22/06/13

Il demolitore: Jeff Buckley - Grace

Il demolitore é colui che non é mai contento, vede sempre il lato negativo delle cose ed é colui che risponderebbe alla classica domanda: "un bicchiere é mezzo pieno o mezzo vuoto?" con "non é né mezzo pieno né mezzo vuoto, é solo un bicchiere di merda". Incontentabile, demolisce  tutto quello che gli sta attorno, che si tratti di opere d'arte o di monnezza urbana, per lui é quasi tutto sullo stesso piano. Ha una brutta opinione pure di se stesso.
Vediamo di quale disco si lamenterá oggi:


Per me questo Grace é un disco cosí acclamato solo perché Jeff Buckley é morto. Ecco, l'ho detto subito.
Il disco non é cosí male, per caritá, ma sarebbe probabilmente finito nel dimenticatoio se Jeff fosse ancora vivo. Ho detto pure questo. La rivista Rolling stone lo ha inserito al 303esimo posto nella classifica sui migliori dischi di sempre. Probabilmente avranno sbagliato, volevano scrivere "dei dischi del 1994" (non ne saranno usciti cosí tanti, no?).


Come musicista, grande rispetto, davvero una bella voce, ma il metro del reale valore dell'album lo danno le due canzoni migliori, ovvero Hallelujah e Lilac wine, che sono DUE COVER! E se due cover sono le canzoni migliori dell'abum...

Un po' di storia, prima di analizzare le canzoni: Grace é stato un "disco difficile" perché JB non attraversava  un bel periodo dal punto di vista personale e la lavorazione ha subito dei bruschi rallentamenti a causa di mancanza di ispirazione dell'artista (come non essere d'accordo), che é costata alla sua casa discografica quasi 1 milione di dollari (meno di Chinese Democracy, quantomeno). I dati di vendita accompagnano la mia tesi: quando uscí, Grace, non se lo filó nessuno, il disco arrivó solamente alla posizione numero 149 negli Stati uniti. L'album arriverá, negli anni a venire, al disco d'oro, sempre grazie a quello che penso io.

Tanti artisti si dicono influenzati da questo disco, fra i quali i Coldplay (non fatico a crederci, dato che mi fanno dormire piú di JB e avranno fatto 3 canzoni buone in 15 anni) e Ryan Adams, che avrá scelto questo nome giusto per cercare di essere confuso con il suo piú famoso omonimo Bryan.
"Cara, ti ho portato l'ultimo disco di Bryan Adams, come mi avevi chiesto" "Ma che cacchio hai comprato, questo é Ryan Adams, hai sbagliato!!" "E io che cazzo ne so".

Il disco: oltre alle due buone cover, qualche canzone originale buona ci sta, la title track per esempio, che gode di alcune ottime (mi sbilancio) linee di chitarra e di voce. Anche Mojo pin e soprattutto Eternal life non sono male, quantomeno la seconda risveglia dal torpore generale del disco e da pezzi come Lover, You Should've Come Over, che dura quasi 7 minuti, durante i quali ti potrai immergere in pensieri tipo "ma la bolletta del telefono é aumentata?" "il condomio l'ho pagato, questo mese?" "Dovrei chiamare Marisa" oppure "alla fine il prosciutto dell'altra sera era davvero buono". Canzone introspettiva, sotto questo punto di vista. Certo, anche So real non é da meno: durante le strofe Jeff biascica qualcosa e sembra che parli da solo, i ritornelli sono ripetuti fino allo sfinimento (a fine canzone giuro a me stesso che non voglio ascoltarla mai piú, poi, per sbaglio, ci ricasco) e c'é persino un assolo di trapano: ogni volta che la ascolto mi vengono i brividi "noooo cazzo, i vicini hanno ricominciato a trapanare", poi mi accorgo che é solo la canzone e tiro un sospiro di sollievo. Non faró commenti su Corpus christi carol: grazie per avermi fatto assaporare le atmosfere della chiesa, ne sentivo la mancanza. Soporifere e anonime anche le due canzoni che chiudono il disco Dream brother e Forget her, che sembrano due b-sides, anche di poco valore: le avró ascoltate 1000 volte e non ho assolutamente nessun ricordo di esse.

Insomma, questo acclamatissimo Grace, alla fine, non é altro che 4-5 canzoni, due delle quali sono cover!!

In copertina Jeff sofferente che riascolta Lover, You Should've Come Over: "oh ragazzi, ma quanto cazzo dura 'sto pezzo??"

Sopravvalutato