23/02/17

Recensione: Blackfield - Blackfield V (2017)


Ritornano i Blackfield di Steven Wilson (Porcupine tree) e di Aviv Geffen che ritornano sul mercato con questo "V", quinto capitolo che succede al quarto del 2013. Metto subito il chiaro che non sono un fan della band (chiamarlo "progetto" dopo 5 album é decisamente riduttivo) ma avevo apprezzato il primo album e soprattutto il secondo, secondo me una vera gemma per classe e semplicitá. Il terzo e quarto avevano visto Steven Wilson allontanarsi leggermente per vari impegni e far condurre la baracca ad Aviv Geffen, con un risultato inferiore alle aspettative e che ben pochi hanno apprezzato.

Questo quinto capitolo vede invece di nuovo protagonista Wilson e fortunatamente la musica proposta ricorda da vicino le atmosfere degli esordi, discostandosi dagli ultimi due capitoli decisamente sottotono.
 
Di questo V apprezzo peró la forma e il ritorno alle origini ma non troppo il contenuto, secondo me nettamente inferiore a quanto proposto diversi anni fa. Snocciolando (si puó dire?) un po' il disco: ci sono certamente delle ottime tracce, penso a Family man o How was your ride che sarebbero potute comparire benissimo nei primi due dischi, ma per quanto mi riguarda non ho trovato tutto il contenuto all'altezza e con lo scorrere dei minuti subentra un po' di noia.
Sorrys, Life is an ocean e October per esempio, pur non essendo pezzi malvagi sembrano durare molto di piú dei 3 minuti dichiarati. Cosí come é altalenante la pinkfloydiana The jackal, che peró é impreziosita da un ottimo assolo sul finale. Fresca e scorrevole invece Lately, mentre forse un po' inconcludente la strumentale Salt Water che suona piú come un outro di un brano che un brano vero e proprio: avendo le stesse sonoritá delle altre proposte non si sentiva il bisogno di una strumentale di due minuti e mezzo. Buone anche We'll never be apart e Undercover heart mentre assolutamente snervante Lonely soul, che si merita la palma di skip track dell'album con le sue litanie ripetute all'infinito. Una delle canzoni migliori in assoluto é invece la conclusiva From 44 to 48 dove Wilson ripercorre la sua vita in base al periodo e alle etá in questione.

V é un disco sicuramente realizzato con tanta classe (figura tra i crediti anche un certo Alan Parson) il cui contenuto secondo me non é tutto all'altezza della situazione e dopo le prime ottime tracce iniziali si comincia a sonnecchiare un po'.
Merita comunque sicuramente un ascolto, magari lo trovate eccellente come tutti e sono solo io troppo schizzinoso...

Voto 62/100

Top tracks: Family Man, How was your ride?, From 44 to 48
Skip track: Lonely soul

Tracklist:

1. A Drop in the Ocean
2. Family Man
3. How Was Your Ride?
4. We'll Never Be Apart
5. Sorrys
6. Life is an Ocean
7. Lately
8. October
9. The Jackal
10. Salt Water
11. Undercover Heart
12. Lonely Soul
13. From 44 to 48

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21/02/17

Un ragazzino salta la scuola per vedere Bruce Springsteen e finisce a suonare con lui

Che belle storie che regala il "boss" Bruce Springsteen dal vivo...
La storia di oggi è quella di un ragazzino, Nathan Testa, presente nelle primissime file del concerto di Brisbane - Australia. Il giovane fan alza un cartello dove c'è scritto che ha saltato la scuola per andare al concerto e chiede di poter suonare la canzone "growin' up" con Bruce. Beh, potete già vedere dall'anteprima che ce l'ha fatta, pure con buoni risultati. Bravissimo Nathan e grande Boss che regala sempre stupendi attimi di improvvisazione come questo, a metà canzone gli dà pure qualche consiglio su alcune pose rock.

Godetevi il bel video (amatoriale, purtroppo, ma di qualità decente)

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20/02/17

Dentro le canzoni: Pearl Jam - Dissident

Dissident è una vecchia canzone dei Pearl Jam, per l'esattezza la quinta traccia del secondo disco, VS, del lontano 1993. È una di quelle canzoni che ho sempre adorato, una di quelle che fanno parte della categoria: "amore a primo ascolto". 1993? Oh, come passa il tempo...

