05/10/12

Recensione: Muse - The 2nd law

Andró controcorrente affermando che i Muse sono un gruppo da "singoli" e non da album: se molte delle piú belle tracce dello scorso decennio sono firmate proprio da Bellamy e soci, non ho mai trovato molto interessanti gli album nella loro interezza. Si, anche i primi.
Come affermato in altre occasioni, delle belle tracce non fanno per forza un bell'album.

Con The 2nd law questa mia teoria si rafforza, anche perché qui di belle tracce, onestamente, ce ne sono poche.
Trovo inoltre questo album abbastanza presuntuoso, i Muse ci vogliono fare vedere che sanno fare un po' di tutto: elettronica, rock, classica, pop, dubstep, sfornando un grosso minestrone.
Ascoltando l'album tutto di un fiato, il commento finale sará: "EH?!?"
Onnipresenti le citazioni ai Queen alle quali se ne aggiungono anche un paio agli U2 (Big Freeze), il disco é anticipato dalla canzone ufficiale delle olimpiadi, Survival, che in realtá andava molto bene per le olimpiadi, ma abbastanza fuori contesto in questo The 2nd law.

Troppa carne al fuoco, veramente troppa. Mi aveva fatto ben sperare l'apertura del disco con la ottima opener Supremacy, finita questa, troppe divagazioni, troppi riferimenti, troppa elettronica, troppo tutto.
La seconda (soporifera) traccia Madness cambia direzione all'album, Panic station é diversa dalle due precedenti, poi intro classico, "canzone delle olimpiadi" e cosí via: nessun filo conduttore tra le canzoni. Ci sarebbero anche canzoni niente male, ma con arrangiamento da sberle, é il caso di Follow me: per me i Muse sono un gruppo rock e se voglio ascoltare sta roba mi compro una compilation dance. Chiamatemi "chiuso", ma voglio ascoltare strumenti, non roba elettronica, e in questa canzone di strumenti ce ne sono pochini.
Animals si distingue per originalitá ed é uno dei pezzi piú interessanti dell'album ed Explorers sarebbe una bellissima canzone se non fosse autoplagiata (doppiamente) dalle loro Undisclosed desires ed Invincible. Save me (cantata dal bassista Wolstenholme)  é interessante per qualche sperimentazione ma risulta abbastanza noiosa nel complesso. La cosa piú bella del disco é senza dubbio il riff iniziale di Liquid state, ma la canzone non riesce a fare il salto di qualitá, complice (ancora) il cantato di Wolstenholme (che ricorda lo stile di Dave Grohl dei Foo Fighters) che, pur non sfigurando, cantante non lo é, e si sente. La title track (in due parti), ci mostra la band in versione dubstep. Il pezzo mi ricorda addirittura qualcosa degli Hawhkh (gruppo per intenditori), ma senza la loro genialitá.

Apprezzo sicuramente il coraggio di questo disco, ma il risultato generale per me é mediocre, inferiore anche al precedente Resistance.

Voto 47/100

Best track: Supremacy, Liquid state
Skip songs: troppe

Tracklist
  1. Supremacy
  2. Madness
  3. Panic Station
  4. Survival (Prelude)
  5. Survival
  6. Follow Me
  7. Animals
  8. Explorers
  9. Big Freeze
  10. Save Me (Chris Wolstenholme)
  11. Liquid State  (Chris Wolstenholme)
  12. The 2nd Law: Unsustainable
  13. The 2nd Law: Isolated System
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