26/02/14

Recensione: Nera luce - Ad occhi chiusi


La storia dei Nera Luce comincia come per molte band. Nel 2002 un gruppo di amici si ritrova e, vista la comune passione per la musica, inizia il suo percorso. Diverse sono le esperienze live necessarie a trovare un buon affiatamento e ad individuare la strada giusta da intraprendere. Con la crescita costante si fa largo nel gruppo l’esigenza di comporre brani propri, abbandonando l’immagine di gruppo di sole cover.
Dopo le importantissime esperienze e le partecipazioni a Sanremo giovani, Tim tour, il Pistoia blues festival o l'apertura del concerto di Andy Timmons, la band comincia a lavorare in studio e pubblica nel 2010 il debut Luci nell'ombra.
Nel 2013 è la volta di Ad occhi chiusi, che andiamo a recensire adesso.

Un riff duro come un macigno ci da il benvenuto, è Ultima ora, l'opener dell'album e, non appena faranno il loro ingresso le vocals, non si farà fatica ad accostarle a quelle degli Alice in chains. A proposito di vocals, facile intuire dai titoli che sono in italiano, lingua che sinceramente non prediligo per il rock, ma che sono comunque convincenti.
Per il resto, solamente leggendo le esperienze sopra citate, capiamo che stiamo parlando di una band con molta esperienza, professionale e assolutamente matura e l'ascolto di questo Ad occhi chiusi lo conferma assolutamente. Ogni musicista fa il suo con ottimo gusto e con estrema professionalità e la buona produzione del disco gli permette di esprimersi al meglio in tutte le diverse atmosfere presenti.

Oltre l'opener, una citazione d'obbligo per la bella ballad Il tuo soffrire (grandissimo il solo finale) il drumming incisivo e vario di La voglia nascosta, la affascinantissima Ombre, la "taranta" di Taranta violenta, il basso distorto che ci introduce la coinvolgente Istantanee, il meraviglioso drumming che contraddistingue la title track, la performance vocale di Bambola (la più incisiva del disco, sotto questo punto di vista), la poetica Domani, e la conclusiva cover di Mina Insieme. Davvero una cover meravigliosa, dove la band mostra tutta la personalità, stravolgendola quasi completamente (ad essere sincero l'ho riconosciuta solo nel ritornello).

Tutto, in questo disco, è al posto giusto: le composizioni sono ottime, piene di idee, cosí come sono di pregevole fattura l'esecuzione e la registrazione. Devo aggiungere altro?

Top tracks: Il tuo soffrire, la voglia nascosta, Ombre

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