30/11/18

Top 10: Metallica

Eccovi, anche in versione video, anche la top 10 dedicata ai Metallica. La scelta é rimasta la stessa rispetto a quella che avevo fatto in versione "scritta" qualche anno fa.

Insomma, beccatevi quelle che sono le mie dieci canzoni preferite dei 4 horsemen e scusate per il solito errore di dimenticanza (questa volta é alla numero 9).

Non mancate di farmi sapere le vostre opinioni, anche se credo che grosso modo (dico grosso modo) le top 10 sui Metallica abbiano scelte abbastanza condivise e obbligate. Mi sbaglio?

29/11/18

Ascolti di novembre

Novembre ricco di uscite e ricco di nuovi ascolti.

Nella lista qui sotto troverete un sacco di roba che ho recensito recentemente, tipo l'ultimo bellissimo live con l'orchestra degli Accept, la mega antologia di Chris Cornell, il discreto ritorno degli Smashing pumpkins, il nuovo disco acustico di Blaze Bayley e anche l'ultima ciof, ehm... fatica dei Muse.

Ho letto recensioni entusiaste del nuovo disco dei Witherfall, a prelude to sorrow e l'ho ascoltato un sacco di volte, ma veramente tante. L'ho trovato veramente interessante sotto un sacco di punti di vista, ma alla fine non mi ha preso. Ma posso capire perché molti pensano sia il disco dell'anno. Gusti, come sempre e come dico sempre.

Poi ho ascoltato molto anche l'ultimo, piú bizzarro del solito, album dei Tenacious D, Post - Apocalypto, e album a caso dal passato di Anneke Van Giersbergen e di John Norum. Non me ne vogliate, ma continuo ad ascoltare A star is born di Lady Gaga e Bradley Cooper.

Voi cosa avete ascoltato?

28/11/18

Le mie cantanti Rock preferite

Oggi volevo parlarvi brevemente di voci femminili nel rock e di quelle che sono le mie preferenze.

Pur apprezzando tantissime cose qui e li, non posso certo dire di essere un fan accanito di come la voce femminile si sposi con le sonoritá Rock. Ci sono delle eccezioni peró, cioè esponenti del gentil sesso (si fa per dire) che mi emozionano un sacco.

Anzi, aspettate. Invece di partire in quarta, faccio prima qualche citazione d'obbligo per voci che apprezzo molto come Janis Joplin, Alanis Morissette, Tina turner, Anastacia, la nostrana Elisa (degli esordi) alle quali aggiungo una Lady Gaga che sto molto rivalutando (quando non canta quelle canzoncine del cavolo, sia chiaro). Ah, tra le altre cose, proprio nel momento in cui scrivo, sto ascoltando un bell'album di Anneke Van giersbergen. Spero la conosciate.

A parte questi nomi ci saranno sicuramente un sacco di cantanti che sto dimenticando, oltre al fatto che ci sono un sacco di altre voci che apprezzo ma che col Rock non c'entrano molto e che quindi non citeró. Ma veniamo a quelle che sono le mie voci femminili preferite in assoluto. 


Beth Hart
Il timbro e i vibrati di questa cantante statunitense mi fanno impazzire. La stessa cosa non posso dire, purtroppo, di tutto il suo materiale (compresa la sua collaborazione con Bonamassa, che apprezzo solo nelle intenzioni ma non nella pratica).
Manco a dirlo, mi piace soprattutto il suo primissimo periodo che é quello prettamente più rock e quello un po piú sbarazzino, ma mi piacciono diverse canzoni nella discografia di Beth, qui e li.

Vi lascio questa splendida As good as it gets, registrata recentemente in quel di Londra. Ascoltate che vibrato particolarissimo che ha Beth, forse la sua caratteristica migliore. Curiositá: ha duettato anche con un certo Slash nella bella Mother Maria, andatevela a cercare.



Skin
Da associarsi strettamente agli Skunk anansie perché da solista non mi è mai piaciuta neanche un po'. Skin è una pantera Rock n' roll che ho apprezzato sin dal primissimo ascolto. Tra l'altro ho avuto modo di vedere gli "skunk" dal vivo due volte (la prima volta una ventina di anni fa, con la band quasi agli esordi) ed entrambe le volte sono piaciuti un sacco, soprattutto grazie a questo animale da palcoscenico.

Una cosa che mi fa impazzire di Skin, infatti, è proprio la sua attitudine rock senza compromessi. Spesso preferisce sacrificare una performance perfetta dal punto di vista canoro in favore dello spettacolo: non si fará pregare di saltare, incitare le folle e persino fare dell'incredibile stage diving. Lunga vita a lei. Vi lascio con quella che secondo me é probabilmente la sua performance migliore in studio.



Lzzy Hale
La vidi poco più che ragazzina dal vivo quando non avevo idea di chi fosse (si esibiva con la sua band Halestorm, ovviamente) e non riuscivo a staccarle gli occhi e soprattutto le orecchie da dosso. Praticamente un Sebastian Bach degli Skid row (per me un mito assoluto) in versione femminile. Appena tornato a casa mi sono precipitato per ascoltarla da disco ed è stata una cocente delusione, non per colpa sua ma della produzione che caratterizza i dischi della sua band.

Vi lascio con questa Love bites presa da un video amatoriale. Ascoltate con attenzione tutta la performance, in particolar modo la parte a circa metá canzone... Ogni commento é superfluo. Non per niente Lzzy ha collaborato con 1000 artisti (uno meglio dell'altro) negli ultimi anni.

