10/03/14

L'entusiasta: Iron maiden - Virtual XI

L'entusiasta è colui che si accontenta di poco. E' un visionario e un sognatore che vede sempre il lato positivo delle cose e che ama praticamente qualsiasi cosa ascolti.

Leggo da molte parti che Virtual XI é il disco piú brutto degli Iron maiden.
Ma quando e dove? Lo avete ascoltato bene? E' il Virtual XI che conosco io?
Per me questo disco non ha nulla da invidiare a The number of the beast, li metto almeno sullo stesso piano. Almeno! E il tanto criticato Blaze Bayley? Quanti cantanti hanno una voce potente e personale come la sua?
Il disco in questione fu criticato per essere stato realizzato in maniera frettolosa e per un uso eccessivo di tastiere. Esattamente la stessa critica che fu mossa a Somewhere in time, tanti anni prima. Poi sappiamo come é andata a finire. Chissá se il disco verrá giustamente rivalutato in futuro.

Davvero non capisco cosa non vada in Virtual XI, un disco magnifico, a mio modo di vedere. Dalle ceneri del grande The X factor (non é lo show televisivo, ma il disco precedente dei Maiden), la band riparte da una stupenda copertina futuristica: un ragazzo in posizione quasi fetale che, con il suo casco virtuale, é immerso nel suo mondo perdendosi il meraviglioso scenario che lo circonda. Eddie lo sta per abbrancare. Per riportarlo sulla retta via? Per mangiarselo? E' un segno che il male del mondo si é impadronito di lui? E' forse un messaggio contro la societá odierna sempre piú dipendente dalla tecnologia? Propendo assolutamente per questa tesi. Da notare anche lo splendido contrasto di colori, verde azzurro-natura contro rosso-Eddie. Semplicemente meraviglioso... Guardate anche la raffinatezza del XI cerchiato. Chissá cosa si nasconde dietro...

Futureal é una opener fantastica, velocissima, diretta, veramente ottima con Blaze che ci riporta, appunto, al messaggio della copertina e al titolo dell'album "What is real? Futureal..." Una delle migliori della carriera della band.
Cosí come ottimo é il primo, sperimentale, singolo The angel & the gambler, con quel suo ossessivo "Don't you think I am the saviour..." che si ripete miliardi di volte ma che non ci basta davvero mai. Non appena terminano i 10 minuti di questa canzone, viene proprio voglia di riascoltarla, quasi come una droga entrata in circolo. Don't you think I am the saviour...
Seguono la simpaticissima Lightning strikes twice dove Blaze sembra pronunciare "straistrais" invece di "strikes twice" e una The clansman che non mi sembra abbia bisogno di presentazioni, essendo gia presente in versione dickinsoniana in Rock in Rio. Seconda parte del disco epica con quanto di meglio i maiden ci possono offrire. When two worlds collide, The educated fool e, soprattutto, una Don't look to the eyes of a stranger che é una delle 3 migliori canzoni della band.
Se dovessi descrivere gli Iron maiden in una canzone, probabilmente sceglierei questa: riff, cambi di tempo, un crescendo formidabile a metá brano. Un grande classico. Chissá come mai non viene riproposta dal vivo...
A chiusura una Como estais amigos da far rizzare i peli delle braccia. Un tema importante come quello di una guerra e un Blaze (autore del brano assieme a Gers) assolutamente perfetto, con una voce potentissima e incisiva. Unico brano del disco dove non c'é lo zampino di Harris, ma con un Blaze cosí ispirato, Steve puó permettersi di riposare.

Diamo un brevissima occhiata anche ai testi, con tanto impegno sociale, talmente tanto che puó risultare fastidioso a gente poco "impegnata". Canzoni sulla guerra, sul gioco d'azzardo, sul mondo contemporaneo, con sulla liberazione della Scozia (con quel freedooommm urlato a gran voce). Ditemi quanti album possono contare su questi contenuti.

Un disco che probabilmente verrá capito troppo tardi, ma che rappresenta, come tanti altri dischi, l'animo e l'essenza degli Iron Maiden.

Voto 100/100

Vi lascio con il capolavoro del disco: The angel & the gambler. Lasciatevi ammaliare dal "don't you think I am the saviour..."


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