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La scheda: Sharazad


BIO
Il progetto Sharazad nasce come una fenice meno di un anno fa dalle ceneri di un'altra band con cui avevamo già all'attivo un ep auto prodotto di 5 pezzi.
Subito dalle prime prove nel nostro nuovo quartier generale "il magazzino della memoria" ci siamo accorti che l'essere passati da 6 elementi ai soltanto 3 degli Sharazad ci limitava molto negli arrangiamenti ma,come spesso accade e non solo in musica,less is more...dopo un intenso periodo di composizione e prove abbiamo realizzato delle demo dei brani inediti con l'intento di trovare qualcuno che ce li producesse,a quel punto le strade tra noi e Ladyblue Records di Vincenzo De Leo si incrociano e dopo un'estate di lavoro in studio viene alla luce il nostro primo ed omonimo ep Sharazad da cui abbiamo scelto come singolo "il male che fa"realizzando anche un video clip auto prodotto.

 GENERE:
electro-folk, indie-rock psichedelico in chiave cinematografica, per ora....ma domani chissà!

LINE UP ATTUALE:
Alessandro Moroni: chitarra solista, synth, sampler
Federico Uluturk: basso, chitarra, organo, synth, voce
Diego De Franco: chitarra, tastiera, sampler, voce
Stefano Ferrarese: chitarra, basso
Simone "fish" Albertocchi: batteria, percussioni

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO:
Ep di 4 brani dal titolo omonimo "Sharazad", prodotto, registrato, mixato e masterizzato al Crossroad Recording studio di Cologno Monzese da Vincenzo De Leo di Lady Blue Records nell'estate 2015.


INFLUENZE:
La band ha le più svariate influenze. Mi limito quindi a citarne qualcuno in ordine casuale, tutti sarebbero davvero troppi: The Beatles, Godspeed You Black Emperor, Bob Dylan, Depeche Mode, Cure, Nirvana, Smashing Pumpkins, David Bowie, Velvet Underground anche se ma non ascoltiamo solo musica straniera.. Anzi, ultimamente siamo focalizzati sulla scena italiana che è rigogliosa, dai classici Dalla, De Andrè, Battiato, Battisti e Tenco ai più "recenti" Afterhours,Teatri Degli Orrori, Verdena, Massimo Volume, Bachi Da Pietra, Aucan e Pan del Diavolo. Pure il cinema è a fonte di ispirazione, ,in particolare quello di Fellini e il Neorealismo in generale.

DI COSA PARLANO I TESTI:
I testi sono principalmente appunti di emozioni intime e personali, parlano di vari stati d'animo e situazioni esistenziali, problemi generazionali, dolore e voglia di rivincita. Sono volutamente interpretabili in vari modi ma con un senso logico strutturato, inoltre piuttosto semplici e brevi, scelta che rivendichiamo. L'idea è di comunicare tanto ma con poche parole in un certo modo. Cosa che ci piace, anche perché piuttosto controcorrente rispetto alle liriche della musica italiana alternativa.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO:
Indimenticabile è stata la volta in cui si è sfondata la pelle della grancassa, si è rotta un corda della chitarra, il fonico non ha alzato il canale di un synth durante un assolo e il cantante dell'epoca verso la fine è caduto dal palco. Tutto nella stessa sera.. Il lato positivo è che probabilmente molte delle sfighe possibili per una band ce le siamo giocate quella volta.

UN ANEDDOTO DIVERTENTE CAPITATO ON STAGE O IN STUDIO:
L'episodio più divertente è capitato sicuramente durante le sessioni di registrazioni dell'ep ed è stato il "Leslie speker umano" fatto da Diego e Alessandro: in pratica, mentre Federico suonava l'organo noi facevamo girare fisicamente un Vox AC 30 tra due microfoni a simulare i vecchi amplificatori rotativi per gli organi Hammond, dove una tromba rotante da cui usciva il suono dava il tipico effetto "rotary". Il risultato di tanta fatica tra valvole roventi, cavi e acido lattico nelle braccia lo potete ascoltare sul brano "Agosto".

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO:
In assoluto è molto difficile ma ci proviamo...sempre in ordine casuale:
"Lift your skynny Fists like Antennas to Heaven" - Godspeed You Black Emperor
"Blonde on Blonde" - Bob Dylan
"Closer" - Joy Division
"Ram" - Paul McCartney
"Violator" - Depeche Mode
"Led Zeppelin IV" - Led Zeppelin
"Ys" - Joanna Newsom
"Regatta de Blanc" - Police
"Abbey Road" - The Beatles

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE:
Non solo lo apprezziamo ma come puoi vedere sopra è uno dei nostri preferiti, "Ram" di Paul McCartney

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARE QUATTRO CHIACCHIERE:
Sicuramente in Italia moltissimi...Una volta ho incontrato Pierpaolo Capovilla! Un paio d'anni fa ero alla stazione di Voghera, il treno da Milano per Ventimiglia
era in sosta sul binario 2 quando lo vedo sporgersi a fumare una sigaretta appoggiato alla porta scorrevole blu. Ho sgranato gli occhi e sono partito di corsa verso di lui, ovviamente che cerca di scansarsi rapidamente pensando volessi salire di corsa sul treno. Invece gli ho stretto la mano e fatto i miei più sentiti complimenti. Era piacevolmente sorpreso che qualcuno lo riconoscesse, molto alla mano e gentile, stava andando a fare uno dei suoi reading su Pasolini a Genova.Un grande artista e una grande persona. Con lui ci piacerebbe fare quattro chiacchiere su molti argomenti.

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIU' IMPORTANTE DEL PIANETA:
Beh, dipende se prima o dopo il live!..Prima sicuramente stiamo sul leggero, in ritiro spirituale quasi, quindi musica soffusa, frutta, sushi, tisane alle erbe...
Dopo il live il classico clichè del rock'n'roll ci va piu' che bene!


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