30/12/16

La scheda: Sixty miles ahead


Breve descrizione/bio della band:
La band nasce a Milano nel 2011 con l'idea di creare un sound Hard Rock/Metal personale e riconoscibile, ispirato sia ai classici rock che alle produzioni più moderne. In questi anni abbiamo pubblicato un EP, due album e alcuni singoli suonando in Italia e all'estero, anche a fianco di grandi nomi della scena internazionale. Per l'ultimo lavoro "insanity" uscito a Ottobre 2016 abbiamo firmato con l'etichetta americana Eclipse Records già al lavoro con Mushroomead, Bobaflex, A Breach of Silence e tanti altri.

Genere musicale:
Hard Rock/Alternative Metal

Line-up attuale:
Sandro Casali - Voce
Fulvio Carlini - Chitarra
Luca Caserini - Batteria
Francesco Li Donni - Basso

Album/EP/Demo all'attivo:
Blank Slate (EP 2011) 
Millions of Burning Flames (2013) 
Insanity (2016) 

Influenze:
Shinedown, Europe, Alter Bridge, Stone Sour, Motley Crue, Black Stone Cherry, Gotthard

Di cosa parlano i vostri testi:
Nei primi due lavori si parla principalmente della voglia di vivere le proprie passioni e di lottare per esse, ma anche della vita on the road e in generale della vita da musicista. Nell'ultimo album "Insanity" i testi sono più introspettivi e parlano di momenti di follia e di come convivere con il lato oscuro di ognuno di noi.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Festa Bikers 2016 a Bergamo con i Freedom Call. Ottimo festival, tantissima gente, festa fino all'alba e tante storie che ci porteremo nel cuore per sempre.

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Il nostro primo bassista, Davide... che interrompe un concerto per urlare al pubblico "va bene che è carnevale, ma adesso tirate fuori il mio basso!!". Era sparito uno dei suoi Fender e nessuno riusciva a trovarlo. Per fortuna non era stato rubato ma qualcuno l'aveva fatto cadere sotto alla scala che portava al palco.

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Per dirne tre che potrebbero mettere d'accordo tutti (siamo molto diversi a gusti...)
Europe - Start From The Dark
Shinedown - Sound of Madness
Stone Sour - Come What(Ever)May

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
St.Anger dei Metallica...padelle comprese!

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchere:
Il Sig. Giacomo Pagina...Jimmy Page

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Groupies, cibo e bere illimitati è troppo scontato?
A parte gli scherzi, direi proprio groupies, cibo e bere illimitati!

facebook /sixtymilesahead
youtube /sixtymilesahead
twitter /sixtymilesahead
soundcloud /sixtymilesahead
instagram /sixtymilesahead
official site / www.sixtymilesahead.com

Share:

28/12/16

I migliori album del 2016

Ecco la consueta classifica di fine anno di Given to rock, ovvero quella dei migliori album del 2016, anno che ci ha regalato succulenti uscite e importanti ritorni (vedi posizione numero 10). Ah, nel caso vi foste persi la recente classifica delle migliori canzoni dell'anno, potete rimediare tranquillamente cliccando qui. Ok, cominciamo senza troppi fronzoli.

10) Metallica - Hardwired...to self destruct
Beh, lo so, il voto della recensione che trovate su Given to rock non é altissimo, ma il disco nuovo dei Metallica é sempre un highlight dell'anno e comunque ascolto spesso e volentieri le tracce che mi piacciono di piú. E ribadisco che Hardwired...to self destruct sarebbe stato un discone se ridotto dei tanti momenti inutili. Insomma, lo metto ugualmente in classifica. Oh, il blog é mio, che volete...

Top tracks:: Hardwired, Moth into flame, Spit out the bone

9) Magni Animi Viri - Heroes Temporis World Edition
Una riedizione internazionale di un concept nostrano. C'é musica per tutti i gusti, un'orchestra, un Russell Allen (cantante dei Symphony X e Adreneline mob, tra gli altri) in una delle sue migliori interpretazioni di sempre (flagellatemi pure), Amanda Sommerville e dei musicisti di assoluto valore come John Macaluso e Marco Sfogli. Io ve l'ho detto.

Top tracks: Heroes..., ...Temporis.

8) Alter Bridge - The last hero
Gli Alter bridge difficilmente deludono, difatti non hanno mai sbagliato un album nella loro carriera. In questo disco trovate tutti gli elementi che li hanno sempre contraddistinti. L'unico difetto di The last hero potrebbe essere rappresentato da un po' di staticitá compositiva e da un minutaggio ancora una volta eccessivo (ma questo è un vecchio vizio degli Alter Bridge) Per il resto, se apprezzate la band, andate pure sul sicuro.

