19/03/13

Recensione: X-ray Life - X-ray life (2012)


Recensione a cura di Antonio Spina

Come suona questo disco?Beh,direi Grunge! Anzi no...Hard rock! Mmmm...ok. SUONA, e anche bene! Dopo vari ascolti
non sono infatti ancora riuscito a decifrare bene il genere che propongono questi cinque ragazzi veneti. 
Probabilmente proprio perchè il grunge(e loro si definiscono anche un gruppo grunge) ingloba per definizione anche altri generi quali l'heavy metal,il punk rock e l'alternative rock. State tranquilli...in questo disco c'è proprio di tutto! 



Sarei curioso di conoscere lo stato d'animo del chitarrista nel momento in cui ha scritto il primo pezzo del disco Machine gun Kelly: UNA MINA!!! Il riff è un siluro,la ritmica palm mute e piena di armoniche innalza i decibel accompagnata dal piedino non proprio delicato del batterista che pesta la cassa a dovere. Sul finale il cambio di tempo con un bending "lamentoso" sul solo di chitarra(a mio avviso azzeccatissimo). 
Non si fa neanche in tempo a prender aria che parte subito il campanaccio del secondo pezzo Everyone is a star.  Punto forte la voce a tratti sussurrata e urlata,a meta' tra il miglior Scott Weiland e Layne Staley. Questo disco ha mille risorse e infatti parte Coma like a dream:amici,qui scatta il pogo! L'intro punkettone vi fara' muovere il culo per tutta la durata del pezzo e il ritornello vi entrera' in testa che è un piacere,cosi' come il successivo Hey, pezzo con una forte componente hard rock,con la voce che si distorce sul ritornello "I wanna live like a rockstarrrrrrrr". 

Andiamo avanti,skippiamo stazioni radio e troviamo Lay on you! Parlavamo di grunge...e allora diciamolo pure che questo è forse il pezzo piu' "nirvanesco" del disco. 
Il riff cadenzato di chitarra e la voce si rincorrono e si inseguono a vicenda esplondendo nel cambio di tempo improvviso sul finale in puro "Black Sabbath style".
A questo punto alcuni (non di certo io) direbbero "Dopo questa scarica di adrenalina ci starebbe un bel pezzo acustico!". Ebbene si, gli X Ray ci accontentano con la bellissima Sad. Bella la chitarra arpeggiata che accompagna la voce struggente a sua volta contornata dagli ottimi cori. Ora basta pero'. E' giunta l'ora di tornare alle origini!!! Et voila' Devil on earth. La hit. Pezzo piu' radiofonico in assoluto del disco,molto ben strutturato. Nell'ipnotica 665 inside assistiamo ad una performance vocale davvero strepitosa,che raggiunge la sua massima intensita' sul Baaaaaaaaaaaaabeeeeeeeeeeeaaaa(scusate se ho scritto troppe a ed e ma ci stava troppo, cazzo!). Prima degli ultimi due pezzi del disco segue un'ottima cover "tamarra" del pezzo dei Creedence Clearwater Revival, Susie Q, molto ben arrangiata.  In conclusione Charlie the shephred e The last song. La prima è una canzone incazzatissima,dura,cruda,grezza, resa tale dal basso fuzzoso sparato a mille e sul finire dai due soli botta e risposta delle due chitarre. La seconda(e ultima) canzone si potrebbe definire come la "ballad" del disco: inizialmente dai toni pacati il pezzo esplode sul finale con una lunghissima parte strumentale che sfocia infine nelle ultime 8 (e dico 8) note di piano che chiudono il disco.

Che dire,questi cinque ragazzoti del nord-est italico hanno proprio fatto un ottimo lavoro. Non oserei definirlo ne un disco grunge,ne hard rock ne bla bla(anche perchè le definizioni mi stanno un po sul cazzo), ma un disco diretto che allo stesso tempo presenta numerose sfaccettature che l'ascoltatore piu' attento riuscirebbe sicuramente a cogliere...come me d'altronde!



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