27/11/18

Recensione: Accept - Symphonic Terror - Live At Wacken 2017


Grandissimo rispetto per gli instancabili Accept, che ultimamente non si fanno aspettare piú di tanto per nuove pubblicazioni. Questa volta non è un nuovo album da studio, bensì un live con tanto di orchestra, registrato al Wacken dello scorso anno.

Questo Symphonic Terror mi è piaciuto moltissimo, ma se seguite il blog saprete di certo che ho un debole per i live con tanto di orchestra al seguito. In realtà non so se l'orchestra è appropriata al 100 percento per un gruppo e per un materiale come quello gli Accept, ma va benissimo cosí.

Come potete vedere dall'ampia tracklist a fondo pagina, il concerto è diviso in tre parti: la prima dove ci sono solamente gli Accept e con canzoni prese prevalentemente dalla loro ultima produzione, la seconda parte che vede protagonista l'orchestra e il chitarrista Wolf Hoffmann che ricama tessiture metal con l'orchestra alle sue spalle per un repertorio esclusivamente di musica classica. Tranquilli, guardando i titoli sono rimasto confuso pure io, ma sono sicuro conoscerete la maggior parte delle tracce, sono motivi famosissimi. L'ultima parte, invece, è il connubio fra l'orchestra e la band, con stavolta spazio a pezzi più classici degli Accept fra i quali non possono mancare brani come Balls to the walls e Fast as a shark.

Questo live album mi è piaciuto molto per prestazione, registrazione e soprattutto scaletta.
Gli Accept non hanno timore di usare gran parte del loro ultimo materiale (tante le canzoni dal bellissimo Blind rage e dall'ultimo The rise of chaos) e hanno scelto di non andare avanti per sempre con i loro pezzi più vecchi, come fanno molte band della loro generazione. Riguardo la prestazione, abbastanza scontato dire che la band suona molto bene nonostante il territorio leggermente diverso e ancora una volta maiuscola é la prestazione del cantante Mike Tornillo.

Se dovessi scegliere una sola parte del concerto, direi che mi ha impressionato moltissimo la seconda parte, con la band che si fonde perfettamente con l'orchestra. Ascoltare per credere nel player a fondo pagina.

Onore agli Accept e live album consigliatissimo.

Tracklist:

Part 1: Accept
01. Die By The Sword
02. Restless And Wild
03. Koolaid
04. Pandemic
05. Final Journey

Part 2: Headbangers Symphony
06. Night On Bald Mountain
07. Scherzo
08. Romeo And Juliet
09. Pathétique
10. Double Cello Concerto In G Minor
11. Symphony No. 40 In G Minor

Part 3: Accept With Orchestra
12. Princess Of The Dawn
13. Stalingrad
14. Dark Side Of My Heart
15. Breaker
16. Shadow Soldiers
17. Dying Breed
18. Fast As A Shark
19. Metal Heart
20. Teutonic Terror
21. Balls To The Wall

 

23/11/18

L'angolo brutale: Immortal

A cura di Simone Riccobono

Gli "Immortal", chi non ha mai sentito nominare almeno una volta il nome di questa band fondamentale per il black metal, formatasi nel 1990.

Impossibile non notare il carisma, il modo di apparire, ma soprattutto la simpatia e la goffaggine del cantante chitarrista, nome d'arte "Abbath", recentemente cascato a terra come una pera cotta mentre correva per raggiungere il palco, con la chitarra in mano e invogliato dal pubblico, con tanto di applausi da parte dei suoi fan. Vi invito a vedere i suoi momenti più divertenti, davvero comici. Possiamo anche affermare che ė uno di quei pochi artisti in campo estremo a non mostrarsi duro o spaccone, infatti gli Immortal sono un gruppo con tematiche assolutamente sobrie: i testi parlano di mitologia, sagre, e storia delle terre Norvegesi.

Tornando alla musica oggi voglio parlarvi di uno dei migliori album che "Abbath" e company abbiano partorito, ovvero: "Sons Of Northern Darkness" uscito nel 2002, primo album sotto contratto con la famosa etichetta "Nuclear Blast"  ed eletto come uno dei migliori album della band Scandinava.. Per alcuni un lavoro assolutamente fondamentale per il black metal.

Io mi sento di mettermi dalla parte di chi lo elogia, dopo essere stato travolto dalla potenza glaciale di "One By One". Da quel momento, poche sono le possibilità che il disco sia una ciofeca: ritmi freddi, ossessivi e pesanti, cambi di tempo, stacchi di batteria molto evidenti di doppia cassa, veramente impossibile stare fermi.

Al minuto tre e mezzo entra in scena quel riff Thrash Metal/Black... Vi invito a non scapocciare, ma attenzione alla vostra clavicola, andateci piano... Per non parlare della schiena, perché la forza di questo brano la fa da padrona, cercate di controllarvi.

Buon ascolto.

22/11/18

Primo ascolto: Queensryche - Man the Machine

Foto di anteprima incredibile per questa nuova canzone dei Queensryche, Man the machine, che anticipa l'album che uscirá niente meno che a marzo 2019 (niente fretta, eh...)

Primo ascolto piú interlocutorio del solito in quanto pensavo di fare il mio solito monologo su quanto sia sbagliato scopiazzare qualcun altro, invece mi sono ritrovato un po' spiazzato (da qui probabilmente la mia espressione allucinante)

Vabbé, beccatevi il primo ascolto di questa Man the machine.