Top tracks: Show me a leader, The last hero


7) Soul Asylum - Change of fortune
Oh, a me i Soul Asylum piacciono molto, che ci volete fare. Un gran bel ritorno per Dave Pirner & soci che pur facendo musica semplice la fanno sempre con molta personalitá e senza mai cadere nella staticitá. Notate la rima.

Top tracks: Change of Fortune, Moonshine, Dealing

6) Andy Timmons Band - Them from a perfect world
Un album interamente strumentale di un'eleganza e di un gusto incredibile. Ascolto gradevolissimo grazie anche a dei suoni perfetti che ti massaggiano i padiglioni auricolari. Non so perché non ci ho fatto una recensione.

Top tracks: Lo ascolto tutto molto con piacere, non ho dei brani preferiti.

5) Megadeth - Dystopia
Alzi la mano chi si aspettava un disco cosí da un Dave Mustaine ormai quasi bollito. Beh, non so voi ma io no di certo. Dave rinasce nuovamente grazie ad i nuovi innesti di Kiko Loureiro e Chris Adler (che ha giá abbandonato la band, comunque) e sforna un disco solidissimo con canzoni che mi sono piaciute un sacco. Ah, se vocalmente fosse stato quello di 10 anni fa... Dave, puoi recuperare la voce, per favore?

Top tracks:: Dystopia, Poisonous Shadows, The Emperor


4)  Avantasia - Ghostlights
Mannaggia a lui, Tobias Sammett non sbaglia mai un colpo e, in un modo o nell'altro, é sempre presente nelle classifiche di fine anno di Given to rock un anno con gli Edguy, il successivo con gli Avantasia. Questo Ghostlists? Nulla di troppo nuovo rispetto a quanto sentito nel recente passato, ma Tobias ormai sa come si fa e si circonda sempre di artisti della madonna. Ho visto il tour dal vivo e mi sono divertito un mondo.

Top tracks: Draconian love, Master of the pendulum

3) Green day - Revolution radio
Dopo la sciagurata e presuntuosa trilogia, non mi sarei mai aspettato un album cosí dai Green Day. Questo Revolution radio é probabilmente il mio album preferito di Billie Joe e compagni dopo American Idiot e Dookie. Il giusto Mix tra il vecchio spirito punk e la maturità. Produzione veramente eccelsa, i suoni sono davvero fantastici (al contrario delle chitarrine troppo gentili di Uno Dos e Trè). Bravi!

Top tracks: Revolution radio, Bang bang, Still breathing


2) Rage -  The devil strikes again
Solidissimo e ispiratissimo ritorno di Peavy Wagner che per l'ennesima volta riparte da 0 cambiando chitarra e batteria. Risultato? I Rage tornano ispirati come non lo erano da anni liberandosi di un po' troppi tecnicismi e variazioni sul tema portate da Victor Smolski (chitarrista che ammiro moltissimo, sia chiaro). Questo the devil strikes again é, nella sua interezza, uno dei dischi dei Rage che preferisco in assoluto. Non sono convintissimo della produzione, ma le canzoni spaccano.

Top tracks:  The Devil Strikes Again, My way, The Dark Side Of The Sun

1) The Neal Morse band - The similitude of a dream
Devo moltissimo a questo disco. Cosa? Il fatto di aver potuto scambiarci due parole al riguardo con Mr Mike Portnoy (leggi la sua intervista per Given to rock cliccando qui), uno dei miei miti musicali.
Mike (ormai lo chiamo solo per nome, dato che ho deciso che siamo diventati grandi amici) lo aveva anticipato diverso tempo prima della pubblicazione: sará un grande concept album, a livello di Scenes from a memory dei Dream Theater. Beh, per me quel disco rimarrá inarrivabile forse nei secoli a venire ma questo é un discone ugualmente. Solitamente quando un disco ha una durata importante,  se non rispetta determinati criteri tendo ad odiarlo molto facilmente (vedi The astonishing dei Dream theater rivenduto su Ebay al miglior offerente), ma The similitude of a Dream é un album che ha un sacco di roba al suo interno e si fa apprezzare per le tante idee e riferimenti che troviamo al suo interno. Veramente un gran lavoro.

Top tracks: Top tracks: City Of Destruction, The Ways Of A Fool, Slave to your mind.

