13/06/13

La playlist scomoda - Pearl jam

Benvenuti ad una nuova puntata de "la playlist scomoda", rubrica inutilissima a patto che voi non vogliate:

1) Sapere quali siano i miei pezzi preferiti in assoluto di una band in particolare (ne dubito).
b) Conoscere qualcosa in più della band presa in esame.
3) Perdere un po' di tempo su internet perchè non sapete dove sbattere la testa.
d) Varie ed eventuali.
f) Provare a psicanalizzare il sottoscritto, sul perchè crea queste rubriche di merda.

Il termine "scomoda" è perchè non sarà una vera e propria Playlist continuativa, ma perchè dovrete attivare 10 video diversi per ascoltare tutte le canzoni.

Inoltre, per una godere appieno di una buona qualitá audio/video vi consiglio sempre di cercare le copie originali.
Bando alle ciance, é la volta dei Peggem!
Sará un pomeriggio durissimo, scegliere solo 10 canzoni sará impresa titanica, ne ho almeno una trentina in mente...vediamo che combino.

10) Crazy mary (cover)
Lo so, non è il massimo partire con una cover, che tra l'altro non è neanche tra le mie preferite in assoluto, ma è legata al ricordo del mio primo concerto dei PJ, in quel di Pistoia nel 2006. Ero davanti ad un megaspeaker e, sentire a volumi megagalattici il primo accordo di Stone Gossard accompagnato dalla suadente voce di Eddie, mi ha letteralmente tolto il fiato per qualche secondo. Non sto scherzando. Uno dei migliori "suoni" che abbia sentito in vita mia e uno dei migliori ricordi di tutti i concerti che ho visto, nel corso degli anni. Ho trovato proprio quel video, non sarà la stessa cosa, ma godetevelo lo stesso.


9) Do the evolution (da Yield)
Canzone con un grandissimo testo e con uno dei videoclip piú belli di sempre, sull'evoluzione, l'aviditá dei potenti e sulla la cattiveria umana. La versione live (cantata in una tonalitá differente e molto piú veloce) a mio parere vale molto di piú di quella da studio, ma non voglio privarvi di un'occasione per (ri)vedere questo magnifico video.
Curiositá: il basso della canzone é stato registrato da Gossard (autore della musica), non da Ament. Non ve ne frega nulla, vero? Ok guardatevi il video.


8) Grievance (da Binaural)
Altro testo politicamente impegnato ed estremamente interessante, contro la tecnologia a tutti i costi e sulla la perdita della privacy nella societá odierna, purtroppo sempre piú attuale.
Matt Cameron nei primi periodi dei PJ era un animale, guardate la sua performance (ma anche quella degli altri) dal David Letterman Show. Big eyeeee big eyeee watching meeeeeeee


7) Come back (da Pearl jam)
Un tributo a Johnny Ramone appena scomparso. Proprio lui ha insegnato ad Eddie l'amore per un certo tipo di ballate, lui lo ripaga con questa canzone-tributo in quello stile. Testo magnifico, con Eddie che canta "come back" all'amico scomparso. Brividi assicurati, durante questi 6 minuti. La ciligiena sulla torta é il meraviglioso assolo di Mike McReady sul finale.


6) Go (da Vs)
Comincio col dire che la versione da studio, a mio parere, é bruttarella. Non odiatemi per questo.
La versione live (soprattutto post 1998), invece, spacca: Cameron cambia la batteria e i fastidiosi cori nel ritornello non ci sono piú.. Et voilá, canzone sistemata.
Eddie dice a qualcuno di andare, anzi di non andare, no, forse si riferisce al suo furgone, boh. Se qualcuno ne sapesse di piú, mi illumini, per favore. Ah, godetevi anche la faccia di Mike Mcready, durante l'esecuzione della canzone. L'avevano svegliato 10 minuti prima?
Legata al mio bellissimo ricordo dello show di Manchester.


5) Black (da Ten)
Probabilmente la ballad piú famosa dei PJ (a pari merito con Betterman) quindi non ha bisogno di troppe presentazioni.
Vi propongo la versione del famoso Unplugged di Mtv. Eddie fa casino col testo nella prima parte della canzone, ma in compenso, improvvisa una seconda strofa da farvi rizzare i peli delle orecchie (nel caso li aveste).
Prestazione vocale assurda (in senso positivo, si intende). Let the music do the talking...



4) Corduroy (da Vitalogy)
Vi piace la versione studio? Sinceramente... Ok, siamo d'accordo.
Corduroy é una di quelle tantissime canzoni dei PJ che mi é "arrivata" tardi: mi ha colpito solo dopo 5-6 anni di ascolti (distratti). Una cosa che mi succede solo con i Pearl jam.
La canzone ha un bellissimo testo, sul rapporto conflittuale di Eddie Vedder nei confronti della popolaritá: (da Wikipedia) « Si, quella canzone è ispirata alla rivendita di quella vecchia giacca di velluto che indossavo. Penso di averla pagata 12$ e fu venduta a 650$. L'ultima volta che l'ho vista l'aveva un ragazzo in TV, e la portava in una maniera prevedibile, credo, come mi vestivo io in quei giorni in cui avevo i capelli lunghi e la maglia dell'esercito. Vidi questo nuovo personaggio in una soap-opera , così c'era un ragazzo, più affascinante di me, che la indossava durante una puntata di "General Hospital". E la cosa divertente è che quel ragazzo era Ricky Martin.»



3) Nothingman (da Vitalogy)
Capolavoro scritto da Eddie Vedder e Jeff Ament. Anche in questo caso, la canzone rende al massimo solo in sede live, grazie a suoni piú diretti e un'interpretazione vocale superiore. Godetevi la magnifica voce di Eddie, prima in due ottave differenti, poi in un crescendo finale. La mia versione preferita é quella del Live on two legs, che vi propongo qui sotto.
Cosa c'entra l'immagine del video? Non lo so.


2) Immortality (da Vitalogy)
Non appena parte l'arpeggio iniziale, il mio corpo si blocca. E' come quando spostate la testa per non prendere uno schiaffo o quando inciampate e vi riparate con le braccia per non cadere di faccia. Un istinto, non ci potete fare nulla.
Cazzate a parte, la canzone é meravigliosa e si dice parli in qualche modo di Kurt Cobain "as priviledge as a whore, victims in demand for public show..", anche se Vedder non ha mai confermato queste voci. Grande canzone (stavolta anche da studio) che vi entra nelle vene con un arrangiamento superlativo, tutto é al posto giusto. Godetevela, con il testo.



1) Given to fly (da Yield)
Copio-incollo dalla precedente top 20 (generale)
La canzone che mi ha fatto innamorare dei Pearl jam. Il crescendo delle chitarre, dal bridge in poi, mi manda fuori di testa. Dategli una chanche: mettetela a volume dignitoso (altissimo) e lasciatevi trasportare. Vi chiederá sempre piú volume. E' una canzone corta, dalla struttura canonica, senza soli, ma nonostante tutto questo resta la mia preferita in assoluto. Non ascoltatela come sottofondo, morirá, chiede attenzioni.  Ma che cazzo sto scrivendo....
Ho trovato in rete un video con delle immagini che colgono lo spirito della canzone.
Eccola, buon viaggio, ciao:

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