11/06/18

Recensione: Refuge - Solitary Men (2018)


Oh, Peavy Wagner non ne sbaglia una.
Quanto rispetto che ho per quest'uomo: ci sono musicisti che si fanno pregare per fare nuovi dischi e ne sfornano uno ogni morte di papa, lui invece ci regala praticamente un album all'anno e tutti di pregevole fattura.

Per questo progetto "Refuge" richiama ufficialmente (dopo qualche apparizione sporadica in sede live) i vecchi compagni di sventura che avevano fatto parte della formazione dei Rage dal 1988 al 1993, ovvero Manni Schmidt alla chitarra e Chris Efthiamidis alla batteria. La copertina é abbastanza esplicativa con i tre musicisti che in qualche modo si danno degli attempati un po' da soli.

Considerando il fatto che le canzoni di questo Solitary Man sono state appena registrate, ovviamente, fa si che non possano suonare come canzoni di 30 anni fa. Certo, hanno elementi che contraddistinguevano quel periodo e quelle atmosfere, ma la produzione é decisamente un'altra cosa cosí come la maturitá dei musicisti. Se questa cosa sia un bene o un male lo lascio decidere a voi. La voce di Peavy non é cambiata molto, é solo su un registro leggermente piú basso rispetto a quel periodo, ma per il resto é tutta lí, senza troppi sconvolgimenti.

Solitary Man scorre che é un piacere con delle canzoni che magari non saranno dei capolavori e non rimarranno nella storia ma che sono maledettamente piacevoli da ascoltare e vi faranno agitare il piedino, mentre le ascoltate. Vedere, su tutte, The man in the Ivory tower (della quale ho fatto il primo ascolto qualche giorno fa, vi lascio il video a fine recensione) seguita da From the ashes, Mind over matter e Let me go, solo per citarne qualcuna. A proposito di citazioni non posso non citare il riff portante di Hell Freeze over, una delle cose piú belle del disco.

Disco onestissimo, dalla struttura semplice e che scorre che é un piacere, con tutte le tracce che si assestano sulla durata di circa 4 minuti e mezzo, esclusa l'ultima (particolarissima) Waterfalls che con il suo inizio molto rilassato (a tratti Pinkfloydiano) e le sue atmosfere un po' diverse dal resto dell'album (inclusa qualche nota forse un po' troppo alta nelle vocals) arriva quasi agli 8 minuti.

Questo é Peavy Wagner, che non ne sbaglia una. Quando vedete il suo nome, andate sul sicuro.

Voto 70/100
Top tracks: The Man In The Ivory Tower, From The Ashes, Mind Over Matter

Tracklist:
01. Summer's Winter
02. The Man In The Ivory Tower
03. Bleeding From Inside
04. From The Ashes
05. Living On The Edge Of Time
06. We Owe A Life To Death
07. Mind Over Matter
08. Let Me Go
09. Hell Freeze Over
10. Waterfalls 

 
Posted in  on giugno 11, 2018 by Kevin Johnson |   Edit