29/09/17

Recensione: Pearl Jam - Let's play two, Live at Wrigley field (2017)


Il Wrigley Field (che vedete parzialmente qui sopra nella copertina) non è altro che lo stadio dei Chicago Cubs, team di Baseball per cui Eddie Vedder fa il tifo. Questa ennesima release live della band di Seattle esce come una sorta di film documentario realizzato da Denny Clinch che, nel caso vi trovaste negli States, potrete andare a guardare da oggi nei cinema. Io oggi mi trovo a Londra, onde per cui oggi analizzerò però solo la parte audio. 

La scaletta (che trovate a fondo pagina) è una selezione di tutti i pezzi suonati dai Pearl Jam durante le due serate al già citato Wrigley field, selezione abbastanza esigua se consideriamo il fatto che le serate sono due e la band suona solitamente almeno una trentina di canzoni in ogni occasione live. Consideriamo quindi questa uscita più come una colonna sonora che come un live album. 

È una tracklist abbastanza equilibrata di pezzi vecchi e nuovi, pezzi classici e pezzi un po' più di nicchia. Di quest'ultima categoria fa sicuramente parte Black red yellow, pezzo spassoso ma non proprio popolarissimo che trovate nella raccolta di B-sides e outtakes Lost Dogs, qui suonato in compagnia nientemeno che di Dennis Rodman, cestista americano. Vi metto un link di un video amatoriale della canzone, principalmente per guardare la spassosa differenza di stazza tra Eddie e il colosso americano (alto più di 2 metri!). Gli immancabili classici, invece, sono rappresentati da Alive e Black (da Ten), una piú lunga del solito Corduroy e Better Man (da Vitalogy) e dalle mie amate Go (clicca qui per la videorecensione di VS) e Given to fly (per capire quanto ami 'sta canzone, guardate come si chiama il blog), mentre l'ultimo album Lightning bolt è presente solo per title track.
Particolare invece l'apertura con una Low light suonata più veloce del solito e sempre bello trovare una canzone come Inside Job, che ho sempre reputato un po' sottovalutata, con un Mike McReady sugli scudi. Ultimamente non sto apprezzando particolarmente l'esecuzione di Crazy Mary (cover di Victoria Williams) che Eddie canta da qualche anno nell'ottava più alta. Mi dava più vibrazioni quando eseguita in tono più rilassato. Fu indimenticabile quando la ascoltai per la prima volta live a Pistoia nel 2006, per esempio.

Ma quasi ogni live dei PJ contiene delle sorprese: a parte la già citata Black red yellow, le ultime due tracce sono All the way, pezzo solista di Eddie Vedder dedicato ai Cubs (quale posto migliore per suonarlo) e la conclusiva I've got a feeling, cover dei Beatles che in questa occasione sostituisce le classiche canzoni di chiusura Yellow Ledbetter o Rockin' in the free world.

Riguardo l'acquisto di questo CD: Gossard, McReady, Vedder e Ament e Cameron sono decisamente in forma (ma quando non lo sono?) e la qualità della registrazione rende giustizia alla band ma se siete fan di vecchia data dei Pearl jam e quindi avete avuto a che fare come il sottoscritto con i centinaia di bootleg ufficiali nel corso degli anni, questa uscita potrebbe risultare un tantino superflua. Sennò potete pazientare un pochino e buttarvi direttamente sul documentario (date un'occhiata al video al termine della pagina) che promette benissimo. Potrete farlo vostro in versione DVD e Blu Ray dal 17 novembre.

1. Low Light
2. Better Man
3. Elderly Woman Behind The Counter In A Small Town
4. Last Exit
5. Lightning Bolt
6. Black Red Yellow
7. Black
8. Corduroy
9. Given To Fly
10. Jeremy
11. Inside Job
12. Go
13. Crazy Mary
14. Release
15. Alive
16. All The Way
17. I've Got A Feeling