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Recensione: Accept - Blind rage (2104)

Uh, un po' di heavy metal classico, ogni tanto ci vuole, cazzo!
Gli Accept sono un gruppo che definire storico é poco, pensate che il primo album é del 1979. Cosa stavate facendo voi nel 1979? Ecco.
Cominciamo con una citazione per l'artwork e per bel titolo Blind rage che si sposa perfettamente con il docilissimo toro raffigurato qui sopra.

Prodotto da quel vecchio marpione di Andy Sneap, quest'album suona come un buon compromesso tra il datato e il moderno, con un pizzico (beh, forse piú di un pizzico) di epicitá qui e li. Il non piú nuovo cantante Mike Tornillo (sostituto dello storico Dirkschneider) si é definitivamente preso la scena con una prestazione ancora una volta convincente, cosí come é convincente tutta la band; gli Accept dopo 35 anni di attivitá riescono ancora a dire la loro con un gran bel disco.

Stampede (beccatevi il tamarrissimo video a fine recensione) é un grande inizio e ha tutte le caratteristiche che una opener Heavy metal deve possedere: carica, aggressiva, potente. Il disco non sará tutto su questo stampo ma avrá anche altri tipi di aperture più cadenzate e"meno furiose", giusto per beccare un aggettivo che si sposi con il toro in copertina. Cazzo, piú lo guardo e piú mi piace. 'Sta copertina é proprio figa.

Dicevo dell'epicitá, molti ritornelli sono davvero ottimi e le voci dei cori sono curatissime: Dying breed, Fall of the empire (dove vi girerete per controllare che non ci sia un'orda di vichinghi intorno a voi) e 200 years, per citarne alcune, sono maledettamente riuscite anche grazie a questo. Il resto degli strumenti è ottimo, la base ritmica suona massiccia e le chitarre sono perfette sia nella parte ritmica che in quella solista, pur eseguendo sempre il loro compito senza troppe imprevedibilità. Per il resto, da segnalare una magnifica Trail of tears, una The curse dove, nelle strofe, aleggia lo spettro di Ronnie James Dio (anche se il ritornello è un po' fiacco, a dire il vero) e una ottima conclusione con Final Journey, sicuramente una delle highlight del disco con tanti riferimenti ai migliori Judas Priest.

Se avete voglia di un po' di sano heavy metal vecchio stampo, è il disco giusto. Complimenti agli Accept.

Voto 7,5

Top tracks: Stampede, Dying breed, Final Journey

Tracklist:
01. Stampede
02. Dying Breed
03. Dark Side of My Heart
04. Fall of the Empire
05. Trail of Tears
06. Wanna Be Free
07. 200 Years
08. Bloodbath Mastermind
09. From the Ashes We Rise
10. The Curse
11. Final Journey

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