Share:

26/12/16

La scheda: Yena

Breve descrizione/bio della band:
Gli Yena nascono nel 2014 a Udine (Italia), per volontà di cinque musicisti provenienti da gruppi e stili diversi, che hanno scelto l’italiano e il rock come genere di espressione. La musica della band fonde chitarre pesanti e scure con il gusto melodico e poetico proprio del cantato in lingua italiana, cercando equilibrio tra due voci in un botta e risposta continuo e armonico.
I testi, sui quali viene sempre posta molta attenzione, parlano di sentimenti quotidiani, di quella sottile linea tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato che spesso confondiamo nella costruzione delle nostre anime. L'attenzione per le giuste parole da usare è parte della ricerca della band per provare sempre modi diversi di esprimere le storie che vengono raccontate.
Dal vivo vengono espresse le diverse anime del gruppo, dalla parte più rabbiosa a quella più melodica e riflessiva in una ricerca di equilibrio costante e mai scontata.
L'attività live li porta a suonare in importanti festival nazionali come il Collisioni Festival di Barolo (CU), condividendo i palchi con gruppi come Punkreas, Talco, Plan De Fuga, e molti altri concerti in locali e Festival locali.
Nell'estate del 2015 registrano il loro primo EP, registrato e prodotto da Andrea Rigonat, noto chitarrista/produttore della scena nazionale (Elisa, Tiziano Ferro).

Genere musicale:
Alternative Rock Italiano, anche se è sempre difficile trovarne uno che ti descriva perfettamente. Sicuramente rock cercando di essere più personali possibile (personali, non originali) quindi se serve un'etichetta scegliamo Alternative Rock.

Line-up attuale:
Matteo Bellotto - voce
Alessio Tassotto - voce
Alessandro Pipputto - Batteria
Francesco Corazza - Basso
Roberto De Bellis - chitarra

Album/EP/Demo all’attivo:
Il primo EP di debutto è Yena, uscito lo scorso 25 novembre per Jack Rock Records.
link iTunes: http://apple.co/2gGzxIN 

Influenze:
Cantautorato italiano, grunge, rock in genere. Band di riferimento: Timoria, Karma, Alice in Chains, Silverchair.

Di cosa parlano i vostri testi:
I nostri testi cercano sempre di puntare l'attenzione sui particolari. Si tratta di piccole storie che guardano il presente in maniera fredda, creando molteplici letture. La volontà è di far ragionare in maniera fredda e razionale su sé stessi i nostri ascoltatori. Siamo un agglomerato di sentimenti ed emozioni che raccontiamo per poter affrontare ciò che nascondiamo ogni giorno. La musica impone sincerità, a costo di far male, ma senza sconti.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Difficile scegliere: di sicuro il concerto a Barolo (CN) al festival Collisioni per la strepitosa partecipazione di pubblico, ma anche le tante date live dense di trasporto emotivo, nonostante solo 10 persone davanti, che poi sono proprio quei concerti che mettono maggiormente alla prova la coesione e la voglia di scrivere. Ogni data ha una propria storia da raccontare...

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Il nostro primo live al Povorock 2014, in apertura ai Rhyme. Le tempistiche, tra un cambio palco e altro, erano molto limitate per poter dar il giusto spazio ad ogni band per esibirsi… ad un certo punto, al momento di iniziare, eravamo tutti pronti sul palco, tranne Alessio (voce)...dov’era?! A comprarsi tranquillamente 2 pacchetti di sigarette a piedi nei dintorni di Povoletto.
Penso di non aver mai visto così tanta gente incazzata tutta assieme come quella volta! (Ride, ndr).

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Com'è profondo il mare - Lucio Dalla
King for a day fool for a lifetime - Faith no more 
Grace - Jeff Buckley
Facelift - Alice In Chains
Quintorigo
Kind of Blue - Miles Davis
Songs in the Key of live - Steve Wonder
probabilmente cambieremmo la lista tutti i giorni.

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Un album grind degli S.C.A.T., una band russa. Credo che il grind sia come l'arte contemporanea e lo apprezzo. (Matteo Bellotto, voce ndr).

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere:
John De Leo dei Quintorigo ma anche Cristiano Godano dei Marlene. In realtà sono moltissimi!

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Chiederemmo poche cose; vorremmo tanto che gli addetti ai lavori stessero con noi nel backstage a divertirsi, invece di dover impazzire dietro alle richieste assurde di chi crede di poter pretendere qualcosa. Noi sappiamo bene qual è il nostro posto e non vogliamo creare problemi inutili. Preferiamo condividere piuttosto che pretendere.


Share:

23/12/16

Annihilator: Sounds good to me dal nuovo Triple threat

Ecco un'uscita da attenzionare per il prossimo anno.
Il 27 gennaio uscirá infatti una sorta di stramba raccolta live degli Annihilator che avrá il titolo Triple threat e conterrá un cd/dvd del recente At The Bang Your Head Festival ed un unplugged in studio.
Proprio da quella sessione, ecco Sounds good to me, tratta da un disco al quale sono molto affezionato, ovvero Set the world on fire. Quanto mi piace quel disco, se potete andatevelo ad ascoltare subito subito. Vabbé gustatevi guesta versione rilassata (forse un po' troppo, ma ottimamente eseguita) Sounds good to me.

