16/09/13

Supporto fisico o streaming?

Comoditá o poesia? Con questa domanda sintetizzerei tutta la questione.

Da un lato c'é l'enorme comoditá dello streaming che che ci fa usifruire della musica che piú ci piace sui nostri cellulari, computer, tablet e chi piú ne ha, piú ne metta; dall'altro ci sono i CD (o i supporti fisici in generale), che, oltre a darti il senso di possesso dell'oggetto, ti danno una serie di vantaggi quali l'artwork e la qualitá audio, non dimenticando la magia di inserire il disco nell'apposito lettore per poi premere il tastino "play". 

Cominciamo dalla qualitá, spesso dimenticata, o poco conosciuta, soprattutto dagli ascoltatori piú giovani. Ci ritroviamo ad ascoltare dei dischi solo in Mp3, o addirittura da Youtube in bassissima qualitá (se caricata da fonti non ufficiali), magari con delle cuffie o degli speakers economici.
Ecco, provate ad ascoltare lo stesso album in uno stereo decente e con delle casse di grandezza decente. Niente di strabiliante o di troppo costoso, solo decente. Ascoltai diverse volte il magnifico Wasting lights dei Foo fighters in Mp3 scaricato dalla rete e dopo un po' decido di acquistarlo in CD. Premo play e... magia! Totalmente un altro suono, le chitarre non suonavano piú ipercompresse ed il suond generale era migliorato in maniera esponenziale. Mi sono maledetto per averlo ascoltato per un mese sullo smartphone. A proposito, provate a riprodurre quello che ascoltate giornalmente nel vostro pc (magari portatile) in un impianto professionale, vedrete che merda uscirá fuori.

Il principale vantaggio del supporto virtuale rispetto al supporto fisico é, dicevamo, la comoditá: proprio per questo motivo, ahimé, nel mio trasferimento a Londra non ho potuto portare con me centinaia di CD - musicassette - vinili che fanno parte della mia collezione, mentre con 200 grammi (il mio Hard disk), sono riuscito a portare tutto e anche di piú.
Si, OK, peró dove lo mettiamo il piacere di scegliere quale disco mettere, scartabellando tra la tua collezione? Godere dei disegni, delle edizioni limitate, delle custodie traballanti, di quelle rotte, dei testi, dello sfogliare dei libretti e degli odori. Liberissimi di non credermi, ma riuscirei a riconoscere i miei primi CD acquistati solamente dall'odore.

Quanto é fastidioso quando parte un disco che non vorremmo, magari dopo quello ascoltato, per la riproduzione automatica attivata o per un pollice poco preciso. E' una cosa che odio, ma capisco che potrebbe essere una cosa personale.

Volete anche mettere il brivido di acquistare qualcosa a scatola chiusa? Non posso biasimare nessuno che non lo faccia, ma lo scartare e l'inserire il CD con tanti dubbi, ha un fascino maledetto, che (purtroppo, ma per fortuna, se guardiamo il lato economico) oggi non proviamo piú. Ricordo quando comprai " The great southern trendkill" dei Pantera a scatola chiusa chiedendomi: "sará pesante come il precedente? Spero di no". Per la cronaca, l'album cominció con i 10 secondi piú pesanti della storia della musica. Oppure "pacchi" clamorosi tipo uno disco degli sconosciuti dei The goats, acquistato ad un prezzo ridicolo, scoprendo, al play, che era un album Hip Hop divertentissimo, di rock/metal aveva solo la copertina. Per non parlare dei bootleg, illegali da molti anni, ma che ad inizio anni 90 imperversavano. Ho trovato gemme magnifiche (il penultimo concerto dei Nirvana e un live dei Metallica con qualitá audio pazzesca, per dirne due) e pacchi clamorosi (la brutta copia dell'unplugged in NY sempre dei Nirvana. Era lo stesso concerto, la tracklist in ordine diverso e con qualitá sonora bassissima).
Oggi, peró, abbiamo YouTube e tutto questo non é piú realtá. Sicuramente ne beneficia il portafoglio, ma non perdiamo un po' di poesia a causa anche della troppa scelta? Mi rendo conto che le mie parole possano suonare come quelle di un anziano che rimembra i suoi tempi, disprezzando quelli attuali.

Ancora oggi adoro andare nei negozi di dischi (quei pochi rimasti aperti, purtroppo), soprattutto nelle sezioni "SALE" dove i CD sono tutti ammassati e devi scorrerli uno ad uno per trovare qualcosa che ti interessi, magari impolverandoti le dita. Oppure semplicemente scegliere il disco appena uscito ed essere indeciso su quale versione acquistare, la limited o la tradizionale. Meglio quella con le bonus tracks? Il digipack? L'edizione con il dvd? Non é un po' triste cliccare "download" su uno schermo senza poter toccare l'oggetto e senza possedere nulla di tangibile, magari facendo si che un giorno ti dimenticherai di quel disco, dopo essere sparito dalla tua vista? Onestamente non riascolto piú un sacco di dischi che meriterebbero di essere riascoltati, solo perché non li posseggo in edizione fisica e quasi mi dimentico della loro esistenza.

Lo stesso discorso si potrebbe estendere anche ai libri. Non é poetico scegliere un libro anche grazie all'aspetto (o all'odore) della carta? Vi potreste immaginare delle librerie o delle biblioteche senza libri ma con solo computer ed E-book? Sicuramente comodissimo, ma non sarebbe un po' triste?

Non voglio dire bugie, dicendo che ascolto e compro solo roba fisica, ma cerco di acquistare sempre tutti quei dischi che, a mio parere, meritano di essere acquistati e mi maledico ogni volta che clicco play sul computer invece di prendere un CD dallo scaffale.

Dite la vostra.