L'inizio è come il vento fra i capelli: quando parte il riff la sensazione che mi da è proprio quella. Getto istintivamente indietro la testa come se fossi in moto in una giornata afosa. L'arpeggio deciso ma al contempo molto gentile nell'altoparlante sinistro è, dopo l'efficacissimo riff iniziale di Mike McReady, forse il punto che preferisco della canzone. Quei momenti in musica in cui tutto si fonde alla perfezione. La voce di Eddie Vedder è la classica ciliegina sulla torta che completa il tutto.

Ho fatto la mia conoscenza con questa canzone per la prima volta grazie al DVD live Touring band (che mi ha aperto definitivamente le porte ai Pearl Jam). Bum, appena parte il riff rimango immediatamente folgorato e ogni singola volta faccia partire questa canzone la sensazione è grosso modo la stessa: vento fra i capelli. In genere preferisco le canzoni dei Pearl Jam eseguite dal vivo, per quanto riguarda Dissident sono completamente neutro, entrambe le versioni mi danno le stesse emozioni, cosa comunque strana perché sono uno dei pochi al mondo a non amare la produzione di VS.

Il testo ha un qualcosa di politico, ma questo è facilmente intuibile sin dal titolo. È la storia di un dissidente che si rifugia a casa di una donna. In realtà non so se riferisca ad un fatto storico in particolare (ma credo non lo sappia nessuno), se doveste saperlo magari prendetevi la briga di lasciare un commento per informarmi, ve ne sarò grato. 
Nella permanenza del "rifugiato" c'è anche il tempo per un "holy no" cioè il rifiuto della donna a delle avances. C'è anche un'altra frase che mi piace molto: "escape is never the safest path". Non so se sono perfettamente d'accordo con quest'ultima a dire il vero (anche Eddie, mi pare di ricordare, in qualche occasione live abbia aggiunto "run anyway" al termine della stessa) ma è una frase che mi ha sempre colpito. 

Il finale con il doppio cantato chitarra/voce è perfetto. Ve la lascio gustare da un live at reading di una decina di anni fa, forse una versione anche migliore di quella citata del Touring band, peccato che il riff iniziale non sia molto enfatizzato da un volume abbastanza basso. Enjoy.


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17/02/17

Recensione: Dorom Dazed - Shameless


Recensione a cura di "Stick"

"Shameless" è l'album di debutto di Tiziano Piu che insieme a Federico Diana danno vita al progetto Dorom Dazed.
Dopo la presentazione ufficiale dell'album avvenuta al Fabrik di Catania, si unisce al progetto il chitarrista Mario Inghes che darà manforte alla causa della band. Shameless è un EP che si articola di quattro tracce dal ritmo crescente. It's Not Me apre il viaggio i cui colori scuri delle chitarre scaldano l'ambiente che si presenta ancora più rovente con l'ingresso della voce aggressiva quasi scream. I Promise di cui è stato realizzato il prio video ufficiale, si tiene sempre su auree darkeggianti ma con uno spiraglio più melodico, causa l'uso di una chitarra pulità che si alterna a riff di chitarra più sporchi. I Dorom Dazed, pubblicano un secondo video sulla terza traccia di questo debutto che fino ad ora non dispiace per niente. Stiamo parlando di Distorted Dream, dove suoni distorti e danno sostegno ad una linea vocale decisamente marcia nel buon senso della parola.
"Shameless" si chiude con "It Will Never Die", atmosfere tetre che sembrano il tema ricorrente di questo progetto, vengono esaltate da una linea ritmica semplicemente efficace.

Un debutto per questa band niente male anche se ci riserviamo di ascoltare il prossimo lavoro nelle vesti di un Full lenght con un pizzico di originalità in iù che non guasta mai. Le idee sono buone e l'intesa è perfetta, non rimane che attendere.

