Passa ai contenuti principali

The Neal Morse band - The grand experiment (2015)

Faccio la recensione, non faccio la recensione.... devo davvero parlare di un altro disco con Neal Morse e soprattutto con Mike Portnoy? No dai... E si, dai, la faccio. Dopo circa 2 mesi dal primo ascolto, mi decido oggi a fare la recensione di questo The grand experiment, che contrariamente al titolo non sará per nulla un esperimento, ma un album abbastanza canonico nel suo genere (prog, se non lo sapeste). L'album non mi aveva colpito piú di tanto un paio di mesi fa, solo ieri sera é scattata una sorta di scintilla, rimettendolo su quasi per caso. Per ascoltare certi album devi essere predisposto e ci vuole il momento giusto. E questo é evidentemente il momento giusto per me per ascoltarlo e parlarne. Parliamone, allora.

Sappiamo giá dalla visione della tracklist che questo sará il "solito album prog" di Neal Morse, cosí come sappiamo giá (perché l'ho detto prima) che ci suona l'onnipresente Mike Portnoy, un altro che, come Neal, sembra avere 5 cloni in giro o che abbia le facoltá di non dormire la notte da circa 10 anni. Dovró scrivergli un giorno o l'altro per sapere come fanno (dubito mi risponderanno).

Dicevamo della tracklist, se ci sono solo 5 pezzi, sappiamo che saranno lunghi e complicati. In realtá solo la prima e l'ultima sono lunghe e parzialmente complicate (la conclusiva Alive again é una suite che dura ben 26 minuti!), le tre in mezzo sono sorprendentemente abbastanza snelle. Per dare qualche altra informazione utile, invece di scrivere le solite fesserie, cito gli altri (bravissimi) musicisti del disco, che sono il bassista Randy George, il chitarrista Eric Gillette (il meglio di un uomo?) e il tastierista Bill Hubauer che svolgono un eccellente lavoro sia a livello strumentale che vocale. Sono tanti, infatti, i momenti dove i componenti si alternano al microfono, sia nelle strofe che nei cori. A livello strumentale se conoscete i protagonisti, non avrete grosse sorprese, tutto fila secondo le aspettative nei confronti di questi grandi nomi.

The grand experiment é un disco fresco, dai bei suoni moderni, con musicisti pazzeschi e tante belle idee e mestiere. Se devo trovargli un difetto é il fatto che alcune cose sembrano composte in maniera troppo sbrigativa. Eccellente, sia chiaro, ma sbrigativa. Come se l'ottimo punto di partenza di diverse idee non si stato sviluppato a fondo per fare un definitivo salto di qualitá. L'ultima traccia, per esempio, é secondo me un potenziale capolavoro, ma gli manca qualcosina per esserlo del tutto. Rimane comunque buona, ottima, musica. Se amate il genere, andate ad occhi chiusi.

Voto 72/100

Top track (ne metto solo una perché su 5 tracce quante ne vuoi mettere...): The Grand Experiment

Tracklist:
01. The Call
02. The Grand Experiment
03. Waterfall
04. Agenda
05. Alive Again

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

I piú cliccati della settimana

Recensione: Magni animi viri - Heroes Temporis, World edition (2016)

Recensione: The Night Flight Orchestra – Amber Galactic (2017)

Top 10: canzoni tristi

Top 10: Canzoni rilassanti