Share:

21/12/16

La scheda: Freddy Hend - Anne Morrighan



BIO
Freddy Hend e Anne Morrighan si incontrano nel 2011 e da allora la comune passione per la musica li ha portati ad unire i loro talenti componendo canzoni che per entrambi hanno un significato profondo. Dopo aver inviato i demo sono stati contattati dalla Enzone Records di Giuseppe Barbera, fin da subito mostratosi molto interessato al progetto. Sin dai primi contatti hanno capito che c’erano tutti i presupposti per lavorare insieme e produrre un bel disco. Ad agosto 2015 si sono recati in Sicilia per registrare il primo album., ReincarnAction.

GENERE
Alternative rock, grunge

LINE UP ATTUALE
Freddy Hend : testi, voce, chitarre, basso, flauto traverso
Anne Morrighan: testi, voce, cori

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO
Reincarnaction LP


INFLUENZE
Freddy Hend: Temple Of The Dog, Pearl Jam, Soundgarden, Cat Stevens,
Jimi Hendrix, Jeff Buckley, Alice in Chains
Anne Morrighan: Janis Joplin, Elisabeth Frazer, Annie Lennox, Tori Amos, Kate Bush

DI COSA PARLANO I TESTI
1) All That Remains: parla di chi ricerca l'amore e poi lo trova quando smette di cercarlo, anche dell'amore che si può trovare e si trova sempre negli animali.
2) Always in you: testo tratto da una poesia di Manuele Piacentini, libera interpretazione.
3) Fallin' Stars: poesia che parla della solitudine e della felicità che non arriva.
4) I know you: saper guardare dentro le persone, oltre le apparenze.
5) Incarnation: parla dell'unicità ma anche della similitudine delle persone nel dolore e nella solitudine.
6) Lonely flower: la vita di un fiore come metafora per spiegare quella di una persona.
7) My heart is bleeding: difficoltà di un rapporto tra due persone che si amano, ma una tende a distruggere e l'altro a costruire.
8) Need: vivere il momento presente cercando di trascendere la mente.
9) Soul free: testo dedicato agli animali uccisi e sfruttati dall'uomo, ma anche la lettera di un suicida che non riesce più a stare in un mondo che crea tanta sofferenza.
10) You'll hate me out of love: storia di un ragazzo che ha paura di svegliare una ragazza dal sonno della felicità, portandola ad una consapevolezza maggiore della realtà illusoria che la circonda.
11) Sunday cryin': insonnia e depressione di una Domenica notte.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO
Recente esibizione acustica alla libreria Feltrinelli di Parma

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO
Niente di particolare

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
Temple of the Dog
Pearl Jam : Ten - Binaural
Soundgarden: Superunknown - BadMotorFinger
Alice in Chains Unplugged
Jeff Buckley - Grace
Neil Young - Weld
Annie Lennox - Diva
Tears for Fears - Songs from the big chair
Simple Minds - Sparkle in the rain
The Jimi Hendrix Experience
Tori Amos - Boys for Pele - Under the pink

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE
Freddy Hend - Reincarnaction

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
Eddie Vedder (Freddy)
Greg Mackintosh dei Paradise Lost (Anne)

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIù IMPORTANTE DEL PIANETA
Di vietare il consumo di animali e derivati in tutta l'area adibita al concerto.

Share:

20/12/16

Le (poche) delusioni del 2016

E poi c'é che sei li ad aspettare un disco con ansia (o qualcosa di simile) per poi ritrovarti con un qualcosa che non avresti mai voluto ascoltare o comunque con qualcosa ampiamente al di sotto delle tue aspettative.

Questo il breve elenco dei dischi che per un motivo o per un altro mi hanno deluso. Non sono tanti, in realtá. Sono solo 3, quindi decisamente un buon 2016. Mi ricordo che qualche anno fa avevo l'imbarazzo della scelta per compilare la top 10.

Ecco allora i 3 dischi che proprio non ho digerito del 2016

-Red hot chili peppers - The getaway
Niente, questa era l'ultima occasione che ho dato ai Red hot chili peppers.
In passato Flea e compagnia bella ci hanno regalato tante belle canzoni e due album da paura come Blood sugar sex magic e Californication, ma dopo quest'ultimo, per quanto mi riguarda, c'é stato solo il buio. Qualche canzone riuscita come singolo (mi viene in mente By the way), ma come album veramente niente, perlomeno per il mio gusto. E questo The Getaway per me é proprio pessimo. Poca ispirazione e produzione da ergastolo.