   

20/11/18

Recensione: Smashing Pumpkins - Shiny And Oh So Bright, Vol. 1 / LP: No Past. No Future. No Sun. (2018)


Ritorno sulle scene per i riuniti Smashing Pumpkins (ad eccezione della bassista D'arcy, fra mille polemiche) che ritornano sul mercato con questo disco dal titolo lunghissimo. Siete pronti? Si chiama Shiny And Oh So Bright, Vol. 1 / LP: No Past. No Future. No Sun. Come avete letto (forse) é il volume uno, il secondo volume potrebbe vedere la luce nel 2019.

Ok, ma come suona questo ritorno di Billy Corgan e soci?

Innanzitutto il disco ha un minutaggio che mi piace (di poco superiore ai 30 minuti) e solamente 8 brani, come si faceva un tempo. Poi, secondo me, suona molto coerente in quanto ha molti elementi della vecchia anima degli Smashing, ma in diversi brani notiamo che i nostri non hanno più 30 anni.

Prendiamo l'opener Knights of Malta, per esempio, dove si nota che la band é a proprio agio con delle sonorità più rilassate e mature. Stesso dicasi per With Sympathy o Alienation. E' una cosa che mi é sempre piaciuta, perché vuol dire che la band prova ad essere coerente con se stessa non provando a tutti i costi a ripetere la vecchia formula che li ha resi famosi.

Ma, come dicevo, c'è anche qualche reminiscenza del passato ed ecco due belle tracce distorte come Solara (vi lascio il video a fondo pagina) e Marchin' on, a mio parere le canzoni migliori del disco dove, tra le altre cose, Jimmy Chamberlin fa un lavoro eccezionale alla batteria. Billy Corgan é grosso modo sempre lo stesso, il suo timbro inconfondibile non é cambiato di una virgola e la sua voce suona come quella dei tempi d'oro.

Shiny And Oh So Bright, Vol. 1 / LP: No Past. No Future. No Sun. (ho fatto copia/incolla, ovviamente) é sicuramente di gradevole ascolto, molto scorrevole e con atmosfere molto diverse al suo interno. Di contro, qualche traccia non é proprio irresistibile e il disco molto probabilmente non passerá alla storia. Per quanto mi riguarda lo sto ascoltando con piacere nonostante tutto, in quest'ultimo periodo. Dategli una chance e fatevi la vostra idea.

Voto 63/100

Top tracks: Solara, Marchin' on

Tracklist:
01. Knights Of Malta
02. Silvery Sometimes (Ghosts)
03. Travels
04. Solara
05. Alienation
06. Marchin' On
07. With Sympathy
08. Seek and You Shall Destroy

19/11/18

Recensione: Blaze Bayley - December Wind (2018)


Un po' inaspettato questo December wind di Blaze Bayley, personaggio che credo stia simpatico un po' a tutto l'universo metal per tante ragioni. Prima di tutto Blaze é uno che si é sempre dimostrato  persona vera, coerente e uno che é sempre andato avanti per la sua strada, nonostante alcune vicende personali e professionali che avrebbero abbattuto chiunque: prima la cacciata dalla heavy metal piú popolare del pianeta (nonostante un discreto primo periodo) e poi la tremenda scomparsa della moglie/manager.

Dopo la sua ultima gradevolissima trilogia (che trovate recensita su queste pagine), Blaze ci propone un disco acustico realizzato insieme al chitarrista Thomas Zwijsen. I due ci propongono dei nuovi pezzi realizzati con chitarra e voce e la rielabolazione di 2AM presa da The X factor degli Iron Maiden. 

December wind é un disco da ascoltare a cuor leggero, con un'ineccepibile chitarra classica suonata da Thomas. Il  disco intero, peró, a mio parere avrebbe necessitato di qualche ulteriore strumento qui e li (a parte qualche violino presente), soprattutto perché le canzoni non sembrano avere uno spirito acustico ma sembrano piuttosto delle canzoni full band arrangiate con un solo strumento, o perlomeno, questa é la sensazione che mi hanno dato. Il disco contiene anche diverse bonus tracks provenienti dall'EP Russian Holiday registrato qualche anno fa, tra le quali spicca la famosissima Sign of the cross dei Maiden (vedere la tracklist a fondo pagina per tutti i dettagli).

La prestazione di Blaze é ottima, nonostante il volume della sua voce sia in diversi frangenti troppo alto, ma oramai ci sono abituato, dato che é cosí in praticamente ogni disco. Ah, quasi dimenticavo, anche la copertina é un po' cosí, anche qui, come quasi tutte quelle di Blaze.

Non so se consigliarvi questo disco: December wind merita sicuramente un ascolto, ma francamente non so se ci ritornerete.

Voto 60/100

Top tracks: Eye of the storm, December Wind, We Fell From the Sky

Tracklist:
1. Eye Of The Storm
2. Love Will Conquer All
3. 2AM
4. Miracle On The Hudson
5. December Wind
6. We Fell From The Sky
7. The Crimson Tide
8. The Love Of Your Life
9. Stealing Time (Bonus Track)
10. Russian Holiday (Bonus Track)
11. Soundtrack Of My Life (Bonus Track)
12. One More Step (Bonus Track)
13. Sign Of The Cross (Bonus Track)

16/11/18

Recensione: Chris Cornell (2018)


Accipicchia se é una bella raccolta/antologia, questa! 
Intitolata solamente "Chris Cornell", é una perfetta retrospettiva su quanto fatto in carriera da quella che é stata una delle piú belle voci rock/grunge della nostra generazione. 
Il tutto in ordine cronologico, come piace a me: nel primo disco troviamo infatti le prime produzioni dei Soundgarden (un po' acerbe, a mio parere) e da lí successivamente quanto fatto in carriera da Chris.

