05/10/15

Recensione: The Winery Dogs - Hot Streak (2015)


Ma quanti dischi che mi interessano stanno uscendo in questo 2015?
Ebbene si, anche in questo ci suona Mike Portnoy, che sembra abbia almeno 6-7 cloni, dato che ho appena recensito un altro suo disco (i Metal allegiance, clicca qui per la recensione).
A due anni di distanza dal debut omonimo (clicca qui per la recensione, di nuovo), eccolo con la seconda pubblicazione dei The Winery dogs, in compagnia di Richie Kotzen e Billy Sheehan che ci salutano in una copertina che piú photoshoppata non si puó. Ciao! Cominciamo con l'ascolto di questo Hot streak:

01. Oblivion
E chi sono i Dream theater? No, entra la voce di Kotzen (che non mi piacerá mai e che quí trovo piú moscia del solito) e si capisce subito che sono loro. Strofa tiratissima e ritornello molto orecchiabile á lá Mr.Big. Bella anche la sezione strumentale nella seconda metá, ma lo sappiamo...a livello tecnico questi 3 sono dei mostri. Gran bella opener.

02. Captain Love
Piede sul freno...Questa mi suona molto di "nuovi" Europe. Dicevo, toni un po' smorzati, anche qui bella seconda parte tecnica, ma il pezzo é un po' moscio. Non male eh, ma un po' moscio (soprattutto se rapportato all'opener), cosí come la prestazione dietro al microfono di Kotzen. Non lo dico piú, promesso. Aspettate, facciamo che ci provo, ma non prometto.

03. Hot Streak
I ritmi ritornano piú alti (e piú "jazzati"), per questa interessantissima title track. Canzone diversa e decisamente meno Hard rock del solito, ma gli amanti della musica a 360 gradi apprezzeranno lo stesso, forse anche di piú. Si, peró, cantare come al minuto 2.39 dovrebbe essere vietato per leggere.

04. How Long
Dopo una bella intruduzione, pezzo abbastanza "telefonato".. Questa How long é esattamente quanto ci aspettiamo da questi 3 signori. A livello strumentale ineccepibile, peró le parti cantate...Mmmmmm Ok, mi sa che non ce la faccio. Intendiamoci, Kotzen sa cantare, é solo che sento che gli strumenti vanno a 1000 e lui canta a 50, é solo una questione di intensitá, il gusto c'é. Pezzo non male, un po' prevedibile ma non male. Buon chorus.

05. Empire
Buon piglio questa Empire, io peró continuo sempre a sentire molto (troppo) i Mr big. E' certamente un bene, ma ha senso per Billie Sheehan fare le stesse cose che fa nella band madre? Per chi non lo sapesse, anche Kotzen ha militato nella band (e si sente). Molto belli i soli di chitarra, sia quello breve nella parte centrale che quello prolungato sul finale. Se la mettete in un disco a caso dei Mr Big, non ve ne accorgerete neanche.

06. Fire
E che é sta roba? E io che mi aspettavo una cover di Jimi Hendrix, invece ci troviamo di fronte a un pezzo tipo terrazza estiva di un Hotel di categoria discutibile. Un Kotzen vocalmente praticamente uguale a Chris Cornell e chitarristicamente in stile sudamericano. Il pezzo mi fa abbastanza cagare, peró apprezzo il tentativo di fare qualcosa di diverso. Meglio questa che una canzone fatta con lo stampino.

07. Ghost Town
Si ritorna a pestare, perlomeno all'inizio, poi si scende di intensitá. Mi ricorda qualcosa del James La Brie solista (sí, esatto, boh). Anche qui il gruppo tenta una nuova strada e stavolta non mi dispiace per nulla, la voce di Kotzen funziona di piú se non deve spingere e se si puó adagiare su tessuti musicali piú leggeri. Lo so che sembra una frase buttata li senza senso, ma se la ascoltate forse capirete cosa voglio dire. Mi piace

08. The Bridge
Grande sezione ritmica iniziale e pezzo che prende degli sviluppi strani, comprese delle note diverse al microfono. Interessante anche se un po' meno immediata rispetto alle altre tracce del disco. Il brano ha molta qualitá, ma passa un po' cosí... Ritornello deboluccio

09. War Machine
Un pezzo che é un ibrido tra quello che abbiamo ascoltato nella prima parte e quanto stiamo ascoltando da qualche canzone a questa parte, compresa una chitarra stile flamenco buttata li verso metá brano. I suoni di chitarra mi piacciono moltissimo. Non sono proprio carichi di testosterone, ma suonano proprio bene. Pezzo non epocale, ma ha dettagli che gli danno decisamente senso.

10. Spiral
Un basso ipnotico, Portnoy che si esercita sul charlie e un Kotzen ancora stile Cornell. Anche questo é un pezzo diverso e che non mi sarei mai aspettato di sentire dalla band, con molti suoni strani e tastiere. Sembra un pezzo degli anni 80. Apprezzo ancora l'innovazione, ma stavolta ne avrei fatto a meno. Del pezzo, non dell'innovazione. Kotzen sembra cantare con un briciolo di passione in piú, forse il pezzo gli piace.

11. Devil You Know
Si ritorna ai "soliti" Winery dogs, dopo il pezzo di prima se ne sentiva il bisogno. Molto buona la strofa mentre nel ritornello la voce dovrebbe spingere decisamente di piú (che ve lo dico a fare...). L' idea del chorus peró é azzeccatissima, ti si stampa in testa dal primo ascolto. Ancora una volta mostruoso il break strumentale a metá brano. Gran bel pezzo, uno dei migliori del disco.

12. Think It Over
Inizio molto ballad anni 60 e pezzo decisamente particolare con un ritornello che peró va a finire sempre li. Come, dove, parlo dei Mr Big, no? A parte la "derivazione", il pezzo é perfettamente riuscito, mi piace molto, mi piace persino l'interpretazione di Kotzen, pensate un po'. Ma anche qui, se mettete questa Think it over in un album della band madre non se ne accorgerebbe nessuno.

13. The Lamb
Canzone conclusiva e piú lunga dell'album con i suoi quasi 7 minuti. I ritmi sono alti, ma i volumi delle chitarre sono come quelle "censurate da MTV" (cosí Richie puó finalmente cantare senza alcuno sforzo?). I'm the lamb I'm the lamb, I'm the lamb, I am so lost... feed me... (ma di che cacchio parla sta canzone?!?). Il riff portante é magnifico, la canzone cosí cosí e la parte finale poteva benissimo essere evitata. Forse anche la canzone per intero, effettivamente. Chiudere con la bella ballad precedente sarebbe stato meglio.

Lo dico subito, 3 pezzi in meno (quelli deboli) avrebbero giovato a questo Hot streak, che comunque rimane un prodotto qualitativamente eccellente. Kotzen, Sheehan e Portnoy musicalmente sono una garanzia. Io peró prenderei un cantante diverso, ma anche questo lo sapete giá. Mi allontanerei anche un po' dai Mr Big, ma mi rendo conto che é difficile stare in una band per 25 anni (parlo del biondo) e non portarne i segni.
In definitiva, questo Hot streak é decisamente buona musica, come il predecessore. Se vi piacciono i 3, andate a colpo sicuro.

Voto 69/100
Top tracks Devil you know, Oblivion, Hot streak.
Skip track: Spiral.

Vi lascio con l'ego di Portnoy e con la bella Oblivion.