Passa ai contenuti principali

Recensione: The Gentle Storm - The Diary (2015)


Non ho mai amato troppo l'olandese Arjen Lucassen, ne riconosco il genio compositivo, ma lo trovo spesso troppo cervellotico per i miei gusti. E me ne dispiaccio perchè la roba che compone è davvero valida. 
Leggo quindi di un nuovo progetto, ma stavolta rimango subito folgorato dall'idea: un doppio cd con le stesse canzoni in ciascuno, solo in due versioni diverse, una "gentle" (ovvero acustica) e l'altra "storm", elettrica. Grandissima idea e grandissima realizzazione perchè Lucassen ha praticamente registrato un milione di strumenti (anche quelli più bizzarri, acustici) da solo. Voce a parte, dove troviamo la bravissima connazionale Anneke van Giersbergen.

Il tutto è estremamente credibile e pieno di atmosfere sognanti con un bel concept sullo sfondo: una storia d'amore (attraverso uno scambio epistolare) ambientata tra i mari e le atmosfere del XVI secolo. Troppo complicato spiegarvi il concept a fondo, quindi mi soffermo sulla musica. Anneke fa la sua parte in maniera egregia: tutte le vocals sono praticamente perfette, ben eseguite, studiate, tecniche, credibili. Quello che ci sta dietro lo è altrettanto e non si può fare a meno di notare tutta l'attenzione al dettaglio di Arjen. Davvero tanta roba. Flauti, percussioni, violini (nella prima parte), davvero tanta roba di ottima qualità.
Se dovessi scegliere tra la parte gentle e quella storm, sceglierei quella acustica, probabilmente perchè l'ho ascoltata di più trovandola più particolare (o più probabilmente perchè mi faccio vecchio e mi sto rammollendo). Il disco però richiede un sacco di ascolti e non gliene ho dati a sufficienza. Magari ne parlerò più approfonditamente a fine anno nella classifica dei migliori album del 2015 (o magari me ne uscirò con le solite 2 parole), perchè dopo poco più 3 mesi di questo 2015 è sicuramente uno dei dischi più interessanti, forse il più interessante in assoluto.

L'unico difetto che posso attribuire all'album è l'essere un po' prolisso. Le atmosfere e le idee si ripetono in qualche modo durante l'ascolto degli 11 brani. Magari tagliarne 2-3 sarebbe stato l'ideale, ma non faccio testo perchè dico sempre la stessa cosa (trovate questa frase in 9 recensioni su 10, se seguite il blog).

Non sono solito scrivere tanto, ma stavolta descrivere il disco è davvero arduo quindi la taglio qui e dategli un ascolto qui sotto, porca vacca. Lo merita. Davvero ottima musica, che sia o no il vostro genere.

Voto 78/100

Top tracks: Endless Sea, Shores of India, The storm

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

I piú cliccati della settimana

Recensione: Magni animi viri - Heroes Temporis, World edition (2016)

Videorecensione: Foo fighters - Sonic Highways

Top 10: Canzoni rilassanti

Top 10: canzoni tristi