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Intervista: Strani giorni

Oggi é la volta di fare due chiacchere con la pop-rock band romana Strani giorni. 
Conosciamoli un po' meglio.

 

   
       1) Ciao ragazzi, direi di partire spiegando come è nata la vostra band e il perché del vostro nome “Strani giorni”.
Gli Strani Giorni sono il frutto di una profonda amicizia e nascono con l'idea e la voglia di creare un proprio spazio virtuale dove poter condividere ed esprimere senza nessuna forma di censura, emozioni, pensieri, stati d'animo. È incredibile pensare a come questi 10 anni siano passati velocemente, tra viaggi interminabili, concerti indescrivibili, risate, delusioni e grandi soddisfazioni, sempre con la forza di rimanere uniti e di portare avanti con impegno e leggerezza il nostro piccolo grande sogno. Il perché` del nostro nome? Ah ah...questa è la fatidica domanda alla quale nessun gruppo vorrebbe mai essere sottoposto; noi infatti in perfetto e fedele stile "marzulliano" rispondiamo sempre con un altra domanda: "A voi sembrano giorni normali quelli che stiamo vivendo oggi? "A dire il vero Strani Giorni è il titolo di una canzone di Franco Battiato, ma anche dei Cure e dei Doors e di un film uscito un po’ di anni fa...insomma tutte cose che ci piacevano molto e gravitavano spesso attorno a noi, era inevitabile che prima o poi sarebbe diventato lo stendardo della nostra bandiera!
 
      2) Cosa state combinando attualmente?
In questo periodo siamo particolarmente impegnati nella promozione del nuovo Album; stiamo preparando parallelamente al concerto classico anche la versione acustica del live, così da poter portare il nostro spettacolo anche in locali più piccoli e meno attrezzati. Tra un viaggio e l'altro quando siamo in sala, oltre alle prove di routine, stiamo lavorando a delle nuove idee molto ineressanti ma è ancora un po’ presto per pensare e poter parlare di un nuovo lavoro discografico...ogni cosa a suo tempo!
 
3) Di cosa parla il vostro singolo “Curami”?
Cerchiamo una cura alle nostre inquietudini, insicurezze, alle nostre paure più ancestrali e profonde...a quella sensazione improvvisa di sentirci inutili e privi di nessuno slancio verso il futuro. Un viaggio nell'intricato labirinto della mente umana; l'esigenza di lanciare una sorta di S.O.S disperato per giungere alla consapevolezza che non arriverà mai nessuno a salvarci perché` dentro ognuno di noi si cela una malattia ma anche la sua rispettiva cura!
 
4) Qualcuno di voi mi dica un disco che pensa sia l'unico al mondo ad apprezzare
Roberto: "Avevo all'incirca 15 anni, ascoltai per la prima volta e per puro caso “Seventeen Seconds” dei Cure...rimasi letteralmente sconvolto! Dopo una settimana decisi di comprare la mia prima chitarra elettrica e di formare la mia prima Band. A distanza di tempo, ogni volta che lo ascolto, percepisco ancora le stesse identiche vibrazioni di allora!


5) Per cosa litigate in sala prove?
Fortunatamente in sala prove si respira sempre un’aria abbastanza serena e rilassata; ci divertiamo proprio come dei bambini quando suoniamo insieme, non possiamo perdere del tempo così prezioso per litigare ah ah. Qualche piccola divergenza casomai ci può stare ogni tanto a fine prove quando discutiamo su come affrontare e programmare il nostro percorso artistico, perché abbiamo caratteri e personalità molto forti, ma alla fine ci compensiamo e troviamo sempre la soluzione giusta ad ogni problema.
 
6) Domanda di rito, quali sono le vostre influenze e gusti personali?
Siamo nati ascoltando generi musicali molto diversi tra loro. Fondamentali sono stati per noi e continuano ancora oggi ad essere un grande punto di riferimento gruppi come i Police, Cure, Pink Floyd ma anche alcuni cantautori italiani: Ivan Graziani, Tenco, Battisti ma lista potrebbe essere davvero infinita. Ascoltare tanta musica, sempre nuova e di qualità è fondamentale per l'ispirazione e per assimilare suoni e forme musicali che inconsapevolmente contribuiscono a formare e contaminare per sempre la tua coscienza artistica!
 
7) Se foste gli Headliner in un grosso festival, cosa chiedereste nel vostro backstage? Potete chiedere qualsiasi cosa, sbizzarritevi.
Cose semplici: un camerino spazioso, un divano confortevole, un piccolo frigo-bar con della buona birra ghiacciata e possibilmente Sting e Robert Smith in ginocchio che ci supplicano di poter suonare un paio di brani insieme a noi ah ah...non stiamo chiedendo mica la luna?!


8) Qual è la vostra gig che ricordate con maggior piacere?
In questi favolosi 10 anni abbiamo viaggiato e suonato in Italia un po’ dovunque. Ogni concerto piccolo o grande che sia è sempre unico e irripetibile e gode di una sua magia sempre diversa...è davvero difficile rispondere, ma credo che nella valigia dei nostri ricordi porteremo sempre con noi la nostra prima esibizione alla "Corriera Stravagante" un minuscolo locale alla periferia di Roma est, con atmosfera tipica dei pub inglesi; pochi metri quadrati stracolmi di energia e anime festose e il concerto di apertura a Fabrizio Moro a Capannelle nella prima edizione di "Rock in Roma" su un palco chilometrico davanti a circa 8000 persone...brividi...brividi...brividi...
 
9) Ognuno di voi mi dica la sua canzone preferita.
Sono davvero tantissime le canzoni che amiamo e che avremmo voluto scrivere e anche qui la lista potrebbe estendersi all'infinito.. .ce n’è una in particolare che ci emoziona profondamente e che ci accomuna nella risposta: “La Speranza” degli Strani Giorni!

10) Questa era l’ultima domanda, grazie per aver partecipato. Chiudete l’intervista come preferite.
Grazie di cuore a voi, alla vostra curiosità, alla vostra attenzione e al vostro contagioso entusiasmo per aver condiviso insieme a noi, una parte così importante ed intima della nostra vita! Chiudiamo ricordandovi di seguirci nei live e sul nostro sito ufficiale www.stranigiorni.org o sulla pagina www.facebook/stranigiorniband vi aspettiamo a braccia aperte e sempre Buona MUSICA!!! S.G.


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