12/09/14

Recensione: Queen - Live at the Rainbow ’74

Il Rainbow Theatre, ci abitavo a 200 metri di distanza.
Beh, non era ovviamente piú il Rainbow Theater (che ha chiuso i battenti diverso tempo fa) bensí una specie di chiesa/biblioteca (o qualcosa di simile). La zona non é proprio il massimo della vita, ma c'era una cosa che mi faceva impazzire: un barbiere aperto anche di notte. Aperto anche di notte?? Ma chi va dal barbiere di notte? Esatto, era anche la mia domanda. Ci sono passato una volta verso le 2-3 del mattino ed era pieno come lo sarebbe il barbiere di un paesino il giorno di un matrimonio. "Oh, non riesco a dormire, adesso mi vado a tagliare i capelli..."

Ho divagato un po' troppo... se siete su questa pagina volete probabilmente sapere qualcosa in piú su questo live dei Queen, non leggere 'ste fesserie... Beh, allora beccatevi un po' di info.

Il disco é uscito in due edizioni: la standard, con l'esibizione del novembre 1974 (il tour di Sheer heart attack) e la deluxe version che comprende anche il live di marzo (sempre del 1974), risalente peró al tour di Queen II.

I suoni sono assolutamente perfetti ed evidentemente molto lavorati. Leggermente piú grezzi, ma sempre molto equilibrati, quelli del primo CD della versione deluxe. Le ottime performance dei giovani Brian May, John Deacon & Roger Taylor, impeccabili, e la voce di Freddie Mercury che é piú ruvida e intensa rispetto a quella degli ultimi periodi.

Dopo l'intro Procession, apre ufficialmente le danze una Now I'm here lentissima, che piú lenta non si puó. La preferisco cosí. Poi tante belle cose, tra le altre: Ogre battle (canzone che adoro) una In the lap of the gods (la versione meno famosa, con dei falsetti micidiali di Roger Taylor) quasi in medley con la celebre Killer queen, una versione strumentale di Bring Back That Leroy Brown (Freddie pronuncia solo tre solo parole e poi il finale), una devastante Stone cold crazy e la "tirata" Modern Times Rock ’n’ Roll, cantata nel disco da Roger Taylor, ma qui eseguita (non troppo bene, in veritá) da Freddie.
Verso la parte finale le azzeccatissime cover Big spender (eseguita anche nel celebre Live at Wembley), Jailhouse rock e la conclusiva God Save the Queen, che diventerá il loro inno di chiusura.

Live at the Rainbow ’74 mi é piaciuto moltissimo: scaletta, suoni ed esecuzione.
Tutto davvero molto bello e molto rock, con la band ancora senza le aperture pop che hanno reso celebri i Queen degli anni 80.

Se amate il primo periodo dei Queen, acquisto assolutamente obbligato. Anche se non lo amate.

Tracklist:

01. Procession
02. Now I’m Here
03. Ogre Battle
04. Father To Son
05. White Queen (As It Began)
06. Flick Of The Wrist
07. In The Lap Of The Gods
08. Killer Queen
09. The March Of The Black Queen
10. Bring Back That Leroy Brown
11. Son And Daughter
12. Guitar Solo
13. Son And Daughter (Reprise)
14. Keep Yourself Alive
15. Drum Solo
16. Keep Yourself Alive (Reprise)
17. Seven Seas Of Rhye
18. Stone Cold Crazy
19. Liar
20. In The Lap Of The Gods… Revisited
21. Big Spender
22. Modern Times Rock ’n’ Roll
23. Jailhouse Rock
24. God Save The Queen