(Ghost Label Record/Crashsound Distro)

Tracklist
01 - It's Not Me
02 - I Promise
 03 - Distorted Dream
04 - It Will Never Die

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16/02/17

La scheda - Nuclear aggressor


Breve descrizione/bio della band:
I Nuclear Aggressor nascono nel marzo 2010. Nel giugno 2010 esce il primo demo "Violent Thrashing Rage". A dicembre dello stesso anno i N.A. registrano e pubblicano l'EP "Human Pulverizer" (autoprodotto). Nel 2012 vengono pubblicati due split, "Blasphemic Aggressor" e "Osterreichisches KustenThrash", raccolti poi nella compilation “Raw, Fast and Brutal” (Suicide Records - Chile). Alla fine dello stesso anno i N.A. sono nuovamente in studio per registrare il primo album "Condemned To Rot" (Punishment 18 Records), pubblicato nel Settembre 2013. A fine 2015 i N.A. registrano il loro secondo full-length, "Slow Dismemberment", uscito il 26 settembre 2016, sempre per Punishment 18 Records.

Genere musicale:
Brutal thrash metal

Line-up attuale:
H. - voce,
Fabio - chitarra,
Sioba - basso,
Luka - batteria

Album/EP/Demo all'attivo:

Influenze:
Inizialmente Sodom, Kreator. Successivamente anche Impaled Nazarene, Darkthrone, Cannibal Corpse, Morbid Saint, Demolition Hammer.

Di cosa parlano i vostri testi:
Inizialmente di orrore, guerra, oscurità, storie criminali. Successivamente di nichilismo, società attuale, disagio, esperienze personali.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Total War Fest 2015, Ungheria.

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio: 
La cosa più divertente è il fatto che non ci capitano mai cose divertenti on-stage, solo colpi di sfortuna incredibili, ai quali rispondiamo sempre scatenando la violenza più pura sul palco. (H.)

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Akercocke, “Words That Go Unspokem, Deeds That Go Undone”; Torke, “Torke”; Impaled Nazarene, “Latex Cult”; Morbid Saint, “Spectrum Of Death”; Gorgoroth, “Antichrist”; Frangar, “Bulloni Granate Bastoni”; The Monolith Deathcult, “Triumvirate”; Asphyx, “The Rack”. (H.)

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Akercocke, “Words That Go Unspokem, Deeds That Go Undone” (H.)

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchere:
Fenriz (H.)

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Roberta Gemma.
Contatti (sito e/o social media)  
www.facebook.com/nuclearaggressor  
www.reverbnation.com/nuclearaggressor 
rawfastandbrutal.bandcamp.com 
https://claireairchinskymanagement.com/

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13/02/17

Metallica e Lady GaGa - Moth into flame (video)

Mentre in Italia spopola una canzone che ha nel suo punto di forza un gorilla che balla, da altre parti, esattamente a Los Angeles, si è tenuto un meraviglioso quanto insolito duetto tra i Metallica e Lady GaGa.

L'occasione era quella dei Grammy awards e la cantante pop ha raggiunto sul palco James Hetfield e soci per dare vita ad una splendida Moth into flame, singolo dell'ultimo Hardwired to self destruct. Certo, probabilmente dei balletti ne avremmo fatto volentieri a meno e il microfono non funzionante di James ha provato a rovinare tutto ma il duetto è stato a mio avviso devastante per energia. Impeccabile Lady GaGa che si è calata in una veste non sua e che sembrava perfettamente a proprio agio. Godetevi l'esibizione.
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12/02/17

Videorecensione: Eddie Vedder - Into the wild

Spero non vediate la stessa anteprima che vedo io: me medesimo con la bocca aperta ed Eddie Vedder che mi guarda con uno sguardo a metà tra il truce e metà tra: "ma che cazzo sta dicendo, questo?"

Vabbè, qui sotto non troverete altro che alcune parole sul primo disco solista di Eddie Vedder, Into the wild, colonna sonora dell'omonimo film diretto da Sean Penn.

Buona visione (si fa per dire...)


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10/02/17

Blaze Bayley - Endure and Survive (Official Video)

Beccatevi il videoclip nuovo di zecca di Endure And Survive, title track del nuovo album di Blaze Bayley che uscirá il prossimo 3 marzo e che sará il nono della sua carriera solista. Scriveró sicuramente una recensione sull'album, quindi restate sintonizzati su Given to rock!

