09/09/12

Recensione: Down - Nola (1995)


Quando si parla di gruppi improvvisati (o supergruppi che dir si voglia), difficilmente il risultato di un disco é cosí buono da essere ricordato nel tempo. Questa é la regola generale, ma c'é un'eccezione, ed é proprio questa qui. 
Andiamo per gradi: Phil Anselmo (il cantante dei Pantera, per i pochi che non lo sapessero) comincia ad avere delle jam session con membri dei Crowbar e dei Corrosion of conformity, al termine delle quali decidono di fare un disco insieme.. e che disco: Nola, siore e siori, un ottimo mix tra le band citate, riff sabbathiani, sonorità sudiste e stoner.
Tre le cose meravigliose di questo disco: il suono generale, le linee vocali, i riff.

Il disco parte subito forte e i riff di Temptations wings e soprattutto di Lifer non si dimenticano facilmente, ma sará la parte centrale ad essere un semi capolavoro, in particolare il trittico Rehab, Eyes of the south (quanto é bella l'introduzione southern blues) e il singolo Stone the crow: un misto perfetto di potenza, orecchiabilitá e buon gusto. 
Per i fortunati che non la conoscessero (che avranno quindi il piacere di farsi avvolgere per la prima volta da questa canzone), la posteró al termine della recensione.
La band sa perfettamente come martellare i timpani dell'ascoltatore, ma sa anche come avvolgerlo con note suadenti e rilassanti: ecco Jail (con un Phil Anselmo formato Planet caravan) e la strumentale Pray for the Locust, che fanno da "intervallo" ai ritmi pesanti del disco.
Dopo una discreta Swan song, il disco chiude con Bury me in smoke: un incedere lento e pesante con un ritornello all'altezza della situazione, e Anselmo (autore di tutti i testi) che, dopo Hail of the leaf, inneggia ancora una volta alla Marijuana.

Il disco non ha avuto nessuna promozione e nessun tour a supporto, ma ha venduto, grazie solo alle ottime recensioni, quasi mezzo milione di copie.
Dopo questa fortunatissima parentesi i Down decideranno (giustamente) di non lasciare l'episodio isolato, pubblicando altri due buoni dischi (soprattutto il volume II, ma non paragonabili a questo straordinario debut) e di cominciare la carriera live.
Adesso aspetto le imminenti nuove uscite, e tra breve li vedró live (ma questa é un'altra storia...).

Per quanto riguarda Nola: giú il cappello di fronte a questi 5 musicisti che dal nulla, senza neanche essere una vera band (allora, oggi lo sono), ha sfornato un disco del genere.

Voto 88/100

Best tracks: Rehab, Eyes of the south, Stone the crow

Lineup:
Phil Anselmo: vocals
Pepper Keenan: guitars
Kirk Windstein: guitars
Todd Strange: bass
Jimmy Bower: drums

Tracklist:
1. Temptations Wings
2. Lifer
3. Pillars of Eternity
4. Rehab
5. Hail the Leaf
6. Underneath Everything
7. Eyes of the South
8. Jail
9. Losing All
10. Stone the Crow
11. Pray for the Locust
12. Swan Song
13. Bury me in Smoke

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