Si continua col famoso progetto Temple of the dog e con le splendide Say hello 2 heaven e soprattutto Hunger strike per andare al periodo d'oro dei Soundgarden con pezzi come Outshined, Rusty cage, Spoonman e Black hole sun (forse la canzone piú nota della sua carriera). 
Largo spazio anche alla sua carriera solista (saró impopolare ma forse é il Chris che preferisco, complessivamente. A proposito, dove sta Moonchild???) e al periodo con gli Audioslave, che in realtá non mi ha mai entuasiasmato, a parte Chocise (ovviamente presente). Purtroppo non manca il controverso periodo Scream, a mio parere la cosa nettamente peggiore mai proposta dal buon Chris, ma é anche giusto che sia presente per completezza di informazioni. 

Il disco copre anche le collaborazioni, ed ecco quindi spuntare Promise (dal cd di Slash) e una (discutibile) Whole lotta love dei Led Zeppelin eseguita con Santana. Poi ancora degli estratti del suo live album acustico per poi ritornare all'ultimo periodo, ovvero King animal dei Soundgarden e di nuovo il periodo solista (incluse le colonne sonore di 12 years slave, 13 years e Vynil) chiuso con il bell'inedito When bad does good (che vi avevo giá proposto qualche tempo fa e che vi ripropongo a fine recensione).

L'ultimo CD é dedicato alle performance live, la maggior parte delle quali non erano mai state ufficialmente pubblicate fino a questo momento. Anche qui troviamo perfomance con le varie band di Chris con tracce registrate in un arco temporale che va dal 1992 al 2016. Stupenda, manco a dirlo, Jesus Christ pose con Chris che canta forse la canzone piú difficile della sua carriera e con un Matt Cameron micidiale alla batteria. Presenti, fra le altre, anche le cover Nothing compares 2 U, One (U2, ma con parole diverse), Redemption song, A day in the life e Thank you. 

Descrivere dettagliatamente l'immenso contenuto di questo box é impresa praticamente impossibile, quindi vi lascio l'infinita tracklist a seguire, cosí potete leggerne tutti i dettagli. Stamattina me lo sono sparato tutto in cuffia (nonostante la durata proibitiva) e, se volete il mio parere, era cosí difficile fare meglio di cosí che ne sto fortemente meditando l'acquisto. 

Consigliatissimo, sia se volete farvi una cultura sulla carriera di Chris Cornell, sia se ne siete fan da sempre.

 


Tracklist:

CD1
1. Hunted Down [Soundgarden]
2. Kingdom of Come [Soundgarden]
3. Flower [Soundgarden]
4. All Your Lies [Soundgarden]
5. Loud Love [Soundgarden]
6. Hands All Over [Soundgarden]
7. Say Hello 2 Heaven [Temple of the Dog]
8. Hunger Strike [Temple of the Dog]
9. Outshined [Soundgarden]
10. Rusty Cage [Soundgarden]
11. Seasons
12. Hey Baby (Land Of The New Rising Sun) [M.A.C.C.]
13. Black Hole Sun [Soundgarden]
14. Spoonman [Soundgarden]
15. Dusty [Soundgarden]
16. Burden In My Hand [Soundgarden]

CD2
1. Sunshower
2. Sweet Euphoria
3. Can’t Change Me
4. Like A Stone [Audioslave] 
5. Cochise [Audioslave] 
6. Be Yourself [Audioslave] 
7. Doesn’t Remind Me [Audioslave] 
8. Revelations [Audioslave] 
9. Shape Of Things To Come [Audioslave] 
10. You Know My Name
11. Billie Jean
12. Long Gone (Rock Version)
13. Scream
14. Part Of Me (Steve Aoki Remix)
15. Ave Maria (with Eleven)

CD3
1. Promise [Slash featuring Chris Cornell] 
2. Whole Lotta Love [Santana featuring Chris Cornell] 
3. Call Me A Dog (Live Acoustic)
4. Imagine (Live Acoustic)
5. I Am The Highway (Live Acoustic)
6. The Keeper
7. Been Away Too Long [Soundgarden] 
8. Live To Rise [Soundgarden] 
9. Lies [Gabin with Chris Cornell & Ace] 
10. Misery Chain [with Joy Williams] 
11. Storm [Soundgarden] 
12. Nearly Forgot My Broken Heart
13. Only These Words
14. Our Time In The Universe
15. ’Til The Sun Comes Back Around
16. Stay With Me Baby
17. The Promise
18. When Bad Goes Good (Previously unreleased)

CD 4
1. Into The Void (Sealth) (Live at the Paramount) [Soundgarden] 
2. Mind Riot (Live at the Paramount) [Soundgarden] 
3. Nothing To Say (Live in Seattle) [Soundgarden] 
4. Jesus Christ Pose (Live in Oakland) [Soundgarden] 
5. Show Me How To Live (Live in Cuba) [Audioslave] (Previously unreleased)
6. Wide Awake (Live in Sweden) (Previously unreleased)
7. All Night Thing (Live in Sweden) (Previously unreleased)
8. Nothing Compares 2 U (Live at Sirius XM) (Previously unreleased)
9. One (Live at Beacon Theatre) (Previously unreleased)
10. Reach Down (Live at the Paramount) [Temple of the Dog] (Previously unreleased)
11. Stargazer (Live at the Paramount) [Temple of the Dog] (Previously unreleased)
12. Wild World (Live at Pantages Theatre) [Yusuf/Cat Stevens with Chris Cornell] (Previously unreleased)
13. A Day In The Life (Live at the Royal Albert Hall) (Previously unreleased)
14. Redemption Song (Live at Beacon Theatre) [with Toni Cornell] (Previously unreleased)
15. Thank You (Live in Sweden)

15/11/18

Top 10: Queen

E rieccoci qui con un'altra top 10, stavolta dedicata ai Queen.

