29/06/16

Ascolti di giugno 2016

Dopo millemila anni ho tolto dalla mia playlist il live dei Tenacious D e l'album degli Elio e le storie tese. Preso dall'euforia del concerto di Steve Vai ad inizio mese, sto continuando ad ascoltare Passion & warfare. Toh, hanno finalmente caricato l'ultimo dei Tremonti su Spotify, con un ritardo clamoroso. Non poteva mancare il bellissimo, ultimo, album dei Rage. Quando arriva l'estate mi piace anche ascoltare spesso gli Stereophonics, non so perchè.

27/06/16

Recensione: Yattafunk - Yattafunk Sucks

Recensione a cura di Stick

Quattro ragazzi di Roma che suonano un Funk Metal fregandonese dei pacchetti preconfezionati e tirati fuori per irrompere nel mercato con l'unico scopo di divertire e divertirsi.

Questo è quello che mi ha trasmesso Yattafunk Sucks, l'album di debutto della band pubblicato per la Ghost Label Record. Un album come già anticipato divertente, costruito su strutture tecniche complesse ma ben incastonate tra loro, molto vicino per certi versi a Red Hot Chili Peppers e credo che sia questa la componente su cui la band si è ispirata per la parte funky, ma anche una vena cattiva e piena di impeto a giustificare il loro secondo genere a cui fanno affidamento il Metal e che ci riporta indietro a formazioni note come i Dream Theater.

Tutto fermo ad un sound anni '70/'80 ma pieno di giusti accorgimenti che rendono il cd attuale e al passo con i tempi in fatto di suoni. In un comunicato stampa che ci arriva dalla label si legge che gli Yattafunk hanno buttato un occhio di riguardo anche ai dettagli in fase di registrazione evitando melodyne, autotune, trigger, re-amp, nessun taglio tra una nota e l’altra, nessuna tastiera e nessun fade out, perchè in definitiva Yattafunk Sucks deve suonare come sul palco. E io posso affermare che la band è riuscita perfettamente nel suo intento.

Non starò certo ad elencare brano per brano e scrivere i dettagli, ma se questa mischianza tra Funk e Metal vi incuriosisce allora tuffati di testa su Yattafunk Sucks e ne sentirete delle belle.

Tracklist:

01 - YATTAFUNK
02 - HELL YEAH
03 - PULLOVER
04 - LEGGINGS&KNIVES
05 - SQUIRTNADO
06 - HALLOWED BE THY FUNK
07 - HYPOCONDRIA
08 - MR.BALL (THE CLOCHARD KILLER)


24/06/16

I 5 momenti di...Rage - The devil strikes again

Oh, era da tanto che non facevo video su " I 5 momenti di...". Ho approfittato del magnifico ultimo album dei Rage per riprendere. Ho lasciato l'armadio aperto apposta, per dare un po' di colore al video. Ho fatto bene?

22/06/16

The beatles: Eight days a week - the touring years (official trailer)

Sembra molto interessante il film-documentario di Ron Howard sui Beatles.
Eight days a week - The touring years (vedi trailer qui sotto) é stato approvato dai protagonisti (viventi) dei fab four e contiene racconti e scene inedite della carriera dei 4 di Liverpool. Il trailer promette molto bene.
Lo potremo vedere solo dal 16 settembre ma solo se sarete a Londra dove é prevista la premiere. Spero di ricordarmelo e di andarci. 

20/06/16

Recensione: Rainbow - Rising (1976)

Oggi voglio parlarvi di un'altro grande disco del passato, Rising (conosciuto anche come Rainbow rising), dei mai troppo citati Rainbow. Per assaporare la grandezza di questo disco dovete un po' calarvi nell'epoca e vedere quanta e quale musica non era ancora stata fatta. Ecco, sentite bene come canta Ronnie James Dio in questo disco e capirete molte cose che sono avvenute negli anni 80, nella scena new wave of British heavy metal, per esempio.
Veniamo anche agli altri musicisti, tutti pezzi da novanta: Ritchie Blackmore (ex Deep Purple, fondatore e mente pensante della band), poi il tastierista Tony Carey, il bassista Jimmy Bain e il batterista Cozy Powell. Beh, niente male, direi. Se non siete ancora contenti, sappiate che a completare il tutto, in cambina di regia, c'era anche un certo Martin Birch, che diventerá un grosso nome negli anni a venire.

