Eh? Siamo ritornati agli anni 80? Suoni piú graffianti, struttura semi-punk e Dave Pirner che canta con una voce sgraziatissima. Decisamente non un pezzo che ti aspetti dalla band nel 2016. Superato…

Recensione: Toseland - Cradle The Rage (2016)

Dopo l'ottimo esordio del 2014 con Renegade (clicca per la relativa recensione), l'ex campione di motociclismo si ripresenta al grande pubblico con una nuova fatica discografica ed una copertina tamarra che piú tamarra non si puó. Personalmente apprezzo le cose tamarre, ma questo é forse troppo persino per me. Veniamo adesso alla musica, sperando che sia all'altezza del debut che ho apprezzato molto per il suo piglio e la sua spensieratezza.

01. Too Close To Call
Si parte con tempi misurati (non in quinta, per riallacciarci ai motori) anche se non cambia molto rispetto a quanto ricordavamo, se non la voce di James che mi sembra un po' usurata. Boh, sará una mia impressione... Buona opener, forse con ritmi piú bassi di quanto ci aspettassimo, ma ben confezionata e riuscita, nel complesso.

02. Puppet On A Chain
Ecco, se nella traccia precedente non cambiava molto rispetto a l'album precedente, possiamo tranquillamente affermare che questa Puppet on a chain potrebbe b…

Tremonti - Dust (Official Lyric Video)

Ci siamo quasi per il nuovo disco solista di Mark Tremonti, porterà il suo cognome (nel senso che sarà un omonimo) ed uscirà il 29 aprile. Abbiamo l'opportunità di gustarci in anteprima il singolo Dust, con tanto di parole, nel video sotto. La canzone è una tipica power ballad dalla penna dell'omonimo dell'ex ministro dell'economia e colpisce nel segno come sempre. Mi è piaciuta immediatamente sotto tutti i punti di vista. Fa quindi ben sperare per il nuovo album. La recensione, ovviamente, sulle pagine di Given to rock. Gustatevi questa bellissima Dust e stay tuned!

La Playlist (scomoda): Helloween, Deris era

Riecco un'altra playlist scomoda!
Stavolta salto il micidiale copia-incolla dell'introduzione, se volete leggerla apritene un'altra a caso.

Ecco quella dei mitici Helloween, Andi Deris era. Ne seguirá anche una con la Kiske era, tranquilli. Ah, non eravate agitati?

10) Laudate dominum (da Better than raw, 1998)
Uh, una canzone power metal in latino!
Ai tempi dell'uscita di questo pezzo, imparai il testo a memoria nel giro di qualche giorno e qualcuno mi disse "a scuola non sei riuscito ad imparare due verbi in croce e ora sai tutta una canzone in latino??" Strano anche come cambino le nostre facoltá cerebrali. Avevo circa 18 anni e imparavo a memoria qualsiasi testo avessi davanti (e questo me lo ricordo ancora), ora fra poco non mi ricordo piú manco quello che scrivo io...vabbé, gustatevi il pezzo che é meglio. Drumming pazzesco.


9) My god-given right (da My god-given right, 2015)
Un mezzo plagio di una strofa che vedremo sotto, ma non sapete quanto sia stato …

Recensione: Iggy Pop - Post Pop Depression (2016)

Iggy Pop é tornato (per l'ultima volta?) e per il suo diciassettesimo album Post pop depression, si é fatto accompagnare nientepopodimeno che da Josh Homme e Dean Fertita dei Queens of the Stone Age (Josh Homme é anche il produttore) e da Matt Helders degli Arctic Monkeys alla batteria. Avevo postato da qualche parte il singolo Gardenia, adesso é l'ora di ascoltare anche tutto il resto. Copertina brutta brutta, secondo me. Hanno preso una foto e ci hanno appiccicato due scritte.

01. Break Into Your Heart
Un Iggy minaccioso (dal punto di vista lirico) e una chiara impronta di Josh Homme nel resto della musica (ovviamente non sará l'unico del brano ad averla). L'opener é buona, il ritornello é forse un po' troppo ripetitivo e cantilenoso ma ha un suo fascino perverso.

02. Gardenia
Come accennato, é il singolo che aveva anticipato l'album e ne avevo giá parlato da qualche parte nel blog. Gardenia ha un non so che di ipnotico e contagioso. Il basso mi piace molto. I…

Il Demolitore: Dream Theater - Images and Words

Il demolitore é colui che non é mai contento, vede sempre il lato negativo delle cose ed é colui che risponderebbe alla classica domanda: "un bicchiere é mezzo pieno o mezzo vuoto?" con "non é né mezzo pieno né mezzo vuoto, é solo un bicchiere di merda". Incontentabile, demolisce  tutto quello che gli sta attorno, che si tratti di opere d'arte o di monnezza urbana, per lui é quasi tutto sullo stesso piano. Ha una brutta opinione pure di se stesso.

Mi hanno chiesto un'opinione su Images and words, il disco che ha lanciato questi fantomatici fenomeni Dream Theater (cosiddetti paladini del prog metal, quelli che avrebbero riscritto un genere e triccheballacche varie). Mah, a me fanno antipatia solo a guardarli, mamma mia come sono brutti questi qui...
Vogliamo cominciare dalla copertina? E' sicuramente positivo il fatto che non ci siano le loro foto, però...Una bambina incollata col paint davanti ad un letto a baldacchino che manco la principessa sul …

Megadeth, il videoclip di Poisonous Shadows

Ecco un video nuovo di zecca per Mustaine e per i Megadeth. Il video di Poisonous Shadows è stato ovviamente preparato per qualcosa di diverso rispetto alla visione tradizionale e secondo me ha decisamente poco senso di esistere senza occhialini 3d o altre diavolerie del genere.
Premesso che la canzone è la mia canzone preferita dell'ultimo album Dystopia (clicca qui per leggere la recensione completa), questo video non mi convince sotto tutti i punti di vista. Ho giá detto del video (ve ne accorgerete pure voi cliccando play), inoltre la canzone è suonata live e, data la forma vocale di Mustaine, non é proprio una bella idea. La canzone ha diversi errori: qualcuno sbaglia il primo attacco strumentale, Mustaine cicca diverse note con la chitarra, il doppio pedale a volte non sembra precisissimo, la voce spesso arranca etc etc etc. Un altro dei punti di forza del brano sarebbero i cori, che ovviamente mancano in sede live. Carina invece l'idea finale della mascotte Vic che suon…

David Lee Roth - Ain't No Christmas, nuova canzone sui Van Halen?

David Lee Roth é ritornato con nuova canzone chiamata Ain't no Christmas, pubblicata nel suo canale TheRothShow. Diamond Dave ha aggiunto la seguente frase nella descrizione: "On second thought if all work is autobiographic maybe this song is about Van Halen", quindi forse incosciamente l'ha scritta pensando al suo rapporto con i Van Halen. Mamma mia che storia complicata la loro, roba da soap opera argentina. Meraviglioso quando annunciarono la reunion per poi pentirsene immediatamente dopo (ecco un video sull'accaduto).

Ritornando a noi: Ain't no Christmas mi piace. Niente che passerà alla storia, però è una sorta di blues malinconico che funziona. Enjoy.

Dream Theater - 'Wish You Were Here' - Acoustic

I I Dream Theater mollano per un attimo il concept The astonishing (clicca qui per vedere la mia delusa e confusa videorecensione) e si cimentano in una cover per Classic rock: l'immortale Wish you were here dei Pink Floyd. Riguardo questa esibizione ci tenevo a fare qualche considerazione sparsa:

1) La canzone é un capolavoro, ma forse é una scelta un po' banale, soprattutto per loro.
2) Ma perché James La Brie canta senza microfono? Soprattutto se vuole cantare a quel modo, il microfono é indispensabile.
3) Ho grande stima per Jordan Rudess, ma qualche volta é proprio insopportabile. Questo é uno dei casi.
4) Ma quanto é brutta la barba di Petrucci?? Sembra finta.

Live report: Avantasia - 02 Forum, London 08/03/16

La mia ultima X sui miei miti da vedere (e sentire) dal vivo é stata piazzata! Ho visto Michael Kiske!!!!! Ho visto Michael Kiske!!!!! Ho visto Michael Kiske!!!!!

Ok, la smetto e come al solito andiamo per gradi.

Anzi no, stavolta non voglio andare per gradi e voglio sputare direttamente le sentenze finali di questo concerto, adesso che mi sono appena ritirato dalla ridente Kentish Town (boh). Parentesi, la vita é strana, non ero mai andato in questa location in 5 anni e mi ci ritrovo nuovamente nel giro di un mese, dopo il bel concerto Helloween + Rage. Parentesi chiusa (era solo per mettere il link e fare un po' di sano spam), ecco le impressioni finali: troppo riduttivo definirlo concerto, quello degli degli Avantasia è stato un incrocio tra un concerto (appunto), una festa ed un musical, davvero un pentolone con tanta roba e una gran bella atmosfera ed un senso di gioia che tutt'ora ho addosso.


Ora si, posso andare nei dettagli.

