08/02/16

La scheda: The Rideouts


BIO
Tutto inizia nel 2000, quando Max Scherbi si trasferisce a Liverpool, per suonare nella città dei suoi idoli, i Beatles (e lì comincia un’importante esperienza suonando in un progetto di Stewart Boyle, ex Bullyrag). Nel 2003 nasce il primo nucleo dei Rideouts, che nel 2005 registra agli Imperial Studios di Liverpool il primo EP di quattro canzoni insieme a Jay Irving (Spandau Ballet, Nate James, The Christians) alla batteria. Rientrato in Italia (con un bel bagaglio di esperienze ed un’ottima padronanza della lingua inglese), il frontman Max Scherbi, porta avanti il progetto e, grazie all’esperienza maturata nei Tillamook (blues/jazz vincitori delle selezioni italiane 2008 dell’IBC: nel 2009 rappresentano l’Italia a Memphis), Scherbi conosce Gianpiero de Candia e Andrea D’Ostuni con i quali nel 2009 registra l’album «The Storm After The Calm». Nel gennaio del 2012 Matteo Moggioli sostituisce Andrea D’Ostuni alla batteria e nasce il secondo album «All Day & All Night».

GENERE
The Rideouts si rifanno alle sonorità della musica anglo-americana degli anni ’60, dal pop al rock, dal blues al garage rock senza dimenticare un pizzico di psichedelia.

LINE UP ATTUALE
Max Scherbi: voce e chitarra
Andrea Radini: chitarra
Michela Grilli: seconde voci
Gianpiero de Candia: basso e seconde voci
Federico Gullo: batteria

Su disco si aggiunge, in due brani, il quartetto d’archi di Zagabria composto da Davide Albanese e Paola Bezi (violini), Lucija Brnadic (viola), Jasen Chelfi (violoncello).

ALBUM/EP/DEMO ALL'ATTIVO
Nel 2005 viene registrato il primo EP della band in UK e a questo è seguito il primo album “The storm after the calm” registrato nel 2009 in Italia. Nel 2012 è stata la volta del secondo album “All day & all night” e il 28 gennaio 2016 è stato presentato il terzo capitolo “Heart & Soul”.

INFLUENZE
The Beatles, Hendrix, Cream, Led Zeppelin sono le principali influenze. Richard Oliff della BBC (presentatore, scrittore, giornalista, produttore che ha lavorato con personaggi del calibro di Ringo Starr e Paul McCartney), estimatore dei Rideouts, per descrivere la band ha tirato fuori nomi come Eric Clapton e The Beatles.

DI COSA PARLANO I TESTI
I testi cercano di interpretare la quotidianità e la vita reale dando degli spunti di riflessione. Nel primo singolo “Not enough” si parla della manipolazione delle nostre menti che avviene quasi inconsciamente ogni giorno attraverso gli strumenti di diffusione di massa. Il testo recita
“Newspapers and tv shows / Your mind is under control / Feel what they want you to feel / Like a puppet on a string / Are you ready to change your mind / Ready to change your life”.
Per molte persone tutto questo non è sufficiente per cambiare direzione ma penso che la canzone lasci un punto interrogativo aperto a chi la ascolta. E se questo avviene penso sia un “piccolo grande” risultato.
Un punto di forza dei testi sta l’immediatezza, ci si può immedesimare e farli propri al primo ascolto. Nel nuovo album ci sono delle ballate molto intense ed intimiste come “Put the blame on me” o “Don’t cry” e pezzi più leggeri e se vogliamo ironici come “Wait” o “Take it easy” dove però potrai trovare sempre un filo comune: la voglia di guardare avanti, non darsi mai per vinti. E in questo momento storico penso che sia un messaggio molto importante.

ESIBIZIONE LIVE CHE RICORDERETE PER MOLTO TEMPO
Penso che il concerto di presentazione del nuovo album che abbiamo fatto al Teatro Miela di Trieste il 28 gennaio al momento è il concerto più bello ed emozionante. Il teatro era pieno - oltre ogni nostra aspettativa - ed abbiamo suonato per la prima volta i nuovi brani senza sapere quale poteva essere la reazione del pubblico. La risposta è stata fantastica e siamo riusciti a creare un bel feeling con i presenti: c'è stato proprio un bello scambio di energia positiva.

I VOSTRI DISCHI PREFERITI IN ASSOLUTO
Revolver dei Beatles, Led Zeppelin I, Highway 61 Revisited di Dylan. Ma ce ne sono tanti altri.

CITATEMI UN ALBUM CHE PENSATE DI ESSERE GLI UNICI AL MONDO AD APPREZZARE
L’album omonimo dei The La’s, prodotto da Steve Lillywhite (U2). Non siamo gli unici ma siamo sicuramente in pochi.

UN MUSICISTA CHE VORRESTE INCONTRARE PER FARCI QUATTRO CHIACCHIERE
Paul McCartney...e pure una suonata.

COSA CHIEDERESTE NEL VOSTRO BACKSTAGE SE FOSTE LA BAND PIÚ IMPORTANTE DEL PIANETA
Nulla, preferisco quello che c’è davanti al palco: i fan.

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