12/07/14

Live report: Pearl jam - Milton Keynes Bowl 11/07/14



I Pearl jam... Ah, i Pearl jam...
Puó una band, che hai già visto 6 volte, sorprenderti? Stiamo parlando dei Pearl jam, quindi assolutamente si. Ma, come sempre, andiamo per gradi.

La marcia di avvicinamento all'arena è piacevolissima, essendo il posto immerso nel verde. Superati alcuni viali si arriva allo splendido colpo d'occhio del luogo dove si terrà il concerto, la giornata calda (beh, per l'Inghilterra) completa il bel quadro.

Verso le quattro Eddie Vedder da il ringraziamento alla sua maniera a tutti coloro che sono venuti presto. Si presenta con la chitarra e una faccia molto stanca: dice che si è alzato alle 4.45 del mattino e sembrava abbastanza contrariato per questo. Poi ci delizia con la sua voce intonando Porch, che in realtà è l'ultima canzone che avrei voluto sentire in quanto, a mio modo di vedere, assolutamente inadatta senza la band e comunque con un'interpretazione vocale troppo diversa dalla porch originale. Ma direi che non è il caso di lamentarsi.

Finita la canzone da il via ai suoi amici Off! che non sono proprio il miglior gruppo della terra nonostante la buona attitudine. Li ritroveremo più tardi. Esce da dietro le quinte Mike McCready e presenta una delle sue band preferite degli ultimi anni, i Black rebel motorcycle club. La loro performance, tra alti e bassi, è sicuramente buona e anche Mike da il suo contributo suonando nella canzone Conscience killer. Certo, la batterista era legnosa come una ragazza qualunque che ha appena cominciato il corso di batteria, ma in realtà era più apparenza che altro, perchè il drumming era comunque efficace e molto personale. La band sfrutta bene l'ora che ha a disposizione nonostante dei suoni non proprio perfetti e lascia il palco.

Aspettative dai Pearl jam? Francamente nessuna, al contrario dell'ultimo concerto visto, stavolta non ho pensato a nulla. Anzi, ad essere sincero, nell'ultimo periodo non li ho ascoltati neanche con molta frequenza. Ma i Pearl jam come al solito mi stupiscono subito, a partire dalla bizzarra opener Pendulum, direttamente dall'ultimo Lightning bolt. I toni sono bassi ma ora si alzeranno, suppongo. Neanche per sogno, la band comincia il concerto con 4 pezzi lenti, si avete letto bene, 4! In realtà dopo la terza canzone, ovvero Nothingman, potevo anche andare a casa contento perchè una delle mie preferite in assoluto che non avevo mai avuto il piacere di ascoltare in sede live. Dicevamo, cosa dovremmo mai aspettarci dopo 4 ballate? Ma le canzoni più potenti della band, ovvio. Ed ecco quindi una serie di canzoni da paura: Go, Brain of J (wow!), Comatose, Save you, Hail Hail e la rivelazione della serata Mind your manners, canzone sicuramente piacevole ma che mi ha sempre lasciato abbastanza indifferente. Beh, dal vivo è stata una bomba, lo dico senza mezzi termini, i suoni più diretti danno una spinta pazzesca alla canzone.

Eddie è sempre molto simpatico e racconta aneddoti divertenti. Ripete più volte alle prime file di stare attenti alle ragazze ed è esilarante quando si lamenta di quanto costano le birre. Le telecamere inquadrano il listino prezzo " 4 pints with carrier (che sarebbe il cartone per portarle) 20.00 pounds". Eddie dice che con quel prezzo sarebbe più adeguato avere proprio una persona (carrier) che te le viene a portare, vedere il video sotto.


La scaletta procede alla grandissima con, tra le altre, Nothing as it seems (erroneamente annunciata come canzone che non suonavano in Europa da 14 anni quando io l'ho sentita diverse volte) la mia preferita Given to fly (che continuano ad eseguire troppo veloce), Sirens (con il solo di McReady da paura), e l'energica Rearviewmirror, che chiude la prima parte dello show. C'è anche Even flow, ma non è una novità (purtroppo, aggiungo io).

La band rientra ed Eddie sottolinea il fatto che c'è una luna stupenda: parte Yellow moon, la mia preferita di Lightning bolt. C'è spazio per un bel duetto acustico con Simon Townsend e la bella I'm the answer, poi due pezzi dei Mother love bone. Seguono una serie di classici per far cantare tutti: Betterman, Jeremy, Alive, Daughter, Porch (di nuovo??) con delle videocamere intrappolate in dei palloncini, inframezzati dalle schizzate Lukin e Blood. Prima di quest'ultima, Eddie fa un bellissimo discorso sulla guerra e l'ho visto incazzato come non mai, parlando delle atrocità che l'uomo commette ("qualcuno cerca solo un motivo per uccidere"). Ho rivisto l'Eddie incazzatissimo dei primi anni di carriera. Ovviamente sottoscrivo ogni singola parola che ha detto.

C'e spazio per una chicca, la cover della non troppo conosciuta Rain dei Beatles, con al microfono uno che sembrava avessi già visto da qualche parte. A casa vengo a scoprire che è il figlio di George Harrison. Ecco dove l'avevo visto, è praticamente uguale al padre. Dopo 3 ore abbondanti, la chiusura è affidata a Rockin in the free world. Vengono chiamati gli Off! sul palco e (se non dico una fesseria), il figlio di Matt Cameron alla chitarra. Come al solito (per chi conosce i finali dei concerti dei PJ) è il delirio: tutti suonano la prima cosa che gli capita sottomano, tamburelli, piatti e strumenti vari. Adoro quando il concerto termina così.

Sulla band, poco da dire: Eddie Vedder vocalmente non è proprio quello dei giorni migliori ma si "tira" 3 ore di show includendo anche pezzi impegnativi come Lukin e Blood ed è un intrattenitore formidabile. Stone Gossard è sempre il motore della band, anche se lo sto vedendo sempre più in secondo piano, oscurato dal sempre più showman Mike McCready (la sua faccia svagata durante gli assoli è impagabile). Poi Ament che ha cambiato 74 bassi in 34 canzoni e la macchina (da leggersi positivamente) Cameron, stasera estremamente sorridente forse per via della presenza di alcuni parenti delle prime file. Ce n'era uno che aveva la maglietta con la scritta "Matt Fucking Cameron"!

Conclusione? Concerto pazzesco, con una scaletta ricchissima per un totale di 3h e 15 di esibizione. Vedere i Pearl jam è sempre bello come la prima volta e continuerò a vederli tutte le volte che potrò. Mi posso sbilanciare? Semplicemente la piú grande rock band dei giorni nostri.

Migliori canzoni: Nothingman, Go, Mind your manners.
Ne avrei fatto volentieri a meno: Let the records play.


Pearl Jam Setlist Milton Keynes National Bowl, Milton Keynes, England 2014, Lightning Bolt Tour