02/02/13

La discografia (semiseria) - Avantasia

Ed eccoci qui a parlare di quel mattacchione di Tobias Sammet che una ne pensa e 100 ne fa. Non contento di pubblicare 27 album all'anno con gli Edguy, decide di creare questo progettino. Vediamo che ha combinato.


The metal Opera (2001)
Alla faccia del progettino, Tobias prende il telefono e chiama tutti quelli che conosce che sappiano suonare o cantare qualcosa. Rispondono, tra gli altri, Kiske (che in questo disco si fa chiamare con uno pseudonimo vergognoso), Matos, Hansen, Tolkki, DeFeis, Grosskopf, Rob Rock. Gli é andata ampiamente bene, diciamolo (Cit. La Russa). L'album é uno dei migliori lavori power metal mai scritti, anzi, forse il migliore, non é il caso di fare i tirchi e i pidocchiosi. La trama é troppo complicata da spiegare, é tipo la versione complessa del signore degli anelli (inoltre non l'ho mai capita veramente). 
Voto 92/100
Top tracks: Reach out for the light, Breaking away, The glory of Rome



The metal Opera Pt  (2002)
Portato in trionfo dal pubblico, Tobias richiama tutto il circo e pubblica questo secondo capitolo. Il risultato é che alcune canzoni sono irrinunciabili (The seven angels é un capolavoro immenso) e il disco ha addiruttura picchi piú alti rispetto al precedente, ma non gode dell'ispirazione per tutta la sua interezza. Insomma, 3-4 pezzi pazzeschi, il resto, se non lo ascoltavamo, potevamo benissimo vivere altrettanto bene. Pero' quei 3-4 pezzi valgono da soli l'acquisto dell'album. La trama? Manco letta, stavolta.   
Voto 78/100
Top tracks: The seven angels, The final sacrifice, In quest for, Chalice of agony (toh, le metto tutte )


The scarecrow (2008)
Tobias sta diventando un ometto e il power metal comincia a stufarlo, quindi il progetto Avantasia passa da essere una Metal opera a una Rock opera, il problema é che egli (si, egli) é piú bravo a scrivere metal che rock. In The scarecrow abbandona maghi, maghetti, elfi, tutine, incantesimi, castagne e vino e tanti musicisti prettamente power, e comincia a parlare della sua vita, in maniera figurata. Inoltre, sfortunatamente, comincia a dare meno spazio agli ospiti, che peró sono ancora di qualitá.
Il risultato non é niente che passerá alla storia, ma grazie a Jorn Lande, che offre delle interpretazioni da riascoltarle ancora perché non ci credi, il disco é gradevole, nonostante dei toni da signorinelle e alcune ballate estremamente evitabili. Da segnalare anche una canzone con il sempre sobrio Alice Cooper.  
Voto 65/100
Top tracks: The scarecrow, Another angel down
Skip track: Cry just a little, What kind of love



 The wicked Symphony (2010)
Angel of Babylon (2010)
Ma perché??? Tobias aveva promesso, come seguito di The Scarecrow, due dischi magnifici rilasciati in contemporanea, pieni di orchestrazioni e triccheballacche. Ha mantenuto la promessa? A metá, questi due dischi sono di un'inutilitá mostruosa: metá di ogni disco é ottima, l'altra metá assolutamente inutile. Fare un disco con le migliori tracce di entrambi, no, vero? Sarebbe venuto un gran disco, di gran lunga superiore a The scarecrow, invece ecco due dischi con pezzi magnifici e con dei filler clamorosi (qualcuno neanche puó essere definito tale, onestamente) e ripescaggi dagli EP che hanno preceduto il disco. Alone I remember é metá plagio di Monkey businness degli Skid row e metá una canzone squallida anni 80. Tra gli ospiti, non ci trattiamo male neanche stavolta: oltre ai soliti affezionati Kiske, Lande, Matos Paeth e Catley, troviamo "Ripper" Owens, Klaus Meine, Jon Oliva, e Russell Allen.Quanto mi fanno incazzare le uscite multiple con i riempitivi, ma quanto.... 
Voto 65/100 ad entrambi, nonostante tutto.
  
The wicked Symphony
Top tracks: The wicked symphony, Scales of Justice, Runaway train
Skip tracks: forever is a long time, black wings, the edge
Angel of Babylon
Top tracks: Stargazers, Angel of Babylon, Death is just a feeling
Skip tracks: Alone I Remember (la canzone piú brutta mai scritta da Tobias),  Blowing out the flame.


The Mystery of time (2013)
Tobias non tradisce. Rimette insieme baracca e burattini, chiamando ancora una volta tutti i suoi amici che sappiano cantare (meglio di lui) e ci regala un altro capitolo di Avantasia. Non ai livelli dei primi due semi-capolavori, ma molto buono lo stesso, probabilmente il migliore, dopo quelli, nella sua interezza. Nessun riempitivo, proprio nessuno nessuno, stavolta. Manca Jorn Lande, questo si, ma c'é Michael Kiske, come sempre, quindi tutto a posto. 
Voto 75/100
Top tracks: Black orchid, Sleepwalking, Dweller in a dream



Ghostlights (2016)
Tobias non tradisce manco stavolta e organizza ancora un grande album con tutte le atmosfere possibili e immaginabili. Kiske che urla come un disperato, canzoni gutturali, ospiti che mai ci saremmo aspettati (Geoff Tate) e la solita canzone di chiusura di Bob Catley, ormai puntuale come l'abbonamento del canone Rai. I livelli sono decisamente alti, piú o meno come quelli del precedente, infatti ho messo lo stesso voto.
Voto 75/100

Top tracks: Draconian love, Master of the pendulum