18/02/15

La scheda: P.C.P (pianochepiove)


Breve descrizione/bio della band:
Siamo nati nel circuito delle cover band milanesi. Tre anni fa circa è partito questo progetto di inediti in chiave acustica, i P.C.P (pianochepiove). I brani sono scritti da Ruggero Marazzi ma la band funziona bene come laboratorio e, escludendo i testi, che di norma restano come sono, si lavora su tutto e i risultati riportano sempre sfaccettature delle singole sensibilità.

Genere musicale:
Canzone d’autore con testi in italiano e qualche sfumatura di jazz.

Line-up attuale:
Sabrina Botti (voce)
Massimiliano Ghirardelli (contrabbasso)
Mauro Lauro (chitarre)
Ruggero Marazzi (chitarre)
Richard Arduini (percussioni)

Album/EP/Demo all'attivo:
“In Viaggio Con Alice”


Influenze:
Assolutamente diverse da ognuno di noi. Diciamo, ma proprio così per dire, dal folk inglese a Sting, dal pop-soul americano a Jobim.

Di cosa parlano i vostri testi:
Al di là delle storie raccontate, che sono ovviamente diverse una dall’altra, ci sono uno sfondo e un paio di elementi ricorrenti (o che almeno lo sono stati finora). Lo sfondo è il contesto urbano, e non potrebbe essere diversamente perché quando ci vivi diventa per forza il tuo posto dell’anima, la quinta naturale per le tue storie. I due elementi sono il viaggio e il bisogno di relazione. Il viaggio come momento di tranquillità, di riflessione, il bisogno di relazione col prossimo come elemento dominante della nostra vita di persone. Quest’ultima affermazione è un po’ in controtendenza rispetto a una certa figura del vincente che basta a se stesso, tipica della pubblicità, ma lo è volutamente perché quell’immagine, oltre che triste, è falsa.

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
In un locale vicino a Varese. Avevamo preso accordi senza sapere bene che tipo di posto fosse, loro avevano accettato la nostra proposta e noi arriviamo. Entriamo e ci troviamo davanti un pubblico diviso a metà fra pensionati col bicchiere di vino che giocano a briscola e un’altra metà più giovane, fra cui un paio decisamente sbronzi, che non ride, con dice niente e non ci leva gli occhi di dosso. Cosa gli dici, che noi facciamo la canzone d’autore con sfumature jazz? All’inizio abbiamo improvvisato qualche cover poi è arrivato un gruppo di amici che conoscevano le canzoni e la situazione è migliorata. Alla fine tutto bene ma all’inizio un po’ di nervosismo c’è stato…

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Ci iscriviamo a uno di quei concorsi che ogni tanto i locali organizzano per tirare lì gente a bere. Metà punteggio lo dà la giuria, metà si deduce dagli scontrini delle consumazioni che il pubblico infila in una scatola scrivendo il nome della band che si desidera votare. Noi non abbiamo nessuno al seguito. Mauro si alza e va verso un tavolo pieno di gente per convincerli a votare per noi. Parla per un quarto d’ora, ne dice di ogni e alla fine quelli, un attimo prima di crepare dal ridere (perché Mauro è divertente), gli confessano che l’altra band sono loro e tutti quelli seduti lì intorno sono amici e parenti loro…Ci hanno fatto un sacco di complimenti ma non abbiamo vinto.

I vostri dischi preferiti in assoluto:
“Abbey Road” (The Beatles), “Anime Belle” (Marina Rei), “Rain Dogs” (Tom Waits), “Two Against Nature” (Steely Dan).

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
“Like An Old Fashioned Waltz” (Sandy Denny ), oppure “For The Stars” (Elvis Costello e Anne Sofie Von Otter)

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchiere:
Sting

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Un lavandino con l’acqua calda per lavare le mani prima di suonare e due birrette fresche per dopo.


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