-Bon Jovi - This house is not for sale
Stesso discorso di quelli di sopra: li abbiamo persi definitvamente. L'uscita di Sambora dalla band é stata la mazzata finale. Ora tutto sembra essere completamente nelle mani di Jon Bon Jovi che, oltre non avere piú voce (da tanti anni, ormai) sembra sia piú intenzionato a fare musica pop/disco/commerciale che rock. Il prossimo album, se lo ascolteró, sará solo per dovere di recensione, ma ormai non mi aspetto piú nulla...Gli ultimi album sono veramente brutti ma questo forse é persino  peggio, se possibile.. Cliccate sul titolo per leggere la recensione. Se volete, ovviamente, non lo prendete come un comando.

Dream Theater - The astonishing
The astonishing non é un brutto disco, sia chiaro. Il fatto é che non incontra per nulla il mio gusto ed essendo i Dream theater una delle mie band preferite in assoluto fa si che io ci sia rimasto parecchio male.
Niente, il concept futuristico non incontra per nulla la mia curiositá e trovo il disco troppo (ma troppo) prolisso ed estremamente povero di idee (rapportate alla lunghezza). Un tempo prendevo il treno/aereo per andarli a vedere, stavolta pensate che hanno riprosto l'album live a 50 metri dal mio ufficio e non ci sono andato. Questo spiega il mio livello di delusione e la faccia contrariata nella discutibile videorecensione che trovate qui sotto. Al contrario delle due band precedenti, peró, questo é il primo episodio della band americana che non mi ha per nulla convinto mentre i dischi precedenti li ho apprezzati. Per questo motivo rimango fiducioso per il futuro. A patto che la smettano di fare album di 5 ore.

Share:

17/12/16

La scheda: Fitzcataldo

-Breve descrizione/bio della band:
Fitzcataldo è un power-trio di Milano, attivo dal 2013; è un progetto che si muove, a partire da un post-rock cantato e melodico, in una moltitudine di sperimentazioni ed influenze, guardando al panorama indipendente contemporaneo.

-Genere musicale:
Il genere che facciamo non è e non è mai stato di facile descrizione, anche se dovrebbe essere di facile ascolto. In tre termini diremmo: Dream-pop // Indie-rock // Post-rock

-Line-up attuale:
La line-up è composta da Lorenzo Galbiati (voce principale e chitarra), Stefano Redaelli (basso e cori) e Claudio Rei (batteria)

-Album/EP/Demo all'attivo:

Fitzcataldo & The Trivettes (2014)
Fitzcataldo (2016)

Tutti i brani si trovano anche su Spotify, Deezer, iTunes, Google Play.
Copie fisiche ordinabili su fitzcataldo.bandcamp.com.


Influenze:
Suuns, Tycho, The XX

-Di cosa parlano i vostri testi:
Le parole stesse sono ispirate dalla musica, prendono vita per immagini. Le sensazioni sono in questo senso il vero tema dei nostri testi. Nel primo disco, alcuni raccontavano immagini o situazioni strane, altri erano di ispirazione amorosa o erotica, spesso molto ironici, altri ancora evocavano immagini oniriche. Nel nuovo EP siamo ripartiti da questi ultimi e sono emersi dei versi molto più sentimentali. Il senso è comunque che le parole lascino spazio all’immaginazione, al sogno ed all’evasione dettate dalla musica.

-L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Una delle più recenti, a Carbonia (CI) questo novembre 2016. Mentre suonavamo si è creato un legame forte tra noi e il pubblico e, sebbene il posto a prima vista non sembrasse tra i più accoglienti, la serata si è trasformata in qualcosa di speciale, grazie a tutti i ragazzi che ci hanno ospitato e ascoltato.

-Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Se si parla di aneddoti, andiamo sul sicuro. Ogni minuto che passiamo in studio di registrazione ha da sempre regalato perle indimenticabili, grazie anche al contributo del nostro tecnico e co-produttore Frank: pensate che abbiamo addirittura realizzato un booklet in tiratura limitatissima con le frasi migliori

-I vostri dischi preferiti in assoluto:
Stefano: James Blake (James Blake) / Obsidian (Baths) / Cross (Justice)
Lorenzo: XX degli XX / Two dancers (Wild Beasts) / Led Zeppelin I / The fire in our throats will beckon the thaw (Pelican) / Dookie dei Green day.
Claudio: tutti i dischi dei Queen e Led Zeppelin. Talking Book di Stevie Wonders, En El Campito degli O’Funk’Illo e By The Way dei Red Hot Chili Peppers.

-Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Stefano: Be Here Now (Oasis)
Lorenzo: Fourth Corner di Trixie Whitley.

-Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere:
Stefano: tempo fa avrei detto Pino Daniele, ora mi farei una chiacchierata volentieri con Joe Dart
Lorenzo: Thom Yorke
Claudio: Chad Smith

-Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Stefano: una vasca da bagno giapponese in pietra
Lorenzo: uno chef e dell'ottimo vino
Claudio: divano, alcoolici, sostanze stupefacenti e un kebab

Contatti
www.fitzcataldo.com
https://www.facebook.com/fitzcataldo

Share:

14/12/16

Top 10: Le migliori canzoni del 2016

Ok, siamo a fine anno e come di consueto diamo spazio alle supermega classifiche.
Ecco quella riguardo le migliori canzoni del 2016. Ovviamente é una scelta personale, non si parla (mai) di oggettivitá quando si parla di musica o di arte in genere. Vabbé, l'ho detto mille volte. Ecco le mie dieci canzoni preferite dell'anno (almeno credo...chissá quante canzoni ho dimenticato di inseririe). Ah, quando non vedete il video, potete cliccare sul titolo per ascoltare la canzone in questione. Ok, cominciamo sul serio:

10) Beth Hart - Love is a lie
Quanto mi piace Beth Hart in questo tipo di canzoni... Purtroppo a volte é un po' troppo "morbida" per i miei gusti (la collaborazione con Bonamassa non mi e piaciuta, per esempio), ma quando spinge e si incazza come in questo brano, mi piace un sacco. L'ultimo album merita, sappiatelo. Guardatela mentre massacra con una mazza da baseball il suo (ex) ragazzo.


9) Zakk Wylde - The king
Tratta dal controverso Book of shadows II (clicca qui per la videorecensione). La canzone conclusiva dell'album é a mio avviso nettamente la piú bella. Cosí bella che potrebbe stare persino nel primo capitolo, che é uno dei miei album preferiti in assoluto.

8) Sleep of monsters - The art of Passau
Lo so che non avete la minima idea di chi siano sti tizi. In realtá neanche io, peró non so come mai mi sono ritrovato ad ascoltare questo album per un bel periodo ed ho amato questa The art of Passau. Il video vale due soldi, ma la canzone vale tantissimo, secondo me. Non so chi o cosa sia Passau, ma questa é un'altra storia.

7) Avantasia - Draconian Love
Una canzone schifosamente pop e leccaculo. Peró mi piace un sacco, che cosa ci posso fare?


6) Megadeth - Poisonous shadows
Quando Dave Mustaine fa cosí, c'é solo da arrendersi, anche se é bollito e senza voce. Questa Poisonous shadows é la mia preferita del buonissimo Dystopia. La melodia del ritornello é tipica Megadeth e mi piace un sacco. Ci sono un altro paio di canzoni di quest'album che avrei potuto mettere in questa posizione. Grande Dave!

5) Monster truck - The enforcer
Canzone di un'allegria e di una carica invidiabile, dall'ultima fatica dei canadesi Monster Truck. Vabbé, ho giá detto tutto: allegria e carica, i Monster truck mi piacciono principalmente per questo. The enforcer é probabilmente la loro migliore canzone in assoluto. Aspetto di rivederli dal vivo perché spaccano!

4) Rage - The devil strikes again
Grandissimo ritorno per Peavy Wagner e i suoi Rage. L'album si apre con questa mazzata sui denti, chitarre taglientissime, doppia cassa e ritmi forsennati, ma anche con tanta melodia tipica della band tedesca. Una delle mie canzoni preferite di tutta la loro discografia.


3) Green Day - Revolution radio
Chiamatemi bimbominkia, ma Revolution radio dei Green day é una canzone che mi é entrata subito in circolo. Certo, é la solita canzone dei Green day con 4 accordi ma ogni singola volta che premo play mi mette una carica incredibile, merito anche di una produzione fantastica. La metto sempre prima di andare a giocare a pallone proprio per questo.

2) Biffy Clyro - Wolves of winter
Ne ho giá parlato approfoniditamente (forse pure troppo) nella rubrica "Dentro le canzoni", quindi se siete curiosi di sapere perché questa canzone é (quasi) la mia preferita dell'anno, cliccate pure qui (vedrete pure il video).

1) Metallica - Spit out the bone
Ecco la dimostrazione che se i Metallica volessero, potrebbero graffiare come ai bei tempi. Canzone posta all'ultima posizione di un album che regala gioie ma anche tanti sbadigli (soprattutto nella seconda parte). Quando l'album si appresta a terminare, ecco sta mazzata: ritmi altissimi, grandi riff e James Hetfield incazzato come ai bei tempi. Il videoclip é tremendo, ma questo c'é... Enjoy!