Anzi no (di nuovo), quello che voglio fare é…

Videorecensione: Ricky Warwick - When Patsy Cline Was Crazy (And Guy Mitchell Sang The Blues) / Hearts On Trees (2016)

Come chi è Ricky Warwick??
Due chiacchere su un (doppio) disco che aspettavo da parecchio tempo, dal titolo cortissimo e facilissimo da memorizzare. Suppongo non si veda un cacchio, sopra. Devo risolvere sto problema (un giorno). Riscrivo il titolo qui, persino Youtube mi ha chiesto di tagliarlo perchè era troppo lungo: When Patsy Cline Was Crazy (And Guy Mitchell Sang The Blues) / Hearts On Trees.
Perdonate la faccia da "appena alzato dal letto". Lo ero.

Iron Maiden, la nuova batteria di Nicko

Quel burlone di Nicko McBrain ci mostra orgoglioso la sua nuova batteria, quella che porterá durante il tour degli Iron Maiden a supporto del buon The book of souls (clicca qui per leggere la recensione). In realtá qualche tempo fa avevo giá pubblicato qualcosa riguardante la prima data del tour, quindi se volete vedere la batteria in azione (purtroppo solo in video amatoriali), cliccate pure qui.
Ok, é il momento di smetterla di dirvi di cliccare a destra e a sinistra, vi lascio gustare l'affascinante Nicko con la sua nuova (e bella) batteria. Enjoy.

Bruce Springsteen: 41 anni di Thunder Road

Molto carina l'idea di Phil Whitehead che ha deciso di fare una sorta di collage delle esibizioni di Thunder road nei suoi 41 anni di vita. Ha pescato da video ufficiali e amatoriali e ha creato una sorta di collage chiamato 41 years on Thunder road.Vabbé, é inutile che continui a scrivere, non appena cliccherete play capirete tutto da soli. Il sassofono peró continuo a non sopportarlo.
Enjoy!

Recensione: Wolfmother - Victorious (2016)

Quarto album per i Wolfmother, sempre capitanati da Andrew Stockdale che dopo New crown (leggi l'incazzata recensione di Antonio Spina) decide di fare quasi tutto di testa propria anche in questo ultimo album Victorious, impegnandosi praticamente in ogni strumento. Andrew ha solamente chiesto un aiuto a Josh Freese (Nine Inch Nails, Bruce Springsteen) e Joey Waronker (Beck, R.E.M) per le parti di batteria e ad un certo Brendan O’ Brien (Pearl Jam, e milioni di altri) alla produzione. Vediamo come suona.

01. The Love That You Give
Ottimo inizio senza fronzoli, bel riff stoner (chi ha detto Sabbath?), bei suoni. The Love That You Give é un'opener perfetta, ha il giusto piglio e fa capire quale sará l'andazzo del disco. Breve e diretta.

02. Victorious
Nonostante quel "will be victorioooussssss" cantato a quel modo lo avevamo giá sentito dai Muse di Uprising, la title track é davvero ottima, coinvolgente, diretta e immediata. Sicuramente uno dei brani migliori del d…

Foo Fighters - Official Band Announcement

Dopo l'esibizione di Dave Grohl da solista (ha eseguito Blackbird dei Beatles durante la cerimonia degli Oscar) , alcuni rumors si sono intensificati. Ma non anticipo niente e gustatevi l'interessantissimo video. Enjoy.

Zakk Wylde, Hello Kitty unplugged: N. I. B. - Autumn changes

Dopo Mike Portnoy alle prese con la batteria di Hello Kitty, é la volta di Zakk Wylde, che in attesa di pubblicare l'attesissimo Book of shadows II, si diverte a suonare uno strumento giocattolo. Dite quello che volete ma a me questi qui piacciono anche cosí, probabilmente pagherei pure per vederli all'opera. Aggiunta anche Autumn changes, traccia del nuovo album (non ricorda un po' troppo Black dei Pearl jam??).

La scheda: Nectarines

Bio:
I Nectarines sono una band che nasce da una storia di passione e di amicizia in una cittadina della provincia abruzzese, i loro brani parlano di viaggi, fisici e mentali e dell’ amore per la natura attraverso un rock schietto e denso di groove, contagiato da stili folk, punk e pop.


 Nel 2012 esce l’album “Backpacker Songs” (Satellite Records), il primo lavoro discografico indipendente della band. Nel 2013 alle selezioni di Arezzo Wave I Nectarines ricevono il riconoscimento come “migliore performance dal vivo”.

Nel 2014 il gruppo si esibisce in vari club rock, centri-culturali del centro Italia. .

Il 2015 è l’anno di “Maledizione” (La Clinica Dischi/Satellite Records), il secondo lavoro in studio nato dopo una costante attività live in giro per l’Italia. 
Quest’album è un dipinto dell'insoddisfazione umana. Dieci tracce dal sapore rock- stavolta tutte in italiano - che parlano di esoterismo, streghe e lune, ma anche con toni folk, di cui l’Abruzzo è intriso.

Genere: 
punk…
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