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Top 10: Domenico Bini

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Avevo detto da qualche parte che era impossibile -e forse anche riduttivo- stilare una Top 10 sul Maestro Domenico Bini. Sapete che vi dico? Io ci provo lo stesso, ma non mi vogliate troppo male se ho escluso questa o quella, perché con l'enorme catalogo del maestro é davvero impossibile mettere d'accordo tutti.

Come sempre, cliccate sul titolo per ascoltare il capol... ehm, la relativa canzone, quando non vedete il video.

Cominciamo senza ulteriori indugi, la premessa era d'obbligo.

Primo ascolto: Lacuna coil - Reckless

Non ho mai amato i Lacuna Coil, band nostrana apprezzata molto a livello internazionale, ma ho dato una chance ad una loro "nuova" canzone Reckless, che mi ha stupito positivamente. Ho scritto "nuova" (tra virgolette perché il pezzo credo sia uscito un mesetto fa)

Scusate la camera troppo vicina e l'audio sempre discutibile, sto sperimentando altre posizioni.

Primo ascolto: Machine Head - Do or die

Ascoltiamo insieme per la prima volta (parlo per me, perlomeno) la nuova canzone dei Machine Head, chiamata Do or die.

Rob Flynn deve essere particolarmente incazzatato in questo periodo, a giudicare dai continui sproloqui della canzone, Vabbé, giudicate voi.

Recensione: Sascha Paeth`s Masters Of Ceremony - Signs of Wings (2019)

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Uh, che bella sorpresa!
Aspetti mille dischi che finiscono col deluderti e quello su cui non avresti scommesso un centesimo ti colpisce in pieno. Non ci avrei scommesso nulla perché il progetto Sascha Paeth`s Masters Of Ceremony non é nato neanche spontaneamente, ma é stato praticamente "commissionato" dalla Frontier records. In genere non é una buona premessa per un disco, ma non é questo il caso di un disco senz'anima. La line up del disco é composta da membri attuali degli Avantasia (che adoro), menzionando per primo Sascha Paeth che, oltre ad essere il chitarrista, é anche autore e produttore della band. Completano la formazione la bellissima e incredibile Adrienne Cowan alla voce (quanti colori che ha la sua voce...) Corvin Bahn alle tastiere, André Neygenfind al basso e l'immancabile Felix Bohnke (batteria) che suona con mille formazioni.

Veramente ottimo il trittico iniziale con Die Just a little in particolare che si candida ad essere una delle mie canzoni p…

Recensione: Flying Colors – Third Degree (2019)

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Il nuovo dei Flying colors era senza ombra di dubbio uno dei dischi che attendevo con piú ansia per questo 2019. E anche in questo caso, come lo ero per Second Nature, sono rimasto leggermente deluso. Ribadisco il "leggermente" perché voglio che sia chiaro che questo Third Degree é un disco veramente inattaccabile sotto ogni punto di vista: musica assolutamente di qualitá, con un suono sempre all'altezza e cinque musicisti (e compositori) incredibili, in ogni singolo secondo dell'album.

Vi spiego meglio: ho amato e amo ancora alla follia il debut Flying Colors (clicca per la datatissima recensione) che mostrava una band diversa, a mio modo di vedere a metá fra il pop e il prog, cosa che un po' si é persa con il secondo disco, giá citato. Come il secondo disco, anche questo Third degree (dalla gestazione abbastanza travagliata) é composto da canzoni abbastanza lunghe, con l'elemento "canzone dalla struttura-pop-semplice ma supertecnica" che si é and…

Recensione: The darkness - Easter is cancelled (2019)

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Ritornano quei pazzi scatenati dei The darkness, capitanati dagli scriteriati (?!) fratelli Hawkins. Prima di cominciare a parlare di musica la copertina del disco merita assolutamente una citazione: stupenda, dissacrante e realizzata benissimo.

Abbiamo già visto insieme diverse canzoni, tipo la title track e la bellissima opener Rock and Roll Deserves to Die, ora é il momento di fare qualche considerazione sull'intero album Easter is cancelled, che grosso modo ha gli stessi pregi e gli stessi difetti di quasi tutti gli altri album della band.

I pregi? Quando la band accende il suo lato ironico, schizofrenico e piú vibrante é davvero inarrestabile e unica. Ascoltare la opener e la title track su tutte (vi lascio il bellissimo videoclip a fondo pagina), ma anche Choke on it e Heavy metal lover sono grandi pezzi rock ispiratissimi.

I difetti, al contrario, sono quando la band tira il su il piede dall'acceleratore perdendo di mordente e, a mio parere, di genialitá. In questo sen…

Recensione: Helloween - United alive in Madrid (2019)

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Recensire un live album come questo é un po' strano, dal momento che ero partecipe ad una delle date del tour in questione. Non ero presente alla data di Madrid (quella di questo CD), ma non mi sono fatto ovviamente scappare quella alla Brixton Academy di Londra (clicca senza timore per il live report)