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Recensione: Marilyn Manson - The pale emperor (2015)

Ho sempre apprezzato a metà (i) Marilyn Manson, artista (o gruppo. Ok, la smetto) di cui possiedo alcuni dischi nei quali apprezzo tantissimo alcune cose, ma molto meno altre. E' anche il caso del nuovissimo The pale emperor, che mi ha soddisfatto a metà. Anzi, non proprio soddisfatto, se devo dirla tutta.

La prima cosa che salta all'orecchio è la maturità artistica acquisita da MM che presenta un disco senza grossi botti e con ritmi e atmosfere decisamente più rilassate e "per tutti", rispetto al passato. Guardate la copertina, sembra si sia calmato e adagiato sul divano: "ragazzi, con calma...sedetevi, prendetevi qualcosa da bere e non fate troppo casino". Beh, la carta d'identità dice che il "reverendo" non è più un ragazzino, quindi la cosa potrebbe essere fisiologica.

Se dovessi tentare di riassumere goffamente la musica di questo The pale emperor direi che sarebbe un misto tra i Depeche Mode, Tom Waits, NIN, una spruzzata di blues e ovviamente i soliti suoni industrial e disturbanti che da sempre caratterizzano la sua carriera.

Se da un lato colgo tantissima personalità e tanta consapevolezza da parte di MM, dall'altra il punto negativo é sicuramente la ripetitivitá dell'opera. Le prime 3 tracce infatti scorrono abbastanza piacevolmente: interessante il messaggio di Killing strangers (We’re killing strangers so we don’t kill the ones we love) e molto riuscita Deep Six, l'unica canzone che potrebbe stare in un vecchio album in quanto ad aggressivitá. Molto particolare e affascinante anche il singolo Third Day of a Seven Day Binge (vedi video al termine della recensione), ma dopo questo, la mia soglia di attenzione cala notevolmente. Tutte le altre canzoni si assestano sugli stessi ritmi e le stesse atmosfere, senza particolari scossoni. L'ascolto, alle mie orecchie, diventa abbastanza pesante e la voglia di staccare bussa ripetutamente. Peccato perché verso la fine troviamo due pezzi interessanti quale Cupid carries a gun e Odds of even, ma ci arrivo davvero troppo stanco.

Un disco molto personale, consapevole, con tanto lavoro dietro, ma anche molto noioso. Non ho da ridire sulla qualitá del disco e sulle intenzioni, ma decisamente non fa per me.

Voto 57/100

Top tracks: Killing strangers, Deep six

Tracklist:
1. Killing Strangers
2. Deep Six
3. Third Day of a Seven Day Binge
4. The Mephistopheles of Los Angeles
5. Warship My Wreck
6. Slave Only Dreams to Be King
7. The Devil Beneath My Feet
8. Birds of Hell Awaiting
9. Cupid Carries a Gun
10. Odds of Even


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