18/06/16

Videorecensione: Red Hot Chili Peppers - The getaway (2016)

Niente, per quanto mi riguarda i Red Hot Chili Peppers sono definitivamente andati. Non azzeccano un album da 17 anni, ormai. Come da previsione, anche questo nuovo The Getaway non troverá spazio nei miei ascolti. Mamma mia che involuzione incredibile che ha avuto questa band. Voi che ne pensate?


Tracklist:
1) The Getaway
2) Dark Necessities
3) We Turn Red
4) The Longest Wave
5) Goodbye Angels
6) Sick Love
7) Go Robot
8) Feasting on thw Flowers
9) Detroit
10) This Ticonderoga
11) Encore
12) The Hunter
13) Dreams of a Samurai

15/06/16

Recensione: Wormhole - Songs From The Counter Island


Recensione a cura di Stick

I Wormhole contano un'esperienza discografica di oltre dieci anni con un primo lavoro nel 2004 dall'omonimo titolo, ad un anno dalla nascita della formazione, un secondo lavoro nel 2007 con l'EP "Longing for Darkness", un terzo lavoro come full lenght ufficiale "The String Theory" per la Ghost Label Record e l'ultimo a Dicembre del 2015 "Songs From The Counter Island".

Conoscendo già "The String Theory" posso dire che la band ha avuto una bella e positiva impennata nella ricerca dei suoni che sono andati a comporre questo ultimo lavoro. Melodie generate da buoni spunti di chitarre pulite acompagnate dalla voce di Valentina che riesce a rendere l'atmosfera di questa nuova fatica chiara e limpida concedendosi a parti più aggressive classiche del panorama Metal qualità apprezzabili fin dall'inizio andando più affondo nell'ascolto le atmosfere si scaldano con la bella Pandora's World arricchita da buoni spunti ritmici per poi trovare la malinconica Lost in the blue dove il metal incontra e sposa alla perfezione una bella linea di archi e tappetti di synth e la toccante ed intensa Ylla.

Songs From The Counter Island ha un unico denominatore comune scalfire il sound con delle vere e proprie botte di chitarra unite a sorprendenti e ben costruiti momenti ritmici che hanno lo scopo riuscito di impreziosire un lavoro la qui qualità di registrazione rende il quadro generale ancora più meritevole di attenzione. Una prova che dimostra indubbiamente maturazione per una band che ha messo e stà mettendo a frutto le esperienze di tutto questi anni. Lunga vita ai Wormhole.

Tracklist:

01. Dawn On Deimos
02. Pandora's World
03. Lost In The Blue
04. The Traveller In Darkness
05. Death Star Nemesis
06. The Counter Island
07. Over The Grey Hills
08. The Prudence Of Sannias
09. Ylla
 

(Ghostrecordlabel/Crashsound Distribution)



13/06/16

Somiglianze: Kiss VS AC/DC

Ok, oggi parliamo di una somiglianza (gentilmente segnalata da @andrej201582 si Twitter) fra Stiff upper lip degli Ac/Dc e Domino dei Kiss. La canzone dei Kiss é del 1993 mentre quella della band di Angus Young é del 2000. Se vogliamo aggiungere un ulteriore dettaglio, in entrambi i videoclip, i componenti delle band sono in auto. Doppia somiglianza.


10/06/16

Recensione: Rage - The devil strikes again (2016)


Dopo la clamorosa separazione con Victor Smolski e anticipato (per il sottoscritto) dalla magnifica esibizione live che ho visto all'02 arena ritornano i Rage con l'ennesima fatica in studio (E' il disco numero 20?  Ho fatto bene i conti?). Come sono i Rage senza di Smolski? Cattivi, semplici, immediati e concreti. Esattamente quello che Peavy voleva e che sembra aver trovato grazie anche all'aiuto e alla freschezza dei bravi Marcos Rodriguez alla chitarra e Vassilios Maniatopoulos alla batteria, i suoi nuovi fidatissimi compagni d'avventura. Avevamo giá percepito il cambiamento/ritorno al passato con il singolo/EP My way (quanto mi piace quella canzone...) e confermo che, fortunatamente, The devil strikes again é un album che prosegue quella linea e su quella qualitá.

08/06/16

Il nonno metal!

Il nonno che tutti i metallari vorrebbero avere: John Hetlinger! Ex ingegnere areospaziale (!) eccolo a 82 anni esibirsi su Bodies dei Drowning pools. Potrei scrivere tante altre cose, ma fate prima a premere play ed ascoltarlo con le vostre orecchie. Enjoy!


Update: il "nonno" John è stato chiamato direttamente dalla band ad esibirsi dal vivo sulla canzone. Ecco il risultato. All'inizio un po' incerto ma verso i 2.30 si lascia andare. Enjoy!

06/06/16

Recensione: Helloween - Ride The Sky, Best Of The Noise Years (2016)


Davvero, che senso hanno questo tipo di raccolte? Best of the Noise years? Ve ne frega qualcosa di sapere sotto quale etichetta stava la band in determinati anni? A me, personalmente, no. Bene, per la cronaca gli anni in questione sono dal 1985 al 1998 che, per chi ha seguito la band, sa perfettamente che sono un'eternitá perché in questi 13 anni si sono avvicendati ben 3 cantanti, oltre a svariati componenti.

04/06/16

Iron Maiden - Death Or Glory (Live from The Book Of Souls World Tour)

Oh il nuovo videoclip degli Iron Maiden mi piace un sacco, a partire dalla scelta di prendere una registrazione live invece che quella da studio. Divertente, leggero, è stato girato durante il tour di The book of souls e vede tantissimi protagonisti "cantare" il ritornello: la band stessa (ovviamente), le hostess, i tecnici dietro le quinte, i gruppi di supporto (mitico Scott Ian), il pubblico tra le prime file, la crew, i fans. Davvero una bella idea, supportata da una qualità audio/video eccellente (nonostante Youtube). Sull'esibizione live: un po' di pastrocchio all'inizio batteria-chitarre e Bruce in difficoltá durante le prime strofe (lo capirá che deve abbassare leggermente il registro, almeno sulle nuove canzoni?), per il resto tutto ok.
Oh, bravi Maiden, gran bel video! Enjoy

03/06/16

Live report: Steve Vai - The Palladium, London 02/06/16


C'era un tempo quando per guardare un concerto dovevo prenotare mesi prima l'aereo, l'albergo e i vari spostamenti. Ieri sera mi sono ritrovato ad uscire dall'ufficio e avere uno dei più grandi musicisti del nostro tempo proprio nel teatro di fianco. Posto assegnato, non ho fatto neanche la fila. Gli stewards mi hanno pure salutato. 

Il Palladium è un teatro magnifico (lo dirá anche Steve a fine concerto), l'unica cosa negativa è rappresentata dal mio posto, che è veramente l'ultimo disponibile (eh, costava poco...), ma poco importa. Alle 8 in punto, preceduto da una clip dal vecchio film Crossroads (col mitico duello di chitarra) si presenta Steve Vai alla sua solita maniera poco appariscente, vale a dire con tanto di occhiali con luci rosse/laser (non so come spiegarlo meglio, scusate). 

Si comincia con Bad horsie, dal mio album preferito Alien love secrets. Il suono all'inizio è un po' impastato ma con il tempo diventerà quasi perfetto. Segue la sincopata The attitude song, dal primo album Flexable. Proseguendo con la scaletta arriviamo a Whispering a prayer che è  stata sicuramente uno dei punti più alti del concerto. Steve a metà canzone crea pure un esilarante dialogo tra chitarra e pubblico. Il concerto é per la celebrazione del 25esimo anniversario di quello che è l'album più famoso di Vai, ovvero Passion & warfare. Il primo brano Liberty è presentato da Bryan may, in video, direttamente dal passato: da quel famoso live a Siviglia  del 92, dove c'erano un sacco di musicisti pazzeschi che suonavano sullo stesso palco. Nel mio recente viaggio in Italia ho appurato che la mia vhs di quel concerto funziona ancora!  


Il filmato non sarà l'unico della serata: Steve si farà accompagnare in video da gente come Joe Satriani e John Petrucci, che suoneranno con lui in differita rispettivamente Answers e The audience is listening, non prima di averlo salutato e avergli fatto i complimenti per l'anniversario del disco. Tributo anche per il mitico Frank Zappa, presente anche lui in un video dal passato, assieme ad un giovanissimo Steve per suonare Stevie's spanking. Il punto più alto del concerto non può che essere la mia amata For the love of god, ascoltarla dal vivo mi ha dato un'emozione pazzesca. Al termine della canzone mi sono accorto che avevo una postura scompostissima ed un espressione facciale non definita. Durante l'ascolto, avevo completamente lasciato il mio corpo. Meravigliosa. Citazione anche per Ballerina 12/14, con Vai che fa il fenomeno con arpeggi incredibili.

Momento cabaret del concerto: Steve chiama 4 persone random dal pubblico: un bambino, una strafiga e due ragazzi. Gli chiederà di creare a voce una linea per ogni strumento e creare quindi una canzone. Il bambino era così emozionato che non riusciva neanche a parlare, la strafiga è stata praticamente invitata a letto da Steve tramite mille battutine e gli altri due ospiti hanno fatto il loro. Momento molto divertente. Steve richiamerà la ragazza un paio di canzoni dopo con una scusa qualunque (darle la sua chitarra) per metterle le mani addosso (vedi foto sotto, perdonate la bassissima risoluzione). 


Steve è stato sorridente, comunicativo e chitarristicamente ineccepibile come sempre. La band che lo ha accompagnato é stata praticamente perfetta. Mi ha impressionato particolarmente il batterista Jeremy Colson, con un tiro micidiale. Poi Dave Weiner alla chitarra e Philip Bynoe al basso. Un grande applauso anche a loro.

Steve Vai é secondo me un chitarrista di un'altra categoria, se posso sbilanciarmi il miglior chitarrista vivente. Non amo particolarmente i solisti e non conoscevo tutte le canzoni che ha suonato di stasera e, nonostante la durata generosa dell'esibizione (quasi 2 ore e 30), sarei rimasto ad ascoltarlo per un altro paio d'ore. Normalmente quando vedo altri chitarristi solisti resisto non piú di 20 minuti, ad essere generosi. Steve, a parte la sua musica, é un frontman magnifico e il suo show é sempre pieno di trovate divertenti. Andró a rivederlo sicuramente. 

Top songs: Whispering a prayer, Answers, For the love of god.

Steve Vai Setlist The Palladium, London, England 2016, Passion And Warfare 25th Anniversary Tour

01/06/16

Ascolti di maggio 2016

Veniamo agli ascolti di maggio.
Incredibile come ci siano, anche per questo mese, il live album dei Tenacious D (che suono perfetto, porca vacca...) e l'ultimo degli Elio e le storie tese, nonostante non mi entuasiasmi. Boh, misteri. Ho ascoltato a ripetizione anche un superclassico come Rising dei Rainbow (non conoscevo tutte le canzoni) e Passion and Warfare di Steve Vai, dato che me lo andrò ad ascoltare domani al London Palladium per il 25ennale proprio di quell'album.