Volete sapere cosa penso del video qui sotto?
La canzone non mi dispiace affatto e sembra registrata con suoni piú efficaci rispetto a quanto ascoltato nel primo capitolo, uscito lo scorso anno. Rimango quindi abbastanza speranzoso per ascoltare un buon album. Il video é peró abbastanza imbarazzante, mi dispiace Blaze... (che tra le altre cose non é nuovo a video tremendi, anzi, ha fatto pure di peggio... cliccate qui se avete il coraggio).
Vengo e mi spiego: il tutto girato in uno studio con un budget veramente, ma veramente basso, il batterista sembra che stia suonando ad una serata jazz, il bassista in alcune inquadrature é un clone di Steve Harris: stesso basso, stessa posa, stesso modo di suonare e pure il polsino! Non so, prendete il momento a 2.42: La somiglianza é imbarazzante e non fa molto onore a Blaze che con Steve ha suonato diversi anni. Dulcis in fundo le 2 magnifiche attrici. Che cosa rappresentano esattamente in questo video? Io non l'ho capito, sará che sono espressive come due comodini, ma non penso sia neanche tutta colpa loro. Boh guardatevi il video e fatevi la propria idea.

Blaze, smettila di fare videoclip che é meglio!


Mentre che sono qui vi butto la tracklist, dai...

01. Endure And Survive
02. Escape Velocity
03. Blood
04. Eating Lies
05. Destroyer
06. Dawn Of The Dead Son
07. Remember
08. Fight Back
09. The World Is Turning The Wrong Way
10. Together We Can Move The Sun
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09/02/17

Somiglianze: Tiziano ferro vs Rolling stones

Questa è arrivata su pronta segnalazione di @andrej201582 su Twitter (come??? Non seguite Given to rock su Twitter? ).
Le canzoni Streets of love dei Rolling Stones e Potremmo ritornare di Tiziano Ferro non c'entrano nulla (per fortuna) l'una con l'altra ma una cosa hanno in comune: l'inizio della canzone, che è praticamente identico. Vi sfido a riconoscerle, sul serio. Per fortuna c'è il "hi-hat" di Charlie Watts a farci capire quale sia quella della band inglese. Pazzesco, comunque. 

Dategli un ascolto.

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07/02/17

La scheda - Irreverence

- Breve descrizione/bio della band:
Fondati nel 1995, gli IRREVERENCE sono dediti a un thrash/death di stampo europeo. Lo stile proposto ha come influenza principale il thrash metal di scuola tedesca di band come Sodom e Kreator, con una strizzata d’occhio alla scena americana con Exodus, Slayer e Death. Il risultato finale può essere descritto come un groovy thrash, veloce, pesante, con una sezione ritmica dinamica e potente, ma con un approccio al genere contemporaneo.

- Genere musicale:
Thrash/Death metal

- Line-up attuale:
Riccardo Paioro - Vox & Gtr
Eros Melis - Lead Gtr
Stefano Trulla - Bass Gtr
Davide Firinu - Drums

- Album/EP/Demo all'attivo:
Demo 1998 (CD - 1998 - Self-production)
Demo 1999 (CD - 1999 - Self-production)
Totally Negative Thoughts (CD - 2000 - Stonehenge Records)
Target: Hate ( EP - 2003 - Self-production)
War Was Won (CD - 2005 - On Dead Sound Records)
Into Battle Since 1995 (Best Of - 2007 – Maltkross Unity)
Best Case Scenario: 25 Years In Beer (TRIBUTE TO TANKARD) (2007 - AFM Records)
Upon These Ashes (CD - 2010 - Noisehead Records)
Shreds Of Humanity (CD - 2014 - Nadir Music)
Raise Chaos – Live In Milan (CD - 2016 – STF Records)


- Influenze:
Kreator, Sodom, Slayer e Death

Di cosa parlano i vostri testi:
RICKY: Le tematiche principali dei testi sono legate al sociale, alla nostra visione della società odierna e dei meccanismi che la regolano, a prescindere dalla volontà o meno dell’essere umano di considerarle proprie. In sintesi sono vere e proprie denuncie sociali.

