18/09/17

Recensione: Tower Of Babel - Lake Of Fire (2017)


Chi sono questi? Aspetta che ci arrivo...
Il chitarrista Joe Stump (Raven Lord, Holyhell) e il cantante Csaba Zvekan (Exorcism, Raven Lord, Metal Machine) mettono in piedi questi Tower of Babel e si presentano con questa copertina grigia e cupa (non proprio bellissima, se volete la mia opinione) per il loro primo disco che prende il titolo di Lake Of Fire (anche qui, non proprio originalissimo).

Disco capitatomi sulle orecchie praticamente per caso ma che ho ascoltato con estremo piacere. La copertina in realtá lasciava presagire qualcosa di piú cupo e pesante rispetto a quella che in realtá é la musica proposta dai Tower of Babel, che non sono altro che una sorta di Rainbow (con Ronnie James Dio alla voce) dei giorni nostri ma che suonano ovviamenti molto piú "grossi" e moderni rispetto a quelli degli anni 70. Il tutto condito con una spruzzata di power. Sfido chiunque a non pensare alla coppia Blackmore/Dio in canzoni come la title track, per dirne una.
Nonostante la virilitá moderna (parlo dei suoni, eh) troverete tutti gli elementi tipici di quel sound: le tastiere sempre presenti e che influenzano parecchio il suono, le scale a volte orientaleggianti nonché una chitarra tecnica ed una voce molto maschia graffiata (á lá Ronnie James Dio, insomma).

Ci sono anche sprazzi di neoclassicismo á lá Malmsteen, vedere la traccia Lamb And The Wolves e soprattutto la conclusiva All out Warfare su tutte: quattro minuti di tecnicismi fanno si che l'ascoltatore controlli se Spotify sia andato in modalitá casuale e quello che in realtá stia ascoltando sia il chitarrista svedese. Cosa fastidiosissima tra l'altro, ogni tanto l'opzione si deseleziona e come un cretino credi di stare continuando ad ascoltare lo stesso album ma in realtá é solo un gruppo simile. Odiosa proprio.

Tornando a noi...L'unico difetto di questo Lake of fire é l'essere forse un po' troppo derivativo (e forse un po' troppo prolisso), ma se riuscite a chiudere un occhio su questo aspetto, tutte le canzoni suonano potenti e orecchiabili e magistrali sono le prove dei musicisti e del cantante Csaba Zvekan che onestamente non sapevo chi fosse prima di ascoltare questo disco ma che ha una voce di quelle che non si sentono molto di frequente in giro.

Non ci sono canzoni brutte in questo Lake of fire, solo buona musica che merita una chance nei vostri lettori o qualsiasi diavoleria moderna possediate.

Voto: 74/100

Top tracks: Midnight sun, Stardust, Lamb And The Wolves

Tracklist:
1. Dragonslayer
2. It's Only Rock 'n' Roll
3. Lake Of Fire
4. Addicted
5. Midnight Sun
6. Eternal Flames
7. Once Again
8. Stardust
9. Eyes Of The World
10. Lamb And The Wolves
11. Thoth
12. All Out Warfare