Share:

12/12/16

La canzone brutta del giorno: Sixx:A.M. - Without You

Ascoltavo il disco dei Sixx:A.M e parte sta canzone. "Aspetta, io sta melodia la conosco, mamma mia che plagio micidiale". Poi parte il ritornello e... no, non é un plagio micidiale, bensí la cover di Without you, canzone che conoscerete tutti e portata al successo da Mariah Carey (e brillantentemente rivisitata in un talent show di chissá quale paese - clicca qui se vuoi farti due risate).

Adesso, la cover non é di certo fatta male, é suonata discretamente e sicuramente ben prodotta. La questione qui é: perché??? Un gruppo hard rock di una certa importanza che fa la versione di una canzone pop famosissima? La vedo veramente fuori contesto (sia all'interno dell'album che come canzone a se) e non ce la faccio a convincermi del contrario. Fatemi sapere che ne pensate, magari sono io...

Share:

09/12/16

La scheda: Celeb Car Crash

Breve descrizione/bio della band:
I Celeb Car Crash sono una Rock Band. Il loro sound pesca a piene mani dal Rock anni 90’ americano aggiungendo elementi più moderni e di stampo british.
Per amanti di: Alice in Chains, Foo Fighters, Stone Temple Pilots, Soundgarden e Kings of Leon.

Genere musicale:
Alternative Rock, Grunge
Line-up attuale:
Nicola Briganti - Voce e Chitarra
Carlo Alberto Morini - Chitarra e Cori
Simone Benati - Basso
Michelangelo Naldini - Batteria

Album/EP/Demo all'attivo:
Ambush! (2013)
Drinkin’ In L.A. (2013)
¡Mucha Lucha! (2015)
People Are The Best Show (2016)

Influenze:
Alice in Chaines, Foo Fighters, Soundgarden, Stone Temple Pilots, Kings of Leon

Di cosa parlano i vostri testi:
I nostri testi sono di solito molto personali ed affrontano tematiche legate alle nostre esperienze personali ed a come vediamo il mondo esterno.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Il tour con i Lacuna Coil sul Red Bull Tour Bus. Un’esperienza unica ed irripetibile!


Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Dovevamo suonare in un locale di Lille in formazione elettrica, ma quando ci siamo presentati al locale ci siamo resi conto che era talmente piccolo che la cassa della batteria non passava dalla porta: ci siamo arrangiati ed abbiamo improvvisato un concerto acustico utilizzando le chitarre elettriche! Ah ah! E’ stata un esperienza assurda!

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Soundgarden - Superunknown
Stone Temple Pilots - Core
Nirvana - Nevermind
Metallica - Master of Puppets
Foo Fighters - Wasting Lights
Faith No More - The Real Thing
Alice In Chains - Black Gives Way to Blue

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Domanda difficile... dunque a me (Michelangelo) piace molto St. Anger dei Metallica. Ma in questo caso non faccio testo, penso che se James Hetfiled pubblicasse un disco di rutti, io lo comprerei e lo ascolterei compiaciuto!

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchere:
Dave Grohl

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Io chiederei una mega doccia con idromassaggio!

Contatti:
Website
Facebook
Youtube
Twitter
Share:

06/12/16

Videorecensione: Green Day - Revolution Radio (2016)

Non chiedetemi perché abbia voluto fare questo discutibile video (a tratti sembro ubriaco, ma vi assicuro che non lo sono)  nonostante avessi giá fatto un track by track di questo bel Revolution Radio dei Green day (clicca qui per leggerla)

Vabbé se avete 7 minuti circa da buttare, dategli un occhio, almeno date un'occhiata al packaging dell'album nel caso foste intenzionati a comprare la copia fisica.

Share:

05/12/16

Recensione: Il Distacco – I 17 lati

 

Recensione a cura di Edoardo Vaderi


Quando il passato ritorna, conviene farci i conti per evitare di soccombere senza combattere. A maggior ragione se si tratta di un passato non lontano, come nel caso dei varesini Il Distacco e del loro notevole ep d'esordio I 17 lati.

La piena epoca grunge statunitense torna a sconvolgere le esistenze soniche grazie a cinque brani di pregevole fattura e dichiarato interesse non solo verso il genere ma anche verso ciò che esso rappresentò per intere generazioni.

Davide Di Pierro (chitarra), Nicholas Donno (voce e chitarra), Mack Danny (batteria) e Jacopo Di Pierro (basso) propongono un sound che si rifà alla nota miscellanea tra hard rock, blues e punk che segnò una fugace e intensa epoca, ma incrementano la dose a suon di noise, psichedelìa e post rock nel tentativo di oltrepassare un orizzonte di intenzioni mai veramente lontano. In più, i cinque brani sfruttano bene la lingua italiana per rafforzare proprio il riferimento generazionale insito in un duro coefficiente esistenzialista.

