Recensione: Pink Floyd - Live At Knebworth 1990 (2021)


Nuova (o qualcosa del genere) uscita per i Pink Floyd che rimettono sul mercato il loro vecchio live a Knewborth (giá presente in formato video nel Later years box) dove la band si esibí in veste di headliner in un concerto a scopo benefico che includeva artisti di primissima fascia quali Paul McCartney, Dire Straits, Genesis, Phil Collins, Mark Knopfler, Robert Plant, Cliff Richard e Eric Clapton e Tears for fears e cui profitti erano destinati alla BRIT School. Il concerto fu un evento cosí importante che fu anche trasmesso in mondovisione da MTV.

Recensione: Royal Blood - Typhoons (2021)


Penso che sappiate chi siano i Royal Blood, ovvero un duo di Brighton formato da Mike Kerr e Ben Tratcher e ormai giunti al loro terzo album, dopo il gran bel debut e il seguito (per quanto mi riguarda) meno riuscito How did we get so dark? (clicca per la recensione).

Il sound di questo nuovo album intitolato Typhoons (molto bella la copertina), lo dico subito, decisamente non fa per me. Troppa elettronica per i miei gusti, davvero troppa, e una produzione in generale troppo invadente e poco Rock. Non so se dico una fesseria, ma trovo molte similitudini con l'ultimo corso dei Muse, che ho infatti ho recensito con parole poco accomodanti e successivamente abbandonato. Ma se con la band di Bellamy me la sono presa a morte (dati i tantissimi pezzi che in passato mi hanno fatto saltare dalla sedia) con i Royal Blood, data la loro recente storia, non ho cosí tante aspettative, quindi saró piú tenero con loro.

Ascolti di aprile 2021

Altro ricchissimo mese in termine di uscite di un certo valore (ancora una volta, ve l'avevo detto che questo 2021 sarebbe stato ricchissimo, e mi aspetto persino di piú dalla seconda parte, mancano Helloween, Dream Theater, Neal Morse band, Megadeth e chissá quanti altri...). 

Ma veniamo a noi: fra i miei ascolti frequenti di questo aprile trovate i nuovi, interessantissimi Liquid tension experiment, Greta Van Fleet, The vintage Caravan, Dirty Honey, The end machine, Blaze Bayley e The offspring (quest'ultimo un po' meno interessante, a dire il vero). Trovate le relative recensioni su queste pagine, ovviamente, basta usare la funzione "cerca", sulla destra (da desktop).

Fra gli ascolti un po' piú datati troviamo (grazie ad una vostra segnalazione) un progetto che sconoscevo dei Frameshift - An absence of empathy - con alla voce nientemeno che Sebastian Bach. Il primo album del progetto vede invece James La Brie. Ho ascoltato molto anche il grande Sonic temple dei The cult e Crazy world degli Scorpions.

Video Recensione: Alice in chains - Live (2000)

Oggi qualche parolina su un bellissimo live album (semplicemente chiamato "Live") degli Alice in chains, che ho scoperto (e prontamente acquistato) in tempi recenti.

Il live, non contenendo un solo concerto, é piú etichettabile come una compilation live. Ma se premete play sul video sottostante, ve ne parlereró piú approfonditamente. Tracklist a fondo pagina.

 

TRACKLIST
01. Bleed the freak
02. Queen of the Rodeo
03. Angry chair
04. Man in the box
05. Love, hate, love
06. Rooster
07. Would?
08. Junkhead
09. Dirt
10. Them bones
11. God am
12. Again
13. A little bitter
14. Dam that river

Primo ascolto: Nanowar Of Steel - La Maledizione di Capitan Findus

Nuovo singolo per quei fusi di testa dei Nanowar of steel
Il pezzo é un tributo al vecchio capitano che ci ha accompagnato durante varie fasi della nostra infanzia (c'é ancora? Non guardo TV italiana da almeno 10 anni) e si chiama La Maledizione di Capitan Findus.

Di seguito il primo ascolto e ancora di seguito la tracklist del disco intitolato Italian Folk Metal, in uscita il prossimo 2 luglio su Napalm Records. Come sempre, fatemi sapere cosa ne pensate.


Recensione: Dirty Honey - Dirty Honey (2021)


Con il quartetto californiano c'eravamo lasciati con un EP - omonimo anche quello - del 2019 (recensito ineccepibilmente da Giulia Toselli) e da allora non é cambiato moltissimo: la copertina é praticamente uguale (ma a colori invertiti), il tipo di proposta musicale é la medesima e stesso discorso per la durata del prodotto che, anche in questo caso, non arriva alla mezz'ora complessiva, nonostante stiamo parlando di un full length. 

Ora, sapete che sono il primo sostenitore degli album brevi, ma da una band considerata in rampa di lancio e che deve dimostrare (credo) di meritarsi un posto in mezzo ai grandi, un paio di pezzi in piú me li sarei aspettati, soprattutto se alcuni pezzi della breve tracklist sono buoni ma niente che di certo passerá alla storia.

Detto questo, se avete ascoltato con piacere l'EP di un paio d'anni fa, sono sicuro vi piacerá anche questo, dato che la musica é sempre un fresco Rock n' roll made in USA con una opener azzeccata quale California Dreamin’ (vi lascio il videoclip a fondo pagina) e degli ottimi singoli quali Tied up (interessanti le influenze gospel) e soprattutto quella Gypsy con dei BPM che mi fanno sempre battere il piedino con vigore.