30/05/16

Recensione: Tremonti - Dust (2016)

Con abbastanza ritardo arriva la recensione di Dust, l'ultima fatica di Mark Tremonti, che succede ai buonissimi All I was del 2012 Cauterize dello scorso anno. A proposito di Cauterize, le composizioni di questo disco vengono da quelle sessioni, al tempo il compositore statunitense aveva dichiarato di avere così tante canzoni da poter coprire anche un altro album. Ecco quindi Dust.

Beh, se conoscete un minimo il buon Mark sapete già che grosse sorprese non ne troverete perchè Dust prosegue (per forza di cose) il discorso cominciato con i precedenti album, copertina compresa. I suoi compagni di "studio" (inteso come studio di registrazione) sono Eric Firedman (Chitarra), Wolfgang Van Halen (Basso) e Garrett Whitlock (Batteria).

Tremonti è un bravissimo compositore, lo sapete già, quindi sapete anche che di tracce brutte in questo Dust non ce ne sono. Magari oltre a tracce veramente buone ci sono canzoni senza le quali potremmo vivere la nostra vita serenamente, ma tutte hanno perfettamente senso: la "nervosa" opener My last mistake, la splendida title track, singolone con ritmi più cadenzati e riflessivi che ha anticipato l'album (Mark sempre più a suo agio nelle vocals, questa è una canzone difficile da cantare), il riff fuorioso di The cage, le ispirate Once dead e Catching fire, la semi-ballad finale Unable to see.

Dust è sicuramente buona musica, dell'ottimo metal moderno suonato come si deve. In questo senso il nome di Mark Tremonti è sicuramente una garanzia. Di contro, se cercate qualcosa di nuovo quest'album, vi consiglio di lasciare perdere perché vi risulterá sicuramente "già sentito". D'altronde, dopo aver scritto quasi da solo album su album, non possiamo aspettarci grosse novità stilistiche. Aspettiamo adesso il nuovo degli Alter bridge, in arrivo a settembre.

Voto 70/100

Top tracks: The cage, Dust, Catching fire

Tracklist:
01. My Last Mistake
02. The Cage
03. Once Dead
04. Dust
05. Betray Me
06. Tore My Heart Out
07. Catching Fire
08. Never Wrong
09. Rising Storm
10. Unable To See

Share:

26/05/16

Live report: Zakk Wylde - 02 Forum kentish town, London 25/05/16

Eh no, caro Zakk, non sono contento di questo concerto, proprio no. So che non te ne frega nulla ma è così. Ma, come dico sempre, andiamo per gradi (frase che ho preso da fantozzi, sappiatelo).

Arrivo dentro la 02 arena di Kentish town (non avevano neanche scritto il nome dell'artista, fuori) subito dopo l'opening act che ho tralasciato in favore di una pinta e di un fish & chips al pub accanto e noto un set da concerto elettrico e i chitarroni di Zakk wylde in bella mostra. Aspetta un attimo, ma non è il tour di Book of shadows II, album acustico? Boh, vedremo. La band sale sul palco cominciando con la bella Autumn changes e l'atmosfera non è proprio quella che volevo trovare. È praticamente un set elettrico con l'aggiunta di un organo. Zakk invece di suonare l'acustica, suona un chitarrone dei suoi. Sopra le spie, come se stesse suonando con i Black label society. Vedi foto.


Anche la sezione ritmica non è quella che abbiamo ascoltato da disco ma ha suoni decisamente piú prepotenti. Se già ero abbastanza deluso così, ci si mette anche il signor Wylde con assoli per carità superbi ma interminabili, che era un po' quello che temevo. Lui è un chitarrista incredibile, ma suonare assoli fini a se stessi non lo rende di certo un chitarrista migliore, secondo me, anzi.