Se il trampolino di lancio resta quello legato ad una concezione di blues e hard rock trasandato e dimesso (Karma), la sostanza prende forma in dualismi sonici ed emotivi (Odio e amo), pulsioni irrefrenabili (Afrodite) e aperture concettuali (Lanterne magiche) in sintonia con ruvide diabolicità strutturate (La pace dei sensi).

Le basi per un divenire ci sono. Si attende una conferma su vasta scala.

Tracklist:

1.Karma
2.Odio e Amo
3.Afrodite
4.Lanterne Cinesi
5.La Pace dei Sensi


Soundcloud

Facebook

Share:

03/12/16

Blaze Bayley: Crazy Christmas

Il mitico Blaze Bayley sembra si sia preso di invidia: ha visto la classifica della top 10 canzoni natalizie di Given to rock e vedendo Paul Di Anno alla posizione numero dieci ha fatto in fretta e in furia una canzone natalizia pure lui. Guardatelo quanto è adorabilmente tamarro nel video di questa Crazy Christmas, specialmente quando gira con la moto vestito da Babbo Natale.

Per il resto, canzoncina molto carina e video semplice e simpatico, grande Blaze! C'è anche un break centrale che ricorda pure lo stile Iron Maiden, con i suoi ohh ohh ohhh ohhh. Comunque potevano dire al bassista di fare un paio di espressioni facciali, sembra incazzato nero. Buone feste anche a lui.Enjoy!

Share:

01/12/16

Top 10: Canzoni natalizie

E' la volta di dare un'occhiate a delle canzoni natalizie, celebri o meno celebri che siano. Ovviamente sono prese in considerazione solo quelle che in qualche modo, hanno a che fare con il rock (beh, grosso modo...). Cominciamo


10) Paul Di’Anno – Another Rock n’ Roll Christmas
Bella canzone di Paul Di Anno, che poi non é altro che una cover di tale Gary Glitter. Bella interpretazione del primo mitico cantante dei Maiden. Mamma mia quanto é brutta e tamarra la grafica di questo video. l'avrá fatta Paul in persona?



9) U2 - It's Christmas
Bono, con voce suadente, chiede alla sua amata di tornare a casa. Non so voi, ma io ci vedo qualcosa di vagamente minaccioso. Inoltre The Edge non usa il delay e tutto ció é molto strano.



8) Blink-182 - Won't Be Home For Christmas
Beh, in realtá é una canzone poco natalizia: i Blink 182 che ci dicono che non sopportano il natale e che quindi non li troverete a casa a fare festa. Ne prendiamo atto.



7) Pearl Jam – Santa God
Canzone non troppo popolare e che é stata resa disponibile solamente per il fan club nel 2007. Peró adoro i Pearl Jam, se potessi li metterei in ogni top 10 di questo sito (cosa che effettivamente faccio).



6) Ramones Merry Christmas (I don't want to fight tonight)
Anche i fratelli Ramone, a modo loro, vogliono celebrare il natale dicendo che non vogliono litigare, proprio questa notte. Domani si, ma oggi no.


5) Twisted Sister – Heavy metal Christmas
Mamma mia come sono brutti i Twisted Sister. A parte quello, canzone divertentissima. Grandi Dee Snider e soci che sembrano spassarsela beatamente.


4) Queen – Thank God it’s Christmas
La suadente voce di Freddie Mercury ci ricorda che é Natale. Bella canzone registrata durante il periodo di The works, nel 1984. Sarebbe potuta essere ben piú di una canzone di Natale, a mio avviso.



3) Band Aid - Do they know it's Christmas? 
Sará un po' banale ma guardate che razza di cantanti ci sono...Sting, Simon Le Bon, Paul Young, Bono, Midge Ure e anche quel soggettone di Boy George nell'anteprima. E' stata ripresa in tempi relativamente piú recenti ma preferisco sempre l'originale. Giustifico la presenza in questa classifica rock grazie a Phil Collins alla batteria. Va bene?



2) The Darkness – Christmas Time (Don’t let the bells end)
Come non mettere questi fusi di testa in classifica? Non sono carini con tutti quei pellicciotti davanti al caminetto? Bassista idolo incontrastato.
 


1) John Lennon - Happy Xmas (War Is Over)
Forse la canzone piú celebre di Natale. Il mitico John Lennon prova, come al solito, a buttarci dentro un messaggio sociale contro la guerra. Triste vedere come passano i tempi ma non cambia mai nulla.

Share: