09/03/15

La scheda: Winona


Breve descrizione/bio della band:

Mors: I Winona nascono nel 2009, e sono Mors alla chitarra e alla voce, Marcus al basso e Frank alla batteria, tre amici prima che tre musicisti. Nel 2011 abbiamo autoprodotto un ep con sette brani, "Letargo", e nei tre anni successivi abbiamo battuto l'Emilia in lungo e in largo, con puntate in Veneto, Lombardia e Piemonte, riuscendo a suonare con gruppi come Fast Animals and Slow Kids e Tre Allegri Ragazzi Morti, oltre che a partecipare festival come Collisioni (festival di letteratura e musica organizzato da Einaudi Editore). Il 16 Marzo 2015 uscirà "Fulmine", il nostro primo full-lenght.
Genere musicale:
garage-rock con chitarroni

Line-up attuale:
Michele: chitarra e voce
Marco: basso
Francesco: batteria e cori.
Alessandro: chitarra e voce
Album/EP/Demo all'attivo:
EP: Letargo
Album: Fulmine

Influenze: 
Mors: Questa è sempre una domanda molto difficile a cui rispondere. Siamo costantemente sepolti di musica, e tutti e tre abbiamo influenze molto diverse; il mio range di ascolti oscilla tra i cantautori della tradizione (per lo più Usa) e il post-rock, l'emo, il math-core. Tutto quello che c'è in mezzo è materiale utile da cui tratte ispirazione.

Di cosa parlano i vostri testi: 
Frank: In generale parlano della nostra vita nel ghetto, delle difficoltà che incontriamo quotidianamente e dell'avversione nei confronti delle autorità. (ride)
Mors: Quando scrivo una canzone, cerco sempre di chiedermi che impatto avrà sulla gente. Può passare un anno e mezzo tra il momento in cui scrivo e il momento in cui mi trovo col microfono davanti alla bocca: tutto questo tempo e questa energia per dirti semplicemente che sono innamorato? O che sono triste perchè una storia d'amore è finita? Per me la scrittura rimane, anche a quasi venticinque anni, uno sfogo; ma questo sfogo deve essere sempre inserito in un contesto più ampio, un contesto sociale condiviso. E' quello che ho provato a fare con i nostri testi: canzoni d'amore e di lotta, tutto assieme. Oltre questo, raccontare il mondo della musica, tra sogni e bassezze, tra creatività e commercio.
Marcus: Quando la ragazza proprio non ci sta, le provi tutte..

L'esibizione live che ricorderete per molto tempo:
Michele: Di certo quando abbiamo avuto l'onere e l'onore di aprire per i Tre Allegri Ragazzi Morti, nel Luglio 2013. Forse i nostri sound non saranno molto affini, ma il coinvolgimento emotivo di ritrovarsi a suonare con la band dei tuoi primi ascolti e dei tuoi primi concerti (tra il pubblico, ovviamente) non ha prezzo, soprattutto davanti a una platea così calda e numerosa.
Marcus: Il primo ad essermi venuto in mente risale ad un paio di anni fa, durante il Collisioni Festival. La cosa che maggiormente mi ha colpito è stata la bellezza della location, la fortuna di suonare proprio durante il tramonto e l' aria che si respirava in quei due giorni di musica e letteratura.

Un aneddoto divertente capitato on stage o in studio:
Frank: Le esperienze studio sono sempre state esilaranti e costantemente caratterizzate da nessun tipo di professionalità, quindi sostanzialmente siamo più disciplinati sul palco, dove l'obiettivo é far divertire chi ci sta davanti. Detto questo, il live in un locale sperduto e deserto nella bassa, il giorno del compleanno di Marcus, con Michele influenzato a livelli record e senza un filo di voce é stato, a posteriori, piuttosto esilarante.
Mors: In realtà tutto questo è solo un gigante eufemismo per ricordarmi che soffrivo di ben più gravi problemi al basso ventre; la zona concerti si trovava al primo piano, i bagni al piano terra, il tutto collegato da una vertiginosa scala a chiocciola. Non volevo rischiare. Alla fine abbiamo fatto un concerto alla "fuori in 60 secondi", 7 brani, con due interventi al microfono: "Ciao siamo i Winona" e "Grazie di tutto, ciao, alla prossima".

I vostri dischi preferiti in assoluto:
Mors: Io sparo "Wolfgang Amadeus Phoenix" dei Phoenix (ma pensa un po'), "Daisies of the Galaxies" degli Eels e "From Under the Cork Tree" dei Fall Out Boy. Tra gli italiani, "S f o r t u n a" dei Fine Before You Came e il self-titled dei Do Nascimiento.
Frank: "There is nothing left to lose" dei Foo, "Crash" dei DMB e "Lean into it" dei Mr. big.
Marcus: "Little Hell" dei City and Colour , "Crisis" degli Alexisonfire , "Abete di Pile" dei Pop_X e qualcosa di più datato dei Rise Against.

Qualcuno di voi mi dica un album che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare:
Michele: Ecco, qua sarebbe il momento di dire qualcosa di divertente, tipo Ricky Martin o Britney Spears. A parte il fatto che questa roba ci piace davvero, piace anche ad altri milioni di persone. Perciò io ti dico "Guero" di Beck: troppo facilone per gli addetti ai lavori, troppo difficile per un pubblico allargato; io per le stesse ragioni l'ho letteralmente divorato quando ero un ragazzino e riesco ancora a divertirmici oggi.
Marcus: "12 bit blues" di Kid Koala, però forse non mi piace più.

Un musicista che vorreste incontrare per fare quattro chiacchere: 
Michele: Io dico Nicola Manzan. E' poliedrico, ecclettico ... In Italia ha suonato praticamente con chiunque: uno spaccato vivente della musica nel nostro paese in questi anni. E poi ammiro la forza del suo progetto solista, Bologna Violenta: riesce a raggiungere il grande pubblico (grande nel contesto di musica indipendete, cioè piccolo) senza strizzatine d'occhio, zero compromessi.  
Frank: Leone di Lernia. É poliedrico ed eclettico anche lui.
Marcus: direi Guy-Manuel de Homen-Christo e Thomas Bangalter, ma pure Dave Grohl.

Cosa chiedereste nel vostro backstage se foste il gruppo piú importante del pianeta:
Mors: Senza scadere in situazioni da commedia con Lino Banfi, direi proprio niente. Al massimo Risiko. Oppure due belle playstation dei tempi andati con due copie di Tekken 3.
Frank: Tante conigliette. Peluches peró.
Marcus: concordo con Michele e aggiungerei anche un hard disk con qualche puntata di South Park e i video coi provini del Grande Fratello.
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