- L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Lo show del ventesimo anniversario

- Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
RICKY: In vent’anni di carriera di aneddoti ce ne sarebbero tantissimi, troppi. Un volta partimmo per due show al Sud (Isernia e Napoli). Partimmo con una sola macchina stracarica di tutta la nostra strumentazione e noi tre (per quelle due date fummo un trio). In quella occasione ci fermammo a Roma per riposarci dal viaggio e mangiare qualcosa. Mentre parcheggiavo l’allora bassista Mauro e Davide furono scambiati per due irriducibili di Halloween (appena passato) a causa del loro aspetto, nonostante abbiamo cercato di spiegar le loro ragioni non ci fu verso,e furono costretti a stare al gioco e commentare la loro “maschera”.

- I vostri dischi preferiti in assoluto:
RICKY:
MOTORHEAD – “Motorizer”
SODOM – “Code Red”
EXODUS – “Tempo Of The Damned”
KREATOR – “Cause For Conflict”
OVERKILL – “W.F.O.”

- Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
RICKY: Sono sicuro di non essere l’unico ad apprezzarlo, ma siamo talmente pochi che è come se fosse così. “Projections” degli WORT, band emiliana purtroppo (come spesso accade in Italia) non considerata proprio perchè italiana. Un disco davvero fantastico.

- Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchere:
RICKY: Un sogno impossibile da realizzare, ormai: Lemmy Kilmster.

- Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Niente di trascendentale: una doccia calda, birra e cibo degno di essere chiamato tale. Al “resto” ci pensiamo noi.

- Contatti
www.irreverence.it
www.facebook.com/irreverenceband
www.twitter.com/irreverenceband
https://plus.google.com/u/0/+irreverenceband
www.reverbnation.com/irreverence
www.youtube.com/user/irreverenceband
https://soundcloud.com/irreverenceband


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05/02/17

Recensione: Black sabbath - The ultimate collection (2017)



Un'altra raccolta dei Black sabbath, ma veramente??? A quota quante siamo... 117? Ci sono più raccolte che album da studio, ormai. A me queste operazioni commerciali fanno davvero pietà... approfittare del nome e del collezionismo sfrenato di alcuni per pubblicare in una nuova uscita discografica le "solite" canzoni del periodo Ozzy, sfruttando la nuova grafica del (presumibilmente) ultimo tour per fare un po' di chiamo. Onestamente, ci sono più greatest hits del primo periodo dei Sabbath (quello preso in questione da questa The ultimate collection) che dischi veri e propri.

Mi avrete già capito, spero. Nulla da obiettare su molti di questi capolavori che trovate nella tracklist di sotto, i Black Sabbath sono stati fondamentali per la storia dell' heavy metal e parecchi loro brani saranno ricordati nelle generazioni a venire. Molto da obiettare, invece, sul fatto che questi pezzi sono già presenti in un'altra 20ina di greatest hits. Niente inediti, niente versioni live, solo le canzoni dei Black sabbath con Ozzy, fino alla fine degli anni 70. "Dettaglio" tra le altre cose neanche citato, cosa che mi fa incazzare anche di più perchè se parliamo della "ultimate" collection certi capolavori come Heaven & Hell (e tantissimi altri con Ronnie James Dio alla voce) non possono certo essere esclusi dalla tracklist.

A volte un po' di dignità (commerciale) non guasterebbe. Chiudo qui perchè non so cosa altro aggiungere.


Tracklist:

Paranoid
Never Say Die
Iron Man
Black Sabbath
Children Of The Grave
Fairies Wear Boots
Changes
Rat Salad
Sweet Leaf
War Pigs
Sabbath Bloody Sabbath
Hole In The Sky
Symptom Of The Universe
Spiral Architect
Rock 'n' Roll Doctor
Dirty Women
Evil Woman, Don't Play Your Games With Me
A Hard Road
Lord Of This World
Into The Void
Behind The Wall Of Sleep
Snowblind
Tomorrow's Dream
The Wizard
N.I.B.
Electric Funeral
Embryo
Killing Yourself To Live
Am I Going Insane?
Wicked World
It's Alright

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03/02/17

Recensione: Accept - Restless and Live (2017)


"A dose of metal you need" diceva Dave Mustaine tantissimi anni fa in Rattlehead. Beh, se volete una bella "botta" di metal ignorante (nel senso buono del termine), Restless and Live - il nuovo live album degli Accept - é perfetto per lo scopo.
L' album é composto da varie registrazioni live del 2015 quando la band era in tour a supporto dell'ultimo album Blind Rage, disco che avevo recensito entuasisticamente qualche tempo fa (clicca qui per leggere la recensione).
Questo live é esattamente quello che vi aspettate se conoscete la band: un heavy metal classico e senza fronzoli con un sacco di materiale preso dalla vasta discografia dei tedeschi. Se guardate la tracklist sotto capirete che la musica sará bella che abbondante e ce ne sará per tutti i gusti: 27 tracce per 2 h e 25 di musica.
Di nuovo, se conoscete gli Accept sapete che grosse sorprese non ce ne sono: il non piú nuovo Mike Tornillo & soci macineranno musica per tutta la durata di questo live, con poche variazioni sul tema. Ci sono tante (per la mia gioia) canzoni dall'ultima fatica discografica Blind Rage: il live comincia proprio con l'opener Stampede, poi pezzi dal recente passato come Stalingrad e Teutonic terror, qualcuno dal periodo di "mezzo" come Bulletproof e tanti altri classici del primo periodo come Flash rockin man (che sembra abbia "ispirato" gli Iron maiden di 2 minutes to midnight), Metal heart (con annessa un pezzo di Per Elisa di Mozart), Starlight, l'immancabile Fast as a shark e la conclusiva Balls to the walls. Le chitarre di Wolf Hoffmann sono sempre ispirate e gustose da sentire e a livello di suono (ma anche tecnico) non ho nessunissimo appunto da fare, tutto suona bene, potente e al posto giusto.

Se siete un fan degli Accept non potrete non gioire per cosí tanta abbondanza. Nel caso non lo foste, potreste utilizzare questo Restless and live per approfondire un po' il catalogo della band. Non mi ritengo un grande fan della band, ma ho ascoltato (e continuo a farlo) questo Restless and live con estremo piacere, mi ha fatto conoscere qualche canzone che non conoscevo e mi ha dato una bella "dose of metal I need". Acquisto consigliatissimo.

Tracklist:

CD1
01. Stampede
02. Stalingrad
03. Hellfire
04. London Leatherboys
05. Living For Tonight
06. 200 Years
07. Demons Night
08. Dying Breed
09. Final Journey
10. From The Ashes We Ride
11. Losers And Winners
12. No Shelter
13. Shadow Soldiers
14. Midnight Mover

CD2
01. Starlight
02. Restless And Wild
03. Son Of A Bitch
04. Pandemic
05. Dark Side Of My Heart
06. The Curse
07. Flash Rocking Man
08. Bulletproof
09. Fall Of The Empire
10. Fast As A Shark
11. Metal Heart
12. Teutonic Terror
13. Balls To The Wall

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01/02/17

Ascolti di gennaio 2017

Fra gli ascolti di gennaio 2017 spicca il bellissimo In the passing light of day dei Pain of Salvation e le nuove uscite di Gotthard e Halestorm (trovate tutte le relative recensioni su Given to rock). Non trovate quello dei Gotthard qui sotto perchè ancora su Spotify non c'è (ecco il motivo per cui, come dicevo tempo fa, ho abbandonato Spotify).

Fra gli altri ascolti spicca il disco del sottoscritto, Restless, sia per un minimo di pubblicitá (concedetemelo) sia perchè é stato per forza di cose l'album che ho ascoltato di piú, in quanto in fase di mastering devi riascoltarlo talmente tante volte che ti viene anche un po' la nausea. Poi lo riascolti sulle relative piattaforme per verificare che il tutto sia stato uploadato correttamente etc etc. Quindi concedetemelo, ok?

Vabbé, venendo ad altri dischi: ho voluto provare qualcosa dei Magnum e ho scelto a caso (bene, direi) questo On the 13th day, l'omonimo dei Dream theater e Let there be rock degli Ac/dc che mi hanno accompagnato spesso durante le mie avventure videoludiche. Infine il Greatest hits di Bruce Springsteen e il primo capolavoro dei Flying colors che ho usato spesso come sottofondo a casa (questi rigorosamente in CD). Buon ascolto!

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