Ultimamente, causa l'uscita di Bohemian Rhapsody (il film) ne ho parlato parecchio, forse pure troppo. A proposito, se non avete visto le recensioni, potete rimediare: trovate sia quella del film che della colonna sonora (cliccate sul rispettivo testo colorato, chiamato volgarmente link, per accedervi)

Vabbé, beccatevi quelle che grosso modo sono le mie 10 canzoni preferite della mitica band inglese.
Come al solito, non dimenticate di farmi sapere quali sono le vostre e perdonate, se potete, la mia solita espressione discutibile nell'anteprima del video.

13/11/18

La Scheda: Twenty Four Hours

Di Paolo Lippe - Paolippe, GFDL,

-Genere: 

Rock psichedelico/progressivo/art rock (Trait d'union fra anni '60, '70 & '80 = un Mix di Pop + Psychedelia + Progressive Rock & Post-Punk)

-Line Up attuale:
Antonio Paparelli = chitarre acustiche & elettriche
Paolo Lippe = voce solista, tastiere
Marco Lippe = batteria, cori
Paolo Sorcinelli = basso
Elena Lippe = voce solista & cori

-Album/EP all’attivo:
1991: "THE SMELL OF THE RAINY AIR" (LP tiratura limitata a 500 copie) - Twenty Four Hours Music.
1994: "INTOLERANCE" (CD) - Mellow Records.
1999: "OVAL DREAMS" (CD) - Musea.
2004: "THE SLEEPSELLER" (CD) - TFH Music/Musea.
2016: "LEFT TO LIVE" (CD) - Musea.
2018: "CLOSE LAMB WHITE WALLS" (CD Double) - Musea / Velut Luna.

Ristampe
1999: "THE SMELL OF THE RAINY AIR" (CD, ristampa + 4 bonus tracks) - Mellow Records.
2009: "OVAL DREAMS" (CD, ristampa) - MALS (Russia).
2012: "OVAL DREAMS" (LP, Edizione Audiophile, remix e remaster analogici su nastro) - Velut Luna.
2012: "OVAL DREAMS" (CD Edizione Audiophile, remix e remaster analogici) - 2012, Velut Luna / Audiophile Sound.
2018: "THE SLEEPSELLER" (CD ristampa remix digitale remaster analogico + 1 brano riarrangiato + 2 bonus tracks) - 2018, Velut Luna / Audiophile Sound.

-Influenze: 
King Crimson, Pink Floyd, Genesis, Tuxedomoon, Simple Minds, Cure, Gong, Joy Division, Stranglers, John Coltrane, XTC, Debussy, Ravel e Satie.

-Di cosa parlano i testi:
Marco: di vita vissuta, di esperienze surreali, espresse in modo allegorico, oppure onirico.

Paolo: I nostri testi sono generalmente riflessioni e intuizioni sulle questioni importanti, essenziali della vita. Talora sono autobiografici, anzi lo sono sempre, anche se non è facile accorgersene. Questo fatto può farli apparire un po' artefatti. Ma lasciamo a Elena, la songwriter, i dettagli....

Elena: i temi che affronto nei testi che scrivo in generale trattano tematiche profonde, interrogativi esistenziali e spesso scomodi. Tuttavia, amo portare sempre un messaggio positivo: credo che si possa trasformare le esperienze dolorose in qualcosa di importante per la propria vita, per aiutarci a sentire l’esperienza umana degli altri più vicina a noi... la consapevolezza della propria mortalità è una grande insegnante ("She's Our Sister") in questo senso: dà una giusta misura e prospettiva a tutto. E può insegnarci ad amare, qui e ora, a farci capire che “tutto ciò di cui il mondo ha bisogno è l’Amore”, inteso in senso Universale ("All The World Needs is Love"). Il brano "Urban Sinkhole" invece, tratta della orrenda tendenza, sempre più diffusa, a dividere il mondo tra eletti e miserabili; viviamo in una società sempre più iniqua, e spesso nei testi che scrivo offro un invito a ribellarsi a questo stato delle cose. Ho sentito un grande piacere a scrivere per i TFH, non ho fatto alcuna fatica, anche perché mi hanno lasciato mano libera. "The tale of The Holy Frog" tratta in un modo apparentemente più ironico il tema della responsabilità, personale e sociale, vista come una “rana”, poco “estetica”, forse, ma in fondo necessaria.

-Esibizione live che ricorderete per molto tempo: 
Paolo: Pink Floyd, Tuxedomoon, Simple Minds, Talk Talk

Marco: Tuxedomoon (Teatro Petruzzelli - Bari 1983), Sound (Country Club - Bari 1984), Suicidal Tendencies (Stadio delle Alpi - Torino 1993), Steven Wilson Qualsiasi Live, Gong (Hackney Empire - London 2000), Stan Getz (Teatro Petruzzelli - Bari 1980)

-Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio
Suonammo a Latiano (BR) nell'estate del 1989 e il nostro bassista di allora (Nico Colucci), si sbronzò a causa dell'ottima qualità del vino Primitivo, offertoci dal caro amico che ci aveva invitato a suonare. Ad ogni fine brano, col basso completamente scordato (nonostante i reiterati e vani tentativi di accordare lo strumento), ci supplicava di suonare "The Bastards", l'ultimo brano in scaletta, e di tornare a casa...