I suoni generali non mi sono sembrati all'altezza , poco definiti e con rumori qui e lì, ma conoscendo Zakk potrebbe anche essere una scelta voluta. La band è strana, i componenti sembrano quasi degli estranei sul palco e hanno un che di bizzarro: il batterista sembra l'unico normale, il bassista un incrocio tra un senzatetto e un invasato (sembrava stesse suonando death metal, a tratti), mentre il tastierista/chitarrista sembrava il classico talento che vedi alla recita scolastica. Sono curioso di sapere quanti anni abbia. Dopo tre buoni estratti dal nuovo Book of Shadows II, Zakk si mette al piano e parte la mia amata Road back home dal primo Book of Shadows. Altra cocente delusione, viene cantata su un registro diverso e con una voce non all'altezza che mi ha rovinato il piacere di ascoltarla. Decisamente meglio la successiva Sould My soul anche se la mia felicitá é stata interrotta da un assolo di 78 minuti coi denti, sopra la testa e tra poco anche con i gomiti. Arriva finalmente il momento che aspettavo, una canzone finalmente suonata come voglio io: Between heaven & heaven: chitarra acustica portante, armonica e assoli elettrici, esattamente quello che volevo sentire. Cosí come Dead as yesterday, solo acustica e piano. Meravigliosa.


Un altro punto negativo del concerto é rappresentato dalla mancanza di interazione con il pubblico. Gli unici momenti in cui Zakk non ha suonato/cantato sono stati quando il mastodontico chitarrista é sceso dal palco per suonare l'ennesimo assolo interminabile in mezzo alla folla, mentre la prima interazione vocale con il pubblico (ma anche con il resto della band) arriverá solamente alla fine, quando presenterá i vari componenti (perdonatemi ma non so i nomi, Zakk non ha proprio una dizione perfetta e il suono del microfono era tutto fuorché chiaro). Basta. Nessuna altra parola in tutto il concerto. Per me l'interazione con il pubblico é una cosa importante, anzi fondamentale. L'interazione é quella cosa che distingue un concerto da un altro. Non so, presentare una canzone, parlare di qualcosa successa nel backstage, una dedica, un ricordo, fare qualche battuta... Nulla. Verso la fine del concerto troviamo una Way beyond empty un po' di rumorosa, la fantastica The king suonata al piano e il singolo Sleeping dogs, che chiude un concerto che mi ha soddisfatto pienamente solo in 3 episodi. Le canzoni che vedete nella scaletta sotto, per me vanno assolutamente suonate con suoni e volumi diversi, non come ieri sera, stop.

Top tracks: Between heaven & hell, Dead as yesterday, The king.
Skip tracks: Tutte quelle con assoli di 35 minuti.

Zakk Wylde Setlist O2 Forum Kentish Town, London, England 2016, Book of Shadows II Tour

Share:

24/05/16

La playlist scomoda: Muse

E' il momento della Playlist scomoda dei Muse, forse uno dei migliori gruppi da Greatest hits di sempre.
(Se non capite cosa vuol dire, scrivetemi nei commenti e approfondirò)


10) Psycho (Drones, 2015)
Singolone dell'ultimo album che mi piace sempre riascoltare. Ruffiana e sicuramente già sentita (ci sono sprazzi di Doors e Depeche mode nei riff) ma funziona, che ci volete fare. Linee vocali di Bellamy sempre notevoli, onore a lui. Il tocco cinematografico forse dà quel qualcosa in più al brano. Vi posto una versione live, registrata in uno studio televisivo (credo).


9) Feeling good (Origin of simmetry, 2001)
Lo so, è una cover. Però è pur sempre un grosso cavallo battaglia della band. Me la fate passare? Ok, grazie. I suoni prepotentissimi di batteria fanno la differenza, così come l'interpretazione di Bellamy, che mette il suo senza stravolgere la canzone (e non toglie mai i sospironi tra un verso e l'altro). Cosí si fa una cover.


8) Mk ultra (The resistance, 2009)
Bellissima canzone in un album un po' così così (ma ce ne saranno di peggio, purtroppo). Parte con un suono fastidiosissimo, ma si fa subito perdonare con un drumming tipico Muse. Mi piace un sacco il cambio di ritmo di batteria nel ritornello, quando parte non posso fare a meno di agitarmi. How many lies will you create? Bellamy ce l'ha con gli alieni, credo...


7) Stockholm syndrome (Absolution, 2003)
I Muse in versione super incazzata. Che riffone incredibile... Il drumming serratissimo di Dominic Howard è da 92 di minuti di applausi, forse addirittura di più. Il post ritornello mi piace pure un sacco, oh vabbè, mi piace, avete capito. Vi posto una vecchia versione live dal Glastonbury.



