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Recensione: Mammoth WVH - Mammoth (2021)

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Sicuramente compito difficile quello di Wolfgang Van Halen , quello farsi apprezzare nel mondo della musica con un cognome cosí pesante. In situazioni come queste é facile trovare aperte tutte le porte del mondo: giá da giovanissimo aveva rimpiazzato nientemeno che Michael Anthony nell'ultimo periodo dei Van Halen e collaborato con uno dei piú importanti chitarristi della scena attuale quale Mark Tremonti. Il difficile viene adesso, ovvero quello di non far dire "é qui grazie a suo papá". Beh, diciamo che questo suo primo disco solista é un bel biglietto da visita, dato che ha composto ogni singola nota e sempre in solitaria si é occupato di tutti gli strumenti, con un risultato eccellente, sia dietro al microfono che alla chitarra, basso e batteria. Quindi i complimenti vanno a lui e sono meritatissimi. Ho citato prima Tremonti. Beh, molto materiale di quest'album é accostabile al suo materiale da solista, segno che la sua esperienza con Mark lo ha segnato parecchio

Recensione: Mr. Bungle - The Night They Came Home (2021)

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Riecco quei folli dei Mr.Bungle , questa volta con un live album. Aspettate, non sapete chi sono? Progetto del folle Mike Patton che si fa accompagnare da Trevor Dunn al basso (giá con lui nei Fantomas), Trey Spruance alla chitarra, e due pezzi da novanta come Scott Ian e Dave Lombardo che penso non abbiano bisogno di presentazione alcuna, giusto? Questo The Night They Came Home é un live catturato dallo show in  streaming tenuto lo scorso anno. Questo live (uscito sia in formato audio che video) é incentrato sull esibizione dell’album The Raging Wrath Of The Easter Bunny Demo , piú tante piccole chicche che potete spulciare nella tracklist che vi lascio a fondo pagina. Una su tutte é la doppia cover Hell Awaits/Summer Breeze che mostra quanto la band sia istrionica e versatile. Ma a proposito di cover, tenete d'occhio anche la conclusiva Loss of control , non famosissima (ma non per questo meno riuscita) canzone dei Van Halen. Se volete un'idea di come sia il formato video

Recensione: Billy Gibbons - Hardware (2021)

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Sempre attivo il buon Billy Gibbons , noto al grande pubblico per i grandi ZZ Top, che é giunto al suo terzo solista, dal titolo Hardware . I musicisti con lui in questa avventura sono il grande Matt Sorum (non me ne vogliate, ma é il mio batterista preferito dei Guns N’Roses) e Austin Hanks alla chitarra ritmica e al basso, entrambi già presenti sul precedente album The Big Bad Blues di qualche anno fa. Hardware  va preso come un disco leggero, divertente e senza fronzoli: si parte con  My lucky card  che mi ha riportato molto ai pezzi blues iniziali del film A star is born (di nuovo, non me ne vogliate), segno che lo stile dell'artista é anche una grande influenza persino per Hollywood. Poi la coinvolgente  She's on fire  (gran ritornello), la Blues che piú Blues non si puó  Shuffle, Step & Slide  e la bellissima ballad  Vagabond man , forse la mia preferita del disco, con una bellissima chitarra solista. Molto particolare Spanish fly (che mi ha ricordato i momenti

Come canta... Mike Patton

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Benvenuti ad un nuovo episodio della serie "Come canta..." Oggi parliamo di uno dei cantanti piú folli e poliedrici dell'intero panorama Hard n' heavy: Mr. Mike Patton. Mike é sicuramente un genio ma anche una testa calda, leader di band quali Faith no more, Mr. Bungle, Fantomas e milioni di altri piccoli progetti che sono cosí tanti che penso anche lui abbia difficoltá a ricordarli tutti.  A proposito di quando dicevo: "testa calda", vi racconto un paio di aneddoti nel video sottostante.

Recensione: Paul Gilbert – Werewolves Of Portland (2021)

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Ah, quanta stima che ho per quest'uomo.  Paul Gilbert é un musicista straordinario, uno che non se ne sta mai con le mani in mano (qualità da non sottovalutare, visti tutti gli artisti che campano di rendita e che  fanno uscire un disco ogni morte di papa) e uno che si mette sempre in gioco, a partire dalla sua bizzarra esperienza in Giappone con Marty Friedman. Inoltre, sembra proprio essere un tipo molto simpatico e alla mano, che non guasta mai. Lo dico sempre, lo so. A due anni di distanza dal precedente Behold electric guitar (clicca per la recensione) , eccoci al suo ennesimo album da solista, questo  Werewolves Of Portland dalla copertina che sembra uscita da una pagina di libro di favole per bambini. A proposito di favole, non devo essere io a dirvi che la sua chitarra viene proprio da quei mondi li, con il classico suono Gilbert e con tanti tanti pezzi geniali e che spesso trovano il modo di fuoriuscire dai soliti cliché dei dischi solisti.  Su tutte, vedi l'opener H

La discografia (semiseria) - Zucchero Sugar Fornaciari

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A cura di Enrico Spinelli Zucchero Sugar Fornaciari è uno di quegli artisti che, amati o odiati, non può lasciare indifferenti: nel corso di una lunga carriera si è portato dietro una scia di grandi canzoni, brani dimenticabili, chiacchiere, gossip, collaborazioni stellari e una biografia ("Il suono della domenica") davvero riuscita. Mi piacerebbe ora fare un viaggio semiserio nella sua discografia, album dopo album... lo so, sarà un post molto lungo, perciò ringrazio già da ora quei due o tre amici che avranno il coraggio e la pazienza di leggerlo fino in fondo... E allora via!  UN PO' DI ZUCCHERO (1983) : di questo lavoro, rinnegato dallo stesso Adelmo, e azzeccato solo il titolo; tanto zuccheroso e stucchevole che ascoltarlo porta inevitabilmente a un'elevazione della glicemia e del rigonfiamento testicolare. Ciliegina sulla torta la stampa di una zolletta di zucchero su retro di copertina. In fondo un lavoro neomelodico trascurabile che niente ci dice di ciò che

Chiedilo a Given to rock - Giugno 2021

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In diretta (beh, non proprio) da Norman Park - un parco a sud di Londra - beccatevi il consueto video mensile (con tanto di apparizioni improvvise del mio cane) dove rispondo alle vostre domande.  Come sempre, grazie a tutti per il vostro affetto e scusate in anticipo nel caso abbia dimenticato di rispondere a qualcuno di voi. Nel caso aveste qualche domanda da pormi, scrivete sotto al video di Youtube in questione e vi risponderó il mese prossimo. Adesso vi lascio al video. (La mia barba si fa sempre piú bianca, ma qui sembra davvero piú bianca di quello che é. Forse é il sole, non saprei.)