20/05/12

Gli album: quantitá o qualitá?

Un album é un album: un viaggio, un'esperienza, non un insieme di piú o meno belle canzoni messe lí per far numero.
Quando ascolto un album mi piace valutarlo nella sua interezza, cioé cosa si prova ad ascoltarlo tutto di un fiato, provando, se possibile, a non saltare nessuna traccia.
10 buone tracce non sempre fanno un buon album, 14 difficilmente lo fanno, 17 non lo fanno quasi mai.

 A mio avviso bisogna saper bilanciare il contenuto di esso: piazzare le tracce al posto giusto, e possibilmente dare respiro inserendo qualche canzone "diversa", che sia una ballata, un pezzo sperimentale o quant'altro.
Passo a qualche nome: il mio album preferito di sempre é "Scenes from a memory" dei Dream Theater, un viaggio, un disco con una trama unica (concept), e grandissime variazioni sul tema.
Il disco apre con una chitarra acustica, seguito da uno strumentale, poi da un pezzo "tirato", poi ancora un pianoforte che smorza i toni e fa da apertura per un altro pezzo.
Senza andare troppo sul "complicato" (per qualcuno il prog-metal puó esserlo), e rimanendo su dischi "hard n heavy"semplici, posso dire che i dischi degli skid row sono dei gran dischi: 10-12 pezzi e una ballata (e di che qualitá!) ogni 3-4 pezzi "tirati". Stesso dicasi per i  dischi dei Guns, dei Pearl jam o dei faith no more, per fare qualche nome.
Non apprezzo gli album "mattone": cominciano in un modo e finiscono allo stesso modo.
Far beyond driven dei Pantera ha dei pezzi magnifici, ma preferisco i loro dischi precedenti, dove verso la metá possiamo trovare qualche diversivo come "This love" o Cemetery gates".
Il Black album dei Metallica ha due fantastiche power ballads alla posizione 4 e 8 del disco. Perfetto.
Gli Alter bridge fanno gran belle canzoni, qualcuna grandissima, ma fanno dischi troppo lunghi, faccio fatica ad arrivare alla fine. Tagliando 3-4 tracce per album, il risultato sarebbe decisamente migliore.
Perché fare album di 65-70 minuti tutti uguali o con alcuni pezzi decisamente discutibili?
 I dischi dei Beatles, dei Black sabbath, dei Queen o dei Maiden (A proposito, vogliamo parlare dell'ultimo interminabile polpettone "The final frontier"?) a volte non arrivavano neanche a 40.
Ed erano grandi, grandissimi dischi.

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