05/11/13

Recensione: Place vendome - Thunder in the distance (2013)



Si puó avere voglia di stoppare un album dopo i primi 30 secondi? Non che avessi grandi aspettative, ma proporre un'opener che é la FOTOCOPIA di una canzone contenuta nell'album precedente, Streets of fire, che a sua volta era la copia di un'altra canzone dell'album precedente (sembra una matrioska), mi pare diabolico.
Si, la canzone é orecchiabile, ma l'abbiamo giá ascoltata con altre parole.


Kiske, a livello interpretativo, é uno dei cantanti migliori che l'umanitá abbia mai ascoltato, l'ho detto sin troppe volte.
Tra i suoi 1700 progetti e band con cui suona o collabora occasionalmente, troviamo i Place vendome, arrivati al terzo album. Il primo album, l'omonimo, mi era piaciuto, il secondo mi aveva deluso, cosí come questo terzo. Il problema non é la qualitá delle composizioni, ma la varietá: tutte canzoni di (troppo) facile ascolto che si assomigliano (troppo) tra di loro. Ok per un disco-progetto, ma una discografia intera dei Place vendome, no eh...
Si, Michael Kiske é divino e, come ho detto, stradetto e ripetuto, é uno di quelli che potrebbe cantare anche la lista della spesa e renderla gradevole, ma di un altro album dei Place Vendome non se ne sentiva proprio il bisogno.

Le canzoni hanno tutte un chorus molto orecchiabile, suoni molto (troppo) gentili, ambientazioni AOR e durano la media di 4 minuti circa, seguendo degli schemi abbastanza (troppo) ripetuti. Per dire, se voleste sentire un solo di chitarra, mettete una canzone a caso tra 2.45 e 3.10. Sará li e durerá circa 15 secondi. Non vorrei dirlo, ma é quasi: sentita una, sentite tutte.
Alla fine, anche nei progetti metal Michael Kiske non é poi cosí vario, ma quando canta su quelle note e, soprattutto, su quelle velocitá, la storia é diversa.

Qualche pezzo che si discosta un po', fortunatamente c'é: la ballad Maybe tomorrow o la piú frizzante Never too late (ma non era giá il titolo di una canzone degli Unisonic?!) che risvegliano un po' l'ascoltatore dalla lobotomia. Anche Heaven lost si fa ascoltare, per un assolo veramente degno di nota, per delle note piú alte e dei ritornelli leggermente diversi. Chiariamoci, nulla di troppo particolare, solo leggermente diverso.

Se avete apprezzato il secondo Streets of fire, probabilmente apprezzerete anche questo, che giudico anche superiore, nel complesso. Se invece vi siete stancati dopo il secondo album (come il sottoscritto), lasciate perdere questo. (troppo)

Voto 5,5

Top tracks: Maybe tomorrow, Never too late
Skip tracks: dipende dal vostro umore.

Tracklist:
01. Talk To Me
02. Power Of Music
03. Broken Wings
04. Lost In Paradise
05. It Can't Rain Forever
06. Fragile Ground
07. Hold Your Love
08. Never Too Late
09. Heaven Lost
10. My Heart Is Dying
11. Breakout
12. Maybe Tomorrow
13. Thunder In The Distance