21/08/12

Recensione: The darkness - Hot cakes (2012)



Ma cosa avranno fatto le donne al nostro caro Justin? 
Mannaggia a lui, aspettavo un bel discone carico, e invece....

Andiamo per gradi (frase presa in prestito dal megadirettore di Fantozzi):
A fine 2011 vidi i Darkness live alla splendida Hammersmith arena di Londra (ho coronato il mio sogno di vedere il mitico bassista Frankie!).
Concerto magnifico, dove i nostri, tra gli altri, ci hanno fatto ascoltare un paio di nuovi pezzi che mi hanno colpito per "tiro", per potenza e ispirazione, ovvero Concrete e la magnifica (snaturata) cover Street spirit (fade out).
Le mie aspettative per il disco erano molto alte, invece tracciando il bilancio di questo Hot cakes, siamo di fronte ad un album molto gradevole  ma che non alza l'asticella e non fá il salto di qualitá.

L'album é stato anticipato dai buoni singoli Every Inch Of You, Nothing's Gonna Stop Us e Everybody have a good time, ovviamente accompagnati dai soliti simpaticissimi videoclip.
Per il resto del disco il nostro Justin fa il romanticone (alla sua maniera) e comincia a cantare d'amore e di donne in generale in quasi tutti i rimamenti brani, piacevoli di certo, ma che non spingono certo sull'acceleratore e non brillano per particolare originalitá: 
With A Woman (bello il solo), Keep Me Hangin' On (brano dall'incedere coinvolgente) She's just a girl Eddie, Love is not the answer, e la ottiantana Forbidden love, che mi ricorda qualche altra canzone che non riesco a decifrare, forse qualcosa degli Ultravox, boh. Visto che ci siamo cito anche bonus track I can't believe it's not love.
Se proprio vogliamo essere precisi, anche la mia preferita Concrete parla d'amore, ma la canzone ha almeno un piglio differente, cosí come la fantastica (e irriconoscibile) cover dei Radiohead Street Spirit (Fade Out), con un riadattato riff iniziale che é quasi identico a quello di The breading house di Bruce Dickinson.
In queste due canzoni Justin ci fa sentire di che pasta é fatto e sfodera una prestazione vocale superba.

In conclusione il disco é senza dubbio piú che sufficiente, ma complici le mie aspettative troppo alte, mi ha deluso un po'. Mi aspettavo il piede dritto nell'acceleratore, invece non é cosí. Nessuna canzone é brutta, tutte sono ben piú che gradevoli, ben eseguite, con qualche dettaglio interessante per ciascuna, ma che faticano nel complesso a fare il salto di qualitá, a parte le mie due favorite.

L'edizione speciale del disco non fa altro che rimarcare quello che ho appena detto e appesantire di parecchio il disco, con tre canzoni con poco mordente (anche perché acustiche) e una cannonball che risulta abbastanza piatta, confrontandola con quella scoppiettante che avevo visto live (che era supercarica e piena, appunto, di botti di cannone), che peró vanta la (strana) presenza di Ian Anderson e del suo flauto magico (no, non é quello della favola).

Sicuramente un passo avanti rispetto al discontinuo One way ticket to hell (per forza, mancava Frankie Poullain!!), ma che manca della freschezza e dell'ispirazione del debut Permission to land.

Trovate una donna a Justin!!!

Voto 65/100

Le migliori:  Concrete, Street spirit (fade out)
Ne avrei fatto volentieri a meno:  Le bonus tracks

Tracklist
01. Every Inch Of You
02. Nothing's Gonna Stop Us
03. With A Woman'
04. Keep Me Hangin' On
05. Livin’ Every Day Blind
06. Everybody Have A Good Time
07. She Just A Girl Eddie
08. Forbidden Love
09. Concrete
10. Street Spirit (Fade Out)
11. Love Is Not The Answer
(special edition)
12. I Can't Believe It's Not Love (Acoustic Demo) (Bonus Track)
13. Love Is Not The Answer (Acoustic Demo) (Bonus Track)
14. Pat Pong Ladies (Demo Mix) (Bonus Track)
15. Cannonball (feat. Ian Anderson) (Long Version) (Bonus Track)

FORMAZIONE

Frankie Poullain – basso

Justin Hawkins – voce, chitarra, tastiera
Daniel Hawkins – chitarra 
Ed Graham – batteria