6) Invincible (Black holes and revelations, 2006)
Settima traccia di Black holes and revelations, album che segnerà un po' l'inizio all'iperproduzione (purtroppo, se devo aggiungere la mia). Venendo a questa, mi piace un sacco il testo e come le parole si sposano con la musica. La trovo estremamente poetica seppur eccessivamente prodotta (come già detto). Mi piace molto la parte strumentale con l'assolo fatto con non so quale marchingegno. Ah, c'è un videoclip, non lo sapevo.


5) New born (Origin of simmetry, 2001)
Canzone che viene spesso presa in prestito qui e li (sbaglio o c'è pure un ignobile riferimento in una pubblicità italiana). Forse il riff più bello in assoluto dei Muse. Tutto il resto non è da meno. Grandissima canzone. Non ho ancora citato il bassista Chris Wolstenholme (ho fatto copia-incolla, dato che ha uno dei cognomi più difficili da memorizzare della storia della musica), che si fa sempre il mazzo con delle trame di basso pazzesche.


4) Plug in Baby (Origin of simmetry, 2001)
Anzi no, forse è questo il riff più bello dei Muse, ci ho ripensato. Chissà che cacchio vuol dire il testo...Un mio amico è convinto che si tratti di una ragazza "attaccata" (non aggiungo altri particolari, pensateci da voi), in rete si dice che parli di una bambola gonfiabile. A me francamente non me ne frega una cippa, il ritornello è così coinvolgente che potrebbe parlare anche del gommista del manager. Vi posto una versione da una recente performance romana.


3) Unintended (Showbiz 1999)
Ballad di una dolcezza straordinaria. L'ho inserita anche nella mia personalissima Top 10 di canzoni rilassanti. Come nel commento di quella classifica, non ho niente di interessante da dire, a parte il fatto che è una canzone magnifica.


2) Hysteria (Absolution, 2003)
Riff sporchissimo di basso interrotto da un tempo di batteria il "levare" che mi piace un casino. Vocals anch'esse sporchissime e un ritornello con un respiro incredibile che è adrenalina pura. Anche qui scelta delle parole molto azzeccate, a prescindere dal significato. Vi posto un lyric video.


1) Time is running out (Absolution, 2003)
Forse banale e inflazionata, ma a me 'sta canzone riesce sempre a trasmettere una energia incredibile. L'apertura del ritornello fa si che sia una delle mia canzoni preferite di sempre... Mi parte (quasi) sempre la pelle d'oca. Da ascoltare esclusivamente a volume più alto che potete, se dovete metterla come sottofondo, lasciate perdere. Vi posto questa bellissima versione del Glastonbury 2004, quando parte il ritornello sembra proprio di respirare l'atmosfera del festival e respirare la terra del Glastonbury (c'è la terra, vero?). Enjoy.

Share:

22/05/16

Anche Nick Menza ci lascia...

Eh no, "caro" 2016, adesso hai proprio rotto. Tornato a casa dopo una bellissima domenica mattina vengo a scoprire che anche Nick Menza, uno dei miei batteristi preferiti, ha lasciato questo mondo a soli 51 anni. Ma che...
Il tutto mentre si stava esibendo con la sua band OHM. Il set era da poco iniziato e Nick si accascia al suolo, per un probabile arresto cardiaco (non ci sono ulteriori notizie al riguardo, ma poco importa).
Vabbe' non mi metterò a fare la lista di tutti i musicisti incredibili che ci hanno lasciato in questi mesi, perchè penso siate (purtroppo) aggiornati. Ovviamente Nick Menza non aveva certo la fama, lo spessore o l'appeal di gente come Prince, Bowie o Lemmy, ma forse per me ha contato molto più di loro, in quanto nella mia adolescenza (ma non solo) ho letteralmente divorato i dischi dei Megadeth degli anni 90.
Attenzione, Nick non era solo il batterista dei Megadeth, Nick dava secondo me molto alle canzoni, molto più di quanto i "normali" batteristi danno di solito. La batteria dei Megadeth, infatti, dopo il suo allontanamento dalla band, non è mai più stata la stessa. Si sono avvicendati grandi batteristi, ma semplicemente non sono mai stati la stessa cosa, neanche lontanamente. La differenza? Gli altri sono stati benissimo dietro ai pezzi ma lui era l'unico che li "mordeva". Ascoltate questa splendida Hangar 18 (soprattutto la seconda parte, da 2.45 fino al termine), per capire di cosa parlo: potente, aggressivo, definito, personale. Ciao Nick...

