31/01/14

Il demolitore: Beatles - Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band

Il demolitore é colui che non é mai contento, vede sempre il lato negativo delle cose ed é colui che risponderebbe alla classica domanda: "un bicchiere é mezzo pieno o mezzo vuoto?" con "non é né mezzo pieno né mezzo vuoto, é solo un bicchiere di merda". Incontentabile, demolisce  tutto quello che gli sta attorno, che si tratti di opere d'arte o di monnezza urbana, per lui é quasi tutto sullo stesso piano. Ha una brutta opinione pure di se stesso.

Oggi volevo dire la mia su un altro capolavorone della storia della musica: Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles.


Ancora una volta copio e incollo tutti i premi, riconoscimenti e tricchebballacche da WikipediaSgt. Pepper occupa la prima posizione nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi pubblicata dalla rivista Rolling Stone (sempre loro)
Secondo una stima delle vendite dei dischi musicali riportata dalla stampa, Sgt. Pepper ha totalizzato più di 32 milioni di copie vendute[3].
L'album vinse un Grammy Award nel 1967 come miglior album dell'anno[4].

Il disco piú bello della storia della musica??? Ma questi di Rolling stone saranno forse parenti del secondo Paul McCartney (spiegheró tra poco), perché l'album é una ciofeca bella e buona.
I Beatles erano evidentemente sconnessi e devastati dalle droghe e vollero usare la scusa del concept album per non fare niente di sensato: "eh, ma stiamo sperimentando, che volete...".
Oltretutto Paul McCartney era morto e le idee di inizio carriera cominciavano a scarseggiare. Si, avete letto bene. Per tutti coloro che non lo sapessero, il vero Paul McCartney morí in un incidente stradale nel 1966, ma i Beatles continuarono la loro carriera con un sosia che vinse precedentemente alcuni concorsi. Questo che vi posto sotto é un filmato a caso dei 10000 che ci sono su youtube che vi spiega la vicenda. Se la conoscete giá, passate avanti. Anzi no, probabilmente é piú piacevole guardare il video su Paul Mccartney morto che leggere questa recensione o, in generale, leggere di questo disco.


La copertina di Stg. Pepper in realtà é discreta, sicuramente la cosa migliore del disco, ci sono tanti dettagli sulla morte di Paul (se ne parlerà da qualche parte anche nel video sopra) e dei bei colori/riferimenti (che non sto qui a spiegare perchè mi scoccia).

Le canzoni: il disco, in veritá, non parte cosí male, ci sono canzonette simpatiche e allegrotte come Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, With a Little Help from My Friends (cantata con la grinta di Stanlio e Ollio dal mediocre Ringo Starr. Joe Cocker la rivisiterá successivamente in maniera netta, come per dire: "é cosí che si fa, cazzo") o Lucy in the Sky with Diamonds, canzoni che con un po' di fantasia hanno una certa coesione e seguono un certo filo conduttore. Proprio Lucy in the Sky with Diamonds scatenò un putiferio: "parla dell' LSD", dissero in molti. John Lennon, probabilmente in preda a questa sostanza, dichiarò per giustificarsi che la canzone fu ispirata da un disegno del figlio Julian che disegnò Lucy nel cielo con i diamanti. Boh.

Dicevamo... Il problema del disco é che dopo qualche canzone ti chiedi: "aspetta, ma che cacchio sta succedendo?" L'album esce totalmente fuori da ogni schema e da ogni coesione rispetto alle canzoni che abbiamo ascoltato, e ci ritroviamo praticamente di fronte all'omogeneità (nulla) di un Greatest hits, pure brutto. Perché un Greatest hits con queste canzoni sarebbe da denuncia, onestamente. In Stg. Pepper tutti cominciano a fare un po' come cazzo gli pare: She's leaving home e Lovely rita sembrano prese direttamente da una soap opera di serie B, di quelle che passano sulle reti locali di notte perché chi decide il palinsesto, in fondo, si vergogna un pochino. Within you without you é delirante con tutte quelle atmosfere indiane care a George Harrison che hanno la capacitá di romperti i coglioni già dopo i primi 6 secondi. Good morning good morning sarebbe la sveglia perfetta per il vostro peggior nemico. Potete fare questo scherzo: mettetela come suoneria per la sveglia di un vostro familiare che vi sta sulle palle, vi toglierá immediatamente il saluto e sarete contenti.
Seguono un'altra versione della title track (ne avremmo fatto volentieri a meno) e una conclusiva, piú che discreta (nella prima parte) A day in the life, che peró nel contesto ci azzecca come un pezzo di Joe Satriani in un album di Michael Bolton o come un pezzo da studio di Eros Ramazzotti messo a metá di un live album dei Black sabbath con Ronnie James Dio o ancora come...ok, la smetto sono sicuro che il concetto è abbastanza chiaro.

Probabilmente é un album che funziona sotto effetto di droghe (Lucy in the sky with diamonds), se non avete in previsione di prenderne, state lontani da questo disco.
Vi lascio con Good morning (in una cover credibile perchè l'originale non si trova), mi raccomando con quella storia della sveglia.

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