24/07/14

Live report: Dream Theater - GruVillage, Grugliasco (TO) 22 luglio 2014


A cura di Moonchild74

Premessa n°1 : come fan dei Dream Theater sono una “novellina”, li ho scoperti un paio d’anni fa grazie ( e mai termine fu più azzeccato) al consiglio di un amico. Comprai Images and Words e non fu un colpo di fulmine, non riuscivo proprio a farmi piacere quell’accozzaglia di note ( lo so lo so è un’eresia, ma all’inizio era questa l’impressione), ero una da Iron Maiden e Metallica e quello che le mie orecchie percepivano era troppo diverso da ciò a cui ero abituata, per non parlare del timbro vocale di Labrie con cui non riuscivo a fare amicizia.. Poi all’improvviso ( e mi ricordo esattamente anche quale strada stavo percorrendo in macchina) ascoltando Metropolis part 1…”You’ll find yourself swimming in a lake of fire” non so cosa cavolo è successo ma la mia mente evidentemente si è aperta e l’accozzaglia di note è diventata un’intricata e meravigliosa e sorprendente armonia. Insomma mi sono innamorata e tutto il resto ( cioè due anni trascorsi ad ascoltare quasi esclusivamente e quotidianamente la loro musica) è venuto da sé.
Il concerto del 22 Luglio a Grugliasco è stata la mia “prima volta” e si sa, la prima volta non si scorda mai.

Premessa n°2 : questo non è un live report, nel blog ce ne sono già due sull’Along for the Ride World Tour”, perfettamente dettagliati; oltretutto non ho le competenze per scriverlo, quindi diciamo che è un piccolo racconto di come ho vissuto questa fantastica esperienza

A Gennaio la leg invernale del tour dei Dream Theater ha toccato Firenze, la mia città; la tentazione di andare era ovviamente fortissima, ma ancora non avevo mai ascoltato l’ultimo album e neanche Awake (sei mesi li avevo passati in compagnia di Scenes from a Memory quindi ero rimasta un po’ indietro!!) perciò ho rinunciato. Poi la notizia della leg estiva, vedo la data a Grugliasco e penso “No dai non è possibile!!”. In quel di Grugliasco vive da un po’ una mia grande amica, con cui però non ci vedevamo da circa quindici anni… due gioie in una!! Il giorno stesso dell’inizio della prevendita mi fiondo a comprare il biglietto e comincia l’attesa.

Finalmente arrivo alla data fatidica, un po’ di giramenti per le condizioni meteorologiche ma sono fiduciosa ( infatti manco una goccia!); la location, sulla carta non è delle migliori. Gru Village, un centro commerciale al cui esterno è stata ricavata un’area concerti che credo possa contenere circa duemila persone.

Immagino un’acustica terribile…immaginavo male.

Mi metto in fila intorno alle 18,00, non c’è molta gente a dire il vero ( arriverà tutta insieme). Finalmente alle 20,00 aprono i cancelli e mi catapulto dentro, ovviamente sul lato destro ( sinistro del palco) perché so già che Mr Petrucci sarà lì :D

Sono più o meno a dieci metri dal palco, perfetto. Il posto è carino, piccolo, molto intimo…meglio così. Vedo la batteria spaziale di Mangini e aspetto, in preda ad una sete atroce ( strategia da concerto: smettere di bere qualsiasi cosa almeno due ore prima per non dover andare in bagno perdendo la posizione faticosamente guadagnata!!) e al mal di schiena…mi dico che sto invecchiando per queste cose, ma poi finalmente attaccano le note di “False Awakening Suite”, sullo schermo scorrono le immagini delle covers di tutti gli album passati e mi sale potente l’adrenalina.

E poi in un secondo mi trovo davanti Petrucci: dai, lo ammetto, l’adolescente che alberga in me ha un sussulto estatico e per qualche minuto non riesco fisicamente a staccargli gli occhi di dosso :p

L’inizio è tiratissimo con The Enemy Inside, e si intuisce subito che Labrie è in gran forma…ma la serata è solo iniziata e sarà lunga ( evviva!!!)

In questa prima parte ho fatto solo da spettatrice incantata, sono canzoni che conosco meno ma me le godo tutte lo stesso, l’acustica mi pare buonissima, i suoni sono puliti e la chitarra di Petrucci è semplicemente sublime…è un vero spettacolo vederlo e sentirlo suonare, riempie il cuore. Myung e Rudess sono dall’altro lato del palco e riesco a scorgerli appena, ma si “sentono” quindi va benissimo! Grazie allo schermo riesco a vedere Mangini che fa il suo assolo durante Enigma Machine…bella roba e lui simpatico.


Intervallo di quindici minuti, un ragazzo accanto a me mi dice “ Il vero concerto inizia tra poco”…lo so, lo so!!!! ( molto carini e divertenti i video passati sullo schermo durante il break: sulle Action Figures di Labrie Rudess e Petrucci mi sono sganasciata!)

E poi partono le prime note di The Mirror: tutto il pubblico, e io per prima, è in delirio…si capisce che per i vecchi pezzi c’è un grande amore! È stato bellissimo poterla cantare a squarciagola ( tra l’altro ha un testo che adoro) e Labrie l’ha interpretata da dio. Lie, Lifting Shadows Off a Dream, Scarred…una più bella dell’altra e James tiene botta ( sì è decisamente in forma). Arriva Space Dye Vest: emozione a mille, ma personalmente preferisco ascoltarla dal cd, da sola ( son gusti). James canta la parte finale in modo più disperato ed aggressivo rispetto alla versione da studio: bello, dal vivo fa il suo effetto e la voce è ancora fantastica. Parte Illumination Theory e rimango a bocca aperta; la consideravo già un bel pezzo, ma dal vivo è stata DEVASTANTE uno dei punti più alti della serata, peccato solo che sul finale James abbia invitato il pubblico a fare la ola stile villaggio vacanze…lì non ce l’ho proprio fatta :D

Saluti, ringraziamenti, ciao Torino alla prossima…sì col cavolo lo so benissimo che manca ancora roba…e che roba!!

Sulle prime note di Overture 1928 mi vien quasi da piangere…non mi sembra vero di poterla sentire dal vivo e in molti accanto a me leggo la stessa emozione. Strange Déjà Vu viene cantata appassionatamente da tutti, Scenes from a Memory è fra gli album più amati ( da me di sicuro) e la gioia è palpabile. The Dance of Eternity vede tutti ipnotizzati e poi Finally Free…che meraviglia e che fortuna essere lì.

Stavolta è finito davvero e per la prima volta in vita mia, alla fine di un concerto, mi sono sentita completamente soddisfatta, sazia, piena di tutta la bellezza che ho assorbito.

I “ragazzi” sono stati mostruosi, se possibile li amo e rispetto ancora di più J

Unica nota stonata della serata: il tizio alto circa due metri per almeno un centinaio di chili, credo sulla sessantina (d’età) piazzato davanti a me che non ha voluto saperne di spostarsi, in realtà non si è proprio mai mosso, niente, fermo come una statua per tutto il concerto e ha fatto assai smoccolare me e il ragazzo che avevo accanto ( anche lui come me non certo una cima) perché copriva buona parte della visuale ( si è anche risentito quando è partito un accenno di pogo…)

Nota bellissima della serata James Labrie: gran voce, e questo l’ho già detto, ma l’ho trovato anche molto comunicativo. Certo non è un Bruce Dickinson, non salta qua e là, ma ha un volto intensissimo ed espressivo: è l’immagine che maggiormente porto con me ricordando questo meraviglioso concerto.

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