Share:

21/05/16

Somiglianze: Vasco Rossi VS Judas Priest

Oggi ci occupiamo di una "somiglianza" nostrana.
Avete presente Living after midnight dei Judas Priest, no? (COME NO???) Ecco, un anno dopo, nel 1981, ecco spuntare Dimentichiamoci questa città di Vasco Rossi. Beh, ascoltate entrambe le canzoni e traete voi le vostre conclusioni. Il riff suona mooolto simile...Vi posto una versione live recente di LAM perchè quella ufficiale da studio è bloccata nel mio paese, non so per quale strano motivo.
(Su segnalazione di Luca Carioli)




Share:

19/05/16

Dentro le canzoni: Guns N' Roses - Coma

Coma é una di quelle canzoni non troppo conosciute al grande pubblico ma che é assolutamente una perla della discografia dei Guns n' roses. Ultima traccia di Use your illusion I, é la canzone piú lunga della band con i suoi 10 minuti e 14 secondi. E, ulteriore curiositá, non ha ritornelli. Perlomeno, se ne percepite uno, fatemi sapere, perché io non ne ne sento.

Canzone dalla struttura strana e testo che parla di una sorta di "coma", non si sa se é ispirata ad brutta esperienza di droga di qualche componente della band o meno, sta di fatto che se vi immedesimate un po' sulle parole, é come se steste fluttuando pure voi: un sacco di effetti sonori, voci, spari, battiti del cuore vi faranno immergere completamente in questa sorta di opera teatrale di Axl Rose & soci.

Musicalmente ineccepibile *beh ma fa parte di Use Your Illusion, quindi sapete di cosa stiamo parlando): suoni splendidi e la band ai suoi massimi storici (perlomeno secondo me), con Axl superbo e chitarra di Slash che sforna riff e assoli capolavoro come se non ci fosse un domani. Se posso aggiungere una cosa, menzionerei sicuramente la prestazione superlativa di Matt Sorum alla batteria, uno che secondo me é stato dimenticato troppo presto nella attuale reunion dei Guns e che vale, sempre per il sottoscritto, molto piú del batterista attuale (ma anche di Steven Adler). Uno dei motivi per i quali preferisco gli Use you illusion ad Appetite for destruction è proprio lui.

Gustatevi Coma e immergetevi nel testo e nella schizofrenia di W. Axl Rose.

Share:

17/05/16

Videorecensione: R.E.M - Part lies, part heart, part truth, part garbage 1982-2011

Qualche parola sgangherata su un greatest hits praticamente perfetto per i miei gusti (a parte l'inizio depressivo del secondo disco). E' l'antologia definitiva di una grande band che si è sciolta (troppo presto?) qualche anno fa. Doppio CD perfetto se volete avere l'idea di quello che hanno fatto Michael Stipe e compagnia danzante durante la loro carriera.

Share:

16/05/16

Somiglianze: The damned VS Killing Joke VS Nirvana

Ok, qui si parla di "somiglianze" multiple, che vi posto qui sotto in ordine di pubblicazione. Cosa potranno mai avere in comune le canzoni dei The Damned, quella dei Killing Joke e quella dei Nirvana? Il riff iniziale, che è quasi identico. Date un ascolto e giudicate da voi. Voluto? Casuale? Non lo sapremo mai.

Share:

13/05/16

Foo Fighters Album - " Medium Rare " ( Vinyl Rip )

Non so se ne eravate a conoscenza. Io no e per questo voglio condividerlo con tutti voi: qualche anno fa, per il record store day, uscì questo Medium rare, compilation di cover dei Foo fighters. Probabilmente ne conoscete già qualcuna (Baker street, solo per citarne una, faceva già parte dei B-side di The colour and the shape) ma da quello che mi risulta, l'album non è troppo famoso in rete. O forse è semplicemente una mia pecca, non saprei. Vabbè, dategli un ascolto perchè lo merita. C'è anche Brian May che suona in have a cigar. Enjoy!

Share:

11/05/16

Videorecensione: Mike Patton - Mondo Cane (2010)

Mi hanno fatto notare che sto facendo meno videorecensioni. Beh, ho rimediato. Eccone una riguardo un disco folle (a suo modo) che mi piace tanto e che ascolto sempre molto volentieri. Anche se dalla faccia dell'anteprima non si direbbe. Ecco qualche parola su Mondo Cane di Mike Patton.

Share:

09/05/16

la playlist scomoda: Nirvana

Per la serie "Le playlist scomode", ecco quella dedicata ai Nirvana.
Enjoy!

10) Negative creep (da Bleach 1989)
Non sono un grande fan del primo album Bleach, ma ha qualche canzone-killer e Negative creep é sicuramente una tra queste. Ve la faccio ascoltare live, la preferisco di gran lunga (dato che la registrazione di Bleach é pessima).


9) You know you're right (da Nirvana, 2002)
L'unico inedito del Greatest hits del 2002 é una grande canzone, contenente tutti gli elementi tipici dei Nirvana. Gruppo che é davvero scomparso troppo presto (perdonate la banalitá).

 
8) Radio friendly unit shifter (da In utero, 1993)
Il mio bootleg preferito in assoluto é proprio quello dei Nirvana registrato al palaghiaccio di Marino (Roma). Ecco, quel bootleg cominciava con questa canzone. Vi basta come motivo per essere in questa classifica? Guardate, vi ho pure trovato quella registrazione, in full hd audio (perlomeno, cosí dice la descrizione).


7) Territorial pissing (da Nevermind, 1991)
La canzone piú incazzata di nevermind preceduta da un monologo fuori di testa di Chris Novoselic. Vi posto una meravigliosa versione live (contenuta anche nella vecchia VHS in Live! Tonight! Sold Out!) dato che secondo me tutti i suoni di nevermind ispirano tutto fuorché violenza. Sentite come spacca questa.


6) Smells like teen spirit (da Nevermind, 1991)
Beh, non poteva mancare in questa classifica, no? A me la versione studio non ha mai fatto impazzire soprattutto per i suoni e per la velocita. Dal vivo infatti é notevolmente accelerata e mi piace molto di piú.Vi posto una sconsiderata (!?) versione di uno sconosciuto live in francia.


5) Oh Me (da Unplugged in new york)
Questa canzone é di una delicatezza senza fine. Cover dei Meat puppets e presente nello storico Unplugged in NY. Se nel video vedete persone che non conoscete, sono proprio i Meat puppets che aiutano Kurt e compagni. Novoselic sbaglia la nota al minuto 0.44. (Cosí, giusto perché non sapevo cosa altro aggiungere)


4) Lithium (da Nevermind, 1991)
Un altro pezzo da 90 dei Nirvana e un altro pezzo che amo in sede live e che invece non mi fa impazzire da studio. Vi propongo la nota versione del Live at Reading del 1992.



3) Serve the servants (da In utero, 1993)
Quanta classe e quanta tristezza (quella di Kurt, soprattutto) in questa bellissima Serve the Servants, registrata live nientepopodimeno che in un programma Rai, Tunnel. Questa versione é straordinaria... Il periodo piú triste di Kurt é anche il migliore (secondo me) dal punto di vista musicale. L'aggiunta di Pat Smear e l'accordatura ribassata avevano completato il cerchio.


2) Aneurysm (da Incesticide, 1992)
Dave Grohl e la sua classe smisurata. 92 minuti di applausi. Impazzirei per questa canzone anche se fosse senza tutti gli altri strumenti. Gustatevela dal live at the Paramount.


1) Heart shaped box (da In utero, 1993)
Semplicemente la canzone perfetta dei Nirvana: rabbia, melodia, aggressivitá, spontaneitá, suono. Tutto é perfetto e al posto giusto in Heart Shaped Box. Anche il videoclip mi piace molto, nella sua stranezza. Una delle pochissime canzoni dei Nirvana che preferisco in versione studio. Gustatevela.

Share:

08/05/16

Prima data di Axl con gli AC/DC (video)

La curiositá era tanta...Finalmente ieri a Lisbona si é tenuta la prima data ufficiale degli AC/DC con Axl Rose alla voce. Beh, a giudicare dal video sotto sembra sia andato tutto magnificamente bene, a parte il "trono" di Axl che lo costringe a stare seduto. Il cantante si é detto entuasiasta dell'esperienza ed é pronto a supportare Angus Young anche nel futuro, qualora lo richiedessero. Gustatevi Shoot to thrill in alta qualitá. solamente un pezzettino, purtroppo. Vi posto anche la setlist e un video non professionale di Back in black. 


01. Rock Or Bust
02. Shoot To Thrill
03. Hell Ain't A Bad Place To Be
04. Back In Black
05. Got Some Rock & Roll Thunder
06. Dirty Deeds Done Dirt Cheap
07. Rock 'N' Roll Damnation
08. Thunderstruck
09. High Voltage
10. Rock 'N' Roll Train
11. Hells Bells
12. Given The Dog A Bone
13. Sin City
14. You Shook Me All Night Long
15. Shot Down In Flames
16. Have A Drink On Me
17. T.N.T.
18. Whole Lotta Rosie
19. Let There Be Rock
20. Highway To Hell
21. Riff Raff
22. For Those About to Rock (We Salute You)

Share:

05/05/16

Red Hot Chili Peppers - Dark Necessities, The Getaway, We Turn red [OFFICIAL AUDIO]

Sono tornati!
Dopo i bruttissimi (per me) ultimi album, i Red hot chili peppers ritorneranno con un nuovo disco che uscirà il 17 giugno e che porterà il titolo di "The Getaway". Questo è il primo singolo, uscito oggi, si chiama Dark necessities. Cosa ne penso? Molto maturo (forse pure troppo), con un sezione ritmica notevolissima che piacerà sicuramente agli appassionati di Flea/Chad Smith. Il resto non so, lo trovo parecchio strano, non molto da Red hot con quel piano in evidenza. Ho bisogno di metabolizzarla meglio, vi dirò a suo tempo, in sede di recensione. Intanto buon ascolto...

Edit
A questo vecchio post aggiungo la title track The Getaway. Se la canzone sopra aveva un qualcosa di interessante, questa decisamente no. Spompata, piatta e troppo "moderna". Se tutto l'album sará su questo andazzo, la vedo davvero brutta. Sono solo io ad essere pessimista?

ri-edit. Aggiungo anche We turn red, nuova canzone. Ok mi sa proprio che non sarà nella top 10 dei migliori album dell'anno...

Share:

04/05/16

Dove sarebbe oggi la musica con i talent show?

Lo hanno detto personaggi noti, leggende della musica e adesso mi accodo pure io (che non sono nessuno) perché questa mattina non ho niente di meglio da fare.

Red Ronnie ci offre un interessantissimo punto di vista, nel video sotto. Gli artisti non scrivono piú le loro canzoni e si fanno spremere dalle etichette finché il loro nome è sulla cresta dell'onda, per essere buttati via subito dopo. Vi invito a guardare il video, Red Ronnie é uno che la musica la conosce bene ed é uno che stimo molto. Una delle poche persone vere che si trovano in TV, per quanto mi riguarda (ecco perché non lo vedete molto spesso). Quando ero ragazzino guardavo i suoi programmi e faceva suonare un sacco di band emergenti validissime, uno che alla musica crede veramente.


Ad integrazione del video sopra, volevo darvi anche un mio punto di vista ed estenderlo alla musica che conosciamo oggi, piú in generale.
Cosa sarebbe della musica di oggi se fosse stata sempre gestita in questa bieca maniera? Pensate se negli anni passati tutto fosse passato attraverso i talent... Nel video sopra si dice che Mogol e Battisti non sarebbero mai stati conosciuti. Verissimo, Battisti non era proprio un cantante formidabile, sarebbe stato sicuramente scartato ad un eventuale provino talent... Volete qualche altro esempio internazionale?

Bob Dylan: "sei stonato, a casa"
Freddie Mercury: "hai una bella voce ma hai un look tremendo, lo devi sistemare"
Axl Rose (a parte il fatto che non si sarebbe presentato) "Sembri una gallina strozzata"
Mick Jagger: "Non si canta a quel modo"
David Lee Roth: "Non sai cantare e ti muovi in modo ridicolo"
Ozzy Osbourne: "Non sai cantare"
Jimi Hendrix: "hai talento ma fai troppo rumore e non sai cantare"
David Bowie: "Non hai qualitá vocali"
Springsteen: "Sì, ma calmati"
Frank Zappa: "Questo manco facciamolo entrare"
Bob Marley: "Ma questo da dove viene?"
Jim Morrison: "Troppo stralunato"

SCARTATI

Vabbé, sono esempi un po' puerili, me ne rendo conto, ma era per sottolineare che i personaggi che valgono veramente qualcosa e quelli che saranno ricordati dalle generazioni future, sono l'esatto opposto di quelli scelti dalle giurie oggi. Non avere delle particolari qualitá tecniche/vocali in realtà conta relativamente se hai qualcosa da dire. David Bowie é oggi un mito per la sua tecnica vocale? Ma manco per sogno... Kurt Cobain era un chitarrista mediocre, ma che compositore... Oggi vogliamo una bella faccia e una bella voce che ci rassicuri, appena ascoltiamo qualcosa di diverso ci fa' paura. Un prodotto usa e getta, insomma, per ripetere il concetto di Red Ronnie.

Certo, anche una volta c'erano i compromessi, le case discografiche investivano tanti soldi e volevano il loro tornaconto (nessuno ti regala niente, quando girano i soldi), ma i dischi si vendevano e i discografici cercavano il talento nella forma piú pura. Un esempio, questi straccioni nel video sotto, che non avevano manco una casa e usavano tutti i soldi per drogarsi. Ma c'era il talento (quello vero), qualcosa da dire. Erano diversi. Fossero passati attraverso un talent, sarebbero stati scartati direttamente nella hall dell'albergo e oggi non avremmo Sweet child o' mine, November rain e tantissime altre canzoni che hanno invece segnato una generazione. Ho preso come esempio i Gn'R ma potrei prendere quasi qualsiasi altro mito della musica; chi e' nell'olimpo dei grandi ci sta' proprio perché diverso dagli altri. Essere un fuoriclasse vuole dire uscire dagli schemi, no? Questo vale anche negli altri campi artistici. Maradona aveva il fisico di un salumiere (e manco si presentava agli allenamenti). George Best, Ronaldo, questa gente non si allenava neanche. Anche i grandi del cinema sono quelli che hanno fatto sempre di testa loro, uscendo dagli schemi: Kubrick, Lynch, Tarantino (i primi 3 che mi passano per la testa). Pensate ad un cinema con solo blockbuster americani, film carinissimi ma che dopo i primi 10 minuti sai esattamente come vanno a finire. Vi ricordate il nome di un regista di queste commedie? No, esatto. Estendete questo concetto per altri campi: arte, cultura etc. Boh, penso a Picasso, che cose strane che faceva, intanto oggi lo ricordiamo tutti.
Chi viene ricordato a distanza di tanto tempo è colui che ha detto o fatto qualcosa di diverso. Tutti gli altri sono una serie di bravi artisti che dimenticheremo presto. L'arte, quella vera, è una cosa seria, non banalizziamola.

Share:

03/05/16

Pearl Jam & Sting - Driven To Tears - New York City (May 2, 2016)

Durante la data del 2 maggio al del Madison Square Garden i Pearl Jam hanno suonato una cover che portano spesso in tour, ovvero Driven to tears dei Police. All'inizio della seconda stofa Sting li raggiunge sul palco. Cover stupenda, vi posto due angoli di ripresa diversi così potete scegliere se guardarla frontale o laterale. Potete anche premere play su entrambi i video e non capirci niente. A voi la scelta.

Share:

02/05/16

Ascolta una prova di Axl con gli Ac/dc

Ormai manca poco per le date ufficiali, però l'attesa e la conseguente curiosità è tanta: come ci starà la voce di Axl sulle canzoni degli Ac/dc? Benissimo, a sentire un pezzetto di audio rubato (quindi di qualità bassissima) dalla sala prove degli australiani. Axl sta attraversando un momento di forma vocale strepitosa, dopo un inizio tratosferico con i Guns n' roses, fa davvero impressione sentirlo cantare una canzone difficilissima come Thunderstruck a questi livelli. Sapete che vi dico? Io quasi quasi mi prendo i biglietti per la data londinese.

Share: