05/03/14

Recensione: Bigelf - Into the maelstrom (2014)

Ancora un disco con Mike Portnoy???!??!?!??!?!?? Ancora un altro?????? Ma questo dorme la notte? Quanti Portnoy ci sono in giro? Qualcuno dovrebbe prendersi la briga di verificare. Penso che anche Wikipedia faccia fatica a seguire il numero dei gruppi con cui collabora e penso che anche lui possa avere dei dubbi, ogni tanto: "ciao, sono xxxx degli xxxxx, ti ricordo che domani alle 4 cominciamo le registrazioni del disco" " aspetta, chi sei??"

Stavolta i "prescelti" sono i Bigelf, giunti al loro quarto album. Il genere proposto dalla band é praticamente indefinibile, diciamo che é un progressive rock con elementi stoner e psichedelici, con riferimenti a band quali Beatles, Black sabbath, King Crimson o Pink Floyd. La formazione di questa stramba band e': Damon Fox alla voce e alle tastiere,Luis Maldonado alla chitarra, Duffy Snowhill al basso e, per questo disco, Mike Portnoy alla batteria.

Into the maelstrom é un disco molto, molto strano (produzione compresa), lo dico fin da subito, ma leggendo quello che ho scritto sopra non é difficile da immaginare.
Parte molto bene, benissimo, con un suono simile a quello di una navicella spaziale (perchè, che suono avrebbe una navicella spaziale??) che introduce, la meravigliosa opener Incredible time machine. Tutto, allora, é meraviglioso? No, purtroppo.
Le vocals (come la musica) sono spesso allucinate, a tratti geniali, ma alla lunga, o perlomeno, in certi frangenti (complice anche una produzione non troppo varia) possono stancare. Grandissime idee e melodie accattivanti alternate ad altre di cui avremmo potuto fare benissimo a meno.

Dopo la grandissima opener, Hypersleep, per esempio, mi ha smorzato un po' l'entusiasmo. Entusiasmo che e' prontamente ritornato con Alien frequency, ma che se ne e' riandato con The Professor & The Madman, ma che e' (parzialmente) ritornato con Mr. Harry McQuhae. Insomma, sono sicuro che avete capito quello che voglio dire.
Ma ribadisco che la musica e' di gran classe, con Portnoy che si riconosce, ma che non e' mai invadente. Tra le altre tracce, meritano di essere segnalate Control freak, una beatlesiana Theater of dreams (omaggio a Portnoy?) e la suite finale ITM (into the maelstrom? Incredible time machine?)

Disco con lampi di classe e genialità micidiali ma che nella sua interezza e' difficile da ascoltare, perlomeno per il mio gusto e secondo il mio punto di vista. Dopo tanti ascolti, provo le stesse sensazioni: eccitamento (non sessuale, si intende) in alcuni punti e quasi fastidio in altri. Come dico spesso (quasi sempre, in verità), un bel "taglio" alla durata avrebbe giovato non poco all'ascolto complessivo.
Bigelf, se ci ripensate e pubblicate una versione del disco con 8 brani, di sicuro andrà nella mia top 10 del 2014.

Voto 6,5

Top tracks: Incredible Time Machine, Alien Frequency, Mr. Harry McQuhae.

Tracklist:
01. Incredible Time Machine (03:58)
02. Hypersleep (05:37)
03. Already Gone (03:28)
04. Alien Frequency (04:14)
05. The Professor & The Madman (05:59)
06. Mr. Harry McQuhae (06:13)
07. Vertigod (03:58)
08. Control Freak (02:51)
09. High (07:10)
10. Edge Of Oblivion (06:33)
11. Theater Of Dreams (04:01)
12. ITM (08:09)
   I. Destination Unknown
   II. Harbinger Of Death
   III. Memorie


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