-I vostri dischi preferiti in assoluto: 
Paolo: Nursery Cryme, Who's Next, Modern Life is Rubbish, New Gold Dream

Marco: In the Court of the Crimson King (King Crimson), Close to the Edge (Yes), A Love Supreme (John Coltrane), Kind of Blue (Miles Davis), Mingus, Mingus, Mingus, Mingus (Charlie Mingus)
Give Us a Wink (Sweet), From the Lion's Mouth (Sound), Seduction (Danse Society), The Song Remains the Same (Led Zeppelin, Who's Next (Who), Piano Concerto in G Major - "adagio assai" (Ravel)...

-Citatemi un album che pensate essere gli unici al mondo ad apprezzare: 
Paolo: Sulk degli Associates

Marco: Pindrop dei Passage

-Un musicista che vorreste incontrare per farci quattro chiacchiere: 
Paolo: Syd Barrett,

Marco: Steven Wilson

-Cosa chiedereste nel backstage se foste la band più importante del pianeta: 
Paolo: Ostriche rigorosamente italiane + Champagne Laurent Perrier Rose

Marco: groupies innamorate di noi, un letto matrimoniale enorme, dell'ottimo cibo e vino rosso & champagne..

L'angolo brutale: Nuclear assault

A cura di Simone Riccobono

Ecco un grandissimo esempio di come Thrash Metal e Punk possano andare alla grande insieme. Non stiamo parlando di cover, qui stiamo parlando di una band che propone questo miscuglio, una band con le palle fumanti: i "Nuclear Assault" (e già dal nome si intuisce cosa trattano nei loro testi), band non molto conosciuta in ambito metal ma che ha fatto sicuramente cose grandiose!

Vi do una rinfrescata: il progetto vero e proprio nasce dalla mente del bassista Dan Lilker, un musicista che inizió la sua carriera militando nella famosa band Anthrax ancora agli esordi. Allontanato ben presto dalla band, proprio all'uscita del loro primo album del 1984, per il semplice motivo che non sapeva suonare al livello degli altri. Ben presto questo smacco gli fece venire una rabbia da formare, sempre nel 1984, a New York, il progetto "Nuclear Assault". 

Prese in formazione John Connelly alla voce e chitarra, Anthony Bramante alla seconda chitarra e Glenn Evans alla batteria. Siamo nel 1989 e la band fa uscire il loro terzo lavoro che probabilmente ė l'album più conosciuto e apprezzato della loro discografia, quel "Handle With Care" che é un intruglio di Thrash Metal sparato a mille con una forte dose di Punk Metal, e suonato con velocità, tecnica e rabbia. Canzoni veloci e di breve durata con un chiaro messaggio di protesta, con in basso di Dan  talmente oscuro e pesante che sembra veramente una mitraglietta e che sta sopra a ogni strumento. Provare per credere e... chissà se Scott Ian e soci negli Anthrax si stanno mangiando le mani. 

I testi sono scagliati contro una società sbagliata, in questo caso con la canzone Critical Mass (Massa Critica) se la prendono con il genere umano che fa solamente disastri: provoca inquinamenti, boschi distrutti, piogge acide e quant'altro. A noi che della biosfera non ce ne frega una cippa, buttiamo razze nello scarico perché sono inferiori, compresi gli animali, fino a quando non avremo più nulla da distruggere e distruggeremo noi stessi. Abbiamo creato l'inferno in terra! 

Il tutto espresso benissimo dalla voce hardcore di John Connelly. Leggete anche il testo per capire il tutto. 

Voglio lasciare un messaggio: impariamo a non sottovalutare le persone, perché proprio gli altri possono essere capaci di far più di noi... Quanti musicisti e persone comuni sono messe da parte, tantissime.. bisogna lasciargli sempre uno spazio, perché tutti noi possiamo sbagliare alla grande.

12/11/18

Recensione: Pearl jam - Riot act (2002)

Oggi Riot act dei Pearl jam compie 16 anni e volevo parlarne un po' perché per me é un album molto importante. Lo é in quanto era il periodo in cui stavo conoscendo la band (in maniera quasi maniacale, dovrei aggiungere) e conseguentemente aspettavo questo disco con molta impazienza.

Riot act, settimo album in studio della band, é un disco con diverse sfumature politiche in quanto composto in un momento storico molto particolare per gli Stati Uniti, che stanno rimettendo insieme i cocci dopo l'11 settembre (spero non abbia bisogno di spiegarvi cosa é successo in quella data).

Il tono del disco si percepisce fin dal titolo con quel "Riot act" (atto di rivolta) che fa il verso a quello che é il famoso atto patriottico "Patrioct act" firmato contro il terrorismo da Bush.
Ad aggiungersi a questo senso di rabbia e disagio c'é anche la tragedia di Roskilde dove un paio d'anni prima, 9 fan della band sono morti durante il festival, avvenimento che ha turbato e non poco Vedder e compagni: ritroveremo il verso "Lost nine friends we'll never know, two years ago today" in Love boat captain

Ma veniamo alla musica: abbandonati gli esperimenti "binaurali" del precedente disco, i Pearl Jam ritornano a sonoritá piú canoniche e a tratti quasi "Rock classico" di matrice americana e per qualche verso accostabili a quelle del Boss Bruce Springsteen, grande amico ed ispiratore di Eddie.



Dividerei semplicisticamente le canzoni di questo disco in tre categorie: canzoni straordinarie, canzoni cosí cosí ed esperimenti (brutti).
Fanno parte della prima categoria pezzi che sono tutt'ora fra i miei preferiti della band come la punkettona Save you, Love boat captain, I am mine (vedi videoclip in alto) e la poeticissima Thumbing my way (All the rusted signs we ignore throughout our lives, choosing the shiny ones instead... Quanto é bella questa frase.).

Fanno parte della seconda pezzi non eccezionali con Cropduster, Bu$hleaguer, Ghost o Get right, mentre, per quanto mi riguarda, fanno parte della terza You are (scritta dal batterista Matt Cameron) e Help help, pezzi che non vorrei mai sentire dai Pearl jam.
Discrete invece All or None, l'esperimento con le sole e tante voci di Vedder, Arc, la blueseggiante ½ Full e Green disease (in qualche occasione dal vivo "dedicata" ai non troppo amati Creed).

Riot act é un disco al quale sono molto affezionato e con pezzi straordinari ma anche con diversi passaggi a vuoto. Un disco di altissimo livello per metá della sua durata. Ah, packaging stupendo, manco a dirlo, come quasi tutti quelli dei Pearl Jam.

Voto 69/100
Top tracks: Save you, Love boat captain, I am mine.
Skip tracks: You are, help help


Tracklist:
1. Can’t Keep
2. Save You
3. Love Boat Captain
4. Cropduster
5. Ghost
6. I Am Mine
7. Thumbing My Way
8. You Are
9. Get Right
10. Green Disease
11. Help Help
12. Bu$hleaguer
13. ½ Full
14. Arc
15. All or None

Primo ascolto: Joe Perry - Quake

Un primo ascolto che mi ha lasciato estremamente confuso: ma é davvero Gary Cherone (Ex Etreme e Van Halen) che canta? Ancora non riesco a farmene una ragione.

In ogni caso... Beccatevi questo nuovo singolo di Joe Perry, Quake, al quale facciamo un grosso in bocca al lupo dato che un paio di giorni fa é stato ricoverato in ospedale dopo un'esibizione con Billie Joel al Madison Square garden.

Non si sa molto su quanto accaduto ma ovviamente speriamo di vederlo sul palco al piú presto, magari con Gary Cherone a cantare questa Quake, cosí mi convinco che é lui.

11/11/18

Chiedilo a Given to rock - Novembre 2018 (LIVE)

Ok, ho provato a cambiare metodo per l'appuntamente live mensile ma l'audio é effettivamente terribile, scusate. Inoltre vi consiglio di guardare il video da Youtube cosí potrete guardare tutte le domande e interazioni, senza le quali sembro un pazzo che parla da solo. 

Fra i vari ascolti e citazioni, figurano (in ordine assolutamente casuale) Dream theater, Greta van fleet Architect, Sixx A.M, Sanctuary, Megadeth, The bates, Candlemass ed altri mille gruppi che mi avete consigliato ma che adesso non mi vengono in mente.

Scusate ancora per la qualitá audio (e per lo sfondo spoglio e bianco), proveró a fare meglio il mese prossimo.

Ci vediamo il mese prossimo!

10/11/18

Recensione: Muse - Simulation theory (2018)

Stavolta parto con uno spoiler gigante e dico che questo Simulation theory é l'album piú brutto della carriera dei Muse, cosí se siete fan accaniti della band, potete incazzarvi ancora prima di premere play o potete addirittura non premerlo, se vi sta molto a cuore l'argomento e siete molto suscettibili.

Nel video cerco di motivare, come al solito in maniera molto rapida, il mio commento negativo su questo disco. Se volete dire qualcosa al riguardo, come al solito siete i benvenuti e ci possiamo anche confrontare, partendo ovviamente dal presupposto che la musica (in quanto arte) e i gusti sono sempre soggettivi.

Vi lascio anche la tracklist a fondo pagina.


Tracklist:
01.Algorithm
02.The Dark Side
03.Pressure
04.Propaganda
05.Break It To Me
06.Something Human
07.Thought Contagion
08.Get Up And Fight
09.Blockades
10.Dig Down
11.The Void

09/11/18

Luxury Eviction


La polistrumentista, illustratrice e scrittrice Blair B. si allontana dalla sua regola auto-prescritta fatta di complicazioni, eccessiva saturazione e cacofonia per pubblicare una collezione nuda di intuizioni musicali.

Influenzata da nomi del calibro di Pink Floyd, Shirley Manson, Tori Amos, Imogen Heap, Portishead, Nine Inch Nails, e Garbage e meglio conosciuta per la sua potente voce nel gruppo rock alternativo Absinthe Junk, Luxury Eviction porta l'ascoltatore totalmente su altri lidi con il suo approccio minimalista con spesso una sola voce ed una strumentazione limitata.

Registrato con apparecchiature audio leggendarie di Abbey Road e della Capitol Records, è stato effettuato un editing minimo per conferire a ciascuna canzone una singola qualità di esecuzione.

Il risultato è un esame crudo e vulnerabile della condizione umana.


WEBSITE AND SOCIAL MEDIA:
http://luxuryeviction.com/
http://www.facebook.com/luxuryeviction
https://www.instagram.com/dablairb/
https://luxuryeviction.bandcamp.com


08/11/18

Primo ascolto: John Garcia - Chicken delight

Oggi un primo ascolto leggermente fuori dai miei gusti: un tuffo nello stoner rock con l'ex componente dei Kyuss, John Garcia (accompagnato dai "the band of gold", scusate ma mi é sfuggito il nome, nel video) per questa nuova Chicken delight.

 

07/11/18

Le canzoni che adoro: Skid row - Slave to the grind

La solita "qualche parola" (come sempre, in tempo reale) su una canzone il cui riff mi ronza in testa da piú di 25 anni, Slave to the grind dei mitici Skid row con un Sebastian Bach al suo massimo e la band che gira a mille.

Chi di voi é ossessionato da questa canzone come me?

05/11/18

La scheda: Alessandro Orlando Graziano

Genere:
Pop d'autore

-Line Up attuale
Alessandro Orlando Graziano

-Album/EP all’attivo
5 incluso Voyages Extraordinaires
1 come produttore artistico (Carla Boni / Aeroplani ed Angeli
Varie co produzioni e partecipazioni
Vari brano scritto per altri artisti



-Influenze
Roxy Music / Léo Ferré / Eurythmics / Giuni Russo / Giorgio Moroder / Nico

-Di cosa parlano i testi
Alcuni di quel che c’è fuori da me ed altri di quel che c’è dentro, un libro, un pensiero fugace, un’esperienza vissuta. Probabilmente il tema ricorrente è il viaggio della vita, da amare in ogni sua sfumatura.

-Esibizione live che ricorderai per molto tempo
Una mia partecipazione nel Teatro Valle durante la sua occupazione. Fu un’esperienza molto emozionante, un clima festoso in un luogo pieno di storia.

-Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio
Chi lavora con me sa che le esperienze sono sempre imprevedibili in studio. Se scelgo musicisti bravi poi li lascio assolutamente liberi di giocare e proporre, spesso poi scelgo delle cose che avevano fatto per scherzo.

-I tuoi dischi preferiti in assoluto
Joni Mitchell: Ladies of The Canyon
Ivan Cattaneo (col quale ho duettato nel mio ultimo album): Il cuore è nudo e i pesci cantano
Milva: Svegliando l’amante che dorme
Angelo Branduardi: Alla Fiera dell’Est
Beatles: Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band

-Citami un album che pensi essere l'unico al mondo ad apprezzare
Yma Sumak: Miracles

-Un musicista che vorresti incontrare per farci quattro chiacchiere
Giovanni Sollima

-Cosa chiederesti nel backstage se fossi l'artista più importante del pianeta
Una Coca-Cola Zero.

02/11/18

Recensione: Metallica: ...And justice for all (Remastered, deluxe edition)

Come avevo fatto per Master of Puppets (clicca per vedere la recensione), provo a fare la stessa cosa anche per il suo successore ...And Justice for all, ovvero parlare del contenuto dell'edizione super deluxe (ancora una volta senza possederla, che genio che sono...).


Volevo anche lasciarvi l'enorme tracklist a fine pagina, ma il copia-incolla mostruoso mi ha scoraggiato, quindi beccatevi solamente un sorridente Kirk Hammett che fa l'unboxing del megacofanetto. Guardate come e' contento.

  

Primo ascolto: Slipknot - All out life

Nuova uscita, per la veritá un po' inaspettata, per gli Slipknot di Corey Taylor che si ripresentano con questa nuova canzone All out life.

A dire la veritá non sono un grandissimo fan della band (ho il primo album e mi piace qualcosina qui e li), ma ho pensato ugualmente di fare questo primo ascolto con voi. Come al solito, non mancate di farmi sapere cosa ne pensate del pezzo.

Per la mia opinione... beh, dovete cliccare play.

01/11/18

Russ Still & The Moonshiners


In un settore che attualmente vive di auto-tune, drum machine e modelli pop, i Russ Still and the Moonshiners portano un po 'di luce e autenticità alle radio. Composti da sei elementi che mescolano country, country rock e classic rock, hanno formato le loro radici ad Atlanta, Georgia e stanno attraendo gli interessi di ascoltatori affezionati al sound della costa occidentale degli anni '70, tra cui The Eagles e Poco, Southern Rock tra cui Marshall Tucker e il nuovo paese rock e artisti come Zac Brown, Jason Aldean e Jamey Johnson.

La band è composta dal frontman Russ Still (voce, chitarra, tastiere), Ben Still (chitarra, voce), Cam Still (piano), Ed Usher (basso, voce), Mitch Flanders (batteria, voce) e Roddey Phipps (chitarra). Con quattro dischi al loro attivo tra cui The Mission: Music (2006), The Russ Still Project (2013), White Lightnin '(2014) e il recente rilascio di Still Cookin', è sicuro che la band ha trovato un modo per fare la loro musica a modo loro.

Secondo Tony Copley, CEO di LEDGE 7 Entertainment, "la musica di Russ Still è come un ponte ben costruito per l'ascoltatore da attraversare liberamente avanti e indietro tra country e rock classico. Se vuoi fermarti nel mezzo per pescare ... la sua musica vi ha fornito tutti i ganci di cui avrai bisogno ".

La band è apparsa in club, festival ed eventi speciali in tutto il sud-est,e farà sicuramente emozionare il cuore di molti futuri fan del country e del rock.

Online:
http://russstill.com/
https://twitter.com/rbstill2
https://www.facebook.com/russstillandthemoonshiners
https://www.reverbnation.com/russstill