10/06/15

Recensione: Tremonti - Cauterize (2015)

Ed eccolo, un altro disco dell'ex ministro di Tremonti (faccio sempre le stesse battute, ne sono consapevole).

Ebbene si, probabilmente annoiato dal fatto che Myles Kennedy se la sta spassando con Slash in giro per il mondo e gli Alter Bridge sono per forza di cose in stand-by, il nostro caro Mark si presenta ancora per conto proprio. 3 anni dopo il buon All I Was e con una band ormai consolidata alle spalle dove spicca la presenza fissa al basso del figliuolo di Eddie Van Halen, Wolfgang. Cauterize ha 10 tracce e dura 44 minuti, esattamente come piace a me. Analizziamole, queste tracce:

1. Radical Change  
Cazzo, e chi sono i Pantera? Siamo sicuri che ho fatto partire il disco giusto? Si, dai, la voce é la sua, il disco é giusto. Inizio al fulmicotone che non fa prigionieri, grandi ritmi e grande chorus, orecchiabile ma cattivo. Funziona tutto.
                  
2. Flying Monkeys                   
I ritmi si dimezzano ma la pesantezza resta. In generale, peró, cantare con i ritmi piú bassi é piú difficile e il fatto che Mark non sia un cantante di altissimo livello qui si nota di piú. Se la cava benissimo, parliamo di sottigliezze, peró per fare funzionare bene un pezzo cosí lento ci vuole un'interpretazione vocale davvero maiuscola. E qui l'interpretazione é solo buona. Il pezzo non mi convince ( si era capito, penso.)

3. Cauterize 
Altro pezzo, come il primo, che parte a 2000 anzi a 3000. La title track, a parte la strofa a ritmi forsennati, ha un ritornello molto aperto e melodico a lá Alter bridge. Inaspettato il finale melodico che mi ricorda qualcosa dei Red Hot Chili Peppers. Un pezzo che rappresenta benissimo la carriera solista di Mark Tremonti.
                             
4. Arm Yourself 
Altro inizio pesantissimo e strofa molto convincente, la struttura del brano peró é davvero troppo "Mark Tremonti trademark" risultando decisamente giá sentito. Ha lo stesso attacco del chorus dell'opener Radical change. Ottima e particolare la sezione ritmica, peró il pezzo non mi convince appieno.
                     
5. Dark Trip   
Il titolo la rappresenta bene, sembra una semi ballad oscura e malata, un Dark trip, insomma. Anche qui i ritmi sono lenti ma l'esecuzione vocale é piú convincente della traccia numero 2, il ritornello é molto bello ed intenso, cosí come il solo sul finale. Riuscitissimo, a mio modo di vedere.

6. Another Heart 
Il singolo che ha anticipato l'album. Si ritorna a suoni meno pesanti e alle atmosfere Alter bridge. Il pezzo é buono, ma ha davvero senso suonare questi pezzi nel proprio album solista? Somiglia ad un sacco di pezzi degli Alter bridge, a parte la sezione solista un po' piú dura del solito. Bocciato, troppo prevedibile e inutile.

7. Fall Again 
Un inizio molto tranquillo che sfocia in un prechorus potentissimo. Mi piace parecchio il contrasto tra le due atmosfere e Mark se la cava bene in un pezzo estremamente impegnativo da cantare. Brano "diverso", quello che mi piace sentire in un disco solista!

8. Tie The Noose 
A proposito di diversitá, solito riffone e solito inizio di strofa. Il ritornello é "quasi" il solito. Francamente mi sono stancato di ascoltare canzoni con lo "stampino", e Tie the noose, pur non essendo per nulla un brutto brano, é un brano che non aggiunge niente. Un riempitivo, insomma. SKIP TRACK

9. Sympathy
Insultatemi pure ma questo é senza ombra di dubbio il mio brano preferito dell'album. Piú solare, con un un drumming pazzesco e con Mark che canta con un tono piú alto. Piú Pop come impostazione, ma chi se ne frega, se un pezzo è bello, é bello! Il brano migliore dell'album, lo so che l'ho giá detto, lo dico di nuovo. TOP TRACK!

10. Providence
Penso che 999 persone su 1000 (quella persona sará sorda o sará distratta) noteranno che l'arpeggio iniziale é stato "preso in prestito" da Blackbird (e da un paio di altre degli AB) e conseguentemente le atmosfere delle parti solistiche sono molto somiglianti. Il pezzo é abbastanza riuscito, ma é piú un"ti piace vincere facile?"

Musicalmente non ho appunti da fare a questo Cauterize, che é decisamente un buon prodotto. Sto peró cominciando a chiedermi che senso abbia per Mark Tremonti di costruirsi una carriera solista. Ok l'esperimento per un disco, ma se molte atmosfere ricordano la band madre (della quale é il principale compositore) non so se valga la pena continuare su due strade parallele. Ok, c'é un po' di pesantezza in piú, ma é abbastanza per giustificare